sabato 31 marzo 2007

QUEL TELEFONO AOSTA N°1 (1987)

AOSTA - Il 1886 viene ricordato dai valdostani come un anno molto significativo per la ripresa dello sviluppo sociale, grazie all'arrivo della luce elettrica pubblica ad Aosta e all'apertura della ferrovia Aosta/Torino, ma il 1887 ha rappresentato per gli abitanti della regione un momento storico per quel che concerne il telefono. E' di cent'anni fa infatti la prima documentazione dell'attivazione di un impianto privato telefonico. Si trattava di un collegamento di due negozi di proprietà del farmacista Colli in via Croix de Ville e in via Emmanuel Philibert, oggi via De Tillier. Se spetta al Colli il primato di aver attivato il primo telefono in Valle, ai canonici del Gran San Bernardo (e in particolare al canonico Théophile Bourgeois) va riconosciuto il merito di aver costruito, nello stesso anno, due impianti telefonici al Grande e Piccolo San Bernardo. Lo stesso canonico Bourgeois contribuì poi all'installazione di cinque apparecchi telefonici per il collegamento di La Thuile con il Piccolo San Bernardo. Nonostante l'utilità del telefono però, la gente in Valle accoglieva le varie realizzazioni con grande indifferenza, tanto che proprio a causa degli scarsi introiti, la direzione compartimentale di Torino decise di affidare nel gennaio del 1913, la gestione del servizio telefonico di Aosta ai privati. Oggi, dall'attivazione del primo impianto privato avvenuta nel 1887, si è giunti al cinquantamillesimo abbonato in Valle: un vero e proprio primato per una regione con poco più di centomila abitanti.
(La Stampa)

venerdì 30 marzo 2007

GLI HUSKY SUL MONTE BIANCO (1987)

COURMAYEUR - (AO). "E' nostra intenzione salire sul Bianco con una muta di cani e una slitta" dice Dodo Perri, albergatore e "adventure man", -nonchè istruttore e titolare della scuola valdostana di Sled Dog- che assieme all'amico Maurizio Grignolato, Daniele Rao e Giovanni Albergamo, tenterà quest'impresa che ha dell'incredibile. "Ma non mancano i problemi -aggiunge- perchè la Regione non ne vuol sapere. Ho chiesto un contributo ma mi è stato risposto che, visto che dovrò tentare di arrivare in vetta passando dal versante francese, di rivolgermi a loro. Come se non sapessero che è quella l'unica via praticabile con cani e slitta". Attaccato alla sua Land Rover, un carrello pieno di cani, siberian husky, groenlandesi, alaskan malamute, animali visti finora solo nei film. Perchè questa impresa? "Da quando ho abbandonato Milano e mi sono rifugiato ad Entreves -continua Dodo- ho scoperto la vita, la natura, l'amicizia. E quando sono solo con i miei cani in queste splendide vallate ricoperte di neve e di ghiaccio, mi sento davvero il padrone del mondo". (La Stampa)

(foto: Dodo Perri e due dei suoi cani)

UNA PASSERELLA CHE FA STORIA (1987)

AOSTA - Sarà demolita la passerella che collega la città allo stabilimento Delta Cogne scavalcando i binari ferroviari? L'interrogativo è, per ora, senza risposta. La stazione ferroviaria del capoluogo regionale sta cambiando aspetto e il lungo ponte su cui per tanti anni sono passati i dipendenti della fabbrica siderurgica pare destinato alla demolizione. Se n'è parlato anche mercoledì scorso in Consiglio regionale, dove l'assessore Lanivi ha confermato che la passerella è in cattive condizioni. "Strutture precarie che sono d'intralcio anche alla circolazione in via Carducci", questo ha spiegato l'assessore, è il responso dei tecnici. Tuttavia una speranza rimane. Lanivi ha fatto un ipotesi: la Regione potrebbe salvare la struttura in ferro. Il sottopasso ferroviario che metterà in comunicazione la strada lungo lo stabilimento e la stazione di Aosta la rende inutile, ma la passerella è un simbolo della città, caro a tutti, anche ai giovani.
(La Stampa)

giovedì 29 marzo 2007

AOSTA / PARIGI IN MONOPATTINO (1987)


AOSTA - Nuova impresa di cinque ragazze dopo quella di Roma, avvenuta due anni fa. In pochi giorni le cinque giovani atlete, Marisa Lunardi, Manuela Iamonte, Luisa Giordana, Valeria Vittone e Carola Henry, seguite dal tecnico Achille Grumolato, riuscirono in pochi giorni, seconda una tabella di marcia rigorosa, a giungere nella capitale ottenendo ovunque simpatia e consensi. Domattina alle 10 invece, queste cinque giovani (tranne Carola Henry, sostituita per infortunio da Alessia Crocitti), partiranno da via Chambery ad Aosta per compiere un'altra performance dello stesso genere che, data la sua caratteristica di internazionalità, potrebbe anche bussare alla porta del "Guinness dei primati". La tabella di marcia prevede il passaggio alle ore 10,15 a Sarre, quindi la carovana attraverserà Saint Pierre, Villeneuve e via via tutti i paesi per giungere alle ore 11,30 Pré Saint-Didier e verso mezzogiorno all'ingresso del traforo. Per ragioni di sicurezza le ragazze non potranno compiere in monopattino il percorso all'interno del tunnel, quindi le atlete raggiungeranno Chamonix in pulmino poi, con direzione Nantua, dopo 223 chilometri si concluderà la prima tappa. La seconda tappa, in programma per il 5 luglio, porterà la squadra aostana ad Auxerre, dopo 274 chilometri e infine il 6 luglio, terza e conclusiva frazione sino a Parigi, dopo 240 chilometri. Il percorso totale sarà quindi di 737 chilometri e l'arrivo a Parigi è previsto per le ore 16 di lunedì sei luglio sulla piazza dell'Arco di Trionfo. (La Stampa)

(foto: da sinistra: Luisa Giordana, Valeria Vittone, Alessia Crocitti, Marisa Lunardi, Manuela Iamonte con il loro allenatore Achille Grumolato)

mercoledì 28 marzo 2007

NUOVA SEDE ANSA AD AOSTA (1987)

AOSTA - "La Valle d'Aosta è più vicina al mondo" potrebbe essere lo slogan del nuovo ufficio di redazione giornalistica Ansa in funzione ormai da alcuni mesi nel capoluogo regionale ma che verrà presentato ufficialmente domani mattina al Centro Congressi del Grand Hotel Billia di Saint Vincent. Alla cerimonia di 'vernissage' della nuova iniziativa, saranno presenti Giovanni Giovannini, presidente dell'Ansa e della Federazione editori; Sergio Lepri, direttore giornalistico dell'Ansa; Sergio Capelli, direttore amministrativo; e Francesco Bianchini, responsabile dei servizi regionali. Il ventaglio dei servizi offerti consente quindi di scegliere le informazioni più adatte alla propia attività, anche con risposte personalizzate sulla base di quanto si vuole sapere o conoscere: il testo arriverà sul tavolo di lavoro tramite telescrivente o su un video terminale. La redazione valdostana è formata per il momento dal responsabile della sede Alberto Robello, da un redattore. Piero Minuzzo, e da una impiegata, Francesca Cortelli. (La Stampa)

GLI SPOSI AMERICANI (1987)

AOSTA - Jennifer Varey 27 anni e David Murphy 32, cittadini americani di Seattle, si sono sposati ieri mattina ad Issogne, dove un antenato (o presunto tale) della sposa, Giorgio di Challant, imparentato con la famiglia Varey, fece ricostruire nel 1480 l'antico castello. La cerimonia nunziale è stata celebrata nel salone del municipio, addobbato a festa per l'occasione, dal vice sindaco Marta Cassius. Lei vestiva "stile anni '30 ", con un completo rosa pallido e con una semplicissima coroncina di perle per cingerle la testa, lui, in un abito a due bottoni color fumo di Londra con sottili righine, entrambi sorridenti tra i due testimoni, il fratello e la cognata della sposa, mentre papà Gordon e mamma Mary continuavano a scattare fotografie per immortalare il fatidico momento. Il loro soggiorno in Valle d'Aosta si è concluso poche ore dopo il rinfresco organizzato in uno dei saloni del castello di Issogne. (La Stampa)

(foto: il momento del "si" in Comune)

martedì 27 marzo 2007

STORIA DI UN NOME: MONTE BIANCO (1987)

AOSTA - L'origine del toponimo tra verità, leggenda e paura. Oggi, passato da parte a parte da un tunnel e solcato dalle funi della cabinovia, il Monte Bianco non fa più paura a nessuno, ma un tempo, prima che le esplorazioni spazzassero via i fantasmi dell'ignoranza, non era così. Un tempo il Monte Bianco era la montagna maledetta, come riporta il conte Carlo Passerin d'Entreves nella nota redatta per la guida dei monti d'Italia del Cai e del Touring club: "Un breviario del secolo XVI, che si conserva nella cattedrale di Aosta, racconta, in un mystère, la miracolosa spedizione di San Bernardo, salito al Mont Joux alla testa di una processione per esorcizzare il demonio che infestava il Passo del Gran San Bernardo. Il santo gli butta al collo la sua stola, che subito si converte in una solida catena, e gli ordina di andare ad inabissarsi nelle crepacce del Mont Malet". Il breviario indica anche l'esatta posizione del Mont Malet: "Entres les quadres diocèses -Oste, Genève, Tarenthèse et Ljon- estant bien renclus". A partire quindi dal 1607 il tetto d'Europa viene indicato sulle carte geografiche con i poco benevoli nomi di Mont Malet, Mont Malay, Mont Maudit e Montagne Maudite, chiaramente dal latino "maledictus". Dobbiamo far passare più di un secolo per arrivare al nome attuale, quando un ottico di Ginevra nel fare pubblicità alla valle di Chamonix, indica come località numero uno 'Le Mont Blanc'. E' in pratica il battesimo ufficiale, il nome con il quale oggi è universalmente conosciuto.
(La Stampa)
(foto: Monte Bianco visto da Entreves, Valle d'Aosta, Italia)

SEI MORTI PER DROGA IN DUE MESI (1987)

AOSTA - Stato d'emergenza in Valle d'Aosta, anche se non ufficialmente dichiarato; nei prossimi giorni il presidente della giunta regionale Augusto Rollandin, che ha anche la carica di prefetto, renderà noto un comunicato nel quale verranno precisate le iniziative decise per combattere la diffusione della droga in Valle. Ed è proprio il presidente Rollandin che venerdì scorso ha presieduto il Comitato per la sicurezza e l'ordine pubblico. Tema affrontato, la lotta alla droga e agli spacciatori. Negli ultimi due mesi purtroppo vi sono stati in Valle sei morti per droga, una percentuale molto alta se messa a confronto con il numero degli abitanti (113 mila circa). Sei morti sulle quali sono stati taciuti i particolari: comprensibile il dolore dei famigliari delle vittime, meno comprensibile il silenzio di chi dovrebbe indicare quale sia la terribile sorte di chi fa uso di droga. Un iniziativa nel frattempo è stata presa dal Comitato per la difesa dei valori umani, che da domani raccoglierà firme in piazza Chanoux per una petizione da inviare a Craxi contro l'espandersi della droga e della pornografia. Gianni Bondaz ed Edoardo Bich sono stati i primi firmatari. (La Stampa)

lunedì 26 marzo 2007

PENSIERINO DELLA SERA

"Quando nel mondo appare un nuovo genio,
potete riconoscerlo da questo
segno inequivocabile: Tutti i mediocri
si coalizzano contro di lui".

Jonathan Swift. scrittore inglese (1667-1745)

WILLKOMMEN KNUT !! (2007)

E chiamali animalisti! Fosse per loro, Knut il piccolo orsacchiotto bianco nato nello zoo di Berlino a quest'ora sarebbe già stato ucciso, poichè per loro, "soloni" della natura, "un cucciolo orfano o abbandonato dalla madre deve essere soppresso per il suo bene". Una situazione che mi ricorda la 'rupe Tarpea' di antica memoria, o la "perfezione della razza" di memoria recente. Si può essere senz'altro d'accordo che la vita in cattività " non è vita" per il re della banchisa polare, però da qui a "tiragli il collo" ce ne passa. Ricordiamoci poi che Tosca, la madre orsa che l'ha messo al mondo -assieme ad un fratello gemello morto - e che lo ha abbandonato al suo destino, viveva già in cattività quindi, il tenero Knut sarebbe discendente di chissà quante generazioni di animali nati in cattività, pertanto ben lontano dalla naturale voglia di spazi aperti e foche da cacciare. Sono d'accordo comunque nel dire che non mi piace lo zoo, perchè dietro le sue sbarre gli animali scontano una "condanna all'ergastolo" senza aver commesso nessuna colpa. Il punto adesso è un altro: Perchè questi "animalisti da diporto" non hanno consigliato -magari- di svezzare Knut e poi restituirlo alla natura, ovvero alla banchisa polare? Ma siamo sicuri che a causa di una progenia vissuta da anni accanto all'uomo, Knut sia in grado di riacquistare la facoltà di adattamennto ad un mondo così ostile per natura e clima? Facile dire "togliamolo di mezzo perchè questa per lui non è vita". Lo sappiamo tutti che non è vita quella 'vivacchiata' in cento metri di spazio, ma è pur sempre "vivere". Da sempre odio le conclusioni 'tout court', come quelle per esempio dei cacciatori quando dicono -dopo una strage di pennuti- che "noi amiamo la natura e cacciamo solo per preservare la specie". Lasciamo perdere. Benvenuto Knut! (Gericus)

TRENTA MORTI E 800 FERITI IN UN ANNO SULLE STRADE VALDOSTANE (1987)

AOSTA - Poter intervenire sull'incidente con un medico è importante. E' ormai provato infatti che i primi 20/30 minuti dal trauma sono i più importanti per la salvezza dell'infortunato. Il problema forse è meno evidente in Valle grazie alle distanze ridotte (se l'incidente avviene in quota c'è l'elicottero) e alla dislocazione decentrata dei mezzi di soccorso sul territorio regionale, ma è comunque da considerare, tenuto conto che lo scorso anno gli incidenti stradali sono stati 1200 con 800 feriti e 30 morti. Per gli interventi di emergenza sono in servizio attualmente 21 ambulanze dell'Usl, di cui 6 in grado di fornire disponibilità immediata; 52 operatori e 250 volontari. A questi si aggiungono le 5 ambulanze della Croce Rossa di cui 2 disponibili in qualsiasi momento, i 7 operatori Cri e i 30 pompieri volontari del soccorso e ancora tre ambulanze dei Vigili del Fuoco. E per coordinare al meglio l'emergenza, da ottobre prossimo dovrebbe entrare in funzione una centrale operativa la quale, con un unico numero telefonico, servirà a raccogliere tutte le chiamate di soccorso 24 ore su 24 e a smistarle ai vari servizi di pronto intervento sul territorio regionale. (La Stampa)

NUOVA TELECABINA PER PILA /1987)

PILA - (AO) Il 31 ottobre 1977 la vecchia ovovia Aosta/Pila faceva la sua ultima corsa dopo 20 anni di servizio; al suo posto, dieci anni dopo, entrerà in funzione la nuova telecabina Aosta/Pila della Regione. L'impianto infatti, secondo le previsioni, dovrà essere inaugurato per Sant'Ambrogio, il 7 dicembre di quest'anno. La portata del nuovo impianto sarà di 2000 persone l'ora, cioè otto volte di più della vecchia ovovia. Questo limite verrà raggiunto mandando in linea 180 cabine a sei posti a sedere che viaggeranno a 18 chilometri l'ora sulla fune portante-trainante di 48 millimetri di diametro. Dice Silvio Canestrini, coordinatore generale dei lavori: "Si tratta di un opera molto impegnativa, la cui realizzazione è giustificata dall'esigenza di trasformare Aosta in città turistica, dotandola appunto di un agevole collegamento con la conca di Pila e di garantire una via di facile accesso da e per la zona di Cogne, mediante la linea ferroviaria che attraverso Acque-Fredde raggiungerà Plan Praz". Il percorso Aosta/Pila avrà una durata di 20 minuti, sarà lungo 4800 metri con 1222 metri di dislivello. Il costo complessivo dell'opera è previsto in 16 miliardi di lire compresa l'esecuzione di indispensabili lavori accessori, quali per esempio lo spostamento di alcune linee a media e alta tensione. (La Stampa)

domenica 25 marzo 2007

TRENTA IMPUTATI PER I FURTI AL CASINO (1987)

SAINT VINCENT - (AO) I giudici istruttori del tribunale di Torino che indagano sul Casinò di Saint Vincent, hanno firmato trenta mandati di comparizione contro altrettanti imputati di questa colossale inchiesta che dura dall'11 novembre del 1983 ed è vicina alla conclusione. La prossima settimana i magistrati depositeranno gli atti (migliaia di pagine); entro un mese o due dovrebbe essere completata anche l'ordinanza con i rinvii a giudizio. Il processo pertanto potrebbe essere celebrato entro l'anno. I periti contabili hanno appurato nel frattempo che l'ammanco globale sottratto alle "slots" ammonta a 10 miliardi lire.
(La Stampa)

CONSUNTIVO VIGILI DEL FUOCO (1987)

AOSTA - Nel 1986 i Vigili del Fuoco in servizio in Valle d'Aosta hanno effettuato 1639 interventi: 582 soccorsi a persone (prevalentemente in incidenti stradali); 347 trasporti ammalati e aperture alloggi; 253 spegnimenti di incendi; 182 interventi per crolli, frane o valanghe; 173 interventi per allagamenti e 97 per rimozioni di ingombri stradali. I Vigili del Fuoco valdostani hanno un organico di 98 persone (93 impegnate in quattro turni e 5 in servizio giornaliero). A queste si aggiungono dieci uomini che, in due turni, stanno svolgendo servizio di leva. Dice il comandante Giampiero Badino: "L'organioco comprende gli uomini del distaccamento di Courmayeur ma esclude i vigili del fuoco volontari (598 al momento attuale) che in caso di calamità possono essere richiamati". Con l'entrata in vigore di una nuova legge, è previsto che i vigili del fuoco attualmente dipendenti dello Stato possano passare alle dirette dipendenze della Regione. (La Stampa)

sabato 24 marzo 2007

C'E' QUALCOSA CHE NON VA... (2007)

Qualcosa si deve essere rotto nell'equilibrio della natura. Non c'è bisogno che lo santifichino gli scenziati perchè la riprova su quanto da alcuni anni si va dicendo è qui sotto gli occhi di tutti. A cosa alludo? Al clima in primo luogo e di prove quest'anno ne abbiamo avute a bizzeffe. Dal giaccone siamo passati alla T-shirt il giorno dopo, per ritornare -poveri illusi!- al giaccone alcuni giorni dopo.
No, non c'è da stare allegri, qualcosa si è rotto nell'equilibrio della natura ed anche se i soloni della scienza affermano che questi cambiamenti vanno visti e letti nell'arco dei secoli, io non ci sto affatto. Tutto sta cambiando, non c'è più niente di scontato e questo lo dobbiamo ammettere. E che ormai siamo arrivati ad un punto di "non ritorno" me lo hanno confermato anche due animali da cortile, un 'tenero' coniglietto e una 'vispa' gallinella: si stavano accoppiando in un amplesso agreste! Ma come! Un coniglio, proprio lui che da sempre è considerato -a quanto pare a torto- uno scadente amatore a causa della sua...brevità operativa, e una gallina, ritenuta nell'immaginario collettivo 'bisbetica e brontolona'?! Voglio vedere se ci sarà ancora qualcuno che dice "va tutto bene", dopo aver visto questo porno messo in piedi "alla luce del sole e senza ritegno" da un coniglio e una gallina ... (Gericus)

AOSTA CAMBIA LOOK (1987)

AOSTA - L'architetto urbano Alessandro Fubini di Torino, oggi alle 15 ad Aosta incontrerà le commissioni comunali per l'edilizia e l'assetto del territorio. E' in discussione il piano regolatore della città che ha già subito undici varianti. Antonio Chiofalo, assessore all'Urbanistica e presidente della commissione edilizia, parla del centro storico della città "come un punto qualificante della revisione del piano regolatore" aggiungendo "che il recupero deve essere programmato in modo da essere subito operativo". Edoardo Bich, sindaco del capoluogo, ricorda "la necessità di trovare nuove zone edificabili in alternativa alla collina che ha problemi geologici". E' richiesta poi la collaborazione con la Regione, dove piena disponibilità è stata espressa della Giunta presieduta da Augusto Rollandin. Aosta, secondo gli studi urbanistici sin qui condotti, può ospitare 45.000 abitanti, un dato particolare che però deve tener conto anche della necessità di parcheggio. Per Aosta, sede degli uffici più importanti della Valle, il normale rapporto posto auto-abitante deve essere aumentato, perchè ogni giorno sono almeno 10.000 le persone che giungono in città dagli altri Comuni. (La Stampa)

RAPINA AL CINEMA GIACOSA (1987)

AOSTA - L'anno nuovo appena iniziato comincia con una rapina al cinema teatro Giacosa di Aosta. Sono le ore 20,25. Da una decina di minuti è iniziato il film "Stregati" della coppia Nuti-Muti e l'atrio è deserto. La cassiera Luigia B. sta riordinando i biglietti e la maschera Luigi P. è appena uscito per andarsene a bere un caffè al bar accanto. Un giovane, volto tondo, capelli neri e ricci si avvicina alla cassa, estrae una pistola semiautomatica da sotto la maglia e appoggia un sacchetto di plastica sul bancone: "Metti qua i soldi" intima alla donna. L'impiegata apre il cassetto ma è l'uomo che arraffa le banconote per un valore di 400 mila lire. Ne vuole altri. I suoi occhi cadono sulla borsetta della donna la quale lo precede rovesciando il contenuto, apre il portafogli per fargli vedere che è vuoto. In quel momento cade una sedia dietro il bancone, il giovane si spaventa e scappa via. Un attimo dopo rientra la maschera. Fuori non c'è nessuno e del rapinatore non c'è traccia. Nel giro di pochi minuti arriva la Polizia la quale inizia subito le ricerche. Sono per il momento da escludere collegamenti con la rapina avvenuta domenica scorsa a Cervinia, dove un altro giovane, imbracciando un fucile a canne mozze ha rapinato l'incasso delle sciovie con un bottino questa volta di 26 milioni. Il ripetersi comunque di un fatto criminoso simile ha fatto ammettere alle forze dell'ordine che la vicenda è comunque "preoccupante". (La Stampa)

venerdì 23 marzo 2007

VALLE d'AOSTA: PRIMA NEI DIVORZI (1986)

AOSTA - La percentuale del 1985 è tra le più alte d'Italia: In Valle d'Aosta, 44 coppie su mille finiscono con il separarsi. Quando la parola divorzio diventò realtà, cioè quando la legge fu definitivamente approvata e resa operante il 1° dicembre del 1970, si dice che in alcune parrocchie della Valle furono suonate le campane a morto. Un grosso 'boom' di richieste di divorzio lo abbiamo avuto nel primo anno di applicazione della legge stessa, dovuto alle molte persone che avevano già inoltrato la domanda e aspettavano solo la legalizzazione. Nell'anno in corso, secondo la statistica del tribunale civile della Valle d'Aosta, a gennaio i casi di cessazione degli effetti civili del matrimonio religioso sono stati due mentre a febbraio sono stati quattro. Le separazioni 'consensuali' registrate a gennaio sono invece 14, otto in febbraio e altrettante in marzo e così pure in aprile, mentre in maggio si sono addirittura raddoppiate arrivando a sedici. Le domande di separazione sono presentate in maggior numero da donne e un altra curiosità è che le separazioni qui da noi avvengono per la maggior parte dei casi in città, mentre nei paesi di montagna si hanno più divorzi: questo perchè nei villaggi si ha ancora un idea rispettosa di quello che è il Sacramento del Matrimonio.
(La Vallée Notizie)

L'INCONTRO CON IL PAPA A MONT FLEURY (1986)

LES CPMBES - (AO) Sono iniziati i preparativi del ricevimento per l'arrivo -prima volta nella storia- di un Pontefice in Valle. Come ormai è già noto, il Santo Padre visiterà la nostra regione il 7 settembre prossimo, festa di San Grato patrono di Aosta. A due mesi dalla visita, già si possono delineare maggiori particolari su questo avvenimento che, almeno dal punto di vista statistico, può essere considerato storico. E' stata individuata la sede, ormai quasi certa, della solenne funzione religiosa che Papa Woytjla celebrerà ad Aosta. Scartato lo stadio Puchoz perchè inadatto dal punto di vista della sicurezza e anche l'aeroporto Gex privo di adeguate strutture per tali cerimonie, gli organizzatori hanno localizzato nell'area di Mont Fleury la zona più adatta alla liturgia. Due giornate infine sono state programmate da parte della Curia per la raccolta delle offerte da parte dei fedeli da donare al Pontefice come obolo di San Pietro, mentre la Regione, dal canto suo, dovrebbe aver stanziato per l'obolo la somma di cento milioni. (La Vallée Notizie)

giovedì 22 marzo 2007

ESCE CON L'AUTO DALLA VETRINA (1986)

SAINT CHRISTOPHE - (AO) "Bella questa vettura" dice un giovane al concessionario Volkswagen di Aosta. L'auto, l'ultimo modello della Casa tedesca è in esposizione nel salone. "Posso sedermici sopra"? dice ancora il probabile acquirente. "Prego, si accomodi" risponde il venditore. L'uomo, tale Domenico P., 28 anni di Aosta entra nell'abitacolo, ammira il suo interno, osserva con attenzione la strumentazione e poi, con tranquillità, mette in moto, e sotto lo sguardo esterrefatto del venditore, questi ingrana la marcia e parte. Ma non esce dalla porta tra l'altro, ma dalla grande vetrina che va in mille pezzi poi, imboccata la statale, sparisce a tuto gas verso Saint Vincent. Il fatto è successo ieri mattina quando l'improbabile acquirente, giunto al salone in bicicletta, ha chiesto di vedere quella nuova Audi 100 turbo diesel messa in bella mostra in vetrina. Al titolare della rivendita non è rimasto altro da fare che chiamare la polizia, la quale è riuscita a bloccare l'auto in fuga nei pressi del ponte di Fenis a circa dieci chilometri di distanza. L'autista, fermato e denunciato, ora verrà sottoposto -come era logico pensare- a perizia psichiatrica. (La Vallée Notizie)
(foto: l'auto appena fermata sul bordo della strada)

NUOVI VESPASIANI IN CITTA' (1986)

Anche ad Aosta arriveranno i cosiddetti "vespasiani intelligenti". Più nessuno potrà dire "aspetta un attimo che devo passare da Renzi", ma tutti, muniti di una monetina da 200 lire, finalmente potranno soddisfare i legittimi bisogni fisiologici. Unico superstite dei vespasiani Rienzi è quello di via Monte Vodice, prima di lui è stato demolito quello nei pressi della stazione e prima ancora quello nei pressi del palazzo municipale che era diventato una vera sconcezza. Su iniziativa dei consiglieri democristiani Sergio Maddalena e Olrlando Formica, che hanno presentato un'interpellanza prendendo spunto da una notizia pubblicata su un quotidiano dove si leggeva che la vicina Torino si stava dotando di modernissime cabine automatizzate e riscaldate d'inverno, hanno chiesto alla giunta municipale di provvedere allo stesso modo. La richiesta di Maddalena e Formica trova giustificazione nel fatto, come si legge nell'interrogazione, "che il ripristino del vespasiano di piazza San Francesco, dietro il Municipio, è richiesto da una parte di cittadinanza abituata nel passato ad accedervi, in special modo gli anziani e gli incontineti". Illustrata nell'ultima seduta del consiglio comunale, la Giunta ha risposto che provvederà all'acquisto ed alla installazione di un adeguato numero di servizi igienici.
(La Vallée Notizie)
(foto: l'ultimo vespasiano circondato di piante in via Monte Vodice)

IL PAPA AD AOSTA (1986)

AOSTA - Il vescovo Ovidio Lari lo ha annunciato ieri mattina al presidente della Giunta Augusto Rollandin e a quello del Consiglio Gianni Bondaz, al sindaco di Aosta Edoardo Bich, ai canonici di Sant'Orso e ai parroci della città. La conferma gli era giunta la sera prima dalla Santa Sede: Il Santo Padre sarà in visita ufficiale in Valle domenica sette settembre, giorno di San Grato, patrono della città. Per la prima volta nella sua storia dunque, la Vallée ospiterà un pontefice: infatti quando Papa Ratti compì l'ormai famosa salita al Monte Rosa non era ancora a capo della Chiesa cattolica romana. Da tempo intercorrevano i colloqui tra la Santa Sede e il Vescovo di Aosta per una visita del Pontefice in Valle. Giovanni Paolo II aveva manifestato il suo assenso; si trattava soltanto di stabilire la data. Verso la fine di febbraio il Consiglio regionale aveva incaricato Rollandin e Bondaz di invitare il Papa (e il presidente Cossiga) per l'8 agosto a Courmayeur, in occasione del bicentenario della conquista del Monte Bianco. Giovanni Paolo II ha preferito rinviare di un mese la sua venuta, ma salirà ugualmente sul tetto d'Europa. Il calendario della visita comunque non è ancora stato ufficialmente stabilito. (La Stampa)
(foto: Giovanni Paolo II a Les Combes di Introd)

mercoledì 21 marzo 2007

E' GUERRA TRA VIGILI E AUTOMOBILISTI (1986)

AOSTA - L'automobilista aostano è indisciplinato, e questo è un dato appurato, basta pensare ai 268 milioni di ammende che i 42 Vigili Urbani di Aosta hanno elevato nel 1985, contravvenzioni che per buona parte sono state emesse per divieto di sosta o parcheggio non regolamentare. A detta dell'automobilista, Aosta è una città senza parcheggi, difficile da girare e i Vigili poi, sono poco accondiscendenti nelle situazioni di disagio che si creano quando si è alla ricerca di un posto per lasciare l'auto. Un automobilista indignato commenta: "I Vigili sono come dei felini dietro la loro preda, non vedono l'ora di staccare il foglietto verde, quasi avessero intrapreso una gara tra loro o abbiano in riconoscenza ad ogni multa una percentuale". Non dobbiamo però generalizzare né fare di ogni erba un fascio, pertanto non bisogna considerare come primo colpevole di tale situazione il Vigile. "Era stato elaborato qualche tempo fa un piano di rinnovo della viabilità in Aosta -commenta il vice comandante della Polizia Municipale Renzo Balbis- ma il tutto è stato accantonato in quanto di difficile attuazione, poichè mancano nella nostra città le principali arterie di smaltimento del flusso veicolare. Risulta quindi impossibile attuare dei sensi di marcia senza andare ad intaccare ulteriormente le situazione, già precaria, dei parcheggi". (La Vallée Notizie)

BICENTENARIO DELLA CONQUISTA DEL MONTE BIANCO (1986)

AOSTA - Oggi alle 17 nel Palazzo dei Congressi di Courmayeur verrà presentato il programma ufficiale delle manifestazioni che si svolgeranno in occasione del bicentenario della conquista del Monte Bianco. Saranno presenti il presidente della giunta regionale Augusto Rollandin, l'assessore al Turismo Giuseppe Borbey e l'onorevole Vittorino Chiusano, parlamentare della Comunità europea. La vittoria sulla montagna ritenuta "invalicabile" risale all'8 agosto 1786. Il dottor Michel Gabriel Paccard, medico della valle di Chamonix e il ricercatore di cristalli Jacques Balmat, dopo vari tentativi, riuscivano a raggiungere la cima. Sul versante italiano la conquista invece avvenne un secolo dopo, ma non di certo per mancanza di iniziativa dei valligiani. Già nel 1776 la guida Laurent Jordaney "Patience" effettuò la prima scalata al Dente del Gigante, ma il Bianco, difeso da vertiginose pareti battute da blocchi di ghiaccio che si staccavano ad ogni ora della giornata dalla calotta della vetta, fu vinto soltanto nel 1860 dalla guida di Courmayeur Julien Grange, con l'inglese Head e i colleghi Perrod e Orset. Giunto sulla cima, Grange esclamò: "Poveri chamoniardi, non abbiamo più bisogno di voi per salire in vetta al Bianco!" Una frase in cui c'erano tutte le frustazioni di un secolo di tentativi infruttuosi e insieme l'orgoglio di aver effettuato un impresa che sarebbe rimasta nella storia. (La Stampa)
(foto: Il Monte Bianco visto da Courmayeur)

ULTIMO DELL'ANNO...IN CASA (1986)

AOSTA - Ieri Courmayeur si è svegliata molto tardi e ancora assonnata dopo la kermesse di San Silvestro. Allo scoccare della mezzanotte sono saltati migliaia di tappi spumante. Come annunciato alla viglilia, le tre discoteche sono rimaste chiuse in segno di protesta contro l'orario di chiusura imposto tutto l'anno dall'amministrazione comunale, malgrado una deroga per la notte del 31 dicembre a tutti i locali pubblici. Questa decisione, che ha coinvolto i turisti nella querelle tra i gestori delle discoteche e il Comune aveva provocato nei giorni scorsi reazioni diverse: vivaci proteste da parte dei ragazzi in vacanza a Courmayeur, che si vedevano privati del luogo di ritrovo preferito, e consensi da parte di chi nel "pacchetto dell'offerta turistica" intende compresa la "quiete notturna". Molti ragazzi a questo punto hanno organizzato feste nelle case private (nelle numerose tavernette) e anche nelle baite estive accessibili, riaperte per l'occasione, mentre altri sono rimasti in casa fino a mezzanotte, con grande gioia dei genitori, ritrovandosi poi con gli amici nei tanti bar che sono rimasti aperti fino alle prime ore del mattino. (La Stampa)
(foto: Una serata all'Abat-Jour di Courmayeur)

FOGLIO DI VIA A 172 STRANIERI (1986)

AOSTA - Un cittadino senegalese M.C. di 23 anni, partirà oggi dall'aeroporto di Fiumicino per Dakar: in tasca ha un foglio di via come "straniero indesiderato". Nei giorni scorsi era stato arrestato dai carabinieri di Aosta perchè nonostante fosse stato allontanato dall'Italia con una decisione della Prefettura di Ancona, non era rientrato in Senegal. Il pretore lo ha condannato a 20 giorni di reclusione. L'uomo era stato fermato a Sarre ed aveva con sè oggetti di bigiotteria e soprammobili. Ma non è un caso sporadico anche se è il primo straniero espulso di quest'anno, poiché nel 1985 i fogli di via sono stati 172. Gli stranieri senza permesso di soggiorno sono nella maggior parte dei casi marocchini e senegalesi, tutti venditori abusivi. A dicembre dell'anno appena concluso, la questura ha allontanato sette africani, otto a novembre. Degli attuali 1200 stranieri in Valle (molti sono lavoratori stagionali negli alberghi) soltanto pochi vengono da Paesi extrascomunitari perchè dal 1982 una legge proibisce ai cittadini non appartenenti a nazioni Cee di lavorare in Italia alle dipendenze di una ditta italiana. (La Stampa)

martedì 20 marzo 2007

CAPODANNO A DISCOTECHE CHIUSE (1985)

AOSTA - Tre discoteche di Courmayeur hanno deciso di non aprire in segno di protesta. Prima erano tutti increduli, ora cominciano a cambiare idea, anche se la neve ha portato i turisti: le discoteche rimarranno chiuse proprio nella notte in cui si brinderà al 1986 facendo gli scongiuri alla cometa di Halley, annunciatrice, secondo alcuni, di avvenimenti nefasti. Il presidente e prefetto Augusto Rollandin, il questore Morello, l'assessore al Turismo Borbey, il sindaco, i sindacati sono stati ufficialmente avvertiti dall'Associazione regionale al commercio e turismo che "in segno di pubblica protesta", gli esercenti delle discoteche di Courmayeur "attueranno la chiusura dei propri locali nella notte di Capodanno, diffidando fin d'ora chiunque non sia in regola con le prescrizioni di legge a effettuare trattenimenti danzanti nei propri locali". Il documento porta la firma del presidente dell'Associazione Pierantonio Genestrone e dei titolari delle tre discoteche Abat-jour, Le Clochard, Il Tiger. "Qualcosa cambierà, deve cambiare. Una cittadina non può stare senza discoteche la notte del 31 dicembre. Dove andranno i turisti a passare Capodanno"? Ma quali sono le cause della protesta? "Da troppo tempo abbiamo chiesto al Comune un orario più prolungato per la nostra attività, così come di norma avviene in tutti i Comuni d'Italia" dicono gli esercenti. Le motivazioni di un orario ridotto traggono origine dalle lamentele dei villeggianti: "A Courmayeur cerchiamo la tranquillità, vogliamo riposare e non essere svegliati in piena notte dal vociare confuso o dal rombo d'un motore". Motivazioni che hanno convinto il Consiglio comunale a non soddisfare le richieste dei proprietari delle discoteche. Da qui la chiusura nel "giorno di festa per antonomasia" dei locali da ballo.
(La Stampa)

UN'ARENA PER LA "BATAILLE DES REINES" (1985)

AOSTA - Il sindaco di Aosta Edoardo Bich ha firmato la concessione edilizia per la realizzazione (a carico della Regione) del foro boario e dell'arena in località Croix Noire di Aosta. Ottenuta l'autorizzazione comunale, la giunta e il Consiglio regionale hanno approvato il progetto (redatto dallo studio di architettura Cometto, Coquillard e Nebbia di Aosta) e l'impegno di spesa pari a quattro miliardi e 800 milioni. Si prevede che i lavori per la costruzione della struttura -situata tra i confini di Aosta e Saint Christophe-, possano cominciare con la prossima primavera e terminare nell'autunno successivo. Su un'area di 30 mila metri quadrati di proprietà del Comune di Aosta, troveranno posto il foro boario, l'arena o prato della fiera, le gradinate per il pubblico, un bar, servizi vari, magazzini e posteggio per 840 auto, 23 autobus e 17 autocarri. Nell'arena, che occuperà 5 mila 878 metri quadrati, potranno svolgersi contemporaneamente sei combattimenti di bovine. Il mercato coperto ospiterà 340 capi e sarà dotato di moderne strutture che consentiranno al pubblico di osservare comodamente gli animali in vendita senza interferire con gli operatori. Il pubblico inoltre potrà disporre di tribune coperte e all'aperto (4.750 posti a sedere) che circonderanno, con il foro boario, l'intero prato della fiera. (La Stampa)

lunedì 19 marzo 2007

SPARARE A CANI E GATTI? (1985)

E' un brutto periodo per i due animali domestici e l'allarme -per loro- finirà soltanto il 23 febbraio prossimo. Il decereto regionale che consente la caccia alla volpe, prevede infatti che durante le battute "potranno essere eliminati i cani randagi, ove non ne sia possibile il riconoscimento o la cattura". Inoltre: "E' possibile sparare pure al gatto domestico quando si trovi ad una distanza superiore ai 300 metri dalle abitazioni". Facciamo il punto: Per il cane è poco chiara la dicitura "ove non sia possibile il riconoscimento" che limita la licenza di uccidere. Unico riconoscimento è la piastrina, ma il possesso dovrebbe implicare il fatto che il cane non è un randagio. E' infatti poco probabile che i cacciatori di volpe sappiano distinguerli a occhio se sono fuggiti al padrone o se ne sono appena allontanati per i fatti loro. La "licenza di sparare" rilasciata così apertamente è sempre rischiosa. Peggior sorte per i gatti: non si parla di felini diventati selvatici, ma di animali domestici "quando si trovino ad una distanza superiore a 300 metri dalle abitazioni". D'ora in poi quindi si dovranno tenere i gatti in casa per non correre il rischio che nel loro vagabondare ricevano una fucilata, e finiscano magari nel tegame al posto di una lepre. (La Stampa)

UNA FRASE DI CHANOUX SUL PALAZZO (1985)

AOSTA -Dopo vent'anni sarà dato un assetto definitivo alla grigia facciata della parete Sud (via Festaz) del palazzo regionale. E' un rettangolo di cemento molto ampio che già nelle intenzioni originarie doveva ospitare un'immagine simbolica in grado di richiamare il concetto di autonomia. Adesso la Giunta ha suggerito l'iscrizione di una frase di Emile Chanoux, parole che il Consiglio ha accettato, ma con qualche riserva: "Il y a des peuples qui sont comme des flambeaux; ils sont faits pour éclairer le monde. En général, ce ne sont pas de grands peuples par le nombre; ils le sont parce qu'ils portent ex eux la vérité et l'avenir". Hanno un senso oggi queste parole e come potranno suonare alle orecchie dei giovani? Il presidente Augusto Rollandin dice che la frase "ricorda semplicemente il passato quando si è combattuto per la conquista della libertà e rilancia il nostro impegno per il futuro". I consiglieri, pur essendo d'accordo per l'iniziativa (si è astenuto solo il missino Domenico Aloisi), hanno però suggerito una prudente integrazione. Gianni Torrione (psi): "Rendiamola bilingue, inserendola in un contesto che non sia troppo semplicistico". Alder Tonino (pci): "Facciamo in modo che la gente non la veda come un atto di presunzione". Giulio Dolchi (pci) :"Ho qualche preoccupazione su come potrà essere interpretata una iscrizione del genere. La frase era valida nel '44, ma oggi potrebbe non essere condivisa dalla gente". Sull'iniziativa è d'accordo anche Nuova Sinistra, ma Ilio Viberti s'è concesso una battuta: "Suggerisco all'assessore all'Agricoltura di continuare a curare con scrupolo gli alberi che ombreggiano la parete Sud del palazzo. Se l'opera d'arte riuscirà male, le loro fronde potranno stendere sopra un velo pietoso".
(La Stampa)

domenica 18 marzo 2007

CHINA AMBASSADOR IN VALLEY (1985)

L'ambasciatore della Repubblica cinese a Roma Lin-Zhong e una delegazione di imprenditori ha visitato la Valle d'Aosta soffermandosi con molto interesse a Courmayeur, dove ha ammirato i nostri impianti sciistici e la grande cabinovia capace di trasportare 135 persone in un solo viaggio. Oltre all'ambasciatore, accompagnato dalla moglie Li Ling, il cancelliere d'ambasciata Chen Yun-ci , una deliziosa signora che parla un italiano perfetto avendo studiato a Perugia, e Chen Pao-shun, console generale di Cina a Milano. La comitiva ha attraversato in funivia il Monte Bianco da Punta Helbronner all'Aiguille du Midi, ma l'interesse non era soltanto turistico: infatti l'ambasciatore è venuto a Courmayeur con lo scopo di visitare gli impianti funiviari ed è interessato alla tecnica più che alla catena montuosa del Bianco, che tuttavia ha suscitato come sempre grande interesse nel gruppo. Tra le domande di Chen Pao-shun, costo dell'impianto, numero di persone trasportabili, incasso lordo, spese di gestione e ricavo netto. A quanto pare l'economia di mercato s'è ormai affermata anche nella Repubblica popolare cinese. Si è parlato poi di turismo. Per la Cina, che si è appena affacciata su questo mercato, l'argomento è di grande interesse. Nel 1978, anno in cui furono aperte le frontiere ai visitatori, i turisti furono 224.000; nel 1984 la cifra è salita a 12 milioni e 800.000: il dato è indicativo dell'importanza del fenomeno e delle prospettive che si aprono in questo grande affare, alimentato dal turismo di ritorno dei cinesi d'oltre mare. Creare quasi dal nulla infrastrutture turistiche in un Paese vasto come un continente e che ospita quasi un quinto della popolazione mondiale (la Cina ha un miliardo e 80 milioni di abitanti) non è cosa facile. (La Stampa)
(foto: funivia che trasporta 135 persone al Col Chécrouit)

TRAGEDIA SUL LYSKAMM (1985)

AOSTA - Erano tutti aspiranti guida gli alpinisti morti su una parete del Lyskamm assieme ad un istruttore. La sciagura è avvenuta ieri mattina sul massiccio del Rosa, gettando nel lutto l'intera Valle. Questa volta sono tutti ragazzi dai diciotto ai trentatrè anni, sfracellatisi in fondo al crepaccio terminale del ghiacciaio dopo seicento metri di volo in scivolata. Sono morti quasi subito, alzati e sbattuti in terra da una massa di ghiaccio e pietre lungo quel canalone che la gente di qui ha dato il lugubre nome di "mangiatore di uomini". Le vittime sono Roger Obert, 33 anni di Champoluc, guida alpina; Corrado Vuillermoz, 18 anni di Valtournanche; Carlo Fiou, 20 anni di Aosta; Pietro Bethaz, 25 anni di Valgrisenche; Piergiorgio Perucca, 22 anni di Saint-Vincent e Ettore Grappein, 30 anni di Cogne. Due scalatori della stessa cordata si sono miracolosamente salvati e questi sono Hans Marguerettaz 21 anni di Courmayeur e Stefano Grivel, 22 anni di Gressan. L'allarme è stato lanciato via radio alle ore 10,55. Il gruppetto di amici, dopo aver lasciato il rifugio Mantova verso le 6,30 si era messo in marcia di buona lena per raggiungere la cima. Erano a pochi metri dalla vetta infatti quando una placca di neve ventata è partita sotto i loro piedi trascinadoli in basso. Un miracolo ha salvato Grivel e Marguerettaz, poichè i due ragazzi, esperti di scalate, appena hanno sentito che la neve sfuggiva loro sotto i piedi, hanno piantato con forza la piccozza in terra tenendosi attaccati l'uno all'altro, mentre gli amici scivolavano via lungo il pendio della cresta. Le salme delle sei vittime sono state portate dentro la piccola chiesetta di La Trinité e allineate su un bancone improvvisato. Ragazzi ancora vestiti con giacca a vento e camicia di flanella a scacchi. (La Stampa)
(foto: parete Nord del Lyskamm orientale m.4527)

ANNIBALE E I SUOI ELEFANTI (1985)

AOSTA - Ma da dove passò Annibale con i suoi elefanti e le sue armate per scendere in Italia? Dove è avvenuto questo 'incredibile quanto avventuroso' passaggio? Ogni studioso porta avanti le sue teorie, anche se le più accreditate vogliono che il generale cartaginese abbia varcato le Alpi al Monginevro, al Gran San Bernardo, al Piccolo San Bernardo e addirittura, al Col de Mulo in Val Grana nel Cuneese o ancor più a Sud, dove però sarebbe stato annientato dall'esercito romano. Secondo altri, Annibale sarebbe passato dal colle Traversette vicino al Monviso sopra Chateau Queyras, deviando dalla vallata centrale della Durance. La Valle d'Aosta comunque resta il passaggio più probabile, e a supporto di questa teoria ci sono le parole lasciate da Polibio nel suo "inizio della campagna di Annibale in territorio italiano", dove in un passo spiega che Annibale, per rincuorare i suo stremati soldati, abbia indicato loro "la vista dell'Italia che si stendeva sotto i monti, facendo presente la benevolenza nei loro riguardi dei Galli che l'abitavano e mostrando loro la posizione di Roma stessa". Il passaggio di Annibale con esercito, cavalleria ed elefanti resta comunque ancora un affascinante mistero... (La Stampa)

COURMAYEUR: CASE DA MILIARDARI? ALTRI TEMPI... (1985)

AOSTA - Anche questo è un segno e un primato di ricchezza: Courmayeur è riuscita a superare Cortina nel prezzo delle case. La classifica è stata redatta dalla Fiaip (federazione agenti immobiliari) attraverso un inchiesta che ha coinvolto trenta località turistiche italiane. Al primo posto c'è Capri, con 5 milioni e mezzo di lire al metro quadro, al secondo Courmayeur con un valore medio di 4 milioni e mezzo, al terzo, Cortina d'Ampezzo con 4 milioni al metro quadro. La 'medaglia d'argento' assegnata alla cittadina valdostana situata ai piedi del Monte Bianco, uno dei centri residenziali più belli in assoluto, ha suscitato in Valle reazioni diverse, poichè c'è chi è d'accordo con la statistica e chi invece la smentisce. Tra quest'ultimi Michele Pignataro, presidente del Collegio regionale dei costruttori edili: "Quella classifica non rispecchia la realtà attuale, forse poteva essere valida due anni fa: Cortina è sicuramente prima di Courmayeur". E il motivo è presto detto: crisi dell'edilizia, poiché nel settore- come si registra del resto in altre parti d'Italia-, non vi sono più investimenti. Se Courmayeur dunque non ride, Cervinia piange addirittura. Nella conca del Breuil, paradiso della seconda casa, i prezzi degli alloggi sono scesi sensibilmente, -si va dal milione e mezzo ai due e mezzo al metro quadro- ma il mercato continua nella sua stasi. "E' fermo, langue in modo preoccupante" spiegano gli operatori del luogo. (La Stampa)

sabato 17 marzo 2007

TODAY'S CHINA (2007)

La proprietà in China non è più un furto. Con grandi applausi e standing ovation l'Assemblea del popolo ha salutato ieri a chiusura della sua sessione annuale di due settimane, il voto quasi unanime della legge a tutela della proprietà privata, sostenuta dal partito: 2.826 voti a favore, 37 contrari, 22 astensioni. Formalmente organo legislativo, di fatto chiamata ad approvare decisioni prese dal partito, già nel marzo del 2004 essa aveva modificato la Costituzione, proclamando che la "proprietà privata legittimamente acquisita è sacra e inviolabile". La legge sulla proprietà era in gestazione da 12 anni, ben prima che il principio fosse sancito dalla Costituzione, ed è il punto finale di una lunga lotta politica. Per sette volte redatta, contrastata, modificata, fino a questa sua versione finale che legittima ciò che si è di fatto creato negli ultimi 15 anni, con milioni di persone divenute milionarie, alcune centinaia di milioni assurte a classe media da una società di 'tutti uguali nella miseria'. "Una pietra miliare nella nostra storia legislativa" commenta entusiasta l'economista Hu Xingdou, contrastato da un esponente della vecchia scuola marxista, Go Xiantin: "Se Mao fosse vivo, questa legge non sarebbe mai neanche stata proposta". (Il Giornale)

MA SIAMO COSI' RICCHI? (1985)

L'Istat, l'Istituto di statistica, ha aggiornato le sue 'classifiche', ma il risultato non cambia: in vetta c'è sempre la Valle d'Aosta, definita "regione più ricca d'Italia". La ricchezza è riferita al reddito medio per abitante: oltre 13 milioni. La Lombardia è seconda con 10 milioni e 980 mila lire e all'ultimo posto c'è la Calabria: 4 milioni e 814.000 lire. Il reddito medio pro-capite nazionale è infine di 8 milioni e 323.000. I dati sono del 1982, quando la crisi non era "pesante" come oggi: quelli più recenti sono ancora da elaborare. La regione valdostana ha anche il primato nel calcolo del reddito per occupato con 27 milioni e 388.000 lire. All'ultimo posto la Basilicata: 15 milioni e 170.000. La ricchezza dunque sembra diffusa, eppure in Valle quante sono le categorie che ammettono di vivere in un relativo benessere? E quali sono quelle veramente in crisi? Il bilancio regionale del 1985 pareggia su 832 miliardi di cui circa 200 di "partite di giro", quindi non conteggiabili per gli investimenti. Ogni valdostano (secondo le statistiche) ha 13 milioni di reddito più 6 milioni circa dalla Regione sotto forma di lavori pubblici, scuola, sanità, servizi in genere e interventi per incentivare il reddito. Una posizione di forza rispetto ad altre regioni. Ma c'è il rovescio della medaglia. I sei milioni che la Regione dovrebbe distribuire per ogni abitante non sono reali, scendono a tre se si considera che circa 270 miliardi del bilancio 1985 vengono dall'attività dell'autoporto, cioè dai nove decimi sulle imposte di sdoganamento per un reddito (quello degli autotrasportatori) prodotto fuori Valle. Non vi è dubbio che la Valle fosse nel 1982 al primo posto per il reddito pro-capite grazie all'alto valore aggiunto, ma scende di alcune posizioni se il calcolo è riferito soltanto al prodotto interno lordo, cioè a quanto prodotto in Valle senza fonti esterne, quindi a quanto guadagna effettivamente chi lavora in Valle. Oggi la situazione è preoccupante: non vi sono prospettive di lavoro, una considerazione questa che fa distinguere la ricchezza monetaria da quella "reale", legata cioè all'occupazione. I dati sono allarmanti: 870 cassintegrati speciali a fine marzo (non sono ancora conteggiati i dipendenti del gruppo tessile Besso), oltre un milione di ore di "cassa" compresa quella ordinaria. I disoccupati iscritti nelle liste di collocamento a febbraio erano 4221, ovvero il 7 percento circa della forza-lavoro che in Valle è di 50.000 unità.
(La Stampa)
(foto: Autoporto di Aosta)

venerdì 16 marzo 2007

800 CHILOMETRI IN MONOPATTINO (1985)

Con un arrivo quasi trionfale dopo la pertenza avvenuta cinque giorni fa ad Aosta, tagliato il traguardo a Roma dalle ragazze valdostane. A compiere questa impresa suddivisa in cinque durissime fazioni, Marisa Lunardi, Carola Henry, Manuela Jamonte, Luisa Giordana e Claudia Contini. Verso le 16,30 è stata Luisa Giordana, sedici anni di Aosta, a tagliare l'ideale traguardo preparato da un numeroso gruppo di simpatizzanti in Piazza San Pietro, dove il solito pubblico di visitatori è rimasto un po' stupito nel vedere arrivare le atlete in monopattino. Alcuni giorni di vacanza a Roma attendono ora le protagoniste di questa avventura, poi, il ritorno, sempre con lo stesso mezzo, per preparare con uguale cura la "24 ore di monopattino" che Aosta organizza, e che è in programma per il 13 e 14 luglio. (La Stampa)

LA VALLE E' IN LUTTO PER LEONARDO DAVID (1985)

Ieri mattina Gressoney, la Valle d'Aosta e il mondo sportivo si sono stretti l'ultima volta attorno a Leonardo David, (foto) durante la messa funebre celebrata da don Giancarlo Gariglio, parroco di La Trinité, e poi nel cimitero di Saint-Jean dov'è la tomba di famiglia. La cerimonia di ieri è stata l'estremo saluto al ragazzo diventato uomo senza rendersene conto, in sei anni senza ricordi, per lui. L'addio al campione risale invece alla primavera del '79, quando in una clinica neurochirurgica degli Stati Uniti erano crollate le prime e più forti speranze che Leo uscisse dal tunnel del coma vigile. La morte lo ha colto nel sonno martedì sera per una emorragia cerebrale e ad accorgersene è stato il padre Davide, quando pochi minuti prima delle dieci, come ogni sera, prima di andare a riposare con la moglie Mariuccia è entrato nella cameretta di Leo. Quel miracolo che tutti ci aspettavamo non c'è stato. "Adesso non soffrirà più" dice con amore il papà, mentre la madre scava nella tragedia di tutta la famiglia, nell'amorevole e illusorio calvario durato sei anni: "Ho pianto per tanto tempo che adesso mi sembra di non aver più lacrime da versare. Che strano...proprio ieri, sei anni fa, Leo partiva per l'America pieno di entusiasmo. Aveva soltanto diciotto anni". (La Stampa)

L'ABORTO E' DI CASA IN VALLE (1985)

In Valle d'Aosta sono 600 gli aborti su mille bambini nati. E' uno dei rapporti più alti in Italia. Sono dati usciti da un convegno tenutosi mercoledì scorso nel salone delle manifestazioni del palazzo regionale dal titolo "Aborto: problema rimosso"? organizzato dal Movimento per la vita di Aosta. Un folto pubblico, tra il quale era il Vescovo di Aosta monsignor Ovidio Lari, ha ascoltato con attenzione gli interventi dei relatori: Francesco Migliori, presidente nazionale Movimento per la vita; Ugo Voyat, assessore regionale alla Sanità; Franco Rio, primario della divisione ostetricia e ginecologia della Maternità di Aosta, ed Eugenia Mangilli, presidente centro aostano 'Accoglienza vita'. E' il professor Rio che ha snocciolato i dati, ammettendo che negli ultimi anni il rapporto aborti-nati vivi è stabile sul valore da 600 a mille e dove la natalità è in costante diminuzione (1407 nascite nel 1971; 982 nel 1984). Nel 1979 le interruzioni volontarie della gravidanza sono state nell'ospedale 453 contro 897 nascite; nel 1980 sono state 512 contro 909 nascite; quindi 538 contro 827 nascite nel 1981; 542 aborti contro 880 nascite nell'82; nell'83 sono state 518 contro 847 e 536 contro 828 nascite nel 1984. Questo nonostante la Valle d'Aosta (con il Trentino Alto Adige) risulti la regione a più alto consumo di "pillola" (12%) e di anticoncezionali in genere.
(La Stampa)

PIU' SOLDI AI CONSIGLIERI (1984)

L'indennità di carica dei consiglieri regionali, degli assessori e del presidente della giunta sta per aumentare. Ma guardiamo di quanto si aumenteranno lo stipendio: Adesso il presidente della giunta percepisce 3 milioni e 990 mila lire che diventeranno 5 milioni e 100 mila lire; il presidente del Consiglio passa da 3 milioni e 642.000 a 4 milioni e 420.000; i due vicepresidenti del Consiglio da 2 milioni e 173.000 a 3 milioni e 500.000; i segretari dell'assemblea (sono due) e i cinque presidenti delle Commissioni da 2 milioni e 173.000 a 3 milioni e 140.000; i consiglieri senza cariche, infine, da 1 milione e 815.000 a 2 milioni e 760.000. Il disegno di legge è stato sottoscritto da tutte le forze politiche ad eccezione del consigliere di Nuova Sinistra Elio Riccarand: "Il regalo di Natale che i consiglieri voglio farsi è troppo bello per i tempi che corrono, è inaccettabile, troppo elevato". Una polemica che non piace al presidente del Consiglio Gianni Bondaz (dc): "Se Riccarand proseguirà nella polemica, spiegherà tutto in un comunicato". Demetrio Mafrica (pci): "Nuova Sinistra non sa nemmeno più distinguere le posizioni dei diversi partiti e cerca pubblicità a tutti i costi". Leonardo Tamone (uv): "Non c'è nulla da dire su queste battaglie politiche che lasciano il tempo che trovano. Abbiamo contenuto l'aumento ad un tetto ragionevole che ci fa onore, se si guarda al resto del panorama italiano". Gianni Torrione (psi): "Non è proprio il caso di parlare di scandalo". Franco De Grandis (pri): "I Consiglieri regionali non sono di ruolo, devono dare l'esame ogni cinque anni e non hanno tredicesime e quattordicesime". (La Stampa)

CASINO: OGNI MESE SPARIVANO 3 MILIARDI (1984)

Dieci arresti al Casinò di Saint Vincent. Ieri giornata densa di avvenimenti e di notizie trapelate da canali ufficiosi, poichè sul nuovo blitz al casinò di Saint-Vincent, ordinato dai magistrati che conducono le indagini ed eseguito dal nucleo di polizia tributaria di Torino, è calata l'impenetrabile cortina del segreto istruttorio. La Guardia di Finanza di Torino della caserma di via IV Novembre ha fatto sapere che "per il momento non fornisce le generalità delle persone interrogate o arrestate". Da un comunicato comunque diffuso dalle Fiamme Gialle, si apprende che da "concreti elementi di prova emerge che i dipendenti avevano sottratto in passato gli incassi di gioco". Quindi oltre alla contraffazione delle macchinette mangiasoldi (le slot) si sarebbe in presenza di una manomessa registrazione degli incassi che avrebbero prodotto anche un alterazione al bilancio. Ma quanto denaro veniva sottratto alla Saiset dai presunti "impiegati infedeli"? C'è chi parla di tre miliardi al mese, cifra che sarebbe poi stata divisa tra i "soci". Questo nuovo "affaire", anche se solo agli inizi, aiuterebbe anche a dare un ulteriore giustificazione agli incassi degli ultimi dieci mesi, cioè 12 miliardi in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. I furti sono dunque avvenuti in passato; scoppiato lo scandalo, sorti i primi sospetti, i dipendenti che si sarebbero arricchiti alle spalle della società avrebbero rinunciato ad un gioco che diventava troppo pericoloso. (La Stampa)

giovedì 15 marzo 2007

LEONE ABBATTUTO IN VALLE (1984)

La grande pelle color nocciola è appesa ad un gancio del macello di Aosta: è di leone ed è quasi pronta per essere conciata. La belva è stata uccisa in Valle e la testa è conservata in un freezer a Cogne in attesa di un imbalsamatore. Il leone, un maschio di quattro anni, è stato abbattuto a circa due chilometri da Cogne ai confini del Parco del Gran Paradiso dove da anni si tenta di reinserire un grande predatore come la lince, felino che appartiene al ramo 'cadetto' del re della savana. La belva era però in gabbia su di un carro del circo "Colber" che aveva montato le tende nel prato a destra della statale per Cogne, poco prima di Cretaz. In disparte, infelice e feroce il grande maschio dal manto un po' spelacchiato per la muta stagionale ruggiva giorno e notte. Era diventato anche pericoloso, tanto che gli inservienti faticavano a dargli da mangiare sfidando denti e artigli. Da un anno il leone non lavorava più, scartato dal domatore perchè troppo pericoloso, diventato ingovernabile dopo un operazione che lo aveva reso impotente. Era stata una scelta quasi obbligata, perchè la belva, invece di lavorare saltando da uno sgabello all'altro ad ogni schiocco di frusta, si occupava con eccessivo slancio della "dame di corte", ovvero le leonesse, a loro volta distratte da quel maschio focoso. Come un sovrano caduto in disgrazia, da lì in poi la belva aveva ignorato ogni ordine e imposizione, decretando così la sua fine. Ieri mattina così un veterinario gli ha somministrato un iniezione di anestetico attraverso le sbarre ma lui, sebbene intontito, ha continuato ad agitare pericolosamente le zampe. Ha atteso la morte, che è arrivata con un colpo di fucile che lo ha ucciso all'istante.
(La Stampa)

PRONTO L'OSPEDALE BEAUREGARD (1984)

Una storia durata quattordici anni e tre mesi e costata 15 miliardi, 176 milioni e 270 mila lire. E' quella dell'ospedale del Beauregard, struttura imponente completata in questi giorni e che ospiterà i reparti di geriatria, pediatria e maternità (ginecologia e ostetricia). Uno degli ultimi (si spera) capitoli di questa storia si chiude oggi con la consegna dello stabile all'assessore regionale alla Sanità Ugo Voyat da parte del dicastero dei Lavori Pubblici. L'apertura dell'ospedale è prevista per la metà di ottobre , cioè tra poco più di un mese. Il 'colosso sanitario' da 15 miliardi (sedici, calcolando l'acquisto, quasi ultimato di arredi e apparecchiature) è comunque terminato. I lavori sono cominciati il 23 giugno del 1970, interrotti il 7 marzo del '74 e ripresi, per il completamento dell'opera, il 13 marzo 1981. Disporrà di 217 posti letto, e un lungo elenco di servizi: pronto soccorso e accettazione, sale operatorie e blocco parto, training per le gestanti, radiologia, ambulatori, substerilizzazione, patologia neonatale e nido, farmacia, camera ardente. Comprende inoltre i locali cucina, mensa personale, magazzini e archivi, centrali tecnologiche, sale d'attesa e uffici amministrativi. Non sono state dimenticate infine la cappella per le funzioni religiose e la sala delle conferenze. (La Stampa)

A 83 ANNI SALE SUL BIANCO (1984)

E' Marcello Mussillon, classe 1901. Contadino da sempre e apicoltore, Mussillon, 83 anni, è la guida più anziana di Courmayeur. Per trovarlo bisogna andare nella piccola piantagione di lamponi che coltiva dietro alla sua casa di La Saxe. Là trascorre parecchie ore della giornata tra le piante, alte e fitte, già cariche di frutti rossi e maturi. Dal 1959 non è più in servizio attivo e appartiene al gruppo delle guide emerite. E' iscritto alla società delle guide fin dal 1919, anno del suo debutto in montagna, quando con il padre, anch'egli guida, portò le coperte alla capanna dell'Aiguille Noir. Figlio d'arte dunque, e sin da piccolo con una gran voglia di camminare e seguire il padre Luigi nelle gite con i clienti, lasciando da parte per un giorno il lavoro dei campi. La sua prima scalata al Bianco risale al 1919, una 'passeggiata' che ha ripetuto poi per ben 200 volte durante la sua lunga e brillante carriera di guida. Alla base di tutto, come Mussillon sostiene, "c'è sempre la passione". E così deve essere, se lui in montagna ha continuato ad andarci. L'anno scorso, all'età di 82 anni è arrivato in vetta all'Aiguille de Leschaux, una cima di 3759 metri a sei ore di marcia dal bivacco Fréboudze e nei prossimi giorni ha in programma con alcuni affezionati clienti una 'gita' all'Aiguille du Midi... (La Stampa)

mercoledì 14 marzo 2007

FUGA DA AOSTA (1984)

La popolazione valdostana è aumentata rispetto allo scorso anno di 39 unità. I residenti infatti sono oggi 113.381 (57.097 femmine e 56.323 maschi), mentre l'anno scorso alla stessa data il numero totale degli abitanti era di 113.381 persone (57.123 femmine e 56.259 maschi). Il fatto che colpisce di più in questo censimento numerico della popolazione è la diminuzione degli abitanti della città di Aosta: sono olotre 500 in meno rispetto all'anno passato (37.307 nell'84 contro i 37.811 dell'83). L'esodo da Aosta può essere dovuto al desiderio da parte degli abitanti di spostare fuori città il proprio domicilio, infatti si nota nei paesi della prima e seconda cintura del capoluogo un sostanziale -nel complesso- aumento della popolazione. Si possono così citare Charvensod (più 35 residenti rispetto al 1983), Gressan (più 37), Sarre (più 49), Saint Marcel (più 31) e Saint Christophe (più30). Calano anche i residenti dei centri di alta montagna, e tra questi si possono citare Courmayeur (meno 22 abitanti), Etroubles (meno 31), Gaby (meno 16), nelle due Gressoney (meno 22), Valsavarenche (meno 14), Valgrisenche (meno1), Verrayes (meno 15) e Valtournenche (meno 38). Aumenta la popolazione anche nella cosiddetta 'seconda cintura' di Aosta e questo a vantaggio di Aymavilles (più24), Saint Pierre (più 31), Quart (più 19). Curioso invece è lo spostamento da Courmayeur a Pré Saint Didier dove gli abitanti sono aumentati di 39 unità. (La Stampa)

SOLDI PER I POVERI GIOCATI AL CASINO' (1984)

E' la figlia di un ras etiope. Entrava nella casa da gioco di Saint Vincent sempre all'inizio della serata, sempre sola, sempre elegante. Dal mese di febbraio non è mancata mai una serata alla roulette. Lei, Lem Lem Destà, la "principessa" -come la chiamavano al casinò- ora è in carcere accusata di ricettazione. Sul tavolo verde lei gettava fiches dai 20 ai 30 milioni per sera: erano soldi che dovevano essere invece inviati a tre Missioni religiose dell7'Africa (in Etiopia, Kenya Tanzania), di cui si occupa il Collegio internazionale della Consolata che ha sede in corso Ferrucci 14 a Torino. La "principessa" otteneva il denaro da uno degli economi del Collegio, il sacerdote Ivo P. di 60 anni, denunciato anche lui per appropriazione indebita aggravata e continuata.
Le indagini, svolte dalla squadra mobile di Aosta, continuano a Torino, perchè i bilanci dell'ente morale erano stati falsati per coprire la fuga di denaro. Nella Questura di Aosta il sacerdote ha confessato: "E' vero, davo i soldi a Lem Lem ma per beneficienza perchè ne aveva bisogno". La donna, da parte sua ha detto che "gli chiedevi soldi per concludere alcuni affari e lui ci credeva". Dal 1981, da quando si presume sia cominciata la sua amicizia col sacerdote del Collegio, a oggi , la cinquantenne "principessa" pare abbia lasciato sul tavolo verde di Saint Vincent oltre un miliardo di lire. (La Stampa)

CENTRO STORICO CHIUSO ALLE AUTO (1984)

Non si sono fatte attendere le reazioni della gente a pochi giorni dall'entrata in vigore dell' ordinanza della giunta comunale di Aosta con la quale è stata decisa la chiusura al traffico automobilistico dalle 20 alle 24 in piazza Chanoux, via Xavier de Maistre, via Hotel des Etats, via de Sales e avenue Conseil des Commis. I commercianti del centro storico e in particolare i gestori di bar e ristoranti sono stati i primi a manifestare la loro soddisfazione a riguardo dell'ordinanza comunale che "penalizzando per poche ore il traffico automobilistico, permette ai pedoni, residenti o turisti che siano, un più agevole accesso al centro storico". E ancora: "Forse sarà una senzazione ma crediamo che la gente abbia apprezzato questa disposizione, perchè ci paiono più numerose rispetto al solito, le persone che passeggiano sulla piazza e nelle vie del centro". Di tutt'altro avviso gli abitanti delle zone interessate ai quali non è stato facile rispettare le disposizioni che vietavano in modo categorico l'uso di vetture motocicli salvo particolari autorizzazioni che comunque, l'amministrazione comunale non aveva ancora provveduto a rilasciare. Da un referundum indetto dal Comune attravesro 2000 schede distribuite dal 10 al 14 agosto infine, ben 88 persone su 100 hanno espresso parere favorevole alla chiusura del centro storico. (La Stampa)

(foto: transenne in Conseil des Commis)

martedì 13 marzo 2007

RISULTATI ELEZIONI EUROPEE IN VALLE (1984)

Il partito di minoranza in Regione e in Consiglio comunale ad Aosta diventa il partito di maggioranza relativa in Valle. L'analisi del voto ha motivazioni diverse a seconda dei partiti e dei movimenti. C'è da dire, sempre in base ai numeri, che dalle consultazioni non sembra uscire sconfitta la giunta regionale. Il vero problema, l'interrogativo più pressante, se lo pongono ora l'Union Valdotaine e il movimento autonomisti democratici progressisti: la popolazione valdostana ha voluto limitare le spinte troppo regionaliste? O sono sbagliate le alleanze? Ecco i voti definitivi di preferenza riportati dai candidati valdostani presenti nelle liste delle elezioni europee: Giulio Dolchi (pci) 7816 voti; Ilio Viberti (Nuova sinistra) 342; Domenico Aloisi (msi) 442; Nestore Ronc (psi) 1083; Alexis Betemps 8189, Cesare Dujany 8155 (Federalismo Europa dei popoli); Cristina Roux (zona franca) 139; Franco Maquignaz 3611 (dc). (La Stampa)

BUNKER ANTIATOMICO COSTRUITO AD AOSTA (1984)

Sarà installato ad Aosta il primo rifugio antiatomico condominiale della regione, uno dei primi in Italia, nel complesso residenziale "La Corniche" che una società di costruzioni sta realizzando in via delle Betulle. Il bunker sarà realizzato in cemento armato dimensionato per ersistere a tutte le sollecitazioni di un evento atomico e garantire la sopravvivenza in un regime di totale isolamento per un periodo sufficientemente lungo. Anche in Valle d'Aosta dunque c'è chi non vuole aspettare "il giorno dopo". Il costo del rifugio non è elevatissimo, 4-5 milioni in più rispetto a quello globale dell'appartamento. "The day after" dunque sarebbe vissuto come una lunga e tranquilla assemblea condominiale, con energia elettrica e acqua assicurati, con letti disponibili e riserve alimentari studiate in modo da garantire una dieta equilibrata. I responsabili dell'impresa di costruzione dicono: "In senso più generale, acquistando la quota condominiale del rigugio antiatomico, gli inquilini dell'edificio stipulano una assicurazione sulla vita".
(La Stampa)
(foto: esempio di bunker progettato per nucleo familiare)

CORDOGLIO PER BERLINGUER (1984)

Cordoglio in Valle per la morte di Enrico Berlinguer, colpito da emorragia cerebrale durante un comizio a Padova. Berlinguer era nato a Sassari il 25 maggio del 1922. Il presidente del Consiglio regionale Gianni Bondaz ha inviato un telegramma alla segreteria nazionale e regionale del pci in cui esprime partecipazione personale a nome dell'Assemblea regionale per il "grave lutto che ha colpito il vostro partito". Il presidente della Giunta Augusto Rollandin, ha inviato un messaggio alla direzione centrale comunista e a Nilde Jotti, in cui tra l'altro dice: "A nome della popolazione valdostana, esprimo alla famiglia di Enrico Berlinguer e al pci sincere e rispettose condoglianze. Berlinguer è stato un protagonista della scena politica italiana e internazionale: la sua dirittura morale e dedizione totale alla cusa in cui credeva non possono non essere stimate e sottolineate anche dai suoi avversari politici". Nel ricordare le doti politiche e umane di Berlinguer, il Comitato regionale valdostano del pci ha organizzato un servizio di pullman per coloro che volessero partecipare alle onoranze funebri a Roma, domani, alle ore 15.
(La Stampa)

TUTTI IN CODA PER PASQUETTA (1984)

Anche ieri code di sei/sette chilometri sull'autostrada al casello di Aosta. Nessuno ha voluto perdere l'occasione della bella giornata per trascorrere la Pasquetta tradizionale in montagna sui campi da sci o nei prati per le 'merende'. Un solo distributore all'imbocco della città ha venduto in un giorno 4000 litri di benzina super. Tutte le località sono al completo. Domenica Aosta è stata la città più calda d'Italia e ha sfiorato il proprio primato di questo periodo primaverile con 24 gradi (al sole si superava largamente i 30), ieri, lunedì di Pasquetta, lo ha pareggiato. Bisogna risalire al 22 aprile del 1977 per trovare una temperatura altrettanto da record: 25 gradi. Le ore di sole sono state 10-11. (La Stampa)
(foto: una colonna di chilometri sull'autostrada al casello di Aosta)

DIVENTA REALTA' LA FERROVIA PILA-COGNE (1984)

Il trenino delle nevi che a 2000 metri di quota unirà Pila a Cogne sta per diventare realtà: è stata infatti aggiudicata nei giorni scorsi a una ditta di Milano (la "Firema Consortium") la fornitura di dieci carrozze che formeranno il convoglio. Ciascuna di esse potrà trasportare diciotto persone, per un acapienza complessiva di 180 persone a viaggio. I locomotori del trenino saranno gli stessi che servivano a trainare i vagoncini carichi di materiale destinato allo stabilimento ex Cogne di Aosta, che come dice l'assessore regionale ai Trasporti Angelo Pollicini, "sono quattro e hanno smesso di funzionare nel 1979, sono in buono stato e hanno solo bisogno di una piccola revisione". I primi viaggi quindi saranno compiuti nel 1986, e il trenino-tramvia sembra destinato a diventare ben presto un attrazione turistica che valorizzerà sia il comprensorio di Aosta/Pila sia quello di Cogne/Parco nazionale del Gran Paradiso. Potrà viaggiare tutto l'anno, estate ed inverno. Ai costi attuali, per costruire soltanto le tre gallerie del tragitto occorrerebbero almeno 50 miliardi di lire. Il trenino aveva cominciato a viaggiare nel 1926, venne fermato nel 1979 e ripartirà dunque nell'86. Una struttura legata all'attività industriale diventerà così un valido strumento di incentivazione turistica. (La Stampa)

lunedì 12 marzo 2007

1400 TIR BLOCCANO LA VALLE d'AOSTA (1984)

A causa di un agitazione dei doganieri che da ieri si astengono dal lavoro straordinario svolgendo di conseguenza il loro turno regolare di servizio dalle ore 8 alle 14, ben 1400 camion assediano la Valle. Pertanto, dall'imbocco del Tunnel del Monte Bianco giù fino ad Aosta, un serpentone di Tir rende difficile qualsiasi movimento, bloccando di fatto l'uscita verso la Francia. Il censimento è stato fatto dalla Regione che ha attuato un piano di intervento per soccorrere gli autisti in difficoltà, fermi ormai da nove giorni, senza soldi per comperare vitto o carburante. Il servizio regionale di protezione civile coordina adesso la distribuzione di pasti caldi e di gasolio con l'appoggio delle forze dell'ordine. Anche i funzionari della Croce Rossa si sono messi a disposizione per aiutare i camionisti. Sono poi stati distribuiti quantitativi di gasolio che garantiscono la possibilità di tenere acceso il motore per riscaldare la cabina di notte, evitare guasti dovuti al gelo e tenere in funzione i carri frigorifero affinchè il materiale non si deteriori. (La Stampa)