lunedì 31 marzo 2008

UN ALTRA VITTIMA SULL'ALTARE DEL CALCIO

Morire così, morire perché? Risposte non ce ne sono, e poi a 28 anni, tanti quanti ne aveva Matteo Bagnaresi, il giovane tifoso del Parma, morto travolto da un pullman in una piazzola dell'area di servizio Crocetta sull'autostrada Torino-Piacenza. Fatalità, si dice, perché proprio quando il gruppo di tifosi parmensi è arrivato all'autogrill per una bevuta veloce, un altro torpedone carico questa volta di tifosi juventini era già sul posto, anche quello sulla via dello stadio Olimpico di Torino. Se lo sport fosse stato sano come una volta, la sbicchierata sarebbe stata comune, magari con qualche sfottò goliardo da una o ambo le parti. Oggi no, il tifo è sempre più spesso violenza, la stessa violenza che l'11 novembre dello scorso anno e proprio in un altra piazzola dell'autostrada, si portò via la giovane vita di Gabriele Sandri. La dinamica dell'ultima assurda tragedia è tutta da ricostruire. L'unica cosa certa è quel corpo rimasto stritolato dalle ruote del pullman juventino partito velocemente per sfuggire -si dice- all'ira dei tifosi del Parma. Morire per una palla che rotola in rete, per l'attaccamento forsennato ai colori di una maglia... Il calcio va ripensato e soprattutto va "rivissuto". "Calcio ti odio" ha urlato la madre di Matteo accorsa sul luogo dell'incidente. Come non dargli torto quando l'unico figlio perde la vita così, senza un motivo, senza un perché... (Gericus)
[foto: il corpo di Matteo Bagnaresi coperto da un lenzuolo]

OCCHIO ALLE TRUFFE #6

Arriva su internet tramite e-mail un altro tentativo di truffa. Anche questa volta l'amo è stato gettato in rete in attesa di qualcuno che abbocchi. L'importante è non cadere nel tranello, un tranello vecchio ormai di anni e che arriva da oltre frontiera. La sigla da tenere d'occhio pertanto è "QuiUBI" (foto) :

Ecco il contenuto:

"Gentile cliente, nell'ambito delle misure di sicurezza da noi adottate, controlliamo costantemente le attività del sistema. Durante una recente verifica, abbiamo rilevato un problema riguardante il tuo conto. Abbiamo deciso di limitare l'accesso al tuo conto fino a quando non verrà completata l'implementazione di misure di sicurezza aggiuntive.

Per controllare il tuo conto e le informazioni che UBI Banca ha utilizzato per decretare di limitare l'accesso al conto, visita il seguente sito: (omesso)

Se dopo aver controllato le informazioni sul conto, desideri ulteriori chiarimenti riguardo all'accesso al conto, contatta il modulo: Contattati nell'Aiuto.
Ci scusiamo per gli eventuali disagi.
Cordiali saluti, UBI Banca 2008"
.

Per chi avesse ricevuto -o riceverà- questa mail:

NON CONTATTARE NESSUNO! CESTINARE!
E' UNA TRUFFA!

domenica 30 marzo 2008

BABELE d'ITALIA

Si, va bene, democrazia significa -come recita il Nuovissimo Dardano- "Dottrina e prassi politica basata sulla sovranità del popolo, eguaglianza dei diritti politici e sociali e sul rispetto della libertà di ogni cittadino", pertanto, libertà assoluta. E fin qui siamo tutti d'accordo. Ma la "libertà", quando piomba nel caos, ha ancora un valore democratico? Per meglio afferrare il senso di queste parole, che significato dare a quei 158 (centocinquantotto!) partiti, partitini, gruppi o gruppuscoli presentatisi in questi giorni all'appuntamento elettorale? Si, perché il 13 e 14 aprile per molti elettori italiani la scelta dovrà avvenire dalla consultazione di 5 schede che avranno a disposizione e sulle quali sedici sono in media i simboli presenti. Democrazia nel caos quindi, perché 158 simboli significa "158 sovrapposizioni" ad un idea comune e condivisa dalla maggioranza, quindi a tutto discapito di un governo "democratico" unito e funzionante. Dire di alzare il numero minimo di iscritti per formare una nuova corrente politica o di pensiero è "antidemocratico", perché gli 'stecconati' sono mezzi coercitivi, quindi contro la libertà. E va bene, e dal momento che ogni popolo ha il governo che si merita, 'democraticamente' accettiamo il "Movimento Liberi e Forti", "Libertà Indipendenza Rispetto e Amore", "Partito coasit eu", "Movimento Ultima Speranza", "Lealtà e Coerenza Politica", "Donne & Italia No Profit", "Io Non Voto", "Nel Nome della Donna", "Il Loto", "Nucleo Tremmista Nazionale", "Libertà Egalité Fraternité", "Sacro Romano Impero", "I Grilli Parlanti"... Può bastare? Ma no dai! Abbondiamo: "Movimento Giovani Poeti d'Azione", "Non Remare Contro", "Casinò Centro Italia", "Casta Contro", "Partito Impotenti Esistenziali", "Liberi nella Libertà", "Per il Bene Comune", "Sogno Italiano", "Partito Internettiano", "Lista No Monnezza"... Basta, tralasciamo gli altri. Sarà la Babele del nostro "Election day", con in testa alla classifica dell'insensatezza del moltiplicarsi dei simboli Palermo, dove fra Regione, Camera e Senato, i palermitani dovranno fare i conti con 42 liste... Tutto nel rispetto democratico... (Gericus)

sabato 29 marzo 2008

IL RITORNO DEL 33 GIRI

Era un percorso obbligatorio, pertanto il tramonto del cd era inevitabile. Si, perché il cosiddetto "vinile", ovvero la materia con cui era fatto il vecchio "33" o il "45" giri, oltre che portare con se la magia delle copertine -foto dell'artista in studio ed altro ancora- ti donava la "sensibilità del momento", cioè quel leggero fruscio che la 'puntina' produceva sfiorando i 'solchi'. Il pericolo dei graffi era sempre dietro l'angolo, d'accordo, ma la meticolosità con cui si eseguiva l'intera operazione della posa del disco sul giradischi, faceva si che l'album -e l'artista- acquistasse di conseguenza ancora più valore di quello effettivo. La tecnologia ci ha ingannati, pur se in certe cose aveva ragione, poiché senza "strusciamento" ci sentivamo immersi nel suono. Onestamente siamo stati "conquistati" dal cd, ma il problema è che "non lo abbiamo mai amato", si, perché il "vinile", con tutti i suoi limiti, era pur sempre "musica diretta" e non contraffatta dal digitale. Vuoi mettere il famoso "long playing" accanto al cd? No, non tiene il confronto, e oggi la riprova che mai ci eravamo dimenticati del vinile arriva da quei dati usciti recentemente, i quali asseriscono che in Italia nel 2007, la vendita su "vinile" ha registrato un clamoroso +250%, segnando di fatto, se non la fine, una certa inversione di tendenza a discapito dei cd. Un esempio? Per un "long playing" in vinile -in questo caso quello dei Red Hot Chili Pepper- si deve sborsare la bella cifra di 89 euro, mentre i "classici" in cd - Bowie, Cure, Doors, Deep Purple, Eagles, Led Zeppelin, Alan Parson, Santana, The Who- vengono ormai venduti a prezzi di saldo, vale a dire non più di dieci euro. E' il trionfo del "vecchio sul nuovo" dunque, e che trova d'accordo anche un grande della musica, un certo Bob Dylan, il quale senza mezze misure lo ammette: "Il compact fa schifo". Amen. (Gericus)
[foto: Lp: The Police. Reggatta de Blanc. 1979]

giovedì 27 marzo 2008

ALBERTO STASI: 110 E LODE

Alberto Stasi, (foto) l'unico indagato per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto del 2007 a Garlasco (Pavia), si è laureato oggi all'Università Bocconi di Milano con 110 e lode. Il giovane, vestito in giacca nera e una cravatta a righe blu e bianche, si è presentato tranquillo davanti alla commissione, discutendo una tesi su "Profili tecnici e normativi della tassazione delle imprese d'assicurazione". Alberto Stasi, appena uscito dall'università milanese, è salito a bordo dell'auto guidata dal padre Nicola, sulla quale si trovava anche la madre. Nella sua abitazione di Garlasco, sicuramente la festa in compagnia di parenti e amici, per quella laurea che avrebbe dovuto ottenere già nella sessione dell'ottobre scorso e che adesso, secondo ciò che dissero allora i suoi avvocati, dedicherà alla fidanzata scomparsa. (Gericus)

AMANDA E RAFFAELE: LI HO RICOSCIUTI

E' il momento della verità di Rudy Guede, (foto) l'ivoriano accusato "assieme ad altri" dell'omicidio di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa a Perugia. Nell'interrogatorio di ieri svoltosi in carcere, Guede ha raccontato diversi particolari avvenuti in quella casa di via della Pergola, particolari che potrebbero dare una svolta decisiva alla conclusione delle indagini. Se nella sua prima versione dei fatti raccontati al gip il sette dicembre scorso, tutto era avvolto in una nube di incertezze, questa volta l'ivoriano non ha avuto tentennamenti: Amanda Knox e Raffaele Sollecito erano a casa della vittima la sera dell'omicidio, specificando che Amanda era sulla porta mentre Raffaele aveva una cuffia in testa e un coltello in mano. Si ritorna al "trio" dunque, anche se tutto ciò dovrà essere provato. Hermann Rudy Guede, si sarebbe deciso "a parlare" in seguito agli ultimi sviluppi delle indagini, in cui lui, secondo gli avvocati difensori degli altri due imputati, veniva ormai più o meno indicato come l'unico e più probabile autore del delitto. Per questo motivo, messi da parte i molti "non ricordo", sarebbe passato all'attacco, dichiarando pure di riconoscere in Raffaele il giovane che aveva visto quella sera di sfuggita, e nella voce della ragazza, quella di Amanda. Un altra "verità" in mano agli inquirenti dunque, un altro tassello di supposizioni che dovranno essere accertate prima di passare alla fase processuale, dove l'unica cosa certa, per ora, è la morte assurda della giovane studentessa Meredith Kercher. (Gericus)

mercoledì 26 marzo 2008

L'UOMO INCINTO

Il percorso di vita dell'umanità diventa ogni giorno sempre più difficile da decifrare. Chi mai se lo sarebbe sognato infatti che anche un uomo un giorno sarebbe "rimasto incinto", cioè al pari di una donna fosse diventato madre pur essendo padre. Ma l'arcano sta tutto qua, perché colui che oggi è "uomo", ieri per natura era "donna", ovvero attributi femminili e tutto il resto. E così, dopo un operazione per "correggere" l'errore di Madre Natura, un certo Thomas Beatie (foto) -e quel nome Tommaso non lascia equivoci- nativo dell'Oregon (Stati Uniti) si sottopose anni fa al cambiamento di sesso, con rimozione del seno e con tanto di terapia ormonale con iniezioni di testosterone. L'unica cosa che lasciò intatti, gli organi femminili. Alcuni mesi fa, la sorpresa, per quest'uomo "a metà strada": Era incinto. Uomo si, avrà detto Thomas Beatie, "ma con il diritto a procreare". "Sono un transgender" ammette così Thomas, giunto al quinto mese di gravidanza, "e sarò il primo uomo a partorire". Sensazioni? "Una cosa incredibile, e nonostante la pancia cresca ogni giorno di più, mi sento completamente uomo, e quando mia figlia nascerà, io per lei sarò il padre, e la mia compagna Nancy, con la quale sono legalmente sposato, sarà la madre". Fin qui tutto chiaro, ma forse un po' più difficile da spiegare alla nascitura... (Gericus)
[foto tratta da Il Corriere it.]

martedì 25 marzo 2008

"NON ESISTE UN ISLAM MODERATO"

"Ora sono cattolico, perché non esiste un islam moderato". Parole di Magdi Allam, 55 anni, (foto con il Papa) che nel giorno di Pasqua si è convertito al cattolicesimo. Scrittore e giornalista, per Magdi Cristiano Allam -questo è il suo nuovo nome- è una svolta radicale della sua vita, con un taglio netto al passato. A versargli sulla testa l'acqua santa del Battesimo è stato Benedetto XVI, quel Papa che da musulmano, Allam ha difeso dopo le polemiche sorte sul discorso di Ratisbona nel 2006. Un atto di fede che però parte da lontano, forse dagli anni in cui da bambino, Allam veniva iscritto dalla madre alla scuola delle suore 'comboniane', e in seguito ai salesiani di don Bosco per le medie e liceo. La svolta, come Allam stesso racconta, cinque anni fa, "quando mi sono ritrovato costretto a vivere con la scorta 24 ore al giorno". Sono di di quei tempi infatti le minacce di morte giunte al giornalista e scrittore egiziano -ma da anni residente nel nostro Paese-, emesse da estremisti a causa del suo impegno per diffondere in Italia un islam moderato, oltre alla sua denuncia di infiltrazioni terroristiche in alcune moschee italiane. E le critiche non si sono fatte attendere, critiche pure violente che però, come lui stesso sostiene, "avevo già messo in conto". Un islam dunque in cui Magdi Cristiano Allam non crede più, poiché "non si può parlare di islam moderato ma piuttosto di musulmani moderati, poiché il dialogo è possibile solo con chi, in partenza, aderisce ai valori assoluti. Primo fra tutti la sacralità della vita. E' il principio fondamentale: ma la vita è oltraggiata e villipesa al punto che, per alcuni, come i terroristi suicidi, la massima spiritualità cui ambire è la morte". (Gericus) [Il Giornale]

ALTRO UBRIACO AL VOLANTE

Un altro ubriaco, un altro morto. Questa volta è toccato a Maria Romano, 52 anni, (foto) che in macchina seduta accanto al marito, Giulio Alviano, 58, tornava a casa dopo un pranzo di Pasqua con amici. Nella direzione opposta e alla guida di una Fiat Bravo, il rom Radu Bogdanu, 25 anni, con un tasso alcolico nel sangue cinque volte superiore al limite di legge. Stando ad una prima ricostruzione, il nomade, che viaggiava a oltre 100 km. all'ora, avrebbe perso il controllo della vettura invadendo la corsia opposta, proprio nel momento in cui arrivava l'auto dei coniugi Alvanio. Nello schianto terribile e senza il minimo accenno di frenata, Maria Romano è morta sul colpo, mentre il marito, accompagnato all'ospedale, è stato dimesso il giorno dopo. Per l'investitore, piantonato dai carabinieri nel reparto detenuti delle Molinette di Torino con l'accusa di omicidio colposo, guida senza patente e per giunta ubriaco, la frattura del setto nasale e del bacino. Dagli accertamenti compiuti in seguito, è risultato infine che l'auto su cui viaggiava è intestata -assieme ad altre 500 vetture!- ad un altro nomade, un prestanome, da tempo ricercato da diverse forze di polizia italiane. "Ora ci aspettiamo che la giustizia faccia il suo dovere fino in fondo" ha sottolineato Carmelo Lentini, portavoce di "Basta un attimo", un associazione nata per combattere le stragi del sabato sera, poiché come aggiunge, "non vorremmo assistere nuovamente ad un provvedimento che lasci in libertà chi ha ucciso con un tasso alcolico così alto nel sangue". E il problema degli incidenti causati da alcol o droga diventa ogni giorno sempre più allarmante. Secondo una recente statistica infatti, su 790.000 controlli con etilometro effettuati dalle forze dell'ordine nel 2007, oltre 47 mila sono gli automobilisti trovati con un tasso alcolico nel sangue superiore alla soglia del consentito, mentre ad altri 4500 è stata contestata la guida sotto effetto di stupefacenti. Un problema che però trova "impreparato" il nostro codice penale in fatto di "risposte", tanto che recentemente è stato inserito nel progetto del nuovo codice presentato dalla Commissione per le riforme al Parlamento, un reato intermedio tra quello doloso e colposo, cioè quello di "colpa grave", una colpa che si verifica quando "sia particolarmente rilevante l'inosservanza delle regole o la pericolosità della condotta". In questo caso, il reato è maggiore di quello cosiddetto "colposo" -da 1 ai 5 anni di reclusione-, e di conseguenza lo sarà anche la pena. (Gericus)

lunedì 24 marzo 2008

MOSTRO DI FIRENZE #8

Nadine Mauriot, 36 anni, e Jean Michel Kraveichvilj, 29 (foto) due turisti francesi, la sera di domenica 8 settembre 1985 decidono di far tappa in Toscana. A Cerbaia, si sta svolgendo la Festa dell'Unità ed è lì che i due passano la serata. Lei, commerciante, ha due figlie piccole, ed è separata da poco dal marito, mentre l'uomo è un promettente musicista jazz. Da alcuni mesi i due convivono insieme ad Audincourt, un paese di circa 15.000 anime nell'Est della Francia. Poco prima di mezzanotte la giovane coppia lascia la festa per dirigersi verso la loro tenda canadese, piantata accanto alla loro vettura, una Golf, in una piazzola di via degli Scopeti, a circa tre chilometri dal centro abitato di San Casciano Val di Pesa. In quella notte di novilunio, buia e leggermente afosa, Jean Michel e Nadine si apprestano a passare la notte, quando un leggero rumore, come quello di una stoffa che si lacera, li fa sobbalzare. All'esterno infatti, qualcuno con un grosso coltello ha tagliato il retro della tenda pensando di trovare la testa degli occupanti, mentre invece si è accorto che quella canadese ha un altro telo interno. A questo punto, forse preso dal panico, l'assassino inizia a sparare alla cieca in direzione della tenda, quattro colpi che uccidono all'istante la donna, mentre l'uomo, forse leggermente ferito riesce a fuggire. Non potrebbe essere che così, altrimenti non si spiega come un giovane di quell'età venga raggiunto dopo una corsa di quindici metri dal suo carnefice, finito a coltellate e gettato in una discarica vicina. Col solito sangue freddo di sempre, il "mostro" a quel punto ritorna dalla ragazza, e con dei colpi veloci di coltello le asporta il seno sinistro ed il pube, dopodiché sparisce nel buio. Quella stessa notte però, l'assassino lancia una nuova sfida alla polizia, inviando da una zona del Mugello una lettera al magistrato Silvia Della Monica, con al suo interno, sigillato in un foglio di plastica, un lembo di pelle, che in seguito risulterà prelevato dal seno della vittima. Durante i sopralluoghi effettuati nei giorni seguenti sul luogo del duplice delitto, gli inquirenti troveranno dei guanti nuovi da chirurgo misura numero sette racchiusi in una busta e un fazzoletto Scottex con vistose macchie di sangue non appartenenti però alle due vittime, oltre ad una ciocca di capelli castani. Nessuna traccia verrà rinvenuta su questi reperti. Un altro segno di sfida verrà messo in atto circa un mese dopo il delitto, quando vicino alla cassetta delle lettere da dove era stato spedito il lembo di pelle, verrà rinvenuto un bossolo appartenente alla pistola usata per l'omicidio. E' l'ultimo gesto del cosiddetto Mostro di Firenze, e i due francesi saranno le ultime vittime di questa ferocia inaudita iniziata il 21 agosto del 1968. Una scia di sangue fitta di misteri ancora insoluti e domande senza risposta. L'unica certezza è l'arma usata, ovvero la tristemente famosa Beretta Long Rifle calibro 22, una pistola mai ritrovata, ma grazie a Dio ormai in silenzio da 23 anni. (Gericus)

VOLA COLOMBA, VOLA...

Forse non ce ne accorgiamo, o forse abbiamo imparato a conviverci: il mondo è in guerra. Del terrorismo islamico e della 'guerra globale' ogni giorno apprendiamo sempre nuovi particolari, pochi o nulli invece quelli su guerre di cui nessuno parla, poiché scoppiate in 'periferie' povere e lontane del pianeta, ma con numeri di vittime impressionanti. Avrà un significato il volo della Colomba della Pace in questi territori?

Algeria: 150 mila morti dal 1991
Afghanistan: 25 mila morti dal 2001
Birmania-Karen: 30 mila morti dal 1988
Costa d'Avorio: 5 mila morti dal 2002
Ciad: 50 mila morti dal 1996
Congo R.D.: 4 milioni di morti dal 1998
Colombia: 3000 morti dal 1964
Filippine-Mindanao: 150 mila morti dal 1971
Filippine-Npa: 40 mila morti dal 1969
Georgia-Abjhazia: 28 mila morti dal 1992
Georgia-Ossezia: 2.800 morti dal 1991
Haiti: 1.500 morti dal 2004
Iraq: 80 mila morti dal 2003
Israele-Palestina: 5 mila morti dal 2000
India-Kashmir: 90 mila morti dal 1989
India-Nordest: 50 mila morti dal 1979
India-Naxaliti: 6 mila morti dal 1967
Libano: 1.200 morti dal 2006
NIgeria: 11 mila morti dal 1999
Pakistan-Waziristan: 3 mila morti dal 2004
Pakistan-Balucistan: 450 mila morti dal 2005
Russia-Cecenia: 250 mila morti dal 1994
Rep. Centrafricana: 2 mila morti dal 2003
Somalia: 500 mila morti dal 1991
Sri Lanka-Tamil: 68 mila morti dal 1983
Sudan-Darfur: 250 mila morti dal 2003
Turchia: 40 mila morti dal 1984
Thailandia-Sud: 2 mila morti dal 2004
Uganda: 20 mila morti dal 1986

Vola colomba, vola... (Gericus)

domenica 23 marzo 2008

INTER: LA SQUADRA CHE NON C'E' PIU'

Un secco 2 a 1 che la dice lunga. Anche ieri, nello scontro più atteso di tutto il campionato, quello in cui una squadra "deve per forza vincere" se non altro per dimostrare di non essere prima in classifica solo "per caso", bene, anche questa prova è stata fallita dall'Inter clamorosamente. Mario Sconcerti, pur usando il fioretto nel suo articolo, scrive di una squadra "che non ha regista, non ha un fantasista, non ha difensori all'altezza e non ha un attacco". In poche parole, "non è più una squadra". E questo lo si preannunciava da tempo, da quel distacco accumulato durante il campionato sulla seconda in classifica e che partita dopo partita si è andato riducendo sempre più, arrivando ad oggi con quel pericoloso -4 dalla Roma, squadra in perfetta forma e candidata allo sprint finale. E mettendo pure su la bilancia della sconfitta le troppe assenze per infortuni nella squadra di Mancini -Samuel, Cordoba, Vieira e Cambiasso- tutto ciò non può attenuare l'inconsistenza attuale dei nero-blu. Ibrahimovic per esempio dal 26 settembre ha fatto solo 2 gol su azione, mentre l'intero reparto offensivo nelle ultime sei partite ha messo in rete solo una palla, quella di Suazo a Genova, per non parlare poi di Cruz che nell'anno in corso non ha ancora segnato un gol. Si è riaperto dunque il campionato, e per Mancini & company sarà dura rianimare una squadra che sembra, ormai, abbia già speso tutto lo spendibile. (Gericus)

sabato 22 marzo 2008

UN PORTIERE DA RECORD

Certamente non finirà sul taccuino di Roberto Donadoni, ma sul Guinness dei primati forse si, perché Giambattista Losito, (foto) 16 anni e portiere della squadra di calcio "Leonessa Altamura" che milita nel campionato di Eccellenza pugliese, un record lo ha battuto: in trenta gare, ben 251 sono i palloni finiti nella rete alle sue spalle. Ma lui non demorde, e nonostante questo pingue bottino accumulato, insegue il suo sogno calcistico, poiché come afferma, "sono nato portiere e non abbandonerò mai questo ruolo". Certamente un ruolo meno "estremo" forse lo solleverebbe da certi dubbi, ma lui filosofeggia anche sui gol subiti, poiché essendo sempre impegnato durante i 90 minuti di gioco, ammette che "certamente avrò la possibilità di mettermi in luce". Per ora "la luce" gli è arrivata di riflesso grazie a quella gragnola di palle insaccate nella rete e che lui tiene di conto: "prendo in media 9 goal a partita, e in compenso mi va bene quando le reti sono 3-4". La giornata più 'storta' però ebbe un punteggio da basket: 19 a zero. Su 30 partite dunque, la Leonessa Altamura non è mai uscita vincente dal campo, e i suoi giocatori non sanno neppure cosa sia gioire per una vittoria sofferta e sudata. Forse avranno esultato per quelle misere cinque reti segnate, ma forse nemmeno tanto, schiacciati dal peso delle 251 subite. Giambattista Losito però non si scoraggia, e continua a sputare sui guanti e sulla malasorte, sognando di veder spuntare prima o poi dalla mischia un Ronaldo che tira una legnata e lui, tra il boato dello stadio, che riesce finalmente ad agguantare... (Gericus)

venerdì 21 marzo 2008

200.000 PAGINE LETTE!

Lunedì scorso, il blog di Gericus ha sfondato le 200.000 pagine lette! E' un bel traguardo per chi ha iniziato questo percorso un po' per curiosità e un po' per gioco. Mi sembra doveroso perciò mandare un grazie caloroso a tutti gli amici italiani e a quelli -tanti- sparsi per il mondo, cercando di dirlo nella loro lingua madre. Per tutti coloro invece che non troveranno qui il loro idioma per ragioni di caratteri non recuperabili, valga il ringraziamento scritto in lingua inglese.
Un abbraccio simbolico a tutti.

Thank you!
Merci!
Danke!
Gracias!
Belangrijk!
Tack!
Takk!
Kiitos!
Tepekkur Ederyz!
Wyniki Tlumaczenia!
Koszonom!
Podyaka!
Efharistò!
Aitah!
Obrigado!
Huala!

giovedì 20 marzo 2008

IO SONO, QUINDI MI ASSICURO.

La prima a memoria d'uomo che assicurò una parte di sé stessa fu l'attrice americana Angie Dickson. Per un miliardo -anni '60- si assicurò le gambe. E fece bene, perché un paio di gambe simili era difficile, se non impossibile, trovarne. Una moda però che nel tempo ha fatto proseliti e ultima, ad entrare in questo 'business' è l'Italia con alcuni suoi celebri protagonisti. Ma partendo da fuori confini nazionali, la leggenda vuole che l'attore John Travolta (foto) abbia assicurato i suoi capelli con i Lloyd's di Londra per la stratosferica cifra di 2.500.000.000 (duemilacinquecento milioni) di dollari. Il suo successo a quanto pare è tutto lì... L'enologo Ilia Gort per 5.000.000 di euro ha messo "al sicuro" il suo naso; Angela Mount, essendo una produttrice di vino, per la 'modica' cifra di 12.700.000 euro ha assicurato le sue papille gustative. Nel mondo del calcio David Beckham, visto che non vive solo di pallone, si è assicurato tutto il corpo per un qualcosa come 100.000.000 di sterline, mentre il collega Ronaldo si è fermato, per le gambe, a 20.000.000 di euro e Adriano a 15.000.000. Zidane, che come a primo acchito si potrebbe pensare, non ha assicurato la sua 'testa' -Materazzi insegna- bensì, pur non giocando più, le gambe, accontentandosi di soli 3.000.000 di euro. E in casa nostra? Il listino prezzi dice che Adriano Celentano per 5/6 milioni di euro potrebbe assicurarsi "l'anca", l'attrice Monica Bellucci il seno per 6/8 milioni, Valentino Rossi i suoi polsi per 12/13 milioni, Vanessa Incontrada il suo sorriso per 8/9 milioni, Riccardo Muti, il famoso direttore d'orchestra, l'udito per 10/11 milioni e infine il conduttore Fiorello la voce per 9/10 milioni. Ma la più stravagante follia da vip l'ha messa in atto il dissacrante Mick Jagger, voce e anima dei Rolling Stones, il quale si sussurra che in gran segreto si è assicurato -in quanto a funzionamento si presume- i suoi genitali per un milione e mezzo di sterline. Leggenda o realtà? Prendiamola come viene, anche perché per i divi di casa nostra, queste cifre sono soltanto "polizze possibili" buttate giù da il "Giornale delle assicurazioni" e Eta Meta Reserch. (Gericus)

mercoledì 19 marzo 2008

MA LA PASQUA, E' "BUONA" PER TUTTI?

Domenica prossima, 23 marzo è Pasqua, la maggiore festività del calendario liturgico cristiano. E' il giorno in cui si celebra la resurrezione di Gesù di Nazareth. Giornata di pace e speranza dunque, con la tradizione però che ha aggiunto un velo di sofferenza nel mondo animale. Ogni anno infatti si calcola che milioni di agnelli sono sacrificati per bandire la nostra tavola, festa per noi dunque, e morte per loro. Consumismo sfrenato e ricorrenza da rivedere in fatto di usanze, perché la Resurrezione di Cristo non deve passare attraverso un mare di sangue innocente. La Pasqua è Pasqua anche senza "il sacrificio dell'agnello".
Basta volerlo. (Gericus)

martedì 18 marzo 2008

AUTOMOBILISTA UBRIACO UCCIDE DUE PASSANTI E SI DA' ALLA FUGA

E' finita in tragedia la vacanza a Roma di Elisabeth Anne Gubbins e Mary Clare Collins, due giovani irlandesi di 27 e 28 anni, travolte e uccise sul colpo da una Mercedes guidata da un giovane romano, Friedrich Vernarelli 32 anni. Erano circa le tre di notte, quando dopo aver festeggiato San Patrizio, patrono dell'Irlanda, ritornando in albergo le due turiste venivano investite sulle strisce pedonali poste sul Lungotevere all'altezza di Castel Sant'Angelo con via della Conciliazione. L'urto era talmente violento da scagliare a trenta metri di distanza una delle giovani irlandesi, mentre l'altra veniva trascinata per oltre 50 metri. Invece di fermarsi a prestare soccorso, il conducente dell'auto investitrice si dava alla fuga, ma veniva bloccato poco dopo da una pattuglia della Polizia Locale dopo che questi nella sua folle corsa era andato a schiantarsi prima contro delle auto parcheggiate e poi contro un edicola. Pur rifiutandosi di effettuare la prova del 'narcotest', per gli agenti non c'erano dubbi a capire che il giovane alla guida dell'auto presentava un tasso alcolemico molte volte superiore al consentito, -poi accertato infatti col palloncino- per cui il magistrato di turno lo poneva immediatamente agli arresti domiciliari. Chiarita in seguito la dinamica dell'incidente, per il giovane scattava l'accusa di omicidio colposo plurimo, omissione di soccorso, guida in stato di ebbrezza e danneggiamenti, reati che potrebbero spalancargli adesso le porte del carcere. (Gericus)
[foto: sx Elisabeth Anne Gubbins e Mary Clare Collins]

DIO? LA PROCURA INDAGA...

Non so se l'umanità è arrivato al capolinea o se con il 2008 è iniziata "l'Era del vuoto mentale". Se non è l'una o l'altra delle ipotesi, sicuramente lo sono tutte e due. Si, perché sull'esistenza o meno di Dio -quindi il dogma su cui si basa la nostra religione" - è stato aperto 'un fascicolo' dalla Procura fiorentina per stabilire con certezza una verità: Dio esiste? C'è da credere a questo punto che l'indagine toccherà un altro argomento, perché il diavolo dove lo mettiamo? Saranno i Ris diretti dal colonnello Garofano infine a dare risposte a queste domande? Se a primo acchito il tutto può sembrare una 'boutade' tanto per riempire il vuoto di una pagina di quotidiano, spiacenti di annunciare che tutto ciò è "sacrosanta" -tanto per rimanere in tono- verità. E' già, perché è di questi giorni la notizia che don Francesco Bazzoffi, direttore dell'Ufficio matrimoni della diocesi fiorentina e sacerdote con un passato clericale di tutto rispetto, è stato incriminato dalla Procura di Firenze per "associazione a delinquere finalizzata alla truffa". Motivo di cotanto misfatto? Impartire sante benedizioni alla fine di momenti di preghiera, non ritenute tali invece dall'accusa e bollate come "falsi esorcismi". E' sul "mistero della fede" dunque che la magistratura a questo punto "vuol vederci chiaro"... A prescindere dal fatto che da sempre ogni diocesi ha -nel rispetto della religione- il suo esorcista, cosa significa "indagare la veridicità di un argomento tanto grande quale il credo della religione cristiana"? Dobbiamo equiparare ciò che dice un sacerdote durante la Messa ad "una testimonianza espressa all'interno di un aula del tribunale"? Ma allora dal Papa in poi sono tutti da indagare, poiché una volta alzato il calice il sacerdote dice che "questo è il sangue di Cristo" ben sapendo che dentro c'è solo del vino santo. E quando si riceve l'Ostia con la frase "questo è il corpo del Signore" lo sappiamo benissimo che ciò che mettiamo in bocca è solo del pane. E andando avanti nell'assurdo, siamo poi sicuri che una volta assolti con la confessione dai nostri peccati, anche il Padreterno ci abbia perdonati? Indaghiamo dunque -avrà pensato lo 'zelante' magistrato- poiché qui, una volta per tutte, dobbiamo ristabilire la legalità dei fatti... Cose di ordinaria amministrazione in quest'Italia, dove la lunghezza esasperante dei processi rende vana qualsiasi giustizia, dove si sbatte in galera per mesi un Pappalardi qualsiasi e ai domiciliari un Ahmetovic che ubriaco uccide quattro giovani. Oggi quest'altro colpo sulla credibilità della nostra giustizia. Come se ce ne fosse stato bisogno... (Gericus)

lunedì 17 marzo 2008

ALDO MORO: 30 ANNI FA

Certi fatti rimangono più o meno scolpiti nella mente a secondo della loro gravità. Del 16 marzo 1978 ricordo ogni minimo particolare, che era una mattinata calda e che proprio in quel giorno mi trovavo a Pré Saint Didier (Ao). Il 'collante' a tutto ciò è la notizia che giunse attraverso l'autoradio e che lasciò sgomenta l'Italia: "Sequestrato dalle Brigate Rosse il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro (foto) e uccisi cinque agenti della scorta". Come si fa a dimenticare un fatto simile? In via Fani a Roma, alle 9.11 la nostra democrazia vacillò sotto quei colpi di mitraglietta che freddarono cinque agenti -Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Jozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi- aprendo di fatto uno dei periodi più bui del nostro vivere civile. Si voleva a tutti i costi lo scontro politico, poiché proprio quella mattina, Aldo Moro si stava recando in Parlamento per mettere in piedi un nuovo governo Andreotti -il quarto- con l'appoggio del Partito comunista. Era il cosiddetto "compromesso" quello che avrebbe, almeno nelle intenzioni dello statista, messo d'accordo l'Italia rendendola più giusta e soprattutto, più democratica. Aldo Moro, leggermente ferito, venne prelevato e caricato su una Fiat 132 blu e portato "nella prigione del popolo" per essere "processato". Cinquantacinque giorni di prigionia alternati a numerosi comunicati delle Brigate rosse, speranze e da un accorato appello lanciato da Papa Paolo VI, il quale dalla finestra del suo ufficio in San Pietro, si rivolse ai sequestratori chiamandoli "Uomini delle Brigate rosse". A quasi un mese dal rapimento, con le forze dell'ordine che brancolano nel buio, la politica è ancora divisa tra il "fronte della fermezza" e il "fronte possibilista", cioè apertura o nessun dialogo con i brigatisti. Molte cose non sono state mai chiarite, ma che il destino di Aldo Moro era ormai segnato lo si deduce da quel sinistro comunicato numero nove spedito dalle Br il 5 maggio: "Concludiamo la battaglia iniziata il 16 marzo eseguendo la condanna a morte". Aldo Moro verrà ritrovato cadavere il 9 maggio in via Caetani, nel centro di Roma. Il suo corpo è nel bagagliaio di una Renault rossa parcheggiata a metà strada tra la sede della Democrazia cristiana e quella del Partito Comunista Italiano. Cinque mesi dopo, i reparti del generale Dalla Chiesa assicurano alla giustizia i primi brigatisti, poi nel '79 finiscono in manette Raffaele Fiore, Valerio Morucci, Adriana Faranda e Prospero Gallinari. Nel 1981 è il turno di Mario Moretti. Quattro i processi che si concludono in Cassazione con 22 ergastoli. Tra gli altri: Laura Braghetti, Gallinari, Morucci, Faranda e Moretti. Ergastolo pure per Germano Maccari e infine, nel 2004, vengono arrestati in Egitto Rita Algranti e Maurizio Falessi. Molti, troppi personaggi sul palcoscenico di quella tragedia. Quel che è certo, è che Aldo Moro, teorico delle aperture al Pci, fu eliminato proprio per quelle sue idee. (Gericus)

PICCOLA PESTE, FUTURO CRIMINALE?

I "bulletti" a scuola? Schediamoli, perché già a sei anni possiamo individuare potenziali delinquenti. E' un po' questo il pensiero delle autorità scolastiche inglesi sul parallelo "bullo delinquente", tanto che la polizia britannica, prendendo seriamente di petto la questione, propone addirittura il prelievo del Dna agli scolari protagonisti di atti di bullismo. E come era naturale, scoppia subito la polemica dei genitori, convinti che con simili sistemi si stia scivolando in situazioni da regimi dittatoriali. Ma il problema sta a monte, ovvero a quei numerosi casi di bullismo -troppi- che annualmente si registrano nel Regno di Sua Maestà e che in una maniera o l'altra le autorità scolastiche cercano di arginare. Perché se nel Dna c'è traccia di un profilo a rischio, dicono i sostenitori dell'iniziativa, "che male c'è se in tutto ciò possiamo prevenire un futuro crimine"? E per rafforzare questa tesi, c'è anche uno studio di ricerca effettuato recentemente, dove si sostiene che i soggetti a rischio tra i 5 e i 12 anni di età "vanno sottoposti a terapia comportamentale preventiva con l'aggiunta di programmi di sostegno per le famiglie". E dal momento che l'età media dei primi reati è fra i 10 e i 13 anni, anche Julia Margo, autrice della ricerca "Make me a criminal", sostiene che sia giusto effettuare un analisi del rischio "esaminando le caratteristiche dei bambini", senza però ricorrere alla schedatura del Dna. Non si scappa dunque, se pensiamo che persino Scotland Yard ha sancito che "la schedatura è solo prevenzione", e se lo dice la più famosa polizia del mondo c'è da crederci, forte dal 2004 di un database con oltre 4 milioni di campioni. Per i bulletti della scuola, almeno in Inghilterra si prevedono dunque "tempi duri". (Gericus)

domenica 16 marzo 2008

NON C'E' PACE PER MEREDITH

La storia del delitto "di Halloween" dove trovò la morte la studentessa inglese Meredith Kercher (foto) comincia a dare segni di telenovela. A distanza di cinque mesi, quattro arrestati -uno rilasciato- e indagini 'a tutto campo', gli investigatori della polizia sono rientrati nella casa di via della Pergola per fare un ulteriore sopralluogo, uscendosene con nuovi reperti da analizzare, e tra questi una giacca nera della vittima, una felpa di Amanda Knox, due chitarre, due libri e alcuni appunti di Meredith. Oltre a questo nuovo "trasloco", anche il costume da vampiro che la povera ragazza indossò per la festa di Halloween, un phon e un vasetto di vasellina, poiché per i magistrati ritorna d'attualità la possibilità -del resto già scartata dopo l'autopsia- di una "violenza sessuale di gruppo". E per cercare tracce di tutto ciò, giorni fa la polizia ha prelevato dal carcere dove Amanda è agli arresti, alcuni suoi indumenti che erano pronti per essere consegnati ai suoi genitori, oltre ad altri presi nell'alloggio che divideva con la vittima. Per gli inquirenti si aprono quindi nuovi scenari, perché se gli accertamenti legali escludono la violenza, "non è detto che Meredith non sia stata oggetto di tentata violenza". E dietro a nuove prospettive, cambia anche lo scenario del crimine, poiché gli accertamenti della polizia indicano che l'assassino immobilizzò a terra la vittima e che questa, inginocchiata, subì da dietro la ferita mortale alla gola. Solo dopo Meredith fu adagiata sul pavimento e coperta dal piumone. E ancora una volta si ammette che più di una persona prese parte all'omicidio. (Gericus)

BOICOTTARE LE OLIMPIADI?

Si contano a decine ormai i morti per la repressione cinese contro la rivolta in Tibet. L'ultimatum rivolto dalle autorità cinesi non lascia scampo: "Avete 48 ore per arrendervi", mentre la caccia ai dissidenti si fa sempre più serrata. Con i carri armati in movimento per le strade di Lhasa e i kalashnikov che fanno sentire la loro voce, sale la paura per una nuova Tienanmen. In molte parti del mondo, assieme alle proteste ufficiali, senza troppa convinzione arriva la voce del "Boicottiamo le Olimpiadi". Giordano Bruno Guerri ha poche, se non nulle, speranze in tal proposito, perché come lui asserisce, "Gli interessi spazzeranno via tutti questi ipocriti appelli". E come dargli torto! Davanti all'inevitabile discorso economico, sull'altare del Dio denaro, da sempre si sono sacrificate ideologie e moralità. In poche parole, "il business" fa passare in secondo piano stragi e libertà negate, democrazie oppresse e diritti calpestati. I conti, sono lì sotto gli occhi di tutti, o forse sarebbe meglio dire "sotto gli occhi dei grandi capitalisti". Con la Cina infatti, gli scambi vanno a gonfie vele, con quegli oltre 14 milioni di euro in importazioni e con quasi sei milioni di euro in esportazione. La repubblica cinese, quell'immenso Paese dove le condanne a morte sono all'ordine del giorno e dove lo sfruttamento della mano d'opera rende gli acquisti dell'Occidente più che vantaggiosi, quest'anno ospiterà i Giochi Olimpici. Boicottarli? Sarebbe il minimo, ma al di là di "condanne unanime e duri moniti " espressi qua e là da vari governi, niente seguirà alle parole. "La vita civile non è e non può essere a compartimenti stagni, con la politica da una parte, l'economia dall'altra e dall'altra ancora lo sport visto come terreno neutro" continua Bruno Guerri sulle pagine de "Il Giornale". "L'unico modo che l'Occidente ha per vincere le prossime Olimpiadi è di non prendervi parte. Non accadrà, e sarà un'occasione persa". (Gericus)
[foto tratta da La Stampa]

sabato 15 marzo 2008

FRATELLO E SORELLA: AMANTI

La storia di Patrick, 32 anni, e di sua sorella Susan, 24, nasce dalle macerie della loro famiglia. Separatisi i genitori, i due bambini per anni vivranno uno lontano dall'altro. Per il maschietto si aprono le porte di un orfanotrofio mentre la ragazzina resterà con la madre. A maggio del 2000, dopo vent'anni e per la prima volta, Patrick ritorna a casa per incontrare la madre, che nel frattempo vive con un nuovo compagno. Ed è in quell'occasione che entra in contatto con la sorella, diventata ormai sedicenne. Tutto però gira nella maniera normale, tanto che sarà la madre ad insistere affinché Patrick non lasci di nuovo la casa ma resti con loro. Così il giovane trova un lavoro a Berlino e si trova pure una fidanzata, poi, il 12 dicembre di quello stesso anno, improvvisamente la madre muore per un arresto cardiaco, anche se l'esatta causa della morte non sarà mai accertata. Ed è quella l'occasione che avvicinerà questa volta in maniera incestuosa Patrick alla sorella, tanto che nell'ottobre del 2001 Susan mette al mondo un bambino. Sarà un assistente sociale a sospettare che il fratello sia il responsabile di quella nascita, e il tutto finisce sul tavolo della polizia, con un processo che si celebra nel 2002, con una condanna -sospesa- ad un anno per Patrick. Nasce nel frattempo un secondo bambino, ma sia il primo che quest'ultimo presentano segni di invalidità fisica che mentale. Nascerà ancora un terzo figlio e anche la salute di questo sarà minata da problemi cardiaci, risolti dopo varie operazioni. Nel 2004 si apre un nuovo procedimento penale contro Patrick ed anche verso la sorella, poiché il secondo figlio è stato concepito quando lei era diventata nel frattempo maggiorenne. Per il primo scatta una condanna a 10 mesi di galera e per la ragazza sei mesi di assegnazione ad un centro di recupero. Essendo però di nuovo incinta, Susan darà alla luce il suo quarto figlio. Processati di nuovo, al primo viene aggiunta una seconda condanna a 14 mesi di galera mentre alla sorella è prolungato il periodo di permanenza in 'osservazione' presso il centro sociale. Patrick, che nel frattempo ha già scontato due anni di prigione, si è sottoposto a una vasectomia volontaria e altri anni di galera lo attendono. Il suo ricorso presentato alla Corte, è stato respinto dal tribunale di Berlino, con la motivazione che "L'incesto, antico tabù, può causare malattie genetiche nel figlio e soprattutto perché la legge lo considera un reato penale". (Gericus) [foto: Patrick S. e Susan K.]

venerdì 14 marzo 2008

LO STUPRO COME RIMEDIO & CURA

Uno 'Tsunami' della violenza sessuale viene oggi portato alla luce in Sudafrica. Sebbene ogni anno vengano denunciati oltre 50 mila stupri, la Commissione per i Diritti Umani di Pretoria denuncia invece che queste nella loro interezza "possano essere anche un milione". Cifre da capogiro dunque in questo Paese "con uno dei più alti tassi di criminalità al mondo", e dove si sostiene che il primo posto in cui vengono commesse violenze fisiche e psicologiche contro i bambini sono proprio le scuole", dove giovani studentesse sono stuprate dai compagni e spesso dagli insegnanti. In un sondaggio fatto su 1.227 studentesse, il 9% dei casi di violenza sessuale infatti era dovuto proprio ad attacchi degli insegnati , e che in seguito continuavano indisturbati ad insegnare come se niente fosse successo nella stessa scuola. Ma in tutto questo boom di violenze, anche un altro dato appare drammatico, quello degli stupri "terapeutici" contro le lesbiche. E' infatti ormai radicato il pensiero tra i giovani, che costringere con la forza una lesbica ad avere un rapporto sessuale, "serva a renderla eterosessuale". Ignoranza dunque ,come quel credere che un atto di sesso strappato controvoglia "non sia poi un reato". Ed è ancora l'ignoranza che ha portato un gruppo di giovani a strappare di dosso i vestiti ad una ragazza che in una via di Johannesburg stava passeggiando in minigonna. La scusante? "Se indossi un indumento simile dai l'impressione di voler essere stuprata". Una popolare presentatrice radiofonica di Città Del Capo, Redi Direko, lei stessa vittima di abusi in passato, ha pronunciato parole pesanti come macigni: "Le bambine vengono stuprate, come pure le nonne. Quando è successo a me avevo 13 anni e indossavo la divisa della scuola". (Gericus)

I SIGNORI DELLE STECCHE

"Se vuoi fare l'attore, devi saper recitare. Se vuoi fare il calciatore, devi saper usare i piedi. Se vuoi fare il cantante, devi avere una bella voce. Naturale, no? No. Basta un rapido sguardo all'ultimo Festival di Sanremo, per notare una stravagante tendenza: i cantanti non sanno cantare. Letteralmente: non hanno grandi estensioni vocali, non ci arrivano, spesso steccano pure". E' questa l'acuta osservazione di Andrea Scanzi apparsa recentemente su La Stampa in un articolo dal titolo "Felici e cantanti, ma la voce è un optional", e non possiamo dargli torto. Tutti, o almeno quelli che frequentano un po' le sette note, se ne saranno resi conto. Ma chi sono "i cantanti" che in quest'articolo vengono esaminati? Presto detto: Jovanotti, Zampaglione (Tiromancino), e Tricarico, quello dello "Stronzo" in diretta forse indirizzato a Chiambretti. Ma andiamo per ordine. Leggendo ancora l'articolo di Scanzi, il pezzo cantato da Federico Zampaglione, (foto) secondo quelli del Ruggito del coniglio (Rai2) è stato cantato "come se fosse una Messa stonata, monocorde, compiaciutamente noiosa come la più tremebonda delle ninnananne". Jovanotti? Bensì siano passati vent'anni, "è ancora quello del 'Gimme five', il suo canto è commovente per mancanza di modulazione, per cui inciampa in stecche e 'zeppe mucciniane', pertanto se la voce stesse ai cantanti come l'uso della macchina da presa ai registi, a Jovanotti non farebbero girare neanche un trailer di don Matteo". Ma il dito è puntato -come sarebbe altrimenti!- anche su Tricarico, "un cantautore decisamente fuori dagli schemi". Il motivo? "Non si sa da dove venga e neanche a quale universo appartenga. Né si sa perché faccia il cantante, totalmente disinteressato com'è all'atto in sé del canto. Con le sue stecche a Sanremo, si potrebbe recintare tutto lo Stato del Montana. Quello è il suo stile. Canta, ma non canta". Tutti -e altri ancora- che stanno all'estensione vocale come Materazzi sta al bel gioco. "Il nostro è un Paese strano -conclude Andrea Scanzi-, perché i politici fanno i comici. I comici fanno i politici. E gli stonati fanno i cantanti". (Gericus)

giovedì 13 marzo 2008

SUL MONTE ROSA? IN METRO'...

Ma quali ramponi, funi e chiodi! In cima alla vetta del Monte Rosa, seconda montagna più alta d'Europa, ci si arriverà comodamente seduti su di una confortevole carrozza di un trenino a cremagliera. Sono i prodigi del terzo millennio grazie ai quali in soli 17 minuti, ci troveremo affacciati su una "balconata" mozzafiato da cui poter ammirare in un sol colpo la catena alpina e le sue vallate. E' questa dunque l'idea 'partorita' dal sindaco di Macugnaga Giovanna Boldini, e sebbene tutti l'abbiano bollata come una follia, la solerte amministratrice non demorde: "Sono d'accordo anche gli svizzeri, e poi che male c'è a fare un buco di sei metri nella montagna"? E ci crede talmente tanto che ha già coinvolto nel progetto un bel numero di imprenditori, tutti partecipi nello sborsare la cifra dell'intera opera che si aggira sui 350 milioni di euro. Giovanna Boldini prima di partire 'in tromba' aveva messo al corrente il governatore del Piemonte, il quale, pilatescamente aveva ribadito che "Se non chiedete soldi pubblici, procedete pure". E andando nei particolari, cinque dovrebbero essere gli anni di lavoro con avvio del cantiere nel 2010 per forare quel "buco" con una lunghezza di nove chilometri su un dislivello di 2140 metri che porta direttamente al ghiacciaio dello Schwarzberghorn. Una metropolitana dunque, con punti di partenza/arrivo dalla Valle d'Aosta,Alagna e Ossola. Ricavi? 1.800 passeggeri l'ora con un obiettivo di circa mezzo milione di transiti l'anno al costo di 63 euro a persona. Il Wwf ha già denunciato il suo secco "niente da fare", ma la nostra sindachessa Giovanna Boldini ha subito replicato: "E' una grande attrattiva turistica che aiuterà la nostra economia. Vogliamo che tutte le attività turistiche muoiano"? E intanto 'scalda i motori', per far partire il progetto entro il 2010 e il motivo è semplice: "Nel 2011 cambieranno alcune giunte, e c'è il rischio che magari vengano eletti amministratori contro quest'idea"... (Gericus)
[Foto: Monte Rosa visto da Macugnaga]

mercoledì 12 marzo 2008

NAKEDNEWS, IL TG SPOGLIARELLO

Quanti di noi hanno sognato una Busi (Tg1) che finalmente fa vedere qualcosa? Anche una Berlinguer (Tg3) intriga. Ora, per tutti questi "guardoni" più delle conduttrici che non delle notizie, arriva anche in Italia pane per i loro denti. E' notizia di oggi infatti che anche da noi arriva "Nakednews" (notizienude), il telegiornale letto da giovani conduttrici che ad ogni notizia si tolgono un indumento, fino ad arrivare, -alle previsioni del tempo si suppone- nude completamente. Naturalmente questo Tg non sarà visibile sui televisori di casa, bensì su Internet e videofonini in generale. L'idea, nata nel 1999 e attualmente programmata in ben 172 Paesi, in Italia sarà disponibile tutti i giorni feriali alle ore 17 digitando il sito www.nakednews.it. Questo Tg "che non ha nulla da nascondere" è già stato mostrato a Milano dall'amministratore delegato Naked News International David Warga e da Marco Ottolini, ad di Small Formats, oltre che dalle storiche conduttrici americane. Non potevano mancare di certo le nostre giovani spogliarelliste/conduttrici, quattro ragazze tra i 22 e i 27 anni scelte tra una rosa di oltre cento che si erano presentate alla selezione. All'annuncio di questo nuovo Tg che di certo avrà un grandissimo audience, già corrono ai ripari i direttori dei vari telegiornali tradizionali, alla ricerca di veline e starlette da affiancare in abiti succinti ai seriosi mezzobusto... (Gericus)
[foto: da sx:Valeria Bellini; Michela Fiore; Barbara Zawisa; Erika Giusti]

MOSTRO DI FIRENZE #7

Il 29 luglio 1984 è una calda serata estiva. Due giovani, a bordo di una Fiat Panda, verso le 21 escono di casa. Lui, Claudio Stefanacci, è uno studente universitario ventunenne mentre la ragazza, Pia Rontini, 18 anni, da poco tempo lavora come barista al bar della stazione di Vicchio nel Mugello (FI). Come spesso succede, anche quella domenica sera nei loro piani c'è una pizza e una birra. All'uscita del locale, i due giovani non prendono la via di casa così, poco dopo, la Panda lasciata la provinciale, si ferma in una strada sterrata a ridosso del terrapieno della collina e a circa duecento metri di distanza da una casa abitata da una vecchia signora. E' l'età quella delle tenerezze, dell'amore, ma Claudio e Pia non faranno a tempo nemmeno a scambiarsi i primi baci, poiché un ombra si materializza dal buio e spara in rapida successione sette colpi. I primi quattro devastano l'uomo all'orecchio sinistro, al diaframma e al torace. A quel punto il "mostro" raggiunge il lato destro della vettura e spara contro la ragazza gli altri tre colpi, uno dei quali centra il cervello. Aperto lo sportello, l'assassino trascina la giovane fuori dall'abitacolo e per la prima volta, oltre al pube, con dei tagli netti e precisi le asporta anche il seno sinistro. Poco più tardi, non vedendolo rientrare, preoccupata la mamma di Claudio avvisa la polizia, che poche ore dopo farà la macabra scoperta. Sul luogo del delitto, gli agenti troveranno Claudio Stefanacci ancora dentro la vettura mentre Pia Rontini, a sette metri di distanza, giace sull'erba supina e nuda, con il braccio destro alzato e nella mano, stringe ancora maglietta e reggiseno. Gli slip sono stati tagliati e vicino a lei, strappata dal collo, la sua collanina d'oro. Gli investigatori troveranno un'impronta sul montante destro della vettura e una, lasciata da un ginocchio sulla polvere della fiancata destra dello sportello. Inquietanti resoconti vengono forniti agli investigatori pochi giorni dopo. Un amica di Pia Rontini afferma infatti che la giovane, in una lettera, le parlò di un uomo che la infastidiva sul luogo di lavoro, un fatto del resto avallato anche da un altro testimone, il padrone di una pizzeria. Questi racconterà infatti che verso le 16.45 dello stesso giorno del delitto, una coppia di giovani si sedette ad un tavolo dentro al locale. Per caso poi, questi si accorse che seduto nel dehors ma in posizione strategica per vedere all'interno, un uomo, dopo aver ordinato una birra ghiacciata -e che nonostante il caldo non berrà-, continuava con insistenza a fissare la ragazza. Quando i due giovani, ignari di tutto uscirono, anche l'uomo velocemente pagò seguendo a sua volta la coppia. Il giorno dopo, leggendo il giornale, il padrone del locale riconoscerà nelle vittime i due giovani venuti a bere nel suo bar. Chi era dunque quell'uomo? Non si saprà mai, perché a quanto pare questa pista non fu mai seguita, mentre quattordici erano già le vittime che il "Mostro" aveva disseminato per le campagne toscane. (Gericus) [continua]
[foto: Pia Rontini e Claudio Stefanacci]

INTER: DELUSIONE INFINITA...

L'Inter è fuori dalla Champions, e nemmeno con onore. Abbiamo visto l'Inter di sempre, quella che nelle occasioni importanti naufraga miseramente, come ieri sera con il Liverpool, contro una squadra che la Roma di Spalletti avrebbe fatto a polpette, e dove perfino un Aosta qualsiasi avrebbe fatto la sua bella figura. I nostri "campioni" -ma lo sono veramente?- invece hanno abdicato senza onore né gloria. Lo vedi subito al fischio di inizio come andranno le cose: mancanza di profondità, cazzeggio a centro campo, passaggi sbagliati, scivolate inopportune e occasioni perse clamorosamente. Una zattera di profughi in mezzo ad un mare verde, dove le pagelle assegnate singolarmente (Il Giornale) fanno capire quanto sia relativo l'impegno speso. Un Burdisso (voto: 2) che si fa espellere; un Ibrahimovic (voto: 5) da toglierlo di campo dopo cinque minuti; un Vieira (voto 4) da rispedire al mittente (leggasi: Juve); uno Stankovich (voto: 4) da cedere ad una polisportiva cittadina; un Maicon (voto: 5) da legarlo in panchina, e il resto della truppa, da rimandare a settembre a causa di un 6 striminzito. Questa dunque è l'Inter che ieri sera si è presentata per ribaltare la partita di andata (2 a 0), con i soloni del calcio nostrano che santificavano gli undici nerazzurri con frasi tipo "Ce la possono fare". Un armata Brancaleone che invece ha deluso gli 80 mila del Meazza e il resto dei 'creduloni' sparsi nello Stivale, quelli che sperano di vederla almeno 'regina' del Campionato, con la paura però di una Roma -appunto- che si avvicina a grandi passi. Roberto Mancini ha detto "Basta, a fine campionato me ne vado". La delusione è forte. Come tifoso 'in crisi', mi viene la tentazione di seguirlo... (Gericus)
[foto: l'immagine della disfatta]

martedì 11 marzo 2008

LA SCUOLA DEGLI ASINI...

Si entra a scuola da somari e si esce da asini. Non è un bel percorso, ma stando a ciò che risulta dall'indagine Pisa-Ocse del 2004 e del 2007, "gli studenti italiani hanno lacune pesantissime e protratte nel tempo". Per essere più precisi, su cento studenti scrutinati in vari tipi di scuola, ben il 70,3% di questi ha denunciato gravi insufficienze, mentre il restante 29,7% non ha mostrato lacune. E per dare un idea dell'abisso culturale in cui versa la nostra scuola, il 55,0% degli studenti del liceo Classico ha gravi insufficienze in latino, il 52,9% in matematica e il 44,6% in greco. Allo Scientifico, strage in matematica (64,9%), latino (57,1%) e lingue straniere (50,7%). Anche al Socio-psico-pedagogico le lingue straniere "sono un corpo ostile" con il 69,2% di insufficienti, matematica ((62,6%) e italiano (43,1%). Al liceo Linguistico, dove le lingue -non potrebbe essere diversamente- sono la base degli studi, sono in forte carenza proprio in questa materia addirittura l'83,5% degli studenti, mentre all'istituto Tecnico -ancora in lingue- sono insufficienti l'83,5% degli studenti. Un altro paradosso sono quel 94,6% di studenti iscritti all'istruzione Artistica con carenze - guarda un po'... - in discipline artistiche e infine al Professionale, il 49,7% non la spunta con l'italiano. E' la Caporetto della scuola dunque, e le due "bestie nere" sono un po' per tutti matematica e lingue straniere, ma anche con il nostro idioma le cose non vanno meglio, poiché l'impietosa ricerca ammette che "la metà dei ragazzi non sa scrivere e non capisce quanto legge". Ce n'è quanto basta per correre ai ripari, tanto che il decreto emesso dal ministro alla Pubblica Istruzione lo dice chiaro: Le lacune vanno sanate entro giugno, o al massimo, ad agosto". Per chi 'raglia' dunque, non c'è scampo. (Gericus)

lunedì 10 marzo 2008

ERBA: UN NUOVO CAPITOLO

"Azouz mi ha violentato". Lo racconta Rosa Bazzi (foto) in un interrogatorio avvenuto il 6 giugno 2007 la cui registrazione è stata diffusa lunedì scorso nell'aula del processo sulla strage di Erba che si celebra a Como. Una violenza insomma, che a sentire ancora la donna, sarebbe stata la molla della strage, "quel tunnel in cui sono ancora adesso". E la smentita da parte dell'interessato, con tanto di querela per calunnia, è stata presentata immediatamente dai legali del tunisino il quale, in un biglietto, ha scritto "di non aver mai tradito sua moglie Raffaella, per cui il racconto 'della bella signora' non merita commenti", ironizzando poi che la Rosy, "non è mai stata il mio tipo". E di questa 'presunta' violenza, Rosa Bazzi aggiunge tutti i particolari: "Olindo era a lavoro quando alle nove del mattino ho sentito entrare in casa qualcuno. Era Azouz, il quale ha cominciato a importunarmi, dicendo che da quando era in galera non pensava che a me, dopodiché mi ha preso e mi ha sbattuta sul divano. Ha detto che avevo un corpo molto più bello di sua moglie e mentre io lottavo con tutte le mie forze per liberarmi, mi ha strappato la gonna e si è abbassato i pantaloni, poi ha fatto quello che voleva fare". Soddisfatto i suoi desideri, sempre secondo ciò che ha detto Rosa Bazzi, Azouz la minacciò di uccidere suo marito se lei avesse raccontato il fatto. Prima di andarsene, racconta ancora che Aouz la salutò con un "Ciao, ci vediamo, sei figa". Ed è in questa confessione, si presume, che Rosa Bazzi ammise la sua partecipazione alla strage, poiché a cena al McDonald's di Como la sera stessa del quadruplice omicidio, disse al marito di essere contenta "di aver sistemato ben bene Azouz", al che Olindo le rispose: "Guarda che Azouz non c'era". Le cose, come abbiamo visto, nel frattempo sono cambiate, poiché sia Rosa che il marito hanno negato di essere gli autori della strage, perché "quella confessione fatta ci era stata estorta contro la nostra volontà dai carabinieri" e poi, come ammesso ultimamente, "perché non odiavamo Raffaella fino a quel punto". Ora bisogna capire quanto sia veritiera la denuncia di stupro e quanto, pure, la ritrattazione. Un rebus a cui i magistrati dovranno dare una risposta nelle prossime udienze. Gericus)

ADDIO DOLCE MATHY

Non hai voluto lasciarci senza un ultimo sguardo, senza ricevere l'ultima carezza.
E per farlo, hai atteso che spuntasse il nuovo giorno... l'ultimo della tua breve esistenza. Questa mattina infatti non mi hai svegliato come sempre con il tuo nasone appoggiato sul mio viso e lì per lì ho trovato strana questa cosa, perché per te "l'ora della pappa" non sgarrava di cinque minuti, diavolo di una Mathy! Il motivo l'ho capito un attimo dopo, quando improvvisamente la tua vita è volata via sul tappeto di cucina. Chissà se hai fatto a tempo a sentire la corsa disperata in auto verso il veterinario, se hai sentito i nostri singhiozzi, le nostre carezze quando ormai eri lontana e se hai fatto a tempo a capire quanto ti volessimo bene... Ci mancherai Mathy, perché tu non sei stata solo "un amica a quattro zampe", ma sei stata molto di più. Sei stata una di famiglia e ora il dolore è forte e in questa casa, si sente maledettamente la tua mancanza. Ti vogliamo ricordare però vispa e allegra come sei sempre stata, e il ricordo più bello che porteremo con noi è quel tuo addormentarti sicura sul divano, e che nonostante i rimbrotti per farti scendere giù, tu ci guardavi con quei tuoi occhioni dolci come per dire "e perché"?
Ciao piccola Mathy... Ovunque tu sia, corri felice... (Gericus)
Lunedì 10 marzo 2008 h.9.00

domenica 9 marzo 2008

I MISTERI DI GRAVINA

Per il giudice delle indagini preliminari di Bari Giulia Romanazzi non ci sono dubbi: Filippo Pappalardi (foto) deve restare in carcere. Il motivo lo saprà certamente lei, mentre a noi non rimane che fare solo alcune considerazioni: se i i piccoli fratellini Ciccio e Tore sono morti in seguito alla caduta il primo, e di stenti il secondo, cosa centra con la loro morte il padre? Qual'è dunque il motivo dominante per cui quest'uomo, pur non essendo conosciuto come "uno stinco di santo", deve rimanere in galera? Tutto si basa sulla testimonianza di un amichetto dei due fratellini scomparsi, il quale ha detto di averli visti a bordo dell'auto del padre la sera della loro scomparsa. Ma quanto possono essere attendibili le affermazioni di un bambino, venute fuori dopo mesi dai fatti accaduti? Come si può essere sicuri che nella testimonianza non ci sia un bisticcio di date, di momenti, di situazioni? Intercettazioni ambientali, si dice, avvalorerebbero questo super testimone, ovvero una frase registrata in macchina proprio la sera della scomparsa dei fratellini e pronunciata da Filippo Pappalardi: "In mezzo all'arco stava... proprio il figlio di quello stava quella sera...". Per la procura non ci sarebbero dubbi: il "figlio di quello" sarebbe il piccolo testimone. Intanto Filippo Pappalardi è un uomo distrutto, un padre che con gli occhi lucidi, afferma "che i miei figli li ho cercati a lungo quella sera senza sapere dove fossero", giurando su Dio di non averli uccisi. Ma ad inchiodarlo, per i magistrati c'è una frase "chiave" detta dall'uomo alla compagna: "Non devi dire dove si trovano i bambini. Se lo fai, io mi uccido". Rimane difficile -se non impossibile- credere che un padre sappia dove sono i due figli e non muova un dito per salvarli, condannandoli ad una morte lenta e atroce. E' questo il motivo che fa rifiutare la colpevolezza di quest'uomo, perché ostinatamente ci aggrappiamo al fatto che "un padre non può agire così"... E' la paura di un ennesima conferma che questa società "in via di estinzione" abbia sceso l'ultimo gradino verso l'abisso... (Gericus)

NON LUNGO, NON BREVE, MA ADEGUATO...

Beata ingenuità giovanile! "Io? Ci posso stare una, due, anche tre ore". E noi a guardarlo tra sospetto e invidia, si, perché quelle ore che lui decantava, erano quelle della durata del suo amplesso con la ragazza, prima di... rilassarsi nella pace dei sensi. E noi lì, poveri tapini, a pensare ai nostri miseri quindici minuti che ci facevano sentire delle nullità... Oggi finalmente arriva la rivalutazione dei "normodotati", perché secondo due ricercatori statunitensi del Behrend College di Erie in Pennsylvania, Eric W. Corty e M. Guardiani, la 'tempistica' di un amplesso non deve avere "la durata di una partita di rugby". Scendendo nei particolari, i due illustri scienziati hanno suddiviso i risultati ottenuti da sessuologi americani e canadesi -analizzando la percezione comune della durata dell'amplesso- in quattro parametri, adeguato; auspicabile; troppo breve e troppo lungo. Pertanto, un amplesso dai tre ai sette minuti è "adeguato"; tra i sette e i tredici è "auspicabile"; da un minuto a due è "troppo breve", ed è "troppo lungo" dai tredici ai trenta. Ma a controbattere questi dati è Sandra Byers, psicologa del dipartimento di sessuologia dell'Università del New Brunswich, la quale dichiara che non ci devono essere tabelle in tal senso, perché "il tempo ideale del sesso è quello che serve ad entrambi i partner per il raggiungimento del piacere". Giusto, un pensiero che conferma anche il canadese Alex McKay, ricercatore di educazione ed informazione sessuale, il quale sentenzia che "non è il tempo che definisce un rapporto, ma la sua qualità, pertanto ben vengano anche i tre minuti, se pure la donna ha raggiunto il suo piacere". (Gericus)

sabato 8 marzo 2008

PIRATI DELLA STRADA

Prima investi uno a morte e fuggi, poi, rintracciato, sai dire solo: "Non mi sono accorto di quello che era successo". Ma cosa vuol dire "Non mi sono accorto di quello che era successo"? Una persona che vola per aria e il parabrezza che va in frantumi, non sono di per sé sufficienti a far capire che hai investito qualcuno? Caspita! Ti accorgi di questo anche quando 'metti sotto' un gatto, figurati una persona! Tutto ciò è vigliaccheria, e scappare senza dare aiuto al malcapitato è l'idea più bieca messa in atto per sfuggire alle proprie responsabilità. Fuggire è uguale ad "uccidere intenzionalmente" una persona, perché lasciare il ferito sulla strada equivale -oltre a rallentarne i soccorsi- la possibilità di un nuovo investimento, che se il primo non fosse stato mortale, esporrebbe la vittima ad un ulteriore e possibile eventualità. Sull'asfalto questa volta -l'ennesima- è rimasta una ragazzina di 13 anni di origini tunisine, Batute Oueslati, (foto) e il "pirata", rintracciato il mattino dopo è la ventisettenne Monica I. che viaggiava a bordo di una Mercedes. E' stata arrestata, e prima di finire dietro le sbarre non ha trovato di meglio che dire: "Non mi sono accorta di quello che era successo". Una storia già sentita... (Gericus)

8 MARZO: E CHE FESTA SIA...

Comunemente chiamata "Festa della Donna", oggi è la "Giornata Internazionale della Donna", ovvero la giornata di celebrazione per le conquiste socio-politiche ed economiche della donna. Una leggenda metropolitana però vuol far credere che l'origine di questa festa nasca da un grave incendio avvenuto in un cotonificio degli Stati Uniti nel 1908 nel quale morirono 129 donne. Si narra ancora che il tutto scaturì da uno sciopero messo in atto nel cotonificio Cotton di New York, dove le operaie, in segno di protesta per le condizioni in cui erano costrette a lavorare, avevano incrociato le braccia ad oltranza. Per impedire che le dimostranti lasciassero lo stabilimento infine, il proprietario, un certo Mr. Johnson, decise di rinchiuderle dentro, sprangando ogni via di fuga. Un incendio -si vuol far credere appiccato intenzionalmente- scaturito nel reparto "filati" in un attimo divorò l'intero edificio, procurando così la morte di tutte queste donne. Una bufala però, poiché nessuna prova certa né documenti sono mai emersi ad avvalorare questa "leggenda", anche se qualcosa di simile, bisogna dire, avvenne nel 1911, quindi un anno dopo la nascita della tradizionale festa che è datata 1910. Anche qui un incendio divampato per cause accidentali alla Triangle Shirtwaist Company causò oltre 140 morti tra uomini e donne, molte delle quali in quello stesso anno, erano state protagoniste di una lunga mobilitazione protrattasi oltre quattro mesi. La data dell'8 marzo però non ha niente a che vedere, poiché lo scioperò iniziò il 22 novembre e l'incendio avvenne il 25 marzo. Un falso storico dunque, per cui, perso le connotazioni politiche, ha fatto scivolare questa "Festa della Mimosa" alle altre ricorrenze "consumistiche" pari a quella dedicata al papà o agli innamorati di San Valentino. Per concludere? Auguri a tutte le donne, e che festa sia... (Gericus)

venerdì 7 marzo 2008

VIVERE E MORIRE...

Oggi il massacro è avvenuto a Gerusalemme. Crivellati di proiettili, otto ragazzi della scuola rabbinica, freddati durante l'ora dei salmi e delle letture religiose. Pochi giorni fa, oltre 50 i morti sulla striscia di Gaza caduti sotto i colpi di alcuni missili. Una scia di sangue che ormai non si arresta più, tanto è l'odio che permea le due parti in conflitto. Sedersi una volta per tutte intorno a un tavolo e parlare, sotterrando in un sol colpo l'odio che i troppi lutti hanno alimentato sia da una parte che da l'altra. Il contesto internazionale deve fare la sua parte, per una pace locale ma anche per una tranquillità mondiale. Soluzioni semplici e veloci, in quella zona del mondo dove la certezza della vita è un sogno labile, e dove il confine tra il vivere e morire è solo una questione fortuita di circostanze. La pace del mondo inizia da lì. (Gericus)
[foto: una piccola vittima degli scontri]

giovedì 6 marzo 2008

PADOVA: SESSO SULLO SCUOLABUS

"Se tu fai una cosa a me io darò una cosa a te". Non è la solita filastrocca per bambini, -anche se l'età è vicina- ma questa era la frase più ripetuta su quello "scuola-bus" che trasportava in su e giù gli studenti di una scuola media di Campodarsego in provincia di Padova, adolescenti dunque, con un età variabile dagli 11 ai 13 anni, salvo ripetenti. Parole "sussurrate" -si presume- a studentesse, compagne di scuola, e quasi sempre -come si scrive sul Mattino di Padova- il 'baratto' andava a buon fine. Per essere più espliciti, palpeggiamenti o attenzioni morbose in cambio di schede per la ricarica del cellulare del valore di 10/15 euro, richieste che in certi casi venivano soddisfatte immediatamente sui sedili delle ultime file del pullman. I fatti sono venuti alla luce verso la fine dello scorso anno scolastico, lasciando allibito perfino il sindaco Paola Candiotto, la quale ha ammesso che "i ragazzini si avvicinavano alle ragazzine, le quali accettavano di tutto, pur di ottenere le ricariche telefoniche". Un vero e proprio "viaggio del piacere", poiché si dice ancora che "succedeva pure che alcune coppiette, approfittando dell'assenza dei genitori, scendessero addirittura a fermate non loro per dare seguito agli approcci iniziati sul pulmino". Dai teorici "corsi di sesso" introdotti nelle scuole dal '68 in poi dai giovani di allora -diventati nel frattempo genitori-, alla pratica "tout court" messa in atto oggi dai loro figli. Diavolo di studenti! Non ne azzeccano una neppure quando si mettono con impegno a "ripassare" la lezione... (Gericus)

martedì 4 marzo 2008

STOP A CASSANO PER 5 GIORNATE

Antonio Cassano (foto) la paga cara quella esplosione di follia verificatasi nel momento della sua espulsione dal campo durante la gara con il Torino. Il giudice sportivo infatti ha inflitto al giocatore della Sampdoria ben cinque giornate di squalifica, una pesante sentenza alla quale la società blucerchiata -come ha già dichiarato- non farà ricorso. Per voce dell'amministratore delegato Beppe Marotta, si apprende poi che la posizione del club è nettamente contraria a questi comportamenti che "censura e biasima", ma nello stesso tempo cercherà di mantenere un dialogo con il giocatore per cercare "di affrontare e risolvere i problemi di comportamento assieme a lui". Al di là del fatto, in molti ritengono che con questa sua ultima "cassanata" il 'talentino di Bari' si sia giocato definitivamente gli Europei, tanto che Roberto Donadoni, -voce non confermata- avrebbe confidato ad un suo stretto collaboratore che portarlo agli Europei sarebbe pericoloso, poiché "non posso permettermi di ritrovarmi con la squadra in inferiorità numerica perché all'improvviso un giocatore dà in escandescenze". (Gericus)
[foto: insulti all'arbitro e maglietta lanciata verso di lui]

MOSTRO DI FIRENZE #6

E' il 10 settembre 1983, un altro sabato e un'altra notte senza luna. A Giogoli di Scandicci (FI), in località Galluzzo, un furgone Volkswagen si ferma in uno slargo tra le piante della provinciale. A bordo, due giovani tedeschi ventiquattrenni, Horst Wilhelm Meyer e Uwe Jeans Rusch. (foto) Due turisti dunque giunti in Italia per una vacanza, e che dopo ore di guida, malauguratamente hanno scelto quel luogo per trascorrervi la notte. Dormono tranquillamente nei loro sacchi a pelo quando vengono raggiunti da sette proiettili sparati attraverso la carrozzeria che li uccidono all'istante. Non sazio di tanto orrore, l'omicida apre quindi il portellone e si introduce nell'abitacolo, per completare il macabro rituale della escissione ed è lì che questi si accorge dell'errore: non c'è nessuna donna se non due uomini, e questo suo sbaglio forse è dovuto all'esile corporatura di Jeans Uwe Rusch e ai suoi lunghi capelli biondi. Constatato lo smacco, l'omicida si dilegua nella notte senza asportare niente dal furgone, ne oggetti ne denaro. Un passo falso che però denota l'incredibile sicurezza acquistata dal "mostro": in una villa situata a poche centinaia di metri da quel luogo infatti, proprio in quelle ore si stava svolgendo una festa con moltissimi invitati. La polizia giunta sul posto, ritroverà solo 4 bossoli Winchester, ma dalla disposizione dei fori lasciati dai proiettili sulla fiancata del veicolo e posizionati a circa 1 metro e 30 centimetri da terra, stabilirà che l'altezza dell'assassino sia intorno a un metro e 80 e forse leggermente più. Volendo addebitare anche il primo delitto della serie, quello di Barbara Locci e Antonio Lo Bianco avvenuto nel 1968, con quello dei due turisti tedeschi il cosiddetto "mostro di Firenze" ha fino a questo momento tolto la vita a dodici persone. Ma purtroppo la lunga scia di sangue non termina qui. (Gericus) [continua]

E VENNE IL GIORNO DI ROSA

L'unione tra Rosa Bazzi e Olindo Romano ha qualcosa che va al di là di un normale rapporto sentimentale. Vivono in simbiosi una "vita tutta loro", in quel piccolo mondo fatto di "camper da lucidare quotidianamente", come la loro casa, "pulita come una sala operatoria", ordinata e sicura. Ma è il rapporto tra i due che dà l'esatta sensazione quanto uno sia complementare dell'altro, poiché la loro confessione del quadruplice omicidio di Erba fatta un mese dopo la strage, giunge proprio in seguito alla paura di "perdersi" per sempre: "Siamo stati noi, ma ora non divideteci e metteteci nello stesso carcere". E' un sentimento diabolico quello che unisce Olindo "Olly" a Rosy e che va analizzato a fondo, perché -sempre che la prima confessione sia stata estorta come ammettono adesso- tra accollarsi una strage senza eguali e la possibilità grazie proprio a questa confessione di non essere divisi, i due hanno scelto la prima soluzione. Pertanto, "ma sì, passiamo pure per mostri, chi se ne frega, l'importante è che noi due si possa stare insieme". Ecco, è questo ragionamento che spaventa, perché se Romeo e Giulietta muoiono per non poter vivere assieme il loro amore, qui Rosy e Olindo per 'non morire' si autoaccusano di una strage, seppur smentita in seguito. E la sproporzione tra realtà e tenebra trova conferma in un altra frase scandita dai due, quando dopo aver ammesso le loro colpe , chiedono "una cella con letto matrimoniale" dove essere rinchiusi assieme. Ieri, lunedì 3 marzo, Rosa Bazzi (foto) è comparsa davanti ai giudici. Non ha più la tracotanza dei primi giorni quando scacciava gli intrusi dalla "sua proprietà" né tanto più lo scudo protettivo di Olindo che la faceva sentire onnipotente. E' una donna minuta, ripiegata su se stessa, e che con una voce difficile da udire sospira che "non odiavamo così tanto Raffaella fino ad arrivare ad ucciderla con tutti gli altri". Parole che si perdono nell'indifferenza generale, sussurrate senza slancio, partecipazione né dolore. Quello che conta, per lei, è finire questa 'pagliacciata' e riunirsi al suo "Olly". (Gericus)