mercoledì 28 febbraio 2007

NASCE "CANALE 5" (1980)

Canale 5, televisione di proprietà di Silvio Berlusconi, inizia le trasmissioni. Industriale immobiliare, Silvio Berlusconi era entrato nel settore televisivo nel 1977. Gli italiani finalmente potranno avere a disposizione un altro canale televisivo oltre ai tre nazionali. La Fininvest di Berlusconi inizierà così a rosicchiare ascoltatori alla tv di Stato grazie a programmi innovativi, meno 'ingessati' e soprattutto di grande intrattenimento, contendendo di conseguenza alla Rai il primato dell'audience televisiva. L'impero televisivo di Cologno Monzese si completerà poi con altri due canali, Italia 1 e Rete 4. (Gericus)

GRANDE SUCCESSO PER LA MOSTRA DI LEONARDO (1980)

La mostra valdostana di Leonardo da Vinci ha richiamato ad Aosta una grande quantità di visitatori, tra i quali molti giunti dagli Stati Uniti e addirittura dal Giappone pur di poter ammirare le opere del grande artista toscano. La mostra, organizzata al castello Sarriod de la Tour di Saint Pierre, è la pagina culturale più prestigiosa di questi ultimi anni in Valle. L'avvenimento ha fatto parlare di sè tutta la stampa nazionale e internazionale, tanto che un giornale statunitense ha dedicato numerosi articoli sulla mostra di Aosta, destando vivo interesse tra quella popolazione. Perchè Leonardo in Valle? Perchè questo grandissimo personaggio è capito, amato e apprezzato da tutti, il cui messaggio culturale ha in sè la possibilità immediata di comunicazione con il largo pubblico, quindi anche valdostano. Un primo bilancio? Risponde l'assessore regionale al Turismo Angelo Pollicini: "Abbiamo avuto una presenza di oltre 1000 visitatori al giorno provenienti da Francia, Svizzera, America e Giappone, oltre naturalmente a moltissimi italiani".
(Gazzetta del Popolo)

IN TRE SU UNA MOTO: 2 MORTI UNO IN COMA (1980)

Due giovani morti ed un terzo in coma sono il tragico bilancio di un incidente stradale accaduto nella tarda serata di mercoledì scorso sulla superstrada per il Monte Bianco tra l'abitato di Courmayeur e quello di Entreves. Una moto, una Fantic 125 copn tre giovani a bordo, per cause non ancora accertate è andata a schiantarsi con estrema violenza contro un Tir tedesco che stava procedendo in direzione opposta. Eugenio Brossa, 18 anni residente a Courmayeur che era alla guida è morto all'istante, mentre Mauro Jaccod, 26 anni è deceduto poco dopo il ricovero in ospedale, mentre Antonio Busanel, 23 anni residente anche lui a Courmayeur, è tuttora in coma al nosocomio aostano. L'incidente è accaduto verso le 23 nel tratto compreso tra i due paravalanghe che si trovano prima di giungere all'abitato di Entreves, dove i tre giovani si stavano recando per trascorrere le ultime ore della serata. Improvvisamente, come ha dichiarato l'autista del Tir, "me li sono visti venire contro e niente ho potuto fare per evitarli". Malore? Una bravata costata cara? Uno sbandamento dovuto al sovraccarico della moto? Questi sono gli interrogativi che si pongono gli inquirenti e che probabilmente non avranno mai una risposta. (Gazzetta del Popolo)
(da sinistra: Eugenio Brossa e Mauro Jaccod)

WEEK-END AD AOSTA DI UN CAMOSCIO (1980)

Nessuno ci voleva credere: Un camoscio? Ma siete certi? Non sarà una capra sfuggita a qualche allevatore? E così lo stupendo animale se ne è andato indisturbato a zonzo per tutta la città. La sua prima apparizione l'ha fatta in Saint Martin de Corleans all'altezza di rue de la Rochere. Da lì, sotto lo sguardo incredulo della gente, l'animale senza mostrare nessun segno di spavento si è inoltrato in via Parigi dirigendosi verso il centro città. A questo punto qualcuno ha telefonato ai Vigili Urbani, ma visto la loro incredulità si è pensato di avvisare anche il presidente del Comitato caccia. Ma il giro turistico dell'animale intanto continuava. Da via Parigi il camoscio scendeva in via Festaz, imboccava via Torre del Lebbroso e finiva in via Paravera, svoltava verso Pont Suaz fermandosi proprio davanti alla portineria dello stabilimento Cogne. Seguito da un nugolo di curiosi, il camoscio a questo punto continuava la sua scorribanda lungo le rive della Dora che costeggiano lo stabilimento poi, trovato un varco nella recinzione, entrava dentro il piazzale della fonderia. Ed è qui che l'animale veniva catturato e rinchiuso provvisoriamente in alcuni locali. Il camoscio, un bell'esemplare di femmina sui cinque anni, veniva infine preso in consegna dagli uomini della Forestale i quali, caricatolo su di una jeep, lo liberavano nella riserva di caccia del Falere, una zona tra Gignod e Saint Nicolas. Non presentando nessuna ferita e in ottima salute, dopo un paio di salti e dopo aver conosciuto l'abitat dell'uomo, il camoscio riacquistava la sua libertà.
(Gazzetta del Popolo)

28 FEBBRAIO 2007


"Bisogna
veramente
che l'uomo muoia,
perchè altri
possa appurare,
ed ei stesso,
il di lui
giusto valore".

(Vittorio Alfieri, scrittore italiano, 1749-1802)

Dedicata con affetto
a mio padre Pietro,
mancato il 28 febbraio del 1992

C'ERA UNA VOLTA IL COURONNE (1980)

Le ruspe purtroppo sono già entrate in azione riducendo in briciole l'antico albergo. Pareti e soppalchi stanno cadendo sotto i colpi di quei mostruosi mezzi meccanici che la moderna tecnologia ha creato per fare più in fretta e con meno fatica. Il 1980 ha quindi segnato la fine del glorioso Couronne. Squadre di operai stanno ora provvedendo ad eseguire i lavori di demolizione e presto un grande vuoto si formerà all'angolo di piazza Chanoux. Ma non per molto tempo, perchè al posto dell'aristocratico palazzo dell'Ottocento, sorgerà un nuovo e moderno centro commerciale. Francesco Ferrero, ultimo proprietario dell'albergo, ha detto di essere giunto a questa decisione perchè una parte del fabbricato era ormai in rovina, rendendo di conseguenza completamente deficitaria la gestione. (Gazzetta del Popolo)
(foto: ciò che resta del Couronne)

domenica 25 febbraio 2007

LEO DAVID ASPETTA IL MIRACOLO (1980)

Ritornato nella sua Gressoney, dal letto della sua cameretta Leo David sembra guardare fuori dalla finestra. Si spera che il contatto con i volti e luoghi familiari possa ridestarlo dal lungo sonno. Appena farà bel tempo, papà David lo porterà fuori. Da tre giorni Leo riposa infatti nella sua camera foderata di larice al primo piano davanti alle sue 230 coppe, ai pupazzetti e alle fotografie che lo ritraggono grande campione. I genitori e la sorella Daniela sperano che Leo, nel rivedere tante cose familiari, abbia uno scossone, che possa avere uno stimolo nuovo e che una scintilla rimetta in funzione il suo cervello. Anche le speranze del professor Gesterbrandt, il luminare che lo ha in cura, sono riposte appunto in queste emozioni, speranze che del resto sono vivissime anche tra le migliaia e migliaia di fans sparsi in tutto il mondo e che da sempre seguono il cammino sportivo di questo grande campione dello sci. (Gazzetta del Popolo)

BENZINA PIU' CARA ANCHE IN VALLE (1980)

Brusco risveglio anche per gli automobilisti valdostani: da oggi infatti la benzina è salita a quota 310 lire il litro. Il rincaro della benzina, portata come noto dal governo da 680 a 700 lire il litro, ha toccato anche le tasche dei valdostani. Da ieri pertanto, -e in attesa che l'Amministrazione Regionale ufficializzi il nuovo prezzo del carburante- la benzina costerà 310 lire il litro per coloro che avranno a disposizione i buoni, altrimenti dovranno pagare il prezzo intero aumenmtato di 20 lire. Se come dicono le statistiche in Italia il consumo della benzina, nonostante i numerosi rincari, è in costante aumento, in Valle c'è invece una leggera flessione, sicuramente dovuta al mancato afflusso dei turisti e probabilmente, alla eliminazione dei "coupons per turisti". (Gazzetta del Popolo)

DEMOLIZIONE DELL'HOTEL COURONNE (1980)

E' il più antico albergo della nostra città e ha ospitato personaggi illustri della cultura e della politica. Al suo posto, dovrebbe sorgere una tavola calda e un meublè. Verrà demolito dunque l'hotel Couronne et de la Poste di piazza Chanoux? La notizia è trapelata nei giorni scorsi ed è diventata immediatamente una polemica elettorale. Alcuni esponenti della D.C. avevano infatti accusato il sindaco di Aosta, socialista, di aver concesso l'autorizzazione alla demolizione per fini poco chiari, lasciando ad intendere una possibile speculazione. Il sindaco ha ribadito che l'autorizzazione a demolire, o meglio, a ristrutturare il vecchio edificio, era stata concessa anche su parere del presidente dell'apposita Commissione che era, guarda caso, proprio un consigliere D.C. Costruito 160 anni fa, al Couronne sono passati i personaggi più illustri del nostro secolo e in una delle sue camere, il Carducci aveva scritto la celebre ode in onore alla regina. Il Giacosa vi era di casa e il soggiorno nelle sue ampie camere era gradito al principe Umberto e Maria José. Vi hanno inoltre soggiornato il duca di Aosta, la regina Margherita, il duca di Genova, re Leopoldo, Alberto del Belgio, il fratello del Mikado, Peron e re Faruk durante il suo esilio. Ma in tempi più recenti anche De Gasperi, l'ex capo di Stato Leone per non citare una lunga schiera di personaggi minori. Prima che i lavori vengano iniziati dunque, si spera che le polemiche fermino i colpi del piccone demolitore. (Gazzetta del Popolo)

sabato 24 febbraio 2007

LE ALPI NON PERDONANO (1980)

Vittime in montagna, un bilancio pesante. Centoventisette alpinisti sono deceduti lo scorso anno sui versanti delle principali montagne comprese nel triangolo Valle d'Aosta, Francia e Svizzera. Il bilancio è appesantito da 49 feriti gravi e da sette dispersi. Il primato negativo è detenuto dal Cervino con 61 morti, 18 feriti e due dispersi, seguito dal Monte Bianco con 60 morti, 23 feriti gravi e 5 alpinisti dati per dispersi. Il quadro si completa con quattro deceduti sul massiccio del Monte Rosa e due sul Grand Combin. Divisi per nazionalità, gli svizzeri sono stati quelli che hanno pagato il pedaggio più alto, dovendo contare 27 morti e 12 feriti, 26 le vittime francesi, altrettante quelle tedesche. I transalpini contano anche 14 feriti, 4 i tedeschi. Seguono in questo tragico bilancio gli italiani con 18 morti e nove feriti. Poi gli inglesi con 9, gli spagnoli con 5, i giapponesi con 4, gli americani con 3, quindi i polacchi, i belgi, gli austriaci e i danesi con due. Chiudono la fila gli svedesi con una sola vittima.
(Gazzetta del Popolo)
(foto: recupero di una salma sul Monte Bianco)

DA AOSTA A PILA IN FUNIVIA? (1980)

La riattivazione della funuvia Aosta/Pila è stata al centro dei lavori in un incontro promosso dall'assessore regionale al Turismo Angelo Pollicini, ed al quale sono stati invitati i diregenti degli istituti bancari operanti in città, i responsabili delle Aziende di Soggiorno, quelli dell'Associazione albergatori e delle società degli impianti a fune. Invitati ma assenti i sindaci di Aosta e di Gressan. Pollicini ha introdotto i lavori ricordando come la situazione occupazionale della città stia registrando un calo continuo:"La Cogne -ha detto l'assessore- occupava 7000 dipendenti quando Aosta era una città di 28 mila abitanti. Ora ne occupa 5000 con una popolazione sui 40 mila, ed il fenomeno non accenna a stabilizzarsi. Prima che sia troppo tardi, siamo obbligati a cercare soluzioni alternative per trasformare l'economia della città in una a carattere misto, dove però il turismo sia la forza trainante". Da qui dunque parte il discorso per imbastire l'alternativa turistica con la valorizzazione del "domaine skiable" della conca di Pila e l'unione di questa stazione con Cogne attraverso la riattivazione del collegamento ferroviario di Acque Fredde. Al termine dei lavori, i convenuti hanno deciso di ritrovarsi a discutere sul progetto entro quindici giorni. (Gazzetta del Popolo)

UN UOMO FORTUNATO... (2007)

Si, io mi ritengo un uomo fortunato! Non potrei pensare diversamente visto che la dea bendata continua a bussare alla mia porta, anzi, al mio computer attraverso la posta elettronica.
Un certo ABUBAKAR MOHAMMED, residente in Nigeria, mi regala 9.000.000. di €uro se lo aiuto a portare in Europa i suoi circa 29 milioni di dollari. Non sa come fare, poveretto, e per far vedere che effettivamente 'ci tiene' a fare questo 'trasloco monetario' mi offre col cuore NOVE MILIONI DI EURO!. Penso che lo farò...
Ma non finisce qui, perchè i dirigenti del ROYAL CASINO mi hanno scritto che depositando presso di loro una certa cifra, io ne potrò disporre di ben tre volte di più, vale a dire che se verso 100 ne ho a disposizione 400. Mica male come investimento... Penso che lo farò...
Ma la fortuna si sa, non arriva mai da sola, perchè la
UK NATIONAL LOTTERY di Londra si è congratulata con me per la vincita -non lo sapevo affatto, pensa te...- di 1 MILIONE di STERLINE, e per farmi ricevere questo ben di dio -Thanks for your kindness!!!- vogliono giustamente le mie coordinate bancarie, oltre alle mie generalità, indirizzo, numero della carta di credito e di conto corrente. Penso che lo farò...
Potrebbe bastare? No! Perchè sempre in questi giorni la
BANK OF AMERICA mi ha messo una certa...apprensione. Una loro mail infatti mi avvisa che in data 20 gennaio 2007, durante un normale controllo effettuato dal loro ufficio interno sulla sicurezza dei depositi, è stato notato "some unusual activity", ovvero alcune insolite operazioni sul mio contocorrente, pertanto, nell'intento di proteggere il mio deposito, hanno d'ufficio limitato l'accesso al credito stesso. Per ottenere quindi nuova e piena operatività -ma che gentili!- mi invitano a spedire al loro indirizzo telematico tutti i miei dati del conto, carta credito e altro ancora. Penso che lo farò...
Ma la fortuna non è poi solo venale, poichè una ditta mi ha proposto -per la gioia di moglie o fidanzete dicono- un "ALLUNGA PENE" al prezzo modico di 180 U$ dollar, dopodichè, ciliegina sulla torta, VIAGRA a prezzi scontati e a gogò.
Penso che lo farò...si, lo farò... come no... (Gericus)

venerdì 23 febbraio 2007

PENSIERINO DELLA NOTTE #1

He that goeth about to persuade
a moltitude that they are not
so well governed as they ought to be,
shall never want attentive
and favourable heares.

(R. Hooker. teologo anglicano, 1554-1600)

Colui che cerca di persuadere
una moltitudine che il loro governo
non è buono quanto vorrebbero,
non mancherà mai di ascoltatori
attenti e favorevoli.

VALANGA A CERVINIA (1980)

Una valanga di grosse proporzioni è caduta improvvisamente l'altra notte a Cervinia travolgendo alcuni condomini, una villetta, la scuola e la caserma della Guardia di Finanza. Al momento, due sono i corpi già recuperati, quelli degli inglesi Andrew e Jackie Siamieson, ma altri tre turisti mancano all'appello. Numerosi sono anche i feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni. Al Breuil si sostiene che la valanga in quel punto non era mai caduta, ma si era staccata molte volte dai pendii della Grande Muraille e precisamente negli inverni del 1935, 1946 e 1967, e quindi si poteva prevedere che prima o poi avrebbe procurato una tragedia. Oltre a dover piangere le giovani vittime, già si calcolano i danni che dalle prime stime ammontano a circa sette miliardi, ma sono immani per il riscontro negativo che ne deriverà al turismo, dato che la tragedia ha fatto il giro del mondo. Si poteva quindi evitare una catastrofe simile? (Gazzetta del Popolo)

ZONA FRANCA (1980)

Torna d'attualità un argomento che divide i valdostani: zona franca sì zona franca no. Tra le migliaia di valdostani che ritengono ormai la zona franca entrata nel mondo delle favole c'è anche Claudio Manganoni, ex assessore Pci: "Ho letto che si sta di nuovo tirando in ballo la storia della zona franca. Volete sapere come la penso? Nel 1932/35 ho prestato servizio come Guardia forestale a Postuma, Pola e Fiume, allora Venezia Giulia, zona nella quale il governo fascista aveva concesso appunto la zona franca per calmare le ire di quelle popolazioni di origine e lingua slava che ignoravano quella italiana. Conosco pertanto la zona franca per averci vissuto tre anni. Ma ritorniamo in Valle. E' vero che l'articolo 14 del nostro statuto speciale dice che "la Valle d'Aosta è posta fuori dal confine doganale e costituisce zona franca", ma per applicare integralmente l'articolo 14 dovremmo costruire lungo la linea di confine della nostra regione delle caserme di guardia di finanza, compreso Pont Saint Martin per controllare tutti gli automezzi per evitare il contrabbando di merci". Rigorosità quindi nei controlli, che Manganoni semplifica con un esempio: "Ai tempi del ministro Scelba, la piccola repubblica di San Marino, 20 mila abitanti, voleva creare una casa da gioco che avrebbe fatto concorrenza a Saint Vincent e a Sanremo, allora Scelba ordinò alla Guardia di Finanza di controllare accuratamente tutti gli automezzi in entrata e in uscita dalla piccola Repubblica, smontando se necessario anche i pneumatici, bloccando di fatti il traffico. Gli amministratori di San Marino capirono al volo che non bisognava farlo, pertanto non se ne parlò più di casinò. A Pont Saint Martin potrebbe succedere la stessa cosa, pertanto spero che questo lo abbiano capito coloro che vogliono la zona franca in Valle d'Aosta". (Gazzetta del Popolo)

giovedì 22 febbraio 2007

LA SPECULAZIONE NELLA CONCA DEL CERVINO (1980)

Ville e condomini costruiti anche dove cadono le valanghe. La deturpazione della conca del Cervino, dove la speculazione è stata capace di superare tutti gli scogli, è un fatto ormai compiuto. Non si può tornare indietro, non si possono radere al suolo i numerosi edifici sorti negli ultimi dieci anni anche in zone non troppo sicure, poco distanti dai punti soggetti a caduta di valanghe. Non si è tenuto conto neppure di questo pericolo e in determinate zone si sarebbe dovuto evitare anche la costruzione di una sola villetta. Si è poi tentato di porre rimedio imponendo la distruzione di alcune opere, ma come si ricorderà, un ordinanza di questo genere dette luogo a polemiche da parte dei diretti interessati e l'iniziativa rimase senza esito. Il Breuil così è stata la località maggiormente sacrificata, come d'altra parte è accaduto anche a Courmayeur, dove la situazione è quasi analoga. Nella valle di Ayas infine, esattamente a Champoluc, si è rischiato di cancellare la vista del Monte Rosa se non fossero intervenuti saggiamente gli organi competenti, imponendo la sospensione di alcuni lavori che prevedevano la costruzione di un grosso condominio.
(Gazzetta del Popolo)
(foto: Cervinia con i suoi condomini)

mercoledì 21 febbraio 2007

LUI LA PICCHIAVA, LEI GLI SPARA (1980)

Sono stati condannati tutti e due. La vicenda si è svolta nel febbraio del '79 ad Entreves dove la famiglia abitava. La donna, 43 anni, esasperata dal menage familiare, dichiarò al momento dell'arresto che non ne poteva più, poichè il marito aveva minacciato di ucciderla assieme ai figli. La notte del 23 febbraio quindi, la donna sottrasse la pistola, una Beretta calibro 7,65 che il marito teneva sotto il cuscino, ed esplose contro di lui alcuni proiettili ferendolo. Il 15 marzo però, anche l'uomo veniva arrestato per maltrattamenti, aggravando la sua posizione in fase istruttoria per detenzione e porto abusivo di armi. Nell'indagine venne poi accertato che questi ripetutamente aveva picchiato anche i sei figli riempiendoli di lividi. Mercoledì scorso la sentenza del tribunale: un anno e otto mesi al marito "manesco" -e ferito- e otto mesi alla moglie, con la sospensione della condizionale. (Gazzetta del Popolo)

QUESTO TRENO E' UNA LUMACA! (1980)

Protestano i pendolari di Verres (AO) : Chi ci risarcisce delle ore perse o delle lezioni saltate? Una petizione firmata da 132 'pendolari' che quotidianamente si servono del treno per raggiungere posti di lavoro o la scuola fuori Valle, è stata presentata al capo compartimento delle Ferrovie dello Stato di Torino. Nella petizione fanno notare che il treno in partenza da Aosta alle ore 6,17 giunge "regolarmente" in ritardo a Torino, ma in queste due ultime settimane tali ritardi hanno assunto proporzioni insostenibili. I pendolari fanno numerosi esempi: il 24 gennaio a Verres viene annunciato con 56 minuti di ritardo, il giorno prima aveva 30 minuti di ritardo, il 22 ben un ora, perchè un treno merci tra Montjovet e Saint Vincent non andava più avanti. "Chi ci risarcisce delle ore di lavoro perse? Chi delle lezioni mancate? Non si possono bloccare i treni, e allora? Gradiremmo una risposta altrimenti ci rifiuteremo in blocco di far controllare gli abbonamenti al personale viaggiante".
(Gazzetta del Popolo)

CALABRESE? PER LEI NIENTE LAVORO (1979)

"Non riesco a trovare lavoro in Valle perchè sono meridionale. Mi sono recato in un ristorante di Gressoney per chiedere lavoro, ma quando hanno saputo che sono calabrese, niente da fare". A pronunciare con rammarico queste parole è un giovane calabrese stabilitosi da poco nella nostra regione. Immigrazione non gradita dunque? Capita anche oggi che il meridionale non sia ben visto. Forse non si è capito che l'immigrazione nella Valle d'Aosta è una ricchezza che va giustamente valutata. Di questo parere non sono d'accordo coloro che, pur riconoscendo talvolta l'apporto degli immigrati al benessere della nostra regione, continuano a costruire anacronistiche barriere per separare l'ospite dall'ospitante. Sottovalutare quindi, come sentiamo da qualche parte, una ricchezza umana col disprezzo e a volte con l'odio, significa che i valori della convivenza trovano ancora ostacoli razzistici. Ogni cittadino ha sì il diritto di esprimere le proprie idee, valutare le esigenze di carattre sociale e locale, difendere i propri valori etnici, ma non ha quello di dare un giudizio di inferiorità su persone e fatti che, magari, conosce poco o per nulla, usando espressioni che non hanno altro scopo che quello di offendere. Le polemiche sugli immigrati non hanno senso, non fanno onore ad una regione civile come la Valle d'Aosta. Non bisogna insomma costruire muraglie, ma coesistenza per il bene comune. (Gazzetta del Popolo)

martedì 20 febbraio 2007

MORI' NELLA DORA, TROVATO IL CORPO (1979)

E' stato ritrovato il corpo di Enrica Jorrioz, la giovane di 25 anni che la notte del primo settembre scorso era finita nelle acque della Dora. La ragazza, in compagnia di un amico, Claudio Belli di 19 anni, (foto) stava rientrando in frazione Villette di Courmayeur (AO), quando alla guida della sua auto, nell'imboccare un ponte a poche centinaia di metri da casa perdeva il controllo della vettura precipitando nel fiume. La corrente particolarmente impetuosa in quei giorni, trascinava l'auto per alcune centinaia di metri. Il corpo del giovane Claudio Belli veniva recuperato alcuni chilometri più a valle la mattina del tre settembre presso il ponte di Le Villette, mentre quello di Enrica Jorrioz malgrado le ricerche, non veniva trovato. Domenica scorsa infine, e quasi a tre mesi di distanza, grazie alla costanza dei Vigili del Fuoco di Aosta, del distaccamento di Courmayeur e di numerosi volontari, i resti della giovane sono stati finalmente individuati tra gli anfratti della Dora a circa un chilometro dal luogo dell'incidente.
(Gazzetta del Popolo)

AGUZZA LA VISTA (2007)

Sembra che la foto a lato sia stata inserita tra le domande presentate ai candidati giunti un giorno davanti ad una commissione esaminatrice. In palio, un importante posto di lavoro in una ditta specializzata nella vendita di oggetti per il divertimento. E per valutare il grado di immaginazione -baluardo importantissimo del buon venditore...- questo test era inserito di diritto tra le altre (cinquecentoventicinque!) domande. Per coloro che al primo impatto non riuscivano a capire , si consigliava di chiudere prima un occhio poi l'altro per scoprire cosa c'era di nascosto. Se ancora non si era scoperto...l'arcano, bisognava -anche se il punteggio naturalmente si abbassava- socchiuderli tutti e due e fissare intensamente l'immagine. A questo punto bisognava dire cosa si nascondeva nella foto, pena l'esclusione dall'esame finale. Saremo capaci di scoprire anche noi cosa si cela nella foto? (Gericus)

AOSTA VALLEY COOKBOOK

La Cucina delle Regioni d'Italia: Valle d'Aosta
by Ennio Celant

Questa è, certamente, la più completa collana di libri riguardanti la cucina classica regionale che, autori appassionati, in anni di ricerca, sono riusciti a realizzare. Ripropongono la grande, autentica cucina, nata dalla fantasia e dall'inventiva popolare. Qui di seguito una delle tante ricette che troverete sul libro:


Manzo e Verdure in Ragù
/

Beef and vegetable stew.


(Italiano) Disponete sul fondo di una teglia di cotto, ben unta, uno strato di 500 gr. di patate, uno di carne di manzo a pezzi (800 gr.) e uno di 500 gr. di tegoline fresche. Alternate gli strati con qualche disco di cipolla e pomodoro, e con leggere spruzzate di sale, pepe, olio, fiocchi di burro, e allungate con un poco d'acqua. Mandate a fuoco ridotto tenendo la teglia coperta per almeno un' ora e mezza. Servite su piatti caldi e guarnite con polenta o fette di pane scuro.

(English) In a well greased clay-pan alternate layers of yellow potatoes (500 gms.) , of beef cut into pieces (800 gms.) and of fresh beans (500 gms.). Between the layers put some slices of onions (2 onions), salt, pepper, oil and flakes of butter, then thin with little water. Cook on a low flame with a lid on for 1 hour and a half at least. Serve on warm dishes with 'polenta' or slices of wholemeal bread.

La Cucina delle Regioni: VALLE d'AOSTA
by Ennio Celant
Prefazione di Toni Ortelli
Edizione Mida -Bologna- (Italy)
Distribuzione Commerciale Nuova Edigross -Bologna-
Edizioni Edison/Bologna (Italy)
Illustrazione Copertina di Renzo Galardini
Grafica Vinicio Poggi

CREPUSCOLO DELLA FAMIGLIA (2007)

Al "peggio" non c'è mai fine, e in un Italia dove il marcio dilaga, anche i legami familiari subiscono l'imbarbarimento della società. Da 'porto sicuro', la famiglia oggi è diventata centro di nefandezze assolute, annullando legami di sangue e affetti atavici. Tre gravi fatti riportati dalla cronaca nello stesso giorno possono essere un indizio certo a questo "crepuscolo" della famiglia intesa come istituzione: "Bimbo di sei mesi accoltellato dalla madre"; "Ammazza il fratello perchè tutti e due amavano la stessa ragazza", ed infine "Occulta per anni il padre nel freezer". Il primo fatto accade ad Agrigento, dove la madre -ma possiamo chiamarla ancora così?- tale Marie S. 24 anni di origine belga, strazia il proprio figlio per vendicarsi di una vita (la sua) allo sbando e senza futuro. Il secondo omicidio avviene in paese in provincia di Avellino. Ad ammazzare il proprio fratello è Gennaro T. 23 anni. Motivo di tanta ferocia è che Cosimo -la vittima- e Gennaro corteggiavano la stessa donna , quindi uno dei due "era di troppo". L'ultimo dramma avviene ad Aosta, estremo nord ovest d'Italia, dove un uomo di 63 anni, Gaetano S. occulta per diversi anni il padre -morto per cause naturali- in un freezer. Motivo di questa 'ibernazione' poter riscuotere nel tempo ancora la pensione del congiunto. Frustrazione, gelosia e avidità sono gli input di questi tre casi. Ma i delitti tra le mura domestiche ormai non si contano più, tanto che per tacitare le nostre coscienze si ricorre a giri di parole che non portano verità al fatto, ma che danno motivazione al fatto stesso: "stress da dopo parto", "depressione", "omicidio -e questa è l'ultima- "con rimozione dell'accaduto". Giorni cupi attendono il nostro domani se il malessere della società si è instaurato tra quelli che una volta chiamavamo "legami di sangue"... (Gericus)
(foto: la madre del piccolo accoltellato mentre viene arrestata dalla polizia)

domenica 18 febbraio 2007

CONSEGNATA LA TARGA "AO 100.000" (1979)

Oggi 27 ottobre è stata consegnata ufficialmente la targa AO 100.000 ad una Fiat 131 di proprietà dell'Amministrazione regionale. Alla cerimonia, alla quale hanno partecipato varie personalità, è avvenuta nei locali della Sicav, concessionaria Fiat, in corso Battaglione Aosta ed è stato il presidente dell'Aci Ramella a consegnare ufficialmente la targa nelle mani dell'assessore all'Industria Guido Chabod. (Gazzetta del Popolo)
(foto: da sinistra: Ramella, Chabod. Efisio Noussan, concessionario, è quarto)

IL MATRIMONIO IN VALLE E' IN CRISI? (1979)

Esiste una ricetta per vivere in due? La coppia è in crisi, o meglio, è in crisi il matrimonio, quello della carta bollata, mentre i giovani parlano di "matrimonio d'amicizia", che in poche parole significa "vivere assieme senza ricorrere a nessuna legalizzazione". Ad Aosta i matrimoni latitano, siano essi civili o religiosi e le statistiche parlano chiaro: al primo di agosto dello scorso anno nel capoluogo regionale sono stati celebrati 163 matrimoni, mentre nello stesso periodo di quest'anno sono stati 120, con un calo dunque di ben 43 matrimoni. Ma quali sono infine le ragioni che spingono alla scelta della 'convivenza'? Le risposte son presto dette: motivi di natura economica e difficoltà nel trovare un alloggio adeguato alle proprie esigenze. (Gazzetta del Popolo)

STATALE 26: LA STRADA DELLA MORTE (1979)

La "superstrada" ha fatto altre due vittime: le due giovani svizzere appena ventenni schiantatesi pochi giorni fa contro un Tir sulla statale all'altezza di Saint Pierre. La pericolosità di questa strada ormai è un problema che si trascina da anni. Nel mese di agosto sono stati superati tutti i record di transibilità. In un solo giorno infatti, dal Traforo del Monte Bianco sono transitati quasi ottomila veicoli, mentre altri due o tremila erano i veicoli dei residenti che si muovevano lungo il tratto che da Aosta porta a Courmayeur. Diecimila unità al giorno dunque! I Tir fuoristrada poi sono all'ordine del giorno. Mettersi in auto lungo questi 40 chilometri è quasi un suicidio. In dieci anni gli incidenti sono stati migliaia, praticamente c'è stato un morto od un ferito ogni metro di strada. Un record difficilmente eguagliabile e per nulla invidiabile. (Gazzetta del Popolo)
(foto: l'incidente che è costato la vita alle due giovani svizzere)

sabato 17 febbraio 2007

UNA VIA PER FARE PIPI' (1979)

LETTERA AL GIORNALE - La piazzetta di via Antica Zecca e le traverse laterali sono completamente al buio con grave difficoltà alla circolazione soprattutto per i pedoni. Un abitante del posto recentemente è stato investito durante questo 'oscuramento' e trasportato in ospedale dove vi è rimasto due mesi per cure. I disagi sono molteplici, e tra questi c'è pure che la via sta diventando una specie di vespasiano, perchè molti passanti vi si fermano, approfittando del buio, per i loro 'bisognini' improvvisi. Chiediamo pertanto alle autorità comunali, -ma anche alla sovrintendeza alle belle arti e all'assessorato al turismo- se ritengano decoroso che una via che ospita una serie di monumenti nazionali, possa essere lasciata nel più completo abbandono. Vorremmo in tal proposito, che una volta tanto i nostri amministartori facessero una passeggiata 'di lavoro' da queste parti, per rendersi conto che soprattutto l'igiene della strada ha bisogno di un immediato intervento. Occorre quindi trovare una soluzione decente affinchè i muri delle abitazioni smettano di essere considerati dei "piaciatoi", pertanto l'amministrazione comunale si faccia carico non solo della disinfezione della zona, ma anche di creare appositi spazi dotandoli di servizi igienici. (Gazzetta del Popolo)

PEDONE INVESTITO SI DA' ALLA FUGA (1979)

Succede anche questo sebbene fino ad oggi non fosse mai accaduto che un pedone investito si desse alla fuga. Finora le cronache avevano sempre riportato episodi di automobilisti pirata, mentre l'episodio accaduto domenica mattina nei pressi di Sarre (AO) ha lasciato perplesso lo stesso automobilista investitore ed i carabinieri che hanno aperto un inchiesta per rintracciare il pedone. L'episodio è accaduto al bivio tra la statale 26 e la regionale per Cogne. Erano le undici quando Pasqualino V. di 20 anni residente ad Aosta in via Sant'Anselmo, stava dirigendosi verso casa alla guida della sua vettura. Poco prima di immettersi sulla superstrada, questi incrociava un altra auto dalla quale scendeva un passeggero che tenendo una valigia in mano, all'improvviso attraversava la strada. Nell'impossibilità di evitarlo, l'uomo veniva investito in pieno finendo nella scarpata. L'automobilista, subito fermatosi per prestare soccorso, con stupore notava che del pedone investito non restava più nessuna traccia. (Gazzetta del Popolo)

venerdì 16 febbraio 2007

STA PER ARRIVARE LA TARGA "AO 100.000" (1979)

Ma queste auto, dove le parcheggeremo? Prepariamo ci a festeggiare l'avvenimento, cioè la consegna della targa numero 100.000 che in Valle d'Aosta assume un significato particolare, quello cioè che asegna ai valdostani la media di un auto a testa. Ma non c'è da stare molto allegri, almeno per quanto riguarda la città capoluogo, dove già sin d'ora le strade rigurgitano di autovetture sia locali che di fuori Valle. Si tratta di problemi di grossa entità che debbono essere risolti al più presto se si vuole dare ad Aosta un volto davvere europeo. Il problema dei parcheggi in città purtroppo non è nuovo e non deve essere risolto con il tira e molla dei segnali di divieto di sosta. Aosta deve disporre, soprattutto nel centro, di aree capaci di offrire agli utenti lo spazio necessario per la sosta della propria vettura. (Gazzetta del Popolo)

UNA CASA SQUILLO IN MUNICIPIO! (1979)

Gli agenti della Squadrea Mobile della Questura di Aosta hanno arrestato per favoreggiamento, induzione e agevolazione della prostituzione G.R., messo comunale, 52 anni, residente in un alloggio interno del municipio. Già da tempo la polizia era a conoscenza del giro di prostituzione che girava intorno all'uomo, poichè nel corso di numerosi appostamenti, gli agenti avevano notato uno strano andirivieni attraverso il portone laterale del municipio, quello accanto al negozio di esposizione dell'artisanat valdotaine, in particolare il martedì, giorno di mercato. Inoltre, nelle prime ore del mattino entravano in municipio numerose donne ch ene uscivano solo nella tarda serata. Per tutto questo, la questura decideva di intervenire in collaborazione con i vigili urbani, e la sorpresa è stata grande. All'interno dei locali infatti, sono state sorprese due donne, sposate, con figli e residenti fuori Valle, che ogni martedì raggiungevano la regione per arrotondare lo stipendio del marito con il mestiere più antico del mondo. Le 'tariffe', si è scoperto, raggiungevano anche le 50 mila lire ma nella maggioranza dei casi erano molto inferiori a questa cifra. Gli agenti hanno prima fermato e poi arrestato G.R. e quindi sulla base di testimonianze raccolte, (agendina con tanto di orari dettagliati e disponibilità delle...dipendenti) sono risaliti a 11 donne che sono state presto identificate. All'interno dell'alloggio sono stati inoltre sequestrati più di dieci milioni in contanti e in assegni. Le indagini vanno avanti, ed intanto ad Aosta sono molte le persone anche della "società-bene" a temere la conclusione dell'inchiesta. (Gazzetta del Popolo)

SPERANZE PER LEO DAVID (1979)

Si riaccendono le speranze per Leo David, rientrato in Italia e già operato a Novara. E' giunto infatti ieri all'aeroporto della Malpensa (Milano) da dove con un'ambulanza è stato trasportato all'Ospedale Maggiore di Novara e operato dal professor Genna, che si è dichiarato "leggermente ottimista". Per la prima volta infatti lo sciatore ha reagito ad uno stimolo: 'pizzicato' dal medico ha detto 'hai'! Ad accogliere Leonardo all'aeroporto, il papà Davide, la mamma e la sorella Daniela. (Gazzetta del Popolo)

AOSTA SECONDA NELL'USO DELLA PILLOLA (1979)

Un indagine di mercato sui sistemi anticoncezionali colloca il capoluogo valdostano al secondo posto -dopo Bolzano- nell'uso della pillola. La usano di più quindi le donne di Aosta che non quelle di Milano o Torino, poichè le prime informazioni complete sull'uso della pillola antifecondativa nelle diverse regioni italiane -riportate da una rivista medica- riservano per la Valle d'Aosta un indice superiore alla media nazionale. La nostra regione (11 donne su 100 la usano) è seconda solo alla provincia di Bolzano (18 per cento). Qualche curiosità: nella provincia di Torino sono 7 su 100, a Milano 10, a Bologna 9, a Firenze 6, come a Roma, contro l'1 per cento ad esempio, di Isernia e Potenza. (Gazzetta del Popolo)

giovedì 15 febbraio 2007

LEONARDO DAVID: SIAMO TUTTI CON TE (1979)

Profonda emozione in Valle d'Aosta alla notizia del grave incidente al giovane atleta azzurro avvenuto nella discesa libera sulle nevi di Lake Placid negli Stati Uniti. Lorenzo Paris, presidente dell'Associazione valdostana dei maestri di sci, ha appena sentito la notizia alla radio: "Conoscevo Leonardo abbastanza bene, era la speranza dello sci azzurro, un ragazzo bravo e modesto insieme. Era caduto anche ai recenti campionati italiani: Può essere una conseguenza di quell'incidente. Speriamo che ce la faccia". Papà David, con la voce strozzata, ripete che non ha notizie fresche: non sa nemmeno se partire per gli Stati Uniti o aspettare i risultati dell'intervento chirurgico. La Valle d'Aosta con il cuore in gola segue il dramma del diciottenne Leonardo David, principale rappresentante della Valle sportiva nel mondo dello sci ai livelli più alti.
(Gazzetta del Popolo)
(foto: Leonardo David in azione)

HAI LA TV COLOR? NIENTE LAVORO (1979)

Se hai la tivù a colori non puoi fare l'usciere. La Regione i suoi dipendenti li assume così, chiedendo tra le altre cose, se "l'abitazione è dotata di vasca da bagno o doccia, oppure se lo stesso è in possesso di un televisore a colori o in bianco e nero, specificando anno di acquisto o di fabbricazione, oppure ancora se sia stato in vacanza per più di sette giorni ed effettuato viaggi turistici assieme ai componenti della famiglia, con la precisazione, anche per quanto riguarda questo particolare, della località e della durata". La procedura è prevista dal bando per l'assunzione in via temporanea presso la Regione di uscieri in sostituzione di personale assente. La circostanza ha sollevato polemiche, tanto che il consigliere regionale socialista Nebbia ha presentato ora una mozione al Consiglio regionale. Questi rileva anche la gravità dell'affermazione contenuta nel questionario secondo cui è addirittura prevista la revoca dell'impiego in seguito di dati non veritieri o incompleti, e la possibilità di sanzioni penali a carico degli inadempienti nell'eventualità di omessa denuncia. Nebbia propone di richiedere in alternativa ai fini dell'accertamento della situazione patrimoniale e del tenore di vita dei candidati, la presentazione delle denunce dei redditi degli ultimi due anni, ed invita la Giunta regionale per ciò che attiene al reclutamento del personale, ad astenersi per il futuro dall'assumere "atteggiamenti ed atti che possano inficiare la credibilità dell'Amministrazione regionale e ledere nel contempo i diritti dei cittadini".
(Gazzetta del Popolo)

AOSTA STRANGOLATA DAL TRAFFICO (1979)

Sempre attuale e insoluto il problema della circolazione di Aosta, tanto che il sindaco del capoluogo regionale Edoardo Bich ha avanzato una specifica richiesta al direttore generale dell'Anas ingegner Massimo Perotti e al presidente della Giunta regionale, per un incontro sul problema della viabilità che rischia di paralizzare la circolazione ad Aosta e lungo il tratto verso il traforo del Monte Bianco. Il sindaco infatti ha evidenziato attraverso una lettera indirizzata anche ai parlamentari valdostani, il grave disagio che il traffico internazionale e commerciale riversa sulle via Parigi e via Roma di Aosta. "Ritengo -dice Bich- non sia razionale nè realistico pensare che l'allargamento ed il riadattamento delle strade a circolazione internazionale non tengano conto di un decongestionamento di Aosta e che nel piano finanziario si salti completamente un progetto per la città".
(Gazzetta del Popolo)
(foto: ingorgo di Tir all'ingresso di Aosta)

mercoledì 14 febbraio 2007

TENTO' DI VIOLENTARE UNA SETTANTACINQUENNE (1979)

Il tribunale di Aosta ha condannato a due anni e un mese di arresto M.D. di 19 anni, arrestato la notte di Natale dagli agenti della questura per aver tentato di violentare una donna di 75 anni dopo essere penetrato nella sua abitazione. Come si ricorderà, verso le 22 circa del 24 dicembre, una volante aveva ricevuto una chiamata da parte di una donna che diceva di aver sentito delle urla provenire dall'abitazione dell'anziana signora. Giunti sul posto, gli agenti avevano trovato la donna riversa sul pavimento della sua camera e con addosso i segni di alcune percosse; dalle ferite usciva molto sangue, per cui gli agenti stessi provvedevano a trasportare la signora in ospedale. Le indagini subito intraprese, partavano poco dopo all'identificazione dell'aggressore, il quale veniva tratto in arresto con l'accusa di atti di libidine violenta, ratto e lesioni. (Gazzetta del Popolo)

QUESTA SERA BRUNO LAUZI AD AOSTA (1979)

"Sono venuti i Rockets, gli Incesti, Perez Prado, Ezio Greggio: mai che sia stato un successo di pubblico. Aosta è una città strana: raccolgo spesso lamentele da parte di molti che dicono che in città non c'è niente, poi quando fai qualcosa la gente non risponde". Michele Cannatà, impresario artistico, si sfoga così alla vigilia del recital di Bruno Lauzi che si terrà questa sera al Moogs Club, la discoteca di Aosta. Sta organizzando spettacoli in tutta Italia, e il mancato successo ad Aosta lo ha amaramente sorpreso. "Voglio sperare -dice- che con Bruno Lauzi le cose vadano diversamente".
(Gazzetta del Popolo)

SCIOPERO DELLA LINGUA ITALIANA (1978)

I valdostani sembrano decisi a proclamare, in base alle norme dello statuto speciale che parifica la lingua francese a quella italiana, "lo sciopero della lingua italiana", esprimendosi solo nell'idioma gallico o in franco-provenzale. La singolare iniziativa è suggerita dal periodico "Le peuple valdotaine", nell'intento di difendere il particolarismo linguistico in Valle d'Aosta. In un articolo sono stati denunciati alcuni episodi di "intolleranza alla lingua francese" da parte di persone che hanno contatti con il pubblico. In particolare, è citato il caso di una valdostana che, esprimendosi in francese, aveva chiesto in una tabaccheria di Aosta dei francobolli, e che per tutta risposta ebbe: "Siamo in Italia, perchè mi parla in francese"? La donna aveva replicato quindi in francese: "Ma noi siamo in Valle d'Aosta dove si parla anche in francese". Il battibecco -stando al giornale- si sarebbe chiuso con un: "La prossima volta, se mi parla in francese mi rifiuto di servirla". (Gazzetta del Popolo)

AOSTA: ECCO COSA NON FUNZIONA (1978)

Ecco le cose che non vanno a giudizio dell'Azienda di Soggiorno e che non giovano alla possibilità di valorizzazione turistica della città:
STABILIMENTO COGNE: il "fumo".
VIABILITA' : attraversamento della città sulla circonvallazione nord, ormai urbanizzata da parte dei Tir (intasamenti e pericolosità). Difficoltà di raggiungimento del centro storico.
NEGOZI: ancora troppo nemerosi quelli vecchi e trascurati e soprattutto gestiti con criteri di gretta economia, per cui dopo l'orario di chiusura, alle 19,30 Aosta diventa "la città morta".
ALBERGHI: alcuni, tra i più anctichi, non più idonei ad una moderna ospitalità, carenti nei servizi e nelle strutture. Altri più recenti. sono gestiti in modo poco professionale e soprattutto con totale assenza di coordinazione e di uniformità di prestazione e parità di categoria.
PARCHEGGI: insufficienti.
LOCALI NOTTURNI: totalmente assenti in città.
TEATRI E CINEMA: quasi totalmente chiusi durante la stagione estiva. L'unico cinema aperto con programmi di quarta visione.
MUSEI: inesistenti.
INIZIATIVE CULTURALI: poche, non coordinate nè efficacemente propagandate.

Questi, dice l'Azienda, sono solo alcuni degli elementi negativi più rilevanti a cui peraltro non è impossibile porre rimedio.
(Gazzetta del Popolo)

UCCISO ALDO MORO (1978)

La sua agonia è durata cinquantacinque terribili giorni. Il suo corpo è stato rinvenuto ieri 9 maggio alle ore 13,50 all'interno di una Renault rossa in via Caetani, in pieno centro cittadino. Era stato rapito da un commando delle Brigate rosse in via Fani (Roma) il 16 marzo, dopo l'uccisione di tutta la sua scorta, composta dagli agenti Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Francesco Zizzi, Raffaele Iozzino e Giuliano Rivera. Nello stesso giorno del rapimento, Giulio Andreotti presentava alle Camere un nuovo governo monocolore in cui erano ancor più accentuati i temi della solidarietà nazionale, un governo -prima volta nella storia- che ottiene subito la fiducia -Camera- con 545 si e 30 no, mentre al Senato passa con 267 voti favorevoli e 5 contrari. Parole di condanna per il barbaro gesto vengono espresse anche in Valle d'Aosta, dove appresa la notizia del ritrovamento del corpo del leader democristiano, impiegati e direzione Sitav, unanimamente hanno concordato la chiusura della casa da gioco di Saint Vincent. L'iniziativa è stata presa come segno di lutto e di sdegno per la morte del presidente della democrazia cristiana. Oggi invece rimangono chiuse tutte le sale cinematografiche della nostra regione. (Gericus)

(foto: Aldo Moro in un immagine spedita dai brigatisti)

CHIUDE L'IMPRESA "SOGNO". /1978)

Un nome che ha segnato un bel po' di storia valdostana, l'impresa "Sogno", con al suo attivo numerose opere di costruzioni 'stradali' -praticamente ha portato l'asfalto in Valle d'Aosta- oggi è sul punto di chiudere. Sue sono infatti le strade di Ayas, Cervinia, Val di Rhemes, Valsavarenche, l'attuale superstrada per il Monte Bianco e un pezzo di statale 27, tanto per citare qualche esempio. Vanno aggiunte poi una serie di realizzazioni di assoluto spicco fuori Valle, in Piemonte, Lombardia e in Trentino. L'impresa da alcuni anni, perso un lotto consistente di lavori in portafoglio sulla Torino-Pinerolo (che non è mai stata costruita), era "tornata" in Valle d'Aosta per fare l'acquedotto cittadino, ma si è rivelata sovradimensionata per le esigenze locali. Era arrivata infatti ad occupare fino a 300 dipendenti, rimasti oggi solo una cinquantina. La decisione di chiudere (la data potrebbe essere intorno a metà maggio) è già stata comunicata come "sofferta" alle organizzazioni sindacali, dove la proprietà si è incontrata per risolvere soprattutto il problema della sistemazione della madopera attualmente ancora occupata. (Gazzetta del Popolo)

martedì 13 febbraio 2007

CI VEDIAMO IN PIAZZA CHANOUX (1978)

La 'passeggiata' di piazza Chanoux, il salotto di Aosta, è il luogo più frequentato dai giovani. Qui, nel tardo pomeriggio, si incontrano più o meno tutti. Vengono anche gli uomini d'affari ed i politici a scambiarsi impressioni o semplicemente a sgranchirsi le gambe senza dover fendere a gomitate la piccola marea dei passanti, come avviene nelle strette viuzze della "vecchia Aosta". Prima o poi, dicevamo, in piazza Chanoux arrivano tutti, è il luogo obbligatorio per incontrarsi. Tutti i 'teen-agers' sono concordi nel sostenere però che "ad Aosta, e in Valle in genere, mancano i motivi di divertimento. Gli unici svaghi, le discoteche, che in Valle sono una decina e che funzionano ininterrottamente tutto l'anno. A Courmayeur, Cervinia e gli altri centri turistici, le discoteche lavorano parecchio, in estate e durante i periodi di soggiorno invernale. I prezzi variano notevolmente: l'ingresso può costare soltanto mille lire oppure cifre molto più alte. Le sale da ballo invece sono frequentatissime in tutti i periodi dell'anno. Ad Aosta questo genere di attrazione manca quasi completamente. Non c'è nessuna discoteca, quindi si balla solo al 'Moog's, un ritrovo danzante che ottiene sempre successo. Anche nelle sale da ballo i prezzi sono contenuti e in genere con duemila lire si può trascorrere l'intera serata. (Gazzetta del Popolo)

lunedì 12 febbraio 2007

PIU' MORTI CHE NATI IN VALLE d'AOSTA (1978)

La popolazione valdostana aumenta di un paio di centinaia di unità all'anno. Anche meno. Eravamo 114.197 al 31 dicembre del 1976, un anno dopo, al 31 dicembre scorso, eravamo saliti a 114 mila e 365. Non è che i valdostani siano diventati prolifici, infatti i morti nel '77 hanno superato i nati: 1326 i primi (di cui 28 morti nel primo anno di vita) e 1239 i secondi. Il fatto è che invece gli immigrati, 3135 superano gli emigrati, 2880. Fatto singolare poi rispetto al resto dell'Italia, è che in Valle d'Aosta ci sono più maschi che femmine, seppure di poco: 57.190 sono gli uomini e 57.175 le donne. Quanto alle Comunità Montane è in testa naturalmente la Comunità 4 "La Veulla" con un totale di 55.754 abitanti; seguono la Comunità n. 5 delle "Marmore" (15.744 abitanti), la n. 7 "Monte Rosa" (11.863), la n.6 dell'Evançon (10.907), la Comunità 2 del Grand Paradis (8.242.), la n. 1 Valdigne-Mont Blanc (7.306) e la n. 3 del Grand Combin (4.549). (Gazzetta del Popolo)

AULE AL FREDDO...TUTTI A CASA! (1978)

Risolto il 'piccolo giallo' alla scuola media San Rocco di Aosta. Erano ormai tre o quattro volte che gli studenti, trovando le aule gelate a causa dell'impianto di riscaldamento non funzionante, dopo un attimo venivano rimandati a casa. A volte il problema era circoscritto ad alcune aule, altre volte invece all'intera scuola. Come mai l'impianto funzionava a singhiozzo? Domanda che fu richiesta al sindaco Bongiovanni, il quale dopo un veloce controllo scoprì l'inghippo: "Si tratta di manomissioni fatte da studenti con lo scopo, riuscito, di 'marinare' la scuola". Stupore tra gli insegnanti e soprattutto 'disappunto' degli autori dello scherzetto. "Occorre tenere presente -spiega il sindaco- che il funzionamento dell'impianto di riscaldamento è regolato in modo automatico da termostati installati nelle aule e comandati da dispositivi ad orologeria. Manomenttendo tali dispositivi si può comandare alla centrale termica il funzionamento 'notturno' di giorno, con la conseguente più ridotta -e quindi insufficiente- temperatura". Era qui infatti che gli ignoti 'gianburrasca' mettevano le mani 0ttenedo i risultati voluti, ovvero quelli di farsi 'rispedire' a casa. Adesso non succederà più, poichè una robusta griglia sistemata nel frattempo impedirà la manomissione a chicchessia. (Gazzetta del Popolo)

OSPEDALE: IN FUNZIONE NUOVA ALA (1978)

Finalmente i lavori inerenti l'ampliamento dell'ospedale di Aosta stanno volgendo al termine. Dopo circa quattro anni (sono molti di più se si contano gli anni di progettazione, di ricerca di finanziamento e di decisione) la nuova ala è quasi pronta per la occupazione da parte di alcuni reparti. Il nuovo edificio consta di ben sei piani oltre ad un sottotetto. Si tratta senza tema di smentita, di un complesso veramente all'avanguardia sia per quanto riguarda le attrezzature (il meglio che esiste sul mercato) che le sale di degenza (camere con due, tre, al massimo quattro letti). L'optimum sarebbe che in questa sede potessero trovare posto tutte quante le divisioni esistenti all'interno dell'ospedale. La cosa ovviamente non è fattibile: consentirà però di decongestionare un po' il "vecchio corpo" e di procedere ad una ristrutturazione interna, sempre se sarà possibile reperire i fondi necessari, con la creazione di alcuni nuovi reparti che rispondono al nome di emodialisi, dipartimento di emergenza sezione di chirurgia vascolare, di dermatologia e di chirurgia plastica o della mano che dir si voglia, onde evitare a molti valdostani di doversi recare fuori Valle o nella vicina Svizzera per farsi curare per dette affezioni.
(Gazzetta del Popolo)

IMPARIAMO A LEGGERE (1978)

Iniziativa contro l'analfabetismo ad Aosta. L'assessore Ida Viglino si è infatti dichiarata disponibile per l'effettuazione del corso monograficoe dei corsi di alfabetizzazione. E' questo il risultato di un incontro tra una delegazione del coordinamento delle 150 ore e l'assessore regionale alla pubblica istruzione richiesto dalle organizzazioni sindacali Cgil-Cisl-Uil-Savt. Questi corsi di alfabetizzazione riguardano la città di Aosta, specificatamente i quartieri Dora, Centro storico, Cogne ed Europa. I corsi interesseranno 40 lavoratori analfabeti e semianalfabeti, e si dovranno svolgere presso le scuole elementari con orario pomeridiano e serale. Il coordinamento delle 150 ore intende con questa iniziativa affrontare un fenomeno poco conosciuto e di dimensioni superiori a quel che si pensa, "con l'obiettivo di dare a questi lavoratori, casalinghe, disoccupati, gli strumenti fondamentali di base". (Gazzetta del Popolo)

domenica 11 febbraio 2007

OSPITI D'ECCEZIONE PER L'ADDIO AL '77 (1978)

Nato sotto una buona stella, secondo le previsioni, il 1978 è stato salutato nella Riviera delle Alpi tra botti di champagne e fuochi d'artificio. Baldoria in tutta Saint Vincent, dove ogni locale aveva organizzato cenoni e balli un po' per tutte le tasche. Centro sfolgorante, sfarzoso, facoltoso, il salone delle feste del Casinò, dove era in corso il "Gran Galà di San Silvestro." . Addobbata e carica di stelle e luminarie, la gran sala era gremita di ospiti provenienti da tutta Italia. Non tutti personaggi di grido ma tutti disposti a pagare un 'cenone' lire 65.000 (senza bevande) e, per quelli che optavano per la dependence, ovvero il "salone rosso", lire ventimila. Presentava la serata Nunzio Filogamo ed erano presenti Carmen Villani, Dagmar Lassander, la favolosa 'rossa' protagonista principale del "Corsaro Nero" in lavorazione nazionale e accompagnatrice assidua di Kabir Bedi 'Sandokan' suo partner nella pellicola e nella vita, e poi Bud Spencer, campione olimpiadi dei cento metri stile libero nuoto ed ora campione di incasso di films western. (Gazzetta del Popolo)

MINI ASSEGNI AL POSTO DI MONETA (1978)

Per ovviare alla mancanza di monete da cento e cinquanta lire -sparite si dice ad opera di sedicenti industriali per ricavarne una volta fuse, casse per orologi- sono nati i cosiddetti "miniassegni", ovvero 'pezzi' di carta emessi dalle banche con su scritto il valore nominale. Da un po' di tempo infatti, il resto, al posto delle monete, veniva dato in caramelle tra il disappunto di chi le riceveva, pertanto, per ovviare a questo sistema, ecco l'italico ingengno che inventa i "miniassegni". Nello stesso tempo, l'associazione regionale del commercio e turismo, al fine di chiarire la situazione relativa alla circolazione degli stessi, comunica che "non esiste, a tutt'oggi, norma alcuna che prescriva l'abolizione di tali effetti, e che pertanto gli stessi possono ancora essere dati in pagamento". Per assicurare poi gli esercenti, assicura che "tutte le banche operanti in Valle d'Aosta che l'associazione ha preventivamente interpellato, ritirano in qualsiasi momento dai propri clienti correntisti i mini-assegni di cui essi si trovino in possesso, suggerendo una certa procedura quale può essere, per esempio, la consegna ordinata per banche di emissione. Non accettarli", conclude infine l'associazione, "equivarrebbe ad un arbitrio". (Gazzetta del Popolo)

AOSTA VALLEY: WHAT ELSE?

Five valleys, heaven and its mountains. It covers a unique, varied and large area, from the vineyards along the Dora Baltea river, at 600 m altitude, up to the top of Gran Paradiso, at 4.061 m altitude. This is Espace Grand-Paradis, a magic place with a thousand seasons, all waiting to be discovered. Espace Grand-Paradis, with its beautiful castles and Roman remains, represents an important chapter of Aosta Valley history. In this area, Alpine culture and identity live within an extraordinary landscape. The 'Maison du patrimonies' are small and precious museums, located within typical rural buildings. They preserve the local heritage, the people's history, as well as ancient arts and crafts. This sunny land offers high-quality wines and produce that you can taste in typical charming restaurants. And what about the mountains? The real ones, where you can talk about nature, feel it, see it and deeply breath it! Space and time in harmony with the sun, the green, the contact with the fauna and flora, from dawn until sunset. Light offers different experiences every day. Think of nature, culture and sport all in the same place. In the land of Gran Paradiso everyrithing is within reach.

info@granparadisonatura.it
www.granparadisonatura.it
tel. (+39) 0165 920609

Aosta Valley - Italy -

sabato 10 febbraio 2007

DERUBATO IN CASERMA DA UN LADRO...(1977)

Pregiudicato, arrestato per una serie di furti, derubato a sua volta in caserma da un ladro. Può sembrare una barzelletta ma ciò è quanto è accaduto a Silvio S., 28 anni. Infatti mentre il giovane si trovava nella caserma, i carabinieri conducevano un'altra operazione con l'arresto di Leonardo S. 24 anni residente a Milano e ricercato perchè colpito da tre ordini di carcerazione. Il giovane milanese era stato fermato alla guida di una Citroen sulla quale viaggiavano altri quattro giovani. Ed è proprio mentre si svolgevano indagini sul gruppetto lombardo che uno di questi, Giuseppe S. di 17 anni, riusciva a sottrarre 100 mila lire che erano state riposte sul tavolo dai carabinieri, soldi che erano stati trovati nelle tasche appunto di Giuseppe S. Naturalmente i carabinieri non hanno tardato ad accertare chi se li era presi, pertanto anche questo...sfacciato e...temerario ladruncolo finiva dritto in carcere per furto. (Gazzetta del Popolo)

MORTO BARBONE MILIONARIO (1977)

Un anziano barbone è stato rinvenuto cadavere nella sua abitazione di via Tourneuve 5 ad Aosta. Era deceduto per una ferita al capo che si era prodotto cadendo a terra, forse colto da malore. Aveva ben 88 anni e si chiamava Gustavo C., nato nella provincia di Bergamo e da molti anni residente ad Aosta. Vedovo, questi conduceva una vita misera, dimesso nel vestire e abitava in una stamberga, una stanza sommersa da sporcizia simile più ad un porcile che ad una abitazione. Da alcuni giorni i vicini non lo vedevano e qualcuno ha telefonato ai vigili urbani. Durante una perquisizione effettuata dagli agenti, questi hanno trovato tre milioni e mezzo in contanti contenuti in un cassetto e due libretti di deposito, uno bancario e l'altro postale, per un ammontare complessivo di circa sette milioni di lire. Gli agenti ora stanno cercando alcuni parenti del defunto che vivono nel bergamasco. (Gazzetta del Popolo)

IN 20.000 AD AOSTA PER LA FIERA DI SANT'ORSO (1977)

Dieci o ventimila i visitatori della 977esima edizione della Fiera di Sant'Orso? Difficile dirlo ma il numero è stato certamente altissimo, superiore alle più allettanti aspettative. Anche le vendite sono state notevoli, ed il volume degli affari ha certamente battuto ogni record precedente. Per comperare un oggetto ricordo, sono giunti persino da Parigi, Ginevra, Roma ed anche dal Giappone. Questi i premiati; Per i mobili: Benonino Gerbore di St. Nicolas, per le sculture Giulio Vuillermoz di Valtournanche. Un premio speciale per il ferro battuto è andato a Delfino Chenuil di Pont Saint Martin e per il settore degli attrezzi per l'agricoltura il primo premio è andato a Giuseppe Berard di Rhemes. (Gazzetta del Popolo)

UN TIR OGNI 40 SECONDI (1977)

Nuovi record di transiti al traforo del Monte Bianco nel settore dei Tir. Tutti i record precedenti, giornalieri, mensili o annuali sono saltati. Il nuovo record giuornaliero infatti è ora di 2106 Tir stabilito nello scorso febbraio. In questo mese, nonostante fosse di 28 giorni, si sono visti transitare nei due sensi ben 37 mila e 94 autotreni, vale a dire uno ogni 40 secondi. Ci sono poi anche le auto, tanto che la colonna di veicoli è continua, senza interruzione e nei vari centri di Arvier, Morgex e Derby, attraversare la statale a piedi molte volte vuol dire aspettare mezz'ora e più. Si teme che tutto questo comporti un danno turistico, in quanto le lamentele di quanti debbono percorrere il tratto di strada Aosta/Courmayeur sono sempre più frequenti. (Gazzetta del Popolo)

LO SPECCHIETTO E' OBBLIGATORIO (1977)

Sono meno di cento le contravvenzioni elevate in Valle d'Aosta ad automobilisti sprovvisti di specchietto retrovisore esterno. Il numero però aumenterà ancora, ma da questi primi dati rilevati presso la polizia stradale, i carabinieri e i vigili urbani di Aosta, quasi tutti i veicoli sono muniti di specchietto regolamentare. Molti dei trasgressori comunque sono risultati in buona fede, asserendo di non essere stati sufficientemente informati che dal primo gennaio del 1977 entrava in vigore il provvedimento. Come è notò l'infrazione costa 12.000 lire, una somma pittosto rilevante, quando uno specchietto costa dalle 5 alle 8 mila lire. Tutto sommato dunque i valdostani si sono dimostrati abbastanza ottemperanti alla recente disposizione, tenuto conto che la metà dei multati erano residenti fuori Valle. (Gazzetta del Popolo)

EVASIONI FACILI DALLA TORRE DEI BALIVI (1976)

Sono ancora uccel di bosco i cinque evasi recentemente dal carcere di Aosta. Carabinieri e forze di polizia continuano a cercarli, dando loro una vasta caccia. La notizia potrebbe finire qui se la circostanza non suggerisse una domanda: ma è proprio così facile evadere dalle carceri di Aosta? Sembrerebbe di si: basta una lima e una certa costanza nel segare le sbarre. Inevitabilmente il discorso si fa serio, e coinvolge la struttura del carcere e l'organo di custodia. Due cose di cui ieri hanno parlato il dottor Toni, direttore della Torre dei Balivi (un vecchio edificio medioevale che dal 1542 serve da prigione), il procuratore della repubblica e il comandante degli agenti brigadiere Lepore. Il carcere di Aosta ha una capienza di 25 uomini e cinque donne; normalmente è sovraffollato: al momento in cui si è verificata l'evasione, le cinque celle abitabili da uomini erano occupate da 31 persone. Ci sono altre due celle al di sotto del piano strada, ma sono inabitabili, prive di aria, di luce e di servizi. Negli ultimi dieci anni ad Aosta si sono verificate dieci evasioni, negli ultimi quattro 4 e negli ultimi due mesi 2. La penultima si è verificata il 19 agosto, quando alle sette del mattino evadevano due pericolosi pregiudicati. E sempre dalla stessa cella, la numero due, la mattina di lunedì scorso sono evasi altri cinque detenuti, alcuni dei quali particolarmente pericolosi. E' un problema anche di personale e questo lo ammette il comandante delle carceri Lepore, e cioè che durante la notte c'è un solo agente di servizio, in presenza di una struttura difficile da controllare. In poche parole, non rimane che aspettare il nuovo carcere che si sta preparando a Brissogne e che per ora è soltanto allo scavo delle fondamenta. (Gazzetta del Popolo)

venerdì 9 febbraio 2007

STATALE 26 UN CIMITERO STRADALE (1976)

E' impressionante: sono stati 225 i morti per incidenti stradali accaduti lungo il percorso della "superstrada" che da Aosta porta a Courmayeur dal 19 luglio 1965, data dell'apertura del Traforo del Monte Bianco, ad oggi. Un morto ogni 180 metri che fanno paragonare questa arteria di grande circolazione internazionale ad una prima linea di un campo di battaglia, una trincea vera e propria dove gli automobilisti ogni volta sono esposti ai rischi della morte. Non parliamo poi delle persone rimaste ferite, perchè se messe in fila indiana, coprirebbero l'intero tragitto da Aosta a Courmayeur, circa 40 chilometri. Sono cifre che dovrebbero far riflettere. La vecchia statale non è più in grado di contenere il traffico internazionale sempre più intenso, tanto che un pedone per attraversare la strada, a volte deve aspettare anche trenta minuti, visto la continuità del traffico. Una cosa oggi appare certa: Non si doveva realizzare il traforo del "Bianco" se prima non vi fossero state le vie di accesso adeguate. (Gazzetta del Popolo)
(foto: rottami dell'auto coninvolta nell'incidente accaduto a Morgex nel quale hanno perso la vita cinque persone)

PARTITA DI CALCIO PARROCI vs SINDACI (1976)

Si svolgerà oggi sul campo sportivo di St.Oyen, l'atteso e tradizionale incontro di calcio tra Parroci e Sindaci degli undici comuni del Grand Combin. La partita avrà inizio alle ore 15,30 con le seguenti formazioni; Parroci: Proment (Signayes), Herin (Etroubles), Perron (Allain), Favre (St.Oyen), Busso (Gignod), Quendoz (Roisan), Jacquemod (Bosses), Vacquin (Porossan), Avoyer (Padre missionario in Africa), Minuzzo (Valpelline) e Gorret (Bionaz. I Sindaci: Stacchetti (Etroubles), Letey (Doues), Loriot (Ollomont) Ronc (St.Rhemy), Cerise (Allain), Chenal (Oyace), Tormena (Roisan), Conta (St.Oyen), Vallet (Gignod), Chentre (Bionaz) e Restano (Valpelline). La durata dell'incontro sarà di 60 minuti con due tempi di mezz'ora ciascuno. Lo scopo di questo incontro è quello di raccogliere fondi per i terremotati del Friuli, oltre che di favorire al massimo il dialogo tra le due masime autorità del Comune. (Gazzetta del Popolo)

LADRO MORDE CANE POLIZIOTTO (2007)

Di certo Edge, uno splendido pastore tedesco appartenete al corpo della polizia di Napier (Nuova Zelanda), non se lo sarebbe mai aspettato di essere morsicato da un essere umano, poichè lo sapeva bene che in casi estremi, era lui quello deputato ad azzannare, se non per natura, per dovere di servizio. L'altro giorno però, nell'affannosa ricerca di due sospetti rapinatori, Edge riusciva a scoprirne uno nascosto dietro un folto cespuglio, ma prima che il suo tutore, tale Al McRae riuscisse a raggiungerlo, il malvivente si scagliava sul cane addentandolo al collo. La reazione dell'animale a quel punto era immediata, azzannando ben bene l'energumeno a sua volta, impedendogli pure di fuggire. Come ha spiegato poi il sergente John McGregor, "nel combattimento ha vinto il cane, tanto che l'accusato è finito al pronto soccorso con un paio di grosse lacerazioni". (Il Giornale)

(foto: Edge, cane poliziotto)

MASSI', AUMENTIAMOCI LO STIPENDIO (1976)

Prima di andarsene in ferie, i consiglieri regionali si sono "ritoccati" lo stipendio, senza spendere tante parole e con l'accordo di tutti i gruppi: in sede di votazione segreta, il provvedimento ha avuto 25 sì e tre voti contrari. Adesso, con decorrenza retroattiva dal primo gennaio di quest'anno, ogni consigliere avrà una indennità, per 12 mensilità annuali, pari al 30 per cento dello stipendio lordo iniziale del presidente di sezione di corte di cassazione. Inoltre agli stessi consiglieri sarà corrisposta una diaria mensile lorda pari a 265 mila lire, per spese inerenti all'espletamento del mandato. Indennità più diaria, fanno uno stipendio, oggi come oggi, pari a 470 mila lire al mese. Presidente di Giunta e assessori avranno di più. Ai menbri della Giunta regionale e dell'ufficio di presidenza del consiglio regionale saranno attribuite infatti -in aggiunta alle indennità precedenti- le seguenti indennità mensili lorde di carica: 1) lire 400 mila al presidente della Giunta; 2) lire 300 mila al presidente del Consiglio e agli assessori; 3) lire 250 mila ai vice presidenti del consiglio e al consigliere segratario del consiglio. La diaria fissa di 265 mila lire lorde al mese per tutti i consiglieri, sostituirà gli attuali gettoni di presenza alle adunanze consiliari e alle riunioni degli altri organi interni del consiglio. Un aumento che tutto sommato costerà alle casse della Regione 176 milioni di lire all'anno in più. (Gazzetta del Popolo)

DUE MILIARDI E MEZZO IN FUGA OGNI ANNO DAI VALICHI DELLA VALLE (1976)

E' stato accertato dalla Guardia di Finanza di Aosta che ogni anno la fuga all'estero di valuta italiana attraverso i nostri valichi alpini raggiunge la cifra di 2 miliardi e trecento milioni di lire. La notizia è stata fornita ieri in occasione del 202° annuale di fondazione del corpo della guardia di finanza. Ma altri dati interessanti sono stati forniti. Nel settore delle tasse e imposte dirette sugli affari, sono stati accertati 810 milioni di lire in tributi evasi, 261 milioni per IGE e altre tasse, 549 per IVA. Nel settore delle imposte dirette nel corso di 98 informative fornite, sono stati segnalati 31 miliardi e 600 milioni di lire di ricavi, accertando oltre tre miliardi e mezzo di ricavi sottratti. Nel settore valutario, settanta sono stati gli interventi, 414 milioni di lire le valute sequestrate, oltre 2 miliardi e 300 milioni come già detto di valuta trasferita all'estero. Nel settore monopoli, la guardia di finanza ha denunciato otto persone, ne ha arrestate quattro, e i tributi evasi accertati raggiungono la cifra di 663 milioni e infine, oltre ventimila sono i chilogrammi di sigarette e tabacchi sequestrati. (Gazzetta del Popolo)

giovedì 8 febbraio 2007

MUORE NEL GIORNO DEL SUO COMPLEANNO (1976)

La vittima, che viaggiava su una "Giulia" in compagnia di amici, è sbandata finendo contro un Tir. Si tratta di Raffaele Glarey, 21 anni di Courmayeur, che prestava servizio militare a Torino. La disgrazia è avvenuta l'altra notte verso le 3.30 sulla statale 26 del Monte Bianco, all'altezza del ponte di Bombardon, tra Pré St. Didier e Morgex. Dai primi rilievi effettuati dalla polizia stradale, pare che il Glarey, che era alla guida, nell'imboccare la curva del ponte abbia all'improvviso sbandato a sinistra finendo contro un Tir che in quel momento stava dirigendosi verso Aosta. L'urto è stato violentissimo e frontale, dove purtroppo il Glarey è morto all'istante, schiacciato dal volante. La giovane vittima aveva ottenuto l'altro ieri una breve licenza e con gli amici infatti stava dirigendosi a casa per festeggiare il proprio compleanno. Illesi gli altri occupanti della vettura, un ragazzo e una ragazza, i quali, in stato di choc si sarebbero allontanati subito dopo l'incidente. Purtroppo, da qualche anno a questa parte gli incidenti su questi 40 chilometri di "superstrada" sono frequenti. La chiamano la "strada della morte", definizione esatta, perchè le vittime per incidenti stradali su questa arteria internazionale, superano ogni anno quelle che si hanno sulla restante rete stradale valdostana, e il problema sono quegli oltre mille camion al giorno che salgono o scendano dal tunnel del Monte Bianco. (Gazzetta del Popolo)

QUINDICIMILA CONTRAVVENZIONI (1976)

Il bilancio consuntivo sull'attività svolta dal Corpo dei Vigili Urbani di Aosta nell'anno appena passato è stato enunciato dal comandante Maurizio Buillet. Le pratiche evase per uffici ed enti vari sono state 6228, mentre gli incidenti stradali rilevati sono stati 533, con tre morti e 201 feriti. Le denunce trasmesse all'autorità giudiziaria sono state 9, 14 le segnalazioni per il ritiro della patente e 17 le rimozioni forzate di veicoli che intralciavano il traffico. Le contravvenzioni elevate sono state 15.110, di cui 403 per rumori molesti e 633 per velocità pericolosa, per un ammontare di lire 50 milioni e 508.440. La percorrenza dei mezzi motorizzati in dotazione è stata infine di 63 mila chilometri. Per concludere, da notare che durante il periodo estivo, la maggioranza degli appartenenti al corpo ha rinunciato ad una giornata di riposo settimanale, onde agevolare la scorrevolezza del traffico e poter effettuare una campagna contro i rumori molesti e la velocità. (Gazzetta del Popolo)

150.000 GRAZIE DA GERICUS! (2007)

E siamo arrivati così alle 150 mila pagine lette! Mamma mia quante! Un piacere immenso che sprona ad andare avanti cercando di fare sempre meglio. I miei 150.000 ringraziamenti vanno oltre che ai visitatori italiani -che sono la maggioranza- anche a quelli che mi clikkano da:
Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania, Cina, Argentina, Canada, Sud Africa, Svizzera, Repubblica di Korea, Brasile, Ungheria, Nuova Zelanda, Australia
, Spagna, Perù, Slovacchia, Romania...
e tante altre nazioni ancora.

Thank you all! Gericusssssssssssssss!

foto: contatore e numero contatti nel momento

TRAGEDIA DI AYAS (1976)

Tutta la popolazione della vallata di Ayas ha preso parte ieri mattina ai funerali di Franco Bieller, 49 anni di Champoluc, morto assieme ai figli Rudy di 17 anni e Marco di 11 in un tragico quanto assurdo incidente di montagna accaduto nel pomeriggio di lunedì. Le tre bare sono state tumulate nel piccolo cimitero nella tomba di famiglia alla presenza di centinaia di valligiani che ammutuliti hanno assistito al mesto rito. Tutto per una gita in montagna, voluta e attesa con gioia soprattutto dai figli, tanto che lunedì mattina sono partiti tutti e tre per andare a vedere i camosci e per raccogliere qualche pezzo di quarzo nella vecchia miniera abbandonata di "Testa di Comagne" nel Comune di Brusson. Pensavano ad una gita 'senza difficoltà' invece le difficoltà si sono presto presentate al terzetto. Trovandosi di fronte ad un canalone largo 6/7 metri e lungo duecento, con una pendenza del 70%, questi hanno cercato di attraversarlo, precipitando però uno dietro l'altro nel burrone per un centinaio di metri morendo all'istante. La vedova e madre Diana Viot in questi giorni è riuscita ad affrontare con coraggio la triste realtà, confortata da parenti e amici di famiglia che le si sono stretti attorno per sostenerla in questa grave circostanza. (Gazzetta del Popolo)
(foto: lo strazio della madre)

mercoledì 7 febbraio 2007

STRANIERI: QUESTO E' IL CANADA (2007)

Okay, benvenuti nel nostro mondo, non che vi aspettassimo, ma sapevamo che prima o poi avreste bussato alla nostra porta. Vogliamo dunque presentarci. Siamo canadesi, occidentali, liberi. E ci piacciono le donne. Vi spieghiamo subito quali sono le regole di casa nostra, così potete mettervi subito a vostro agio. Poche norme, chiare, non farete fatica a rispettarle. Primo: le donne non si bruciano vive. Secondo: le donne non si sfregiano con l'acido. Terzo: le donne non si lapidano. Quarto: le donne si amano, non vanno infibulate. Cinque: le donne sono belle, non si coprono con il burqa. Anzi, adesso vi spieghiamo noi come si trattano le donne...
E' questo in pratica un "codice di comportamento" riservato ai futuri immigrati, ma solo perchè quelli del posto lo applicano già, e l'idea è del consigliere comunale André Drouin. Il tutto avviene a Hérouxville, 1.323 anime contate nella provincia francofona del Quebec, 103 anni di età, un angolo di terra incantevole circondato da montagne, a ridosso del lago Lac-à-la-Tortue a due passi dal Parco Nazionale della Maurice, regno dei separatisti canadesi, dove non si rinuncia alle proprie tradizioni per non offendere le altrui, dove non si accettano altrui tradizioni per evitare che ci offendano e basta. Non si vieta qui a Hérouxville, si permette, si consiglia vivamente. Alle donne è permesso guidare l'automobile, ballare, mostrarsi a volto scoperto, sottoscrivere assegni, votare, vestirsi come meglio credono, lavorare dove pare loro e acquistare beni di proprietà. Basta chiudere a chiave la propria femminilità, in poche parole, alle donne è permesso vivere. "Il documento è molto chiaro" dichiara André Drouin "e gli stranieri sono i benvenuti. Noi desideriamo accoglierli e lo abbiamo scritto nero su bianco. Ma vogliamo anche dire a chi viene a vivere a casa nostra chi siamo aprendo le nostre porte a persone di ogni nazionalità, lingua, orientamento sessuale. A parte che non portino qui i loro divieti, le loro proibizioni, le loro discriminazioni. Vogliamo semplicemente informare i nuovi arrivati che certe tradizioni che hanno lasciato alle spalle non si possono ricreare qui da noi". Sulla soglia della casetta bianca e blu al 1060 di Rue Rang Saint Pierre, sede del consiglio municipale c'è una scritta: "La Municipalité de Hérouxville vous souhaite la Bienvenue". (Il Giornale)

NON C'E' ONESTA' NEMMENO TRA LADRI (1975)

Disonesti anche tra ladri, ma grazie all'ultima loro impresa -strampalata- la polizia è riuscita a smascherare gli autori di numerosi furti avvenuti di recente su auto e appartamenti. Uno dei due, Mario G. di 30 anni è stato tratto in arresto, mentre il secondo, Oddone B. di 35 è stato denunciato a piede libero per furto aggravato. L'altra notte al 113 perveniva una telefonata: "In via La Rochere due persone stanno litigando violentemente in mezzo alla strada". Sul posto si recava subito il brigadiere Giordana in compagnia di un agente, i quali scorgevano un individuo che tentava di fuggire ma che dopo una breve rincorsa riuscivano a bloccare. Poco distante, gli agenti notavano a terra un altro uomo in stato di etilismo acuto. Quest'ultimo farfugliando accusava il compare di avergli rubato il portafoglio così, portato in Ospedale l'ubriaco, l'altro veniva trasferito in Questura, dove in tasca effettivamente gli veniva trovato il portafogli dell'amico contenente poche migliaia di lire. Ottenuti due mandati di perquisizione, gli agenti rinvenivano poi in casa dei due malviventi refurtiva per un valore di oltre 20 milioni di lire come bottino di una serie di furti commessi sia ad Aosta che a Courmayeur. A quel punto Mario G. veniva tratto in arresto poichè sorpreso in flagranza per il furto del portafogli mentre il compare veniva denunciato a piede libero. (Gazzetta del Popolo)
(foto: refurtiva sequestrata dagli agenti)