mercoledì 30 aprile 2008

ANCHE UN OMICIDIO PER JOSEF FRITZL?

E' difficile capire come questa brutta storia sia stata possibile. C'è di tutto, di più: stupro, incesto, e forse un omicidio. Tutto parte da una bugia del "padre/orco", il 73enne Josef Fritzel, (foto) quando annuncia in giro che la figlia Elisabeth è fuggita di casa per entrare in una setta. Era il 1984 infatti quando Elisabeth, diciotto anni, scomparve dalla circolazione. Ci credette anche la moglie naturale dell'uomo, Rosemarie, 68 anni, anche se questo è un mistero ancora da chiarire. La ragazza però non era lontana, perché il padre l'aveva rinchiusa in uno 'bunker' ricavato sotto casa, insonorizzato e con ingresso nascosto da un mobile. Praticamente una cella di 50/60 metri quadri, alta non più di 1,70 circa e senza finestre. Ed è lì che il padre/mostro approfittava quando voleva della figlia ed è sempre lì che la giovane ha partorito sette figli, uno dei quali, la polizia presume sia nato morto o addirittura ucciso dal padre/nonno. Un microcosmo lontano da qualsiasi realtà dunque in quella "casa degli orrori" ad Amstetten in Austria, una situazione che turba per la sua lunghezza di tempo e per la sua incestuosità le coscienze del mondo civile. Un po' alla volta, Josef Fritzl portava in casa il frutto della sua brutalità, affermando alla moglie e alla gente, che quei bambini erano figli di Elisabeth che aveva trovato sulla porta. Tre, dunque, in casa con la moglie naturale, mentre gli altri tre, crescevano nel bunker sotto i loro piedi. Domenica scorsa c'è stata una "reunion" di tutti i personaggi dell'incesto, la prima cui hanno partecipato i sei fratelli, la prima in cui tre di questi hanno visto la luce e il resto della parentela cui è troppo difficile seguire l'albero genealogico, e sembra che sia stato un incontro molto sentito e lieto, specialmente tra Rosemarie e Elisabeth, anche se non si hanno particolari su cosa sia successo. Inutile dire che tutti i figli dell'incesto hanno grossi problemi al sistema immunitario, soffrono di anemia e di mancanza di vitamina D, quella che regola il metabolismo del calcio. Tre di questi poi, quelli di 19, 18 e 5 anni non sono mai stati visitati da un medico né da un dentista, tanto che Kerstin, la diciannovenne, ha perso tutti i denti. Ma in questo capitolo, come se non bastasse, si aggiunge altro orrore, quello di un omicidio che risale a 22 anni fa, quando venne rinvenuto sulle sponde del lago di Mondsee, Austria del Nord, il corpo dell'allora 17enne Martina Posch, e il caso vuole che la moglie di Fritzl a quei tempi gestisse un alberghetto nei pressi del luogo del delitto. Natascha Kampusch, la giovane segregata per otto anni e liberatasi il 23 agosto del 2006 dalle grinfie del suo sequestratore ha deciso di portare il suo aiuto a Elisabeth e ai suoi figli, nel frattempo seguiti giorno e notte da una squadra di psicologi infantili e dell'età adulta, terapisti, neurologi, logopedisti e fisioterapisti, tutti ricoverati in una clinica di Amstetten. Sapranno risalire la china da quella tenebra d'orrore dal quale sono nati? (Gericus)

martedì 29 aprile 2008

ASPETTO CHE CHIARA RITORNI...

Rita, (foto) la mamma di Chiara Poggi, la studentessa di Garlasco uccisa nell'agosto scorso, assieme al marito Giuseppe è rientrata da un po' di tempo in possesso della sua casa, sequestrata a lungo dalla magistratura per i sopralluoghi a seguito del delitto. Rientrare in quella casa, per lei è stato un po' come "riavvicinarsi alla sua bambina". Era una bella famiglia quella dei Poggi, con Chiara "una ragazza che non aveva mai dato un problema, che non frequentava cattive compagnie e che non rientrava mai in ritardo una sera". Nei pensieri di mamma Rita, aprire il cancello della casa per un attimo le ha dato l'illusione che niente fosse successo, e che magari, come al ritorno da una lunga vacanza, lì ritrovasse sorridente ad attenderli Chiara. In effetti salutarono la figlia, per l'ultima volta, proprio per andare a trascorrere una vacanza, in montagna. Doveva andare coi genitori anche Chiara, che però rimase per stare vicino al fidanzato che stava per laurearsi, cioè quell'Alberto Stasi unico indagato per l'omicidio. Le macchie di sangue sono state tolte, ma l'aria che si respira all'interno di quelle mura sa ancora di Chiara, come tutte le sue cose che mamma Rita ha amorevolmente spolverato e rimesse al suo posto. Dolore, certo, per questa morte assurda e improvvisa che ha distrutto, oltre la vita di Chiara, anche quella della famiglia Poggi e che a distanza di tanti mesi ancora si chiede "perché" sia successo tutto quanto. L'avevano sentita al telefono giusto la domenica sera, prima del delitto, e Chiara era tranquilla come sempre, serena: "Mangio una pizza e rimango a casa" disse al papà. Fu quella l'ultima volta che sentirono la voce della figlia, perché la mattina dopo, lunedì, li avvisarono di ciò che era successo durante la notte, o la sera stessa dopo la telefonata, chissà. "Da otto mesi aspetto mia figlia tutte le sere" dice mamma Rita, "ma solo ora, che siamo ritornati nella nostra casa ho capito che non tornerà più". (Gericus)

OCCHIO ALLE TRUFFE #8

La banda dei delinquenti telematici aumenta di giorno in giorno. La mia casella postale oggi ne era ingolfata, pertanto cominciamo a smascherarne qualcuno.

Logo -fasullo- delle Poste Italiane:

"Gentile cliente", avete vinto 550 Euro il Bonus Poste Italiane.
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Verrai informato telefonicamente per l'attivazione.
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Cordiali saluti Poste Italiane S.p.A.
Per assistenza tecnica: nuovo numero Verde ###### (omesso), segui le istruzioni della guida vocale e scegli l'opzione Servizi Internet."

ATTENZIONE! E' UNA TRUFFA!!!!!!!!!!!!!!!!!
NON RISPONDERE E CESTINARE SUBITO!!!!!!!!!

RIFLESSIONE POST-MORTEM...

Non si tratta di politica, ma di cecità. La nuova batosta -che segue quella nazionale - subita dalla sinistra ha dell'incredibile, non tanto per i numeri percentuale che hanno contraddistinto la netta vittoria di Alemanno su Rutelli nella corsa al Campidoglio, ma per l'incredulità degli sconfitti. Oggi, a "bocce ferme" e con quegli oltre 7 punti di distacco, Francesco Rutelli ammette che "E' stata una sconfitta e un amarezza grande," mentre la riflessione di Walter Veltroni su questa debacle arriva "da quel senso di paura e di insicurezza della popolazione che noi non avevamo capito". La "casta capitolina" dunque non aveva percepito lo sfasciume della Città Eterna. Non aveva capito che dopo gli ultimi -e sono tanti quelli precedenti- delitti ad opera di romeni, la città volesse disfarsi di certi delinquenti stranieri, non aveva capito che le baraccopoli rom sui bordi del Tevere non erano altro che ricettacoli di delinquenti che nei momenti più opportuni sciamavano in città per sfondare porte di abitazioni, non aveva capito che quell'invasione di nullafacenti che gironzolavano per la città erano potenziali ladri, violentatori, magnacci e assassini... Il distacco dalla realtà ha fregato la "casta capitolina". Certo, il "potere" viveva in zone residenziali, aveva macchine blindate e guardaspalle, aveva sorveglianti -polizia e carabinieri- che vegliavano sulle loro abitazioni, pertanto, tutto il resto, paura compresa, non faceva parte del loro mondo. I motivi dunque della catastrofe della sinistra sono questi: aver favorito tutto questo e poi, a danno ormai fatto, disinteresse massimo della situazione. Roma dalle bellezze inestimabili ferita e offesa dai suoi stessi amministratori e lì sotto gli occhi di tutti. Che Gianni Alemanno si dia da fare velocemente, perché oggi non esiste più destra o sinistra. Esiste finalmente "gente che vuole", e ciò che vuole lo dimostra con il voto. Di riflessioni post-mortem non sanno proprio che farsene... (Gericus)

QUANDO L'ORCO E' IN CASA

Il volto, spesso, è l'immagine dell'anima. Dimostra quello che sei. Per l'austriaco Josef Fritzl, 73 anni, (foto) che per 24 anni ha segregato la figlia abusando di lei e facendole partorire 7 figli, il volto è uno solo: quello di un mostro. Elizabeth, la figlia, che oggi ha 42 anni, per 24 lunghi anni, -perciò da quando ne aveva 18- ha smesso di vivere, e di sognare, annientata negli affetti più cari. Per lei, amante del padre e madre-sorella dei suoi sette figli, la vita è trascorsa in quello scantinato sotto casa, nascosta alla vista di tutti come una bestia, e per unica compagnia, tre figli, mentre gli altri -uno è morto- al piano di sopra nell'appartamento di Amstetten con il nonno-padre. Il mostro ha confessato: "Si, sono il padre di quei bambini". L'Austria che ricade nell'orrore dopo il caso di Natasha Kampusch, anche lei sequestrata da bambina da uno psicopatico e tenuta segregata per otto anni in uno scantinato sotto una casa. Umanità alla deriva in quest'Europa "global" dove tutto è a portata di mano, e dove un padre-mostro per 24 anni può abusare indifferentemente della figlia. Roba da voltastomaco, da inorridire, da non credere. Da pena di morte. (Gericus)

E CROCCOLO MANDO' MARILYN A QUEL PAESE...

Diavolo di un Carlo Croccolo! Ma come, riesci ad avere tra le 'grinfie' una donna come Marilyn Monroe (foto) e tu la mandi a quel paese? E poi, scusa Carletto, ma perché hai atteso 47 anni per deliziarci di una notizia simile? Lo avessimo saputo allora che ti "spupazzavi" il sogno erotico mondiale, noi, poveri mortali, avremmo fatto di tutto per impedirti di lasciarla, anche a costo di fartela aspettare giorni, dopo che sbronza d'amore -e di Martini- ritornasse da te dopo essere fuggita a letto col primo che le era capitato a tiro. Ma ti rendi conto? Tu, diciamo la verità, brutto anatroccolo, con la donna più bella, più sexy e più desiderata del globo, -la "bella e il bestione"-, introdotto nell'ambiente che conta di Hollywood niente meno che da Sammy Davis -che anche lui a bruttezza non scherzava...-, potevi riflettere un attimo, in quei tre mesi che te la sei "spupazzata", prima di lasciarti prendere dal complesso delle corna e darle il ben servito! Io al tuo posto, Carletto, mi sarei fatto crescere corna da cervo in testa per poterla avere sempre vicina, mentre fasciata nel suo vestito di lamè mi canta "Bye bye baby,/ remember you're my baby,/ when they give you the eye"... E poi, diciamo la verità Carletto Croccolo, con tutto il ben di dio che avevi tra le mani, vai pure a notare quel piccolo cenno -come tu hai detto inorridito- di cellulite? Non si fa, sai, non è da signori né da 'latin lover'... Ma perché, mi chiedo, non ce lo hai raccontato 47 anni fa... (Gericus)

lunedì 28 aprile 2008

MY LIBRARY

"UN UOMO DA UCCIDERE"
by Roberto Guscelli
Edizioni Stylos

"Il primo colpo arrivò improvviso. Rudi Lerch avvertì una fitta dolorosa al braccio. Non ebbe nemmeno il tempo di realizzare di essere stato ferito che un secondo colpo lo centrò dietro l'orecchio destro. Pensò alla morte, mentre come un sacco vuoto rotolava a terra, poi non provò più niente, né dolore né paura."

Opera prima di Roberto Guscelli, giornalista pubblicista, il libro, presentato oggi 28 aprile alle ore 16.00 presso la sala della Biblioteca regionale di Aosta, apre uno squarcio su di un fatto avvenuto in Valle nel periodo della Liberazione, narrando l'epilogo tragico della vita di Rudi Lerch, valdostano di Gressoney Saint-Jean, inserito nelle truppe germaniche col ruolo di interprete. Per lui, accusato di "collaborazionismo col tedesco invasore", una condanna a morte pronunciata dalla Corte Straordinaria d'Assise di Aosta che arriva alla fine di un processo in certi aspetti inquietante, durante il quale le più disparate congetture hanno il sopravvento su prove dirette e testimoniali. L'unico obiettivo, è voltare pagina, chiudere col passato, e Rudi Lerch, purtroppo, con i suoi trascorsi "scomodi", è il perfetto capro espiatorio. E' l'alba del 6 novembre 1945. E l'Italia sta per diventare una Repubblica.

Un Uomo da Uccidere.
by Roberto Guscelli
La controversa vicenda umana di Rudi Lerch (1900-1945)
l'unico giustiziato in Valle d'Aosta.


Copyright 2008 Stylos S.a.s.
Via Adamello 18 -11100 Aosta
tel/fax 0165 230418

domenica 27 aprile 2008

UNA NUOVA MOSCHEA? AI VOTI...

Succede a Padova, dopo che la giunta cittadina di sinistra aveva concesso un edificio alla comunità musulmana per aprirci una moschea, il sindaco Flavio Zanonato, Pd, lancia un referendum indetto dalla Lega per 'tastare' l'umore dei residenti. La Lega, facendosi forte dei consensi ricevuti alle ultime elezioni, lo dice chiaramente: "Padova vuol regalare una moschea ai seguaci di Allah? Che si pronunci la gente". Ecco fatto dunque, con ieri il via ufficiale alla raccolta di firme attraverso 10 banchetti sparsi per la città di Padova, con lo scopo di raggiungere almeno 5000 adesioni, affinché il Consiglio comunale decida il da farsi. Il sindaco non si spaventa, poiché come ammette, "io sono d'accordo con questo referendum e sono più che certo comunque, che la maggioranza dei padovani si pronuncerà a favore della moschea, in una città dove gli immigrati musulmani ormai sono 6.000". Ma Maurizio Conte, consigliere regionale e segretario provinciale del Carroccio a questa possibilità proprio non ci sta: "La zona in cui dovrebbe sorgere questa moschea (via Longhin) è a due passi da un campo nomadi, pertanto posso immaginare già una casbah dentro alla città". Anche per Giustina Destro, ex sindaco, seppur non totalmente contraria a questo insediamento, ammette che però bisogna andarci con i piedi di piombo, poiché "gli islamici che rivendicano i loro diritti, finora non hanno dato garanzie di ordinata e civile convivenza". E mentre il referendum è in corso, il Corriere della Sera on line pubblica i dati -provvisori- del suo referendum sul tema: E' giusto chiedere il consenso della gente per aprire una moschea? Le risposte non lasciano dubbi: il 77,3% risponde si mentre uno striminzito 22,7% è per il no. Che sia l'inizio di una nuova politica sull'integrazione? (Gericus)
[foto: la grande moschea di Roma]

IL NONNO SI SPOSA...

Che qualcosa non funzionasse secondo i canoni, Paolo se ne accorse quando facendo la solita visita al nonno Candido, 83 anni e vedovo da 15, fu quel sottile profumo che percepì avvicinandosi al parente. Li per li non ci fece molto caso, ma le cose cambiarono quando aprendo un cassetto per prendere un mazzo di carte -al nonno piaceva giocare a belotte-, con stupore notò una confezione di Viagra. Si, va bene, 83 anni portati alla "garibaldina", però, insomma, il nipote non ce la faceva proprio a immaginare il vecchio avo avvinghiato ad una donna in un amplesso amoroso, lui che già ai tempi della nonna, aveva riposto "armi e desideri". E poi con chi mai? Già, con chi? La pensionata ultrasettantenne del terzo piano? La vedova coetanea che abitava sullo stesso pianerottolo? Manco a pensarci... A metà "belotte" qualcuno, con la sua chiave, entrò in casa. Era la badante del nonno, una romena assunta un paio di mesi prima per accudirlo. Bionda, 44 anni, la donna si era sistemata in pianta stabile nella casa occupando la camera dove una volta vi dormiva proprio lui, quando da piccolo, nell'estate, passava alcune settimane con i nonni. La sera stessa Paolo raccontò tutto a sua madre Giulia, primogenita di nonno Candido, la quale prese il tutto sul ridere. "Ma cosa vai a pensare" disse al figlio tra il serio e il faceto. "Nonno... ma dai...". Paolo però insistette. "Che ci sia di mezzo la badante"? E che le intuizioni del nipote Paolo erano più che giuste, fu quella pubblicazione di matrimonio appesa in Comune, nella quale si annunciava che "Candido, classe 1925 convolava a giuste nozze con la romena Ileana, classe 1963. Fu una doccia fredda per Giulia, che di corsa andò spiegare tutto alla polizia, di quei soldi prelevati a piene mani dal libretto postale e per ultimo, la casa di proprietà del nonno messa in vendita da questi in un agenzia. Ce n'era quanto basta per mandare a monte il matrimonio, formulare un ipotesi di accusa di "circonvenzione di incapace" a carico della badante e licenziamento in tronco della stessa. Ma se una storia finisce bene -o male, dipende da che lato la si guarda- tantissimi altri casi simili vanno a buon fine, tanto che i matrimoni tra 70/85enni italiani, vedovi o divorziati, con giovanissime badanti straniere ammontano a 30 mila nel corso degli ultimi 10 anni. Un numero spropositato, dove in mezzo a questo boom -così lo descrive infatti l'Associazione matrimonialisti italiani- c'è di tutto, dall'arricchimento facile alla possibilità dopo il matrimonio di ottenere in tempi rapidi la cittadinanza italiana. Tutti casi penalmente perseguibili. E adesso, sotto l'occhio della legge. Ma vaglielo a spiegare a nonno Candido... (Gericus)

venerdì 25 aprile 2008

EVVIVA IL "TANGA-JEANS"!

Arriva dal Brasile ed è l'ultima moda in fatto di vestirsi, o se preferiamo, "di svestirsi". E' il cosiddetto "tanga-jeans", ideato e disegnato da una stilista brasiliana. Nella corsa all'abbassamento della vita ai pantaloni, la nostra creatrice di moda ha così pensato di portarla al massimo, prima del ... "vedo tutto", pertanto, l'idea geniale, è stata quella di agganciare un minuscolo tanga ai pantaloni, che altrimenti, essendo così "ultra bassi", sarebbero scivolati verso i ginocchi. La stilista, tale Sandra Tanimura, ha sostenuto pertanto di essere certa di avere accontentato la maggior parte delle donne del suo Paese, sempre alla ricerca di pantaloni con la vita sempre più bassa. L'indumento, già in vendita in boutique e supermarket, sembra che stia andando letteralmente a ruba grazie anche al prezzo -non esorbitante in fin dei conti- di 56 euro, pur se in questo momento le maggiori richieste di acquisto arrivano dal Giappone. Notizia e foto la lancia il giornale inglese "Daily Telegraph", il quale si pone una divertente -e forse veritiera- domanda: "Questo tanga-jeans, adatto a corpi scolpiti e ben abbronzati di stupende ragazze di Copacabana, starà altrettanto bene anche addosso alle nostre donne inglesi, più floride e lattee"? Ed entrando in casa nostra invece, io aggiungo: e alle italiane? L'estate in arrivo ce lo dirà...(Gericus)

giovedì 24 aprile 2008

STORIE DI ORDINARIA DEPRAVAZIONE

Alcuni titoli sui quotidiani di oggi, giovedì 24 aprile: "Gara di virilità a scuola. Gli studenti si misurano davanti al docente". Altro titolo: "Quel prof fa atti osceni, caos al liceo". Andiamo avanti: "Violentata per una settimana nel campo rom". Abbondiamo dai: "15enne violentata e filmata da tre minori". Finiamola qui: "Autista arrestato per aver tentato uno stupro sul bus". Andiamo nei dettagli. La gara di virilità si è svolta nella scuola media Papa Giovanni XXIII a Sant'Antimo in provincia di Napoli, dove due studenti tredicenni, righello in mano, se lo sono... misurato, il tutto sotto gli occhi dei compagni di classe. Non contenti, a questo punto hanno ordinato agli altri di fare altrettanto, quindi, formato un cerchio umano, si sono tutti calati i calzoni per vedere chi ce l'aveva più... lungo. Ma l'insegnante? Era lì in classe, però... intenta a fare altro. Professoressa e cinque studenti denunciati. Il secondo fatto avviene a Genova, dove una giovane studentessa, a lezione finita, rientra in aula poco dopo per recuperare la sciarpa che aveva dimenticato sul banco. Nell'aula deserta, la ragazza si trova davanti al professore di fisica mentre questi si masturba. Fuga veloce della studentessa che racconta il fatto al bidello, poi al preside ed infine alla polizia. "Ma quale masturbazione" dirà il prof. "Mi mangiavo un panino in santa pace". E' denunciato comunque per atti osceni. Terzo fatto in quel di Milano, e i personaggi coinvolti sono tutti stranieri. Una donna romena, rimasta senza lavoro, telefona ad un connazionale chiedendo di trovarle un nuovo impiego. L'uomo, che col cognato vive in una baracca in un campo rom, la invita ad andare da lui. Le sue intenzioni, vedremo, non sono delle più caritatevoli. Appena la donna arriva, dopo alcuni ceffoni la violenta immediatamente, costringendola poi a rimanere nelle vesti di "cuoca tutto fare e amante". Per una settimana la usa a ripetizione come "bambola sessuale" poi, dopo una furibonda lite scoppiata tra i due cognati nella quale "l'amico" ha la peggio, questi si fa accompagnare dalla donna all'ospedale per curarsi le ferite, dando così la possibilità alla stessa di fuggire denunciando il fatto alla polizia. Ora l'uomo è in galera con l'accusa di sequestro, violenza sessuale e lesioni, la stessa accusa che si è beccato anche il cognato, seppur abbia ammesso di non aver mai partecipato alla... festa. Il viaggio degli orrori ci porta ora a Gubbio, in provincia di Perugia. E' un episodio che risale al 16 scorso, dove una ragazzina quindicenne iscritta al primo anno dell'Itis "Maria Letizia Cassata", sarebbe stata costretta ad avere dei rapporti sessuali con tre compagni. Il tutto sarebbe avvenuto fuori dalla scuola, ovvero nel parco sul Monte Ingino nei pressi della Basilica di Sant'Ubaldo, e sarebbe venuto alla luce grazie ai passaggi tra studenti del filmato della "bravata", interamente ripreso dai telefonini, e sarebbero stati proprio gli insegnanti, una volta "sequestrata" la registrazione, a riconoscere i protagonisti. Adesso è il Tribunale dei minori a cercare di venir a capo di tutta la vicenda. L'ultima delle storie di "ordinaria follia" arriva da Bari, dove l'autista di un pullman cittadino, prima di giungere all'ultima fermata, ha adocchiato l'unica passeggera rimasta, una donna di 38 anni. Raggiunto il capolinea in una zona isolata, l'uomo chiude le portiere del mezzo e spegne le luci, dopodiché si fa avanti. Ma la donna non ci sta, pertanto lui non trova meglio di fare che calarsi i pantaloni masturbandosi davanti alla donna. Riuscita a fuggire, la poveretta sporge denuncia, smuovendo di fatto la polizia. L'autista "arrapato" finisce in galera così per tentata violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni personali, poiché imbufalito dal diniego della donna, l'aveva spintonata fuori dal bus. C'è da "strabuzzare" gli occhi dall'imbarazzo. L'unica salvezza è pensare che il responsabile di tutto ciò sia il famigerato "buco nell'ozono"... (Gericus)

TROMBATI E PAGATI

Ma siamo poi sicuri che il sostantivo "trombato" sia giusto quando lo si affibbia a quei politici "scaricati" dalle ultime consultazioni elettorali? Pur se il dizionario a quella voce riporta "bocciatura, fiasco, insuccesso", io ritengo, che alla luce dei fatti tutto vada rivisto, e passo al perché. Il signor Pecoraro Scanio, (Verdi) "trombato" per antonomasia, se ne va a casa con 8.836 euro al mese di pensione, (17 milioni 108 mila lire). Vogliamo salire ancora un po' più su col vitalizio? Bene, prenderanno la bellezza di 9.363 euro al mese (18 milioni e 35 mila lire) i seguenti "trombati" della Camera: Ciriaco De Mita (Rosa Bianca); Gerardo Bianco (Ex Margherita); Paolo Cirino Pomicino (Dc); Sergio Mattarella (Pd); Angelo Sanza (Udc); Vincenzo Visco (Pd); Luciano Violante (Pd) e Valdo Spini (Psi). Al Senato le cose vanno ancora un po' meglio. Si porteranno infatti mensilmente a casa 9.604 euro (18 milioni e 959 mila lire) i seguenti "trombati": Armando Cossutta (Pdci); Egidio Sterpa (Fi); Alfredo Biondi (Fi); Valerio Zanone (Pd); Antonio Del Pennino (Repubblicani); Francesco D'Onofrio (Udc); Gavino Angius (Psi); Clemente Mastella (Udeur); Willer Bordon (Consumatori); Edo Ronchi (Pd). Ma se crediamo che questo sia tutto, errore, perché c'è pure la liquidazione. I "paperoni" della buona uscita alla Camera sono Angelo Sanza (Udc) con 357.068 euro (691 milioni e 380 mila lire), mentre al Senato Armando Cossutta (comunista) si prende la bellezza di 345.744 euro (669 milioni 453 mila lire). Ma si sono "sistemati" anche altri "trombati": Oliviero Diliberto (Pdci) esce con un mensile di 7.959 euro (15 milioni e 410 mila lire), mentre i più "poveri", e sono pochissimi, si devono 'accontentare', come Franco Giordano (Prc), di 6.203 euro (12 milioni di lire). Una montagna di denaro dunque per questi "trombati" che trombati non sono, perché i veri "trombati", ancora una volta, siamo noi... (Gericus)
[foto: Armando Cossutta]

mercoledì 23 aprile 2008

AUGURI TOPSY!!!!

Agli amici di una vita si perdona anche tre giorni di ritardo nel fare gli auguri. Caro Topsy, gli anni passano per tutti, pertanto, l'importante è non prenderli troppo sul serio. Diceva Collins, uno scrittore inglese dell'800 nel suo "The Unknown Quality", che "A man is as old as he's feeling, A woman as old as she looks" [Un uomo è vecchio quanto si sente, Una donna è vecchia quanto appare], pertanto, su con la vita, pancia in dentro e... passi ben distesi. Che dire ancora. Tantissimi -e ancora di più!- auguri all'amico fraterno Piero Baronti, che il 20 di questo mese ha festeggiato a Londra il suo compleanno, ricordandogli infine, che gli anni sono solamente "un puro fattore anagrafico"... Lo conferma anche quel livornese, quando nel mezzo della festa del suo compleanno, alla frase di sua moglie "caro mio, gli anni avanzano", lui distrattamente rispose "fa niente, mettiamoli in frigorifero"...

martedì 22 aprile 2008

IN CUCINA? IL MIGLIOR CHEF E' STRANIERO

La cucina italiana perde i punti, o meglio, i cuochi. Un esempio? Il miglior pesto alla genovese lo fa un cuoco coreano, tale James Bowien, mentre Hadji Hassen, un tunisino, è colui che sa fare meglio gli spaghetti all'amatriciana. Ma non sono due casi isolati, poiché lo smarrimento arriva quando a Napoli viene premiato il miglior pizzaiolo che meglio di chiunque altro sa preparare una Margherita: è un egiziano. Il Giornale titola il suo articolato pezzo sull'argomento "Aiuto, ci rubano la cucina". Andiamo con ordine dunque. James Bowien, chef statunitense di origine coreana, e che lavora in un ristorante di San Francisco, si è aggiudicato per la seconda volta il campionato di "Pesto alla Genovese al mortaio" che si è appena concluso al Palazzo Ducale di Genova. Ma la cucina italiana resta "italiana" anche quando è fatta da uno straniero? si chiede Antonio Lucano, l'estensore dell'articolo. La risposta è "si, se questi chef stranieri sono ben addestrati" dice la maggior parte dei ristoratori italiani, anche se qualcun'altro ammette che forse sarebbe meglio "insegnare la tradizione agli italiani". Un quesito comunque che farà discutere, dato che i grandi chef italiani nel momento accusano una certa... stanchezza creativa. Chi lo dice? La classifica dei "top ten" del mondo, dove al primo posto troviamo il ristorante "El bulli" a Roses (Spagna) 2° "The fat Duck"a Bray (Inghilterra) 3° "Pierre Gagnaire" Parigi (Francia) 4° "Mugaritz" San Sebastian (Spagna), 5° "The french laundry", Yountville (USA), 6° "Per se", New York (USA), 7° "Bras", Laguiole (Francia), 8° "Arzak",San Sebastian (Spagna), 9° "Tetsuya's", Sydney (Australia) 10° "Noma", Copenaghen (Danimarca). Il primo tra i ristoranti italiani lo troviamo al 12° posto ed è il "Gambero Rosso", a San Vincenzo (Livorno). Questo è quanto hanno decretato gli oltre 3000 voti provenienti da molti Paesi, in un concorso che esiste da sei anni, e dove colui che ha collezionato più vittorie è lo chef spagnolo Ferràn Adrià del "El Bulli", un ristorante che può ospitare fino a 1800 commensali, con un prezzo base che oscilla tra i 150/200 euro a testa. A questo punto? Buon appetito... (Gericus)

lunedì 21 aprile 2008

MOSTRI SMEMORATI...

Rinchiuso in una cella del carcere di Regina Coeli, Joan Rus, (foto) il romeno accusato dello stupro -con tentato omicidio- della studentessa africana avvenuto giovedì scorso alla stazione La Storta di Roma, davanti al gip Andrea Vardaro, candidamente ha affermato di "non ricordare niente" dello stupro, se non di "aver aiutato la ragazza ad attraversare la strada". Il delinquente però non ha esitato, poco prima, ad aggredire una psicologa del carcere, prontamente sottratta dalle grinfie dell'uomo dalla polizia carceraria presente all'incontro. Una belva dunque pronta ad aggredire qualsiasi donna gli capiti a tiro, un motivo in più per capire a fondo la sua pericolosità. Nell'interrogatorio di sabato per la convalida dell'arresto dunque, niente di più si è potuto apprendere sulla dinamica dei fatti, seppure grossi indizi inchiodino il romeno alle sue responsabilità. Nel frattempo, il magistrato è in attesa dei risultati da parte dei carabinieri del Ris, degli esami effettuati sugli abiti del romeno per scovare eventuali tracce biologiche della donna, mentre nei prossimi giorni il pm Erminio Amelio disporrà una consulenza medica anche sulle lesioni riportate dalla giovane studentessa africana, la quale, dichiarata dai medici fuori pericolo di vita, in un inglese perfetto annuncia che "Non abbandonerò per niente l'Italia dopo questo fatto, poiché nessun criminale ostacolerà il percorso della mia vita". Nei prossimi giorni dunque, il magistrato interrogherà di nuovo Joan Rus, detenuto con l'accusa di tentato omicidio, violenza sessuale e sequestro di persona. (Gericus)

domenica 20 aprile 2008

LA VIOLENZA INFINITA...

Eccole lì, madri, sorelle, figlie. Eccole lì, violentate, ferite, uccise. E' questo il risultato dell'assurda "integrazione a tutti i costi" che viviamo in questi giorni, mesi e anni, in Italia, un integrazione gestita da leggi cretine, da politici pavidi e colpevoli, e da una magistratura che rimette in circolazione lo stupratore il giorno dopo la violenza. "Woman is the nigger of the world" cantava John Lennon, e mai parole furono più vere se guardiamo quello che si legge quotidianamente sui giornali: "Violenza alle donne, sabato nero" titola La Stampa, mentre "Roma stuprata" compare in prima pagina su Il Giornale, dove Maria Giovanna Maglie nel suo editoriale dal titolo "Maledetti buonisti", scrive che "Il problema più allarmante e più umiliante che il nuovo governo eredita dal passato, così ingloriosamente finito, è la sicurezza delle persone". La Stampa, il giornale di Torino da sempre molto vicino alla linea politica del "buonismo" adottata dalla sinistra, ora cambia registro, concedendo a Roberto Castelli un intervista dal titolo "La festa è finita: riempiamo le celle", aggiungendo "Il fatto che gli stupri siano stati commessi sempre da clandestini la dice lunga". Ma diamo uno sguardo ai fatti di violenza accaduti in una manciata di giorni. Milano: "Ragazzo disabile diciassettenne sodomizzato nel sottopasso della stazione ferroviaria. Arrestato un algerino autore della violenza". Torino: "Drogata, picchiata e violentata per ore. La polizia è a caccia di due albanesi". Milano: "Studentessa americana violentata da un giovane egiziano che è arrestato poco dopo". Roma: "Colpisce con una coltellata una ragazza e la violenta. Arrestato un clandestino romeno autore dello stupro". Una serie di fatti di ordinaria cronaca quotidiana, seppure qualcuno, come il ministro dell'Interno Giuliano Amato ha il coraggio di affermare che "Con il nostro patto per la sicurezza, i reati in Italia sono diminuiti". Eccola qua la sconfitta della sinistra, frasi fatte di fronte a realtà allucinanti che inorridiscono la popolazione. "I clandestini? Un orda di barbari che scorrazza impunemente. Basta con il buonismo" dice ancora il leghista Castelli. Ecco perché il centro destra ha mandato a casa il governo Prodi... (Gericus)

venerdì 18 aprile 2008

MOGOL: NON CI SONO ALTRI BATTISTI...

AOSTA - Sono una ventina i cavalieri che questo pomeriggio hanno fatto tappa in piazza Chanoux, il salotto buono della città, per dare il via al viaggio di 950 chilometri, che attraverso la vecchia via Francigena li porterà fino a Roma. Capo indiscusso di questa 'galoppata', Giulio Rapetti, meglio conosciuto come Mogol, (foto) colui che circa quarant'anni fa assieme al compianto Lucio Battisti, attraversò a cavallo -lungo gli Appennini- i 1200 chilometri che separano Milano da Roma. Questa volta, scopo di questa nuova avventura organizzata dalla Federazione Italiana Sport Equestri (Fise), far conoscere nuovi itinerari storici per gli appassionati del cavallo nonché aprire nuovi percorsi per un turismo naturalistico. Il ruolino di marcia prevederà 30 chilometri in media al giorno con soste in agriturismo dotati di stallaggio, con arrivo a Roma, dopo 32 giorni, il 19 maggio all'Ippodromo Tor di Quinto. Di nuovo in sella dunque? "A dire il vero, -spiega Mogol- due anni fa, accompagnato dalle guide della Fise, ho fatto di nuovo il viaggio Milano-Roma a cavallo passando ad Est di Firenze, dove abbiamo messo a fuoco il percorso che il prossimo anno dovrebbe essere aperto a cinquecento cavalieri. Adesso stiamo valutando la sicurezza di tutte le piste in previsione che presto possa essere aperto a tutti i cittadini d'Europa". Inevitabile a questo punto, non parlare di musica con il grande artista: Cos'è cambiato nella musica di oggi? "Cosa è cambiato... E' cambiato soprattutto il metodo di far promozione. Una volta si presentavano dei dischi, poi quelli che piacevano venivano trasmessi. Oggi se non c'è una certa garanzia da parte del cantante... è dura per i giovani, perché se non hanno un nome, è difficile che la loro canzone sia trasmessa, quindi, la musica popolare stenta un po'. E' un problema che però penso si possa superare". Si è abbassato comunque il livello della qualità. E' così? "Questo lo decide sempre il pubblico, io posso solamente dire che qualche bella canzone c'è anche adesso". C'è all'orizzonte un nuovo Mogol-Battisti? "No, non ce ne sono, né di Battisti né di Mogol. Ogni era ha i suoi valori. Ci saranno artisti altrettanto validi però, si chiameranno con altri nomi e magari faranno altri generi, perché la musica è un ciclo che si rinnova di volta in volta". (Gericus) [foto copyright]

giovedì 17 aprile 2008

IL SEGRETO DEI SETTE CAPELLI

Per duecentoventicinque giorni, le porte e le serrande della villetta di via Pascoli a Garlasco sono rimaste chiuse, quasi come a proteggere il mistero che la circonda. Un mistero di sangue ancora insoluto, un assassino ancora in libertà, un dolore ancora da sopire. Era il 13 agosto infatti, quando Chiara Poggi, 26 anni, (foto) una dolce ragazza "senza grilli nella testa" veniva barbaramente uccisa. Oggi, finalmente, i sigilli del sequestro sono stati tolti dalla magistratura, e di fatto la casa è stata riconsegnata alla famiglia Poggi. Sul cancello d'ingresso, messaggi d'affetto scoloriti dal tempo, peluche, e bigliettini d'auguri lasciati da sconosciuti per il ventisettesimo compleanno mancato di Chiara. E' duro per mamma Rita e papà Giuseppe questo rientro, un rientro del resto voluto e desiderato, perché nonostante l'orrore, "questa è la nostra casa, ed è qui che Chiara è cresciuta". Ma l'impatto con la realtà all'interno della casa è straziante, con quelle macchie di sangue raggrumato sulle mattonelle della sala, la camera di Chiara con ancora tutte le sue cose, e quella sensazione di morte che aleggia tutto intorno. Una nicchia di dolore in un paese che sembra ritornato alla vita di sempre, con villette tutte uguali simbolo di un benessere raggiunto e la sua gente che si gira dall'altra parte alla vista di uno sconosciuto. Garlasco oggi è lontana dai fatti, e non si interroga neppure più su come finirà questa brutta storia, una storia che come un tritatutto ha macinato sangue e amore, sospetti e accuse, dolore e gossip. Si vuole dimenticare per ritornare alla normalità, come quella laurea in economia presa recentemente da Alberto Stasi, fidanzato di Chiara e unico -per il momento- imputato dell'omicidio, e come le "cugine Cappa", rientrate nell'anonimato dopo che si sono spenti i riflettori sul caso. Ma il delitto di Chiara è ancora "in cerca d'autore", e Garlasco, pur con il suo verdetto ormai in tasca, è in attesa di un nome per la conferma. Un nome che arriverà una volta sciolto l'ultimo mistero. Quello dei "sette capelli" racchiusi nella mano di Chiara Poggi... (Gericus)

mercoledì 16 aprile 2008

SI FA PRESTO A DIRE "TROMBATI"...

E' già, se crediamo che a causa dei risultati ottenuti dalle ultime elezioni, i "trombati" del Parlamento se ne vadano, -come si dice in Toscana- "con le toppe sul culo", beh, c'è da ricredersi, e soprattutto, da rimanere indignati. Infatti, nonostante sia venuto meno il rapporto di fiducia tra gli elettori e loro, questi invece di uscire dai palazzi del potere e chiudere la porta alle loro spalle con un "grazie di tutto", ci succhieranno di tasca i nostri soldi per diversi anni ancora. Ma come? si dirà. Se il rapporto si è interrotto, perché dovremmo pagarli ancora? Ma dal momento che le leggi "le fanno e le firmano loro", ecco un paracadute che i nostri "onorevoli" si sono inventati, per salvarsi il... fondo schiena da eventuali -come è successo- capitomboli durante il corso di una legislatura. E non sono noccioline.

Socialisti
:
un milione e 58mila euro all'anno sino alle prossime elezioni regionali, un milione e 42mila sino alle Europee dell'anno prossimo, e 650mila euro sino al 2011.

Verdi
:
un milione e 263mila euro sino alle regionali, un milione e 236mila sino alle Europee, un milione e 164mila sino al 2001 e 570mila euro sino al 2013.

PDCI
:
un milione e 236mila euro sino alle regionali, altrettanti sino alle Europee, un milione e 164mila sino al 2011 e 570mila sino al 2013.

UDEUR
: Un milione e 102mila euro sino alle regionali, 657mila sino alle Europee e 716mila sino al 2013.

La Destra:
336mila euro sino al 2013, più due milioni di euro all'anno sino al 2012.

Sinistra Democratica
:
510mila euro all'anno sino al 2013.

Rifondazione
:
ci costerà ancora un occhio: due milioni e mezzo di euro all'anno sino alle regionali, 3 milioni e 91mila sino alle Europee, 6 milioni e 164mila sino al 2011, e 570mila sino al 2013! (Gericus) [dati raccolti sul Corriere.it]

UCCISO ANCHE L'ORSO Jj3

Aldo Giovanni e Giacomo con le loro gag sulla polizia elvetica non ci sono poi andati tanto lontano, quando vestiti da poliziotti, usavano la pistola per sparare anche agli automobilisti che 'osavano' lasciare l'auto in divieto di sosta. Con quello che è successo pochi giorni fa nel cantone dei Grigioni, la situazione è pressoché simile, poiché invece di trovare soluzioni alternative, la polizia elvetica ha preferito abbattere 'tout court' l'orso soprannominato Jj3. (foto) L'unico torto di questo stupendo plantigrado, sconfinato in Svizzera dal Trentino, è stato quello di avvicinarsi troppo ai centri abitati, da qui la sua condanna a morte, nonostante lo zoo di Berna si fosse fatto avanti per salvargli lavita. Ma non è l'unico della sua "famiglia" a fare questa fine, perché anche il fratello Bruno, nel suo peregrinar in piena libertà, era sconfinato in Germania, ed anche lì, senza tanti complimenti, era stato abbattuto "per motivi di sicurezza" in Baviera, vicino al lago di Miesbach (Germania meridionale) nel luglio di due anni fa. Ora però la reazione di animalisti e ambientalisti -Wwf, Legambiente, Associazione animalisti italiani, Lav e Lipu- è stata molto più dura, criticando le autorità svizzere per l'esito della situazione, tanto più -come afferma Kurt Eichenberger, responsabile biodiversità del Wwf- che "L'orso Jj3 non aveva mai dato segni di aggressività, e quindi non poteva essere considerato assolutamente pericoloso", mentre dall'altra parte - e come potrebbe essere altrimenti- si sostiene tutto il contrario. Vita dura dunque per l'orso, padrone incontrastato una volta di quella fetta di territorio dove oggi skilift e villaggi creati dalla speculazione turistica dettano legge, una legge che autorizza ad uccidere -per proteggere interessi di cassa- un animale già in pericolo d'estinzione. (Gericus)

martedì 15 aprile 2008

OCCHIO ALLE TRUFFE #7

Altra mail truffa arrivata in questi giorni via internet. E' un messaggio (fasullo) mascherato dall'ufficialità e logo delle Poste, e questo è il suo contenuto:
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"Posteitaliane
Gentile Cliente, ci è arrivata una segnalazione di accredito di
Euro 456,31 ricevuta dall'Ufficio Postale di Milano. L'accredito è stato temporaneamente bloccato a causa dell'incongruenza dei suoi dati, potrà ora verificare i suoi dati e successivamente le sarà accreditato l'importo ricevuto:
Acceda al servizio accrediti online di Poste.it e verifichi le sue operazioni.

Cordiali saluti,
Poste Italiane.

Società del gruppo: SDA Postel Poste@com PosteShop posteweb
Ti preghiamo di non inviare alcuna risposta a questo messaggio e-mail, poiché non verrà presa in considerazione"
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Non accedere dunque a nessun servizio di accredito online,
perché
E' UNA TRUFFA!

DIFESA FRANZONI: SI TORNA ALL'ANTICO

Per l'appuntamento del 21 maggio prossimo, quello della Cassazione, Annamaria Franzoni, (foto) la mamma di Cogne (Valle d'Aosta) accusata di aver ucciso il figlio Samuele e condannata a 16 anni di galera, è ritornata ad affidare il suo destino all'avvocato Carlo Federico Grosso, uno dei più noti penalisti italiani e già suo difensore fin dai primi tempi. Fu infatti l'avvocato Grosso a segnare un successo insperato, quello di far scarcerare la Franzoni dal Tribunale del riesame di Torino, dopo una detenzione di alcune settimane della donna. Con l'ingresso poi di Carlo Taormina nel collegio della difesa, Grosso preferì lasciare, non in sintonia con il nuovo corso improntato su apparizioni televisive e interviste con la stampa dei coniugi Franzoni. La sfibrante situazione di conflitto nata in seguito tra difesa, procura di Aosta e carabinieri del Ris, portò l'avvocato Taormina a rassegnare le sue dimissioni, lasciando la difesa all'avvocato Paola Savio e Paolo Chicco del foro di Torino. Da qui iniziò il nuovo corso, instaurato in maniera molto più soft con il collegio giudicante, ed è anche da quei tempi che la Franzoni e tutto il suo entourage, -marito, padre e suocero- non ha più avuto nessun contatto con i media. "Per arrivare ad una condanna ci vuole una prova certa" dice l'avvocato Grosso, "e la mia impressione è che questa prova non ci sia". Apparizioni televisive e interviste alla carta stampata che si sono rivelate dunque controproducenti per Annamaria Franzoni, tanto da far dire all'avvocato Paolo Chicco che "Il verdetto di colpevolezza si basa su un collage costruito dalla corte con una sorta di pesca a strascico nel mare dei media". Il 21 maggio sapremo dunque, definitivamente, chi uccise il piccolo Samuele Lorenzi la mattina del 30 gennaio 2002? (Gericus)

ELEZIONI POLITICHE 2008: IL DAY AFTER...

Tanto tuonò che piovve. Alla luce dei risultati ormai acquisiti, ecco dunque alcuni titoli presi a caso sul Giornale e su La Stampa di martedì 15 aprile: "Un Paese (quasi) normale". "Berlusconi vola insieme alla Lega. Riforme col Pd". "Stravince Berlusconi". "Silvio: con Walter bella gara, ora la politica è più semplice". Walter Veltroni (Pd): "La grande delusione". "L'Italia si è rialzata. Berlusconi premier". Amaro addio di Fausto Bertinotti (Sinistra arcobaleno): "Che rabbia, chiudo nel modo peggiore". Roberto Maroni (Lega Nord): "Abbiamo conquistato anche i voti di sinistra". Paolo Ferrero (Sinistra arcobaleno): "A questo punto, molto meglio se ci sciogliamo". A Padova: "Trionfa Massimo Bitonci, il sindaco della tolleranza-zero." Umberto Bossi, (Lega Nord): "Riforme o stavolta perdo la pazienza", e poi: "Subito il federalismo fiscale: basta chiedere l'elemosina a Roma". Pierferdinando Casini (Unione di Centro) apre al Cavaliere: "Dialoghiamo. C'è il momento della campagna elettorale e c'è il momento in cui guardare gli interessi del Paese". Antonio Di Pietro (Italia dei Valori): "Gruppo unico col Pd? Vedremo". Dietro il successo del Carroccio: "Il Nord torna nella stanza dei bottoni". "Basta con i nanetti. Gli italiani hanno votato il bipartitismo". Socialisti: "Addio dopo 116 anni". Enrico Boselli ((Partito socialista): "Mi dimetto, grazie a Walter che ci ha cacciati dal Parlamento". Il party di Daniela Santaché (La Destra): "Brindo al miracolo. Non è stata una sconfitta. La politica si fa tra la gente, e noi ci siamo". Giuliano Ferrara (lista Aborto no grazie): "Catastrofe. Mi hanno fatto pernacchie". "Veltroni chiama il Cavaliere: Buon lavoro". "Storace (La Destra) trova un milione di voti ma rimane fuori dalla Camera". "La Campania rinasce: già licenziato Bassolino". Ecco i nomi di alcuni politici "desaparecidos": Fausto Bertinotti; Alfonso Pecoraro Scanio; Gavino Angius; Franco Giordano; Fabio Mussi; Clemente Mastella; Paolo Cento; Francesco D'Onofrio; Oliviero Diliberto; Daniela Santanché; Enrico Boselli; Vladimir Luxuria; Ciriaco de Mita... (Gericus)

lunedì 14 aprile 2008

ANNO DOMINI 1000 aC

La piccola Nojoud, 8 anni, avvolta nella sua stropicciata abaya nera, una mattina si è presentata in un tribunale dello Yemen per denunciare suo padre che due mesi fa l'aveva data in sposa ad un uomo di 30 anni. Una bambina di otto anni dunque data dal padre in moglie ad un trentenne, il quale, dopo averla picchiata, l'aveva costretta ad avere rapporti sessuali. Con la voce di bambina violata, Nojoud ha raccontato ai giudici la sua odissea: "Ogni volta che volevo giocare in cortile, mi picchiava e mi faceva andare in camera con lui, poi mi usava". E' una piccola eroe Nojoud, poiché con i suoi otto anni si è ribellata ad un sistema tribale consolidato tutt'oggi, dato che moltissime sono le bambine che vengono date in spose nello Yemen, avallate da una legge che però fissa l'età minima per il matrimonio a 15 anni, ma che di fatto non punisce chi la viola. Al giornalista che l'ha ascoltata all'uscita del tribunale, Nojoud ha raccontato situazioni aberranti per una bambina che a quell'età, nel mondo occidentale, gioca ancora con le Barbie: "Anche mio padre mi ha picchiato quando io ho detto che non volevo sposare quell'uomo, ma poi ho dovuto accettare. E così lui -il marito- mi ha fatto brutte cose e io non sapevo cosa fosse il matrimonio. Correvo da una stanza all'altra per sfuggirgli, ma alla fine mi prendeva sempre, mi picchiava e faceva di me quello che voleva. Ho pianto ma nessuno mi ha ascoltato, nemmeno la mia famiglia, alla quale ho supplicato di aiutarmi a divorziare". Una bambina di otto anni che supplica i genitori di salvarla dalle grinfie del marito trentenne, la cui risposta è: "Non possiamo far niente. Se vuoi, vai tu da sola in tribunale". E così la piccola Nojoud ha fatto. Il giudice, Muhammad al-Qadhi, impietosito dal caso, ha fatto arrestare il padre e il marito, tale Faez Ali Thamer, poiché come ha sostenuto l'avvocatessa della bambina, "quel matrimonio era illegale". Una legge però che si attorciglia su se stessa, poiché dà il permesso di far sposare bambine di 7/8/9 anni con la clausola di non abusarne sessualmente "finché non sono mature", lasciandole però di fatto senza controllo alla mercé di mariti depravatamente divorati dal desiderio. Adesso la piccola Nojoud è ospite di un orfanotrofio, mentre l'avvocato e il giornalista che ha raccolto il grido di dolore della bambina cercano di racimolare i soldi della dote da rendere al marito, soldi cioè che questi ha pagato ai genitori della piccola, "e se questi non li accetterà, gliene daremo il doppio". E infatti sembra proprio che Faez Alì non voglia divorziare: "Si, ho fatto sesso con lei, ma è mia moglie, quindi non ho fatto nulla di male. E' un mio diritto". Una storia aberrante non accaduta nell'anno Domini 1000 aC., ma ieri... (Gericus)
[foto presa dal Corriere it: la piccola Nojoud e il marito]

domenica 13 aprile 2008

PIRATI DI TERRA

Pirati, ma non di mare, come i libri di Salgari ci hanno fatto conoscere. Pirati di terra, a bordo di Suv mastodontici, di auto sportive e veloci, di catorci inquinanti. Ce ne sono più sulle nostre strade che nello stretto di Malacca, mare di nessuno, come le nostre arterie cittadine o suburbane. Anche oggi, domenica 13 aprile, due pedoni sono stati depredati delle loro vite da pirati, delinquenti della peggio specie e che solo ai ceppi della Cayenna, dove portavano appunto i filibustieri, dovrebbero finire. Questa volta è capitato a Salvatore Laureto, 49 anni, sposato con due figli e residente a San Giorgio a Cremano in provincia di Napoli. Appassionato di jogging, Laureto stava appunto correndo quando è stato investito violentemente da un auto che si è data subito alla fuga, morendo sul colpo. L'uomo, un tecnico della Rai di Napoli, si stava allenando per la maratona del capoluogo che avrebbe dovuto correre domenica prossima. Stessa sorte poi è toccata a Palma Caputo, 79 anni, investita e uccisa a Scafati in provincia di Salerno. Era assieme al genero Virgilio Cutolo, 67 anni, il quale, ferito in modo grave, è ricoverato in ospedale con prognosi riservata. Il pirata, un giovane di 22 anni di San Giuseppe Vesuviano, è però stato rintracciato dalla Polizia nel corso della notte ed arrestato con l'accusa di omicidio colposo, lesioni gravissime e omissione di soccorso. E i casi di pirateria stradale monitorati dall'inizio dell'anno sono già 82, con 29 morti contro i 19 dello scorso anno, un incremento perciò del 52,6%, mentre i feriti sono stati 78. Nel 33% dei casi si è registrato una vittima e solo nel 75% dei casi è stato individuato il pirata. Inasprire le leggi a chi investe e scappa? Non sappiamo se questo sia il giusto rimedio, ma una cosa è certa: il legislatore dovrà cambiare le regole, prima che i "bucanieri" alzino la loro bandiera a oltranza. (Gericus)

EVVIVA IL COLESTEROLO!

Burro, lardo, strutto? Sono una manna del cielo per l'organismo, e il colesterolo alto la vera ciliegina sulla torta! Lo sostiene il dottor Francesco Perugini Billi, diplomato in medicina naturale, fitoterapia, omeopatia, omotossicologia e ayurveda, il tutto sul suo libro dal titolo "Mangia grasso e vivi bene", un libro, che per il momento va a ruba. E come non potrebbe essere altrimenti, dal momento che placa i sensi di colpa dei grandi "abbuffatori" spingendoli addirittura a far colazione con tanto di pancetta e raccomandando la pelle del pollo allo spiedo. Ma perché questa guerra ai più semplici parametri medici in fatto di alimentazione? Dai risultati di alcune ricerche a livello internazionale: "Nei Paesi in cui abbiamo drasticamente 'sgrassato' la nostra dieta con uno stop al burro, alla panna, al lardo, all'olio d'oliva eccetera, la popolazione locale è ingrassata sempre più, il diabete è aumentato e l'obesità è cresciuta del 50 per cento. Come si spiega perciò tutto questo"? Ma allora gli infarti causati dai grassi che ostruiscono le vene? "Balle, perché per esempio il burro è indispensabile per la salute e non è vero che si attacca alle arterie fino a occluderle". E la sana e invidiata 'dieta mediterranea? "E' un artefatto di menti fantasiose". E per avallare il suo dire, parla di multinazionali del farmaco che speculano sulla paura creata ad hoc dalle stesse per vendere più medicinali. "Fino a 25 anni fa -continua il dottor Perugini- il valore dell'ipercolesterolemia era considerato 'a rischio' oltre la soglia di 240. Nel 1984 invece, dopo la 'Cholesterol consensus conference', i parametri li abbassarono a 200 e in seguito a 180 milligrammi per decilitro di sangue". Pertanto? "Ai 36 milioni di americani che usavano medicinali anticolesterolo, si sono aggiunti altri sette milioni di nuovi pazienti, e se pensiamo che il fatturato di questo tipo di medicine nel 2003 era di 26 miliardi di dollari, esportando il dato a livello planetario immaginiamoci il bussines che raggiungerà". Tutto da rimettere in discussione dunque? "Certo. Sono i carboidrati che ingrassano e non i grassi. Pane, pasta e merendine hanno un effetto oppioide simile, e creano crisi d'astinenza. Come la droga". Bene, se i fautori della "dieta sana" saranno scioccati da questa "verità", altri, gli obesi o le buone forchette plaudiranno a questa scoperta. Una cosa vale la pena di ricordare: "Colesterolo o non colesterolo, pressione o non pressione, a tavola, mangiare sempre con moderazione". Lo diceva sempre mia nonna... (Gericus) [foto: Poster di Botero]

sabato 12 aprile 2008

L'ULTIMO VIAGGIO DI PIPPA

Si fa presto a dire "pace", ma Giuseppina Pasqualino, (foto) 33 anni, in arte Pippa Bacca, in questi messaggi ci credeva davvero, tanto da prendere la decisione di attraversare una parte del mondo con la sua performance "Brides on Tour", ovvero "Spose in Giro". E così, assieme ad un'altra artista Silvia Moro, "Pippa" aveva lasciato Milano lo scorso 8 marzo, vestite, sia lei che l'amica, in abito bianco da sposa. Nei loro intenti, uno spettacolo itinerante che le aveva portate, sempre e solo in autostop, ad attraversare i Balcani per arrivare infine ad Istanbul, in Turchia, dove lì si erano separate, dandosi però appuntamento in Libano per spiccare successivamente il salto verso Tel Aviv, in Israele. Ma per "Pippa Bacca" il viaggio è tragicamente terminato a Ballikayalar. E' lì infatti che il destino l'ha fatta incontrare con un certo Murat Karatas, 38 anni, un balordo con alle spalle già dei precedenti penali, ed è lui che si è fermato per darle un passaggio. Caricata dunque "Pippa" sul suo furgoncino Tata, il delinquente pochi chilometri dopo ha abbandonato la statale inoltrandosi in un bosco ed è lì che l'ha violentata, strangolandola subito dopo. Sicuro di non essere mai scoperto, il delinquente l'ha poi seppellita alla bella e buona nel luogo del delitto. Era il 31 marzo, il giorno appunto della scomparsa della donna, il giorno in cui i familiari cominciavano la lunga attesa di notizie. La polizia turca, sabato scorso ha catturato l'assassino grazie alle testimonianze di un camionista, il quale ha dichiarato di aver visto una giovane donna "vestita da sposa" salire su un furgoncino nero modello Tata. E così, quel "Brides on Tour", col suo messaggio che doveva trasmettere pace e speranza, si è concluso a metà strada nel peggiore dei modi. Non si sa ancora quando "Pippa Bacca", la "Sposa in Giro" ritornerà a casa. (Gericus)

QUANDO MUORE IL MIGLIORE DAVVERO...

Ho sempre odiato la retorica del "muore sempre il migliore", perché non è sempre così. Falso pietismo e parole di circostanza. Per Giovanni De Martino, (foto) il giovane studente diciassettenne di Torre del Greco (Na) morto schiacciato da un camion davanti alla sua scuola, non c'è retorica: era davvero un bravo ragazzo. Lo descrivono così amici e conoscenti, e lo spiega anche la sua insegnante di filosofia: "Era un ragazzo eccezionale e molto riservato. Pensi che nei giorni scorsi era andato persino a lavorare per racimolare qualche soldo in vista della gita scolastica, e questo per non pesare sui suoi genitori. Ci teneva molto a quel viaggio alle Ville Venete. E invece...". Già, invece Giovanni De Martino, un ragazzo con la squadra del Napoli nel cuore e una smisurata passione per il suo "eroe" Lavezzi, a quella gita non ci andrà più. Una lite tra amici di scuola scoppiata davanti al liceo Scientifico Nobel per una ragazzina e lui che interviene per cercare di separare due contendenti, poi una spinta improvvisa che lo scaraventa sotto le ruote di un tir che in quel momento sta passando. E' così che vola via la vita di Giovanni, con un ultima carezza e le lacrime di Arturo, il vecchio bidello della scuola, corso fuori per tentare di salvarlo. Cosa importa sapere adesso chi lo ha spinto, se lo ha fatto con intenzione o se è stata solo fatalità. Queste sono cose da aule del tribunale, cose che magari chiariranno dinamiche e tempi, ma non restituiranno Giovanni alla vita, alla sua famiglia, ai suoi sogni di adolescente. Questa volta è morto proprio un bravo ragazzo, quello che quando giocava a pallone nei campetti di periferia si esaltava se gli amici lo chiamavano "pocho", così come viene chiamato il suo mito Lavezzi, e magari sognava un futuro in maglia celeste, come quella del Napoli... (Gericus)

L'OCCASIONE SPECIALE

Il mio amico aprì il cassetto del comodino di sua moglie e ne estrasse un pacchetto, avvolto in carta di riso: "Questo -disse- non è un semplice pacchetto, è biancheria intima". Gettò la carta che lo avvolgeva e osservò la seta squisita e il merletto. "Lo comprò la prima volta che andammo a New York, 8 o 9 anni fa. Non lo usò mai. Lo conservava per 'un occasione speciale'. Bene, credo che questa sia l'occasione giusta". Si avvicinò al letto e collocò il pacchetto vicino alle altre cose che avrebbe portato alle pompe funebri. Sua moglie era appena morta. Girandosi verso di me disse: "Non conservare niente per un occasione speciale, perché ogni giorno che vivi è un occasione speciale". Sto ancora pensando a queste parole che hanno cambiato la mia vita. Adesso leggo di più e pulisco di meno. Mi siedo sul terrazzo e ammiro il paesaggio senza fare caso alle erbacce del giardino. Passo più tempo con la mia famiglia e gli amici e meno tempo lavorando. Ho capito che la vita deve essere un insieme di esperienze da godere, non per sopravvivere. Ormai non conservo nulla. Uso i miei bicchieri di cristallo tutti i giorni. Mi metto la giacca nuova per andare al supermercato, se decido così e ne ho voglia. Ormai non conservo il mio miglior profumo per feste speciali, lo uso ogni volta che voglio farlo. Le frasi "un giorno" e "uno di questi giorni" stanno scomparendo dal mio vocabolario. Se vale la pena vederlo, ascoltarlo o farlo adesso. Non sono sicuro di cosa avrebbe fatto la moglie del mio amico, se avesse saputo che non sarebbe stata qui il domani che tutti prendiamo tanto alla leggera. Credo che avrebbe chiamato i suoi familiari e gli amici intimi. Magari avrebbe chiamato alcuni vecchi amici per scusarsi e fare la pace per una possibile lite passata. Mi piace pensare che sarebbe andata a mangiare cibo cinese, il suo preferito. Sono queste piccole cose non fatte che mi infastidirebbero, se sapessi che le mie ore sono contate. Infastidito perché smisi di vedere buoni amici con i quali mi sarei messo in contatto "un giorno". Infastidito perché non scrissi certe lettere che avevo intenzione di scrivere "uno di questi giorni". Infastidito e triste perché non dissi ai miei fratelli e ai miei figli, con sufficiente frequenza, quanto li amo. Adesso cerco di non ritardare, trattenere o conservare niente che aggiungerebbe risate e allegria alle nostre vite. E ogni giorno dico a me stesso che questo è "un giorno speciale".
Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto è speciale... [pensiero indiano]

venerdì 11 aprile 2008

LA FACCIA? SPECCHIO DELL'ANIMA

Del resto qualcosa lo avevamo capito. Chi di noi uomini infatti non avrà mai pensato, guardando una donna, "quella ha la faccia da una che ci sta". E in parte avevamo ragione, perché uno studio inglese fatto di recente ha individuato i parametri somatici per capire come i due sessi pensino e vivano il rapporto di coppia. Le conclusioni, pubblicate dalla rivista "Evolution and Human Behavour" hanno bisogno però di una premessa, ovvero, "mentre gli uomini tendono a cercare donne disposte ad una notte di sesso infuocato, le donne vanno a caccia dell'opposto". Ma guardiamo dunque come l'uomo sceglie la donna. Se questa ha gli occhi chiari, labbra carnose e fronte ampia per lui è sinonimo di "donna per una notte", mentre quella col naso piccolo, capelli lunghi e occhi scuri lo spinge a considerarla "donna per la vita". Ma se questo è il punto di vista maschile, com'è quello femminile? Qui l'uomo "di una notte" ha la mascella squadrata, capelli corti e spalle larghe, mentre quello ritenuto 'meno farfallino", quindi "l'uomo per la vita", ha il viso da bambino, bocca sottile e pelle chiara. Per meglio decifrare il concetto, per la donna i tratti supermascolini sono una spia di inaffidabilità, mentre per lui, è il trucco sul volto della donna a creare sospetti, poiché più è marcato più denota una maggior disponibilità all'avventura rispetto ad uno acqua e sapone. Quali i simboli di riferimento? Nella classifica delle "donne per una notte" c'è Pamela Anderson e Angelina Jolie e al maschile Brad Pitt e George Clooney, mentre quelle "per la vita" sono tra le altre Carla Bruni e Monica Bellucci (foto) e al maschile Leonardo Dicaprio e il calciatore Andriy Shevchenko. Ma come si sa, dietro ad ogni risposta scientifica c'è sempre l'esatto contrario, pertanto un consiglio ci sembra d'obbligo: fare molta attenzione alle eccezioni... (Gericus)

ITALIA MATRIGNA

L'ennesimo caso di razzismo alla rovescia arriva da Padova. Ne fa le spese questa volta un disabile italiano, Gaetano Paccagnella, 51 anni, e sua madre, vedova ottantaduenne. Rimasto senza lavoro a causa di un ernia al disco, Paccagnella si è ritrovato così disoccupato da un giorno all'altro, lui che si era sempre dato da fare come facchino in una cooperativa di Padova. La ricerca di un altro posto di lavoro è risultata vana, così, dopo brevi esperienze in giro, disoccupato a tutti gli effetti. E non è facile tirare avanti con quei 677 euro di pensione della madre, quando l'affitto di casa grava mensilmente di ben 650 euro più 180 di spese condominiali, lasciandone miseramente loro 27 per campare, e che divise in un mese sono 90 centesimi al giorno, 45 a testa. Ecco allora la richiesta di una casa popolare onde risparmiare sull'affitto, con l'amara constatazione che segue: "Per gli extracomunitari clandestini e delinquenti di via Anelli le case popolari sono state trovate subito, mentre io, padovano, nato a Padova e figlio di padovani, mi devo arrangiare" dice Gaetano. Un pensiero che non scuote minimamente il sindaco della città Flavio Zanonato (Pd) che non l'ha mai voluto incontrare, né l'assessore comunale alla casa, la rifondista Daniela Ruffini: "Gli abbiamo dato un sussidio" annuncia, "ma non la casa che chiedono, dal momento che in graduatoria hanno davanti molte persone tra sfrattai e stranieri, e le graduatorie non si toccano". Comportamenti e risposte non in linea col pensiero di Andrea Ronchi, deputato An:
"Abbiamo chiesto le dimissioni del sindaco di Padova e dell'assessore alla casa. I rappresentanti di An nella giunta sono pronti ad occupare l'aula consiliare se non verranno riconosciuti i diritti dei dimenticati". (Gericus) [Il Giornale]

martedì 8 aprile 2008

UN CUORE, UN DESTINO

Vivere e morire con lo stesso battito, le stesse emozioni, lo stesso amore. Può essere racchiusa qui la vita e la morte di Sonny Graham,69 anni, un americano di Vidalia, in Georgia, dopo che la polizia, chiamata dai vicini, lo ha trovato cadavere nel cortile di casa. Una storia, la sua, che si intreccia con il fato, perché in questo caso, l'imponderabile disegno della vita lascia vuoti indecifrabili, difficili da colmare. E' nel 1996 che due vite si incrociano, perché una, spegnendosi, accende l'altra. Da tempo, infatti, Sonny Graham combatteva contro il suo cuore che si stava fermando, per cui, l'unica possibilità di salvezza per lui era un trapianto. Ed è Terry Cottle, 33 anni, di Charleston, South Carolina a dargli questa possibilità, poiché stanco proprio di quella vita che invece Sonny aspirava, un giorno si spara una fucilata alla gola. Sono i medici dell'ospedale Medical University, dopo averlo considerato ormai senza speranza, a staccarlo dal respiratore artificiale per espiantargli il cuore, allertando nello stesso tempo il primo della lista dei riceventi in attesa di trapianto, che altri non è che Sonny. Una lunga operazione, la convalescenza e Sonny Graham che ritrova quella vita che stava per sfuggirgli, poi, nel 1997, la voglia di conoscere la famiglia del donatore. E' qui che il destino ci mette di nuovo del suo, poiché Sonny dirà che "appena ho visto la signora Cheryl, la vedova di Terry, ho avuto impressione di averla conosciuta da sempre, ed ho capito che lei era la donna giusta per me". Stesso cuore, stessa donna, un amore che continua, ma anche una tragedia che si ripete, con quel colpo di fucile in gola che risuona a distanza di dodici anni. (Gericus)
[foto: Sonny Graham e Cheryl Cottle ]

LA SEPOLTA VIVA DI MARTELLAGO

Era poco più che una bambina Jennifer Zacconi, (foto) quando con i suoi 20 anni si è trovata incinta. Smarrimento, paura, ma anche un grande amore materno la spinge a dire fortemente no all'uomo che l'aveva messa in quella condizione e che non voleva più saperne di lei, né tanto meno del bambino che portava in grembo. Per Lucio Niero, 36 anni, sposato e padre di due figli, Jennifer era soltanto "una dolce avventura" e nulla più, un intimità "rubata", un "giocattolo" al di fuori della famiglia. E quella gravidanza ora avrebbe compromesso tutto quanto: riconoscimento del nascituro, mantenimento e soprattutto, reazione della moglie. Per Lucio Niero, la soluzione è una sola: disfarsi di quest'ingombro. Il 29 aprile del 2006, l'uomo si incontra con Jennifer, e sotto un violento temporale, quella sera parcheggia l'auto in un posto isolato della campagna nei pressi di Olmo di Martellago (Ve). Non ci saranno dolcezze per Jennifer né progetti sul futuro, ma solo pugni e calci sul pube e sulla pancia fino a tramortirla. E' ancora viva seppur semincosciente quando l'uomo, dopo aver scavato una fossa in fretta e furia, la seppellisce sotto alcuni palmi di terra, sepolta viva con il bambino che di lì a pochi giorni sarebbe dovuto nascere. L'autopsia rivelerà infatti quest'atroce fine trovando fango nei polmoni della ragazza. Ieri, i giudici del tribunale di Venezia hanno condannato Lucio Niero a 30 anni di reclusione, pur se il pm Stefano Buccini aveva chiesto l'ergastolo. "Ma cosa bisogna fare in Italia per avere l'ergastolo"? si chiede un indignato Roberto Castelli, ex ministro della Giustizia... (Gericus)

lunedì 7 aprile 2008

MEREDITH KERCHER: NUOVI MISTERI

Il nuovo interrogativo verte sull'ora della morte di Meredith Kercher (foto) . Quanto durò la sua agonia? Pur sapendo che questa fu lunga, a che ora avvenne però la morte? Il punto è tutto qui, poiché sapendo con certezza che Mez rientrò in casa alle 21, la morte potrebbe essere arrivata anche dieci ore dopo, e questa conclusione, prospettata dai periti nominati dal giudice di Perugia rimetterebbe in discussione i risultati delle indagini fin qui giunte, dal momento che altri elementi, punto di forza dell'accusa, non troverebbero conferma alla luce di nuovi accertamenti. Pertanto, il collegio dei consulenti rimette in discussione il lavoro - e i risultati - a cui è giunto il professor Luca Lalli, il medico che per primo eseguì un capillare controllo del cadavere e in seguito l'autopsia, contestando di fatto quindi arma, ferite e dinamica del delitto. Rimettendo tutto in discussione,si riparte dal "cosa successe esattamente in quella casa di via della Pergola nella notte tra il primo e il due novembre"? Alla luce di nuovi risultati, secondo gli specialisti Meredith sarebbe stata colpita da cinque/sei coltellate, due delle quali definite "importanti", mentre la più "piccola" avrebbe causato una forte emorragia ma non la morte. E' il motivo questo che avrebbe spinto l'assassino a stringere le sue mani sul collo della vittima fino a causarle l'asfissia? Hermann Guede, Raffaele Sollecito e Amanda Knox, tuttora agli arresti, sono tutti e tre accusati di omicidio volontario e violenza sessuale di gruppo, mentre, - come già dichiarato dal dottor Lalli - le nuove perizie non parlano di stupro, ma di un rapporto sessuale "non completo", anche se però non c'è la certezza che questo rapporto sia stato consenziente o subito dalla vittima. Subito forse perché Meredith era completamente ubriaca quella sera? I dati raccolti sul tasso alcolico riscontrato nel sangue della ragazza infatti sono fortemente contrastanti: 0,4 grammi di alcool per litro (prima analisi) e 2,4 per la seconda. Quindi? A quali analisi dare credito? Testimonianze fatte dalle amiche che passarono il pomeriggio con Meredith assicurano che questa non bevve assolutamente: "Cena verso le sei trenta del pomeriggio e poi a casa poco prima delle 21, stanche ancora dei bagordi della sera precedente di Halloween". Una 'festicciola' dunque di Meredith assieme al suo - o ai suoi - assassini? Magari costretta a bere con uno scopo ben preciso, ovvero quello di fiaccarne la sua volontà? E' qui il punto focale di tutta quest'assurda vicenda sfociata nel delitto, dove gli attori sono sempre e solamente i tre accusati,dove Guede ammette di essere stato in quelle ore con Meredith e in seguito tira in ballo pure Raffaele e Amanda, la quale, in un primo interrogatorio aveva ammesso di essersi trovata nella casa durante il delitto, accusando dell'omicidio - chissà poi perché... - il congolese Patrick Lumumba. A distanza di cinque mesi dunque, il mistero di via della Pergola è ancora più fitto, con una verità
- se mai ci sarà - ancora lontana da arrivare. (Gericus)

sabato 5 aprile 2008

MA L'ITALIA E' QUESTA?

Ma l'Italia è questa? E gli italiani sono quelli che hanno affogato Napoli nei rifiuti? Sono quelli delle mozzarelle alla diossina? Quelli del vino adulterato? Cinquanta milioni di "Tafazzi" che si martellano le biglie? Si, perché un momento difficile come questo, io credo che l'Italia non l'abbia mai avuto dalla fine della guerra, e le dimostrazioni negative arrivate a galla ormai non si contano. Siamo un Paese senza dignità né moralità. Ognuno rema dalla sua parte pensando ai propri interessi, e vaffanculo a tutto il resto, al disprezzo dell'Europa e alla considerazione 'nulla' del resto del mondo. Vabbé, in molti diranno "e chi se frega del disprezzo e della considerazione negativa" che ci piove addosso, ma il brutto sta proprio qui. Nel villaggio globale però, tutto ha un peso, e la concorrenza dei mercati è spietata. Immaginiamoci in questo momento la felicità dei viticoltori francesi per esempio, o quella dei caseifici spagnoli, che finalmente possono invadere il mercato mondiale con i loro prodotti poiché precluso a noi. Non è una questione di campanilismo, ma di immagine e di conseguenza di posti-lavoro, perché rifiutare un prodotto nobile della nostra esportazione, significa il blocco della produzione a causa di mancata domanda, e che crea disoccupazione in casa nostra. Mozzarella di bufala, Brunello di Montalcino, marchi invidiati e conosciutissimi nel mondo, come il Chianti, la Ferrari... In momenti in cui la recessione è davanti ai nostri occhi, procurare danni simili ha il sapore della disfatta, e un invito "a nozze" delle televisioni straniere. Un esempio? Sintonizzatevi su "Fox News" o su la "Cnn" e poi tirate le conclusioni. Ai voglia a dirgli che l'Italia non è questa e che gli italiani non sono quegli incompetenti di politici sfaccendati e super remunerati che hanno seppellito Napoli nella "munnezza" né tanto meno sono quei ladroni che per profitto avvelenano i nostri prodotti "nobili". Che gli italiani non sono quei politici che sempre più spesso vengono pizzicati con le mani nei nostri soldi o quei giudici che mettono fuori di galera dopo sei anni un assassino e che uccide di nuovo. Questi sono solo dei profittatori, sono dei Giuda che per trenta danari hanno venduto l'Italia. Si, l'Italia, ma non gli italiani. (Gericus)

giovedì 3 aprile 2008

BOB DYLAN IN VALLE D'AOSTA

Per la seconda volta, Bob Dylan, il menestrello di Duluth, terrà un concerto in Valle d'Aosta, esattamente il 18 giugno nella stupenda cornice del castello "Barone Gamba" di Chatillon. E' una tappa che fa parte del "European Tour 2008", con tre serate programmate in Italia, prima di spostarsi in Francia e quindi in Spagna. Il suo primo incontro con la Valle d'Aosta avvenne nel lontano 1992, con un concerto tenutosi all'Arena Croix Noire di Saint Christophe, che a dir la verità non riscosse il successo che si meritava tale appuntamento, poiché solo poco più di 5000 spettatori accorsero ad applaudirlo. Quella del 18 luglio è una grande serata da non perdere dunque, poiché anche se il vecchio Bob -come sua consuetudine- centellinerà con avarizia i suoi grandi successi del passato, porterà comunque con se le più belle pagine della musica folk diventate ormai storia. Schivo e a certi tratti scontroso, Bob Dylan non ama appellativi né etichette: "Non mi definisco un poeta" confessò ad un giornalista di Rolling Stone, la più titolata rivista del settore, "perché la parola non mi piace. Io sono un trapezista". Eccolo qui dunque Robert Allen Zimmerman classe 1941, quello di "Blowin' in the wind", "Mr. Tambourine man", "Just like a woman", "Master of war", "The times they'are a-changin'" e tantissimi altri hit che fecero sognare il mondo degli anni Sessanta. Mannaggia Bob, ma perché non sei venuto in Valle a quei tempi... (Gericus)

mercoledì 2 aprile 2008

GIUSEPPE E SYLVIE: FINALMENTE SPOSI

Quando l'amore è "Amore" supera difficoltà e ostacoli. Per Giuseppe Rebaudi e Sylvie Basain, (foto) supera anche quello dell'età. Si, perché lo sposo ha 101 anni e la neo sposina 97. Una storia d'altri tempi, nata e maturata cinquant'anni fa a Ventimiglia. E' lì infatti che Giuseppe, illustre ginecologo milanese, nel giorno della "Battaglia dei Fiori" posò lo sguardo sulla bella Sylvie, una piacente signora francese rimasta da poco vedova del marito. Nel cuor suo, Sylvie portava ancora il dolore del lutto, e mai e poi mai avrebbe pensato ad un futuro accanto ad un altro uomo. Ma il destino a volte ribalta promesse e intenzioni, perché Giuseppe, con la sua gentilezza e bontà, riuscì a sciogliere il gelo dei sentimenti di Sylvie, tanto che il suo cuore -come dice lei stessa- "riprese a battere". Cinquantuno anni lui, quarantasette lei, e un amore che sboccia, ostacolato, se vogliamo, solo dalla distanza geografica dei due. Giuseppe infatti risiede a MIlano mentre Sylvie resta nella sua Montecarlo, dove nel frattempo si è trasferita per mandare avanti il negozio di famiglia. Un amore dunque che si alimenta di lontananze e attesi ritorni, indimenticabili ore insieme e nuovi distacchi. Ma l'amore non muore, né tanto meno si affievolisce, anzi, si cementa sempre più, col tempo che vola e gli anni che ormai non si fermano più. Ora invece, con maggio arriva anche il matrimonio vero e proprio, perché Giuseppe Rebaudi, classe 1907, sposerà la sua Sylvie Basain, classe 1911. A Bordighera, città dove i due novelli sposi andranno finalmente a vivere insieme, tutto è pronto. "Lo amo ancora come fosse il primo giorno" dice la dolce Sylvie, mentre quel volpone di Giuseppe, che è riuscito a tirare avanti il suo fidanzamento per oltre cinquant'anni, chissà, forse avrebbe voluto aspettare ancora un po'... I concetti di tempo non esistono al cospetto di sentimenti puri, perciò... Auguri e lunga vita agli sposi! (Gericus)
[foto tratta da Il Giornale]