mercoledì 30 gennaio 2008

POLITICALLY CORRECT... (2008)

Un'altra bestialità si unisce alle molte ormai abituati a sentire, e che in odore di "politicamente corretto" crea vocaboli tipo "diversamente abile" al posto di menomato, "normo dotato" al posto di normale, "operatore ecologico" invece che spazzino, "non vedente" per un cieco e così via. Ora, dalla Gran Bretagna, arriva addirittura il divieto di usare l'espressione "mamma e papà" per abituare i bambini delle scuole elementari all'idea che ci potrebbero essere genitori anche dello stesso sesso, quindi meglio non identificarli più al maschile e femminile usando perciò solo ed esclusivamente la parola neutra "genitori". Una richiesta che lascia allibiti, o meglio, "diversamente tranquilli", perché come scrive il quotidiano Daily Mail, il ministro per la Scuola e l'infanzia Ed Balls -un cognome che già di per sé è tutto un programma poiché significa Palle- ha fatto propria questa proposta lanciata dall'organizzazione per i diritti degli omosessuali Stonewall, nell'ottica di abituare i bambini britannici all'idea che ci possa essere un "babbo e una babba" oppure un "mammo e una mamma". E' si, perché sempre per Stonewall, dire mamma e papà lede i "diritti" dei genitori omosessuali, con tanto di pregiudizi nei loro confronti, quindi, per essere "politically correct", basta -e che diamine!- con l'idea convenzionale della famiglia, perché da ora in poi, quando nelle scuole si parlerà di matrimonio, gli insegnanti dovranno menzionare anche matrimoni tra uomini o tra donne. E non c'è da scherzare, perché l'intolleranza contro i... "diversamente interessati" (oddio, si potrà dire?) prevede punizioni severe per chi offenderà un compagno chiamandolo gay. Via dunque questa espressione offensiva, come da abolire è pure il detto "comportati da uomo" e "siete tutti delle donnicciole", termini che da ora in poi in Gran Bretagna saranno banditi. Sono certo che presto arriveranno proteste avanzate da altre associazioni, come quelle dei "diversamente intelligenti" i quali vorranno l'abolizione di "scemo", quelle dei "diversamente magri" non vorranno più sentire "ciccione" o "balena", quelle dei "diversamente grassi" via la parola "grissino" o "acciuga" e gli animalisti, perché no, cancelleranno la parola "bastardo" per indicare un cane non proprio di nobili origini. Come? Ah. Mi dicono che questo è già avvenuto... (Gericus)

martedì 29 gennaio 2008

IL VOLTO CANCELLATO (2008)

Amori impossibili, matrimoni devastanti. Ne sa qualcosa Maria Chiara Tonelli, 24 anni e sposata da pochi anni con Youssef Merzak, un marocchino quasi della stessa età e con alle spalle guai con la giustizia per spaccio di droga e lesioni aggravate. Dopo la sua fuga dagli arresti domiciliari, l'uomo aveva fatto perdere le sue tracce fino a sabato scorso, quando si era rifatto vivo con la moglie chiedendogli di incontrarla. Pur sapendo che il marito era ricercato, la donna ha acconsentito ad accoglierlo in casa, poi, quello che è successo è al vaglio degli inquirenti, anche se una cosa è certa. Durante un giro notturno in auto deciso dai due, scoppia una violenta lite e lei, non si sa se di sua spontanea volontà o gettata fuori dall'auto dall'uomo, cade rovinosamente sull'asfalto. Fermata la vettura in una stradina che corre parallela alla statale della Valsugana, l'uomo si getta di nuovo sulla donna, legandola e imbavagliandola con del nastro adesivo e poi, come ultimo spregio, svuota un flacone di acido muriatico sulla donna che le ustiona irrimediabilmente volto, mani, spalle e schiena. Sarà un automobilista, passato per caso, a raccogliere la giovane mentre tenta di sfuggire al suo carnefice e a portarla di corsa all'ospedale, con le forze dell'ordine che iniziano una massiccia caccia all'uomo. Un caso che ricorda da vicino quello della pakistana Younas Fakhra, 27 anni, che nel 1999 ebbe il volto devastato dal vetriolo versatole addosso dal marito -sul fatto ha scritto un libro "Il volto cancellato"- il quale fermato, in base alle leggi di quel Paese scontò solo pochi mesi di carcere. Qui in Italia invece, una volta preso, Youssef Marzak dovrà rispondere oltre che di lesioni gravissime, pure di violenza sessuale, sequestro di persona e tentato omicidio. Roba da "fine pena mai".
(foto: Younas Fakhra com'è oggi col volto deturpato)

lunedì 28 gennaio 2008

NUOVA CONDANNA PER IL ROM AHMETOVIC (2008)

Per Marco Ahmetovic, (foto) il rom "testimonial" che uccise quattro giovani falciandoli col suo furgone mentre guidava in stato di ebbrezza, una nuova "onorificenza" da aggiungere sulla sua fedina penale: tre anni di reclusione per rapina ai danni di un ufficio postale. Il fatto avvenne a Maltignano, piccolo centro nelle vicinanze di Ascoli Piceno, il 10 novembre 2006, dove il nostro "futuro artista" venne arrestato, armi in pugno, assieme ad altri due compari. Ahmetovic, condannato in primo grado per la strage dei giovani di Appignano a sei anni e mezzo di reclusione -ma in realtà agli arresti domiciliari in un residence e solo in seguito riportato dietro alle sbarre- il prossimo 13 marzo dovrà comparire di nuovo davanti ai giudici per il processo d'appello, ma nel frattempo resterà "ospite" del carcere di Marino del Tronto, non avendo il suo legale -come avvenuto in passato- presentato istanza per nuovi arresti domiciliari. (Gericus)

OLINDO E ROSA DOMANI ALLA SBARRA (2008)

A poco più di un anno di distanza dalla strage di Erba, avvenuta l'11 dicembre del 2006, domani i presunti autori del quadruplice omicidio, Olindo Romano e la moglie Rosa Bazzi saranno di fronte ai giudici del tribunale di Como. Come ricorderemo, in quella fredda sera di dicembre furono barbaramente uccisi a coltellate Raffaella Castagna, suo figlio Youssef, la madre di Raffaella Paola Galli e una vicina di casa Valeria Frigerio. Unico scampato alla mattanza fu il marito di quest'ultima, Mario Frigerio e adesso, unico testimone del fatto. E saranno proprio le sue dichiarazioni che dovranno essere attentamente valutate, poiché in una sua prima testimonianza resa "a caldo" agli investigatori pochi giorni dopo il massacro, egli ricordò che l'assassino era "di etnia araba, di carnagione olivastra, alto e mai visto prima". Solo in un secondo tempo cambiò versione, ammettendo che l'uomo che quasi lo aveva spedito al creatore era invece il suo vicino di casa Olindo Romano. Un rebus dunque sul quale dovranno vedersela accusa e difesa, perché oltre a questo a mettere un ulteriore dubbio sull'intera vicenda ci sono gli esami del Ris dai quali si evidenzia che "nessuna traccia dei coniugi Romano è stata rinvenuta sulla scena del delitto". Che quei due sprovveduti siano stati capaci di riuscire dove fior di criminali sono caduti? Un teorema che non tiene. Domani davanti agli accusati ci sarà pure Carlo Castagna, padre, nonno e marito di tre vittime: "Non li odio, li ho perdonati e affidati al Signore". Anche Azouz Marzouk, il tunisino che nella mattanza ha perso moglie e figlio e che attualmente si trova in carcere per droga, domani dovrebbe essere lì: "In aula starò tranquillo, ma potrei anche esplodere...". Intanto i media hanno preso possesso del tribunale per questo processo (240 testimoni) che si annuncia di grande impatto emotivo e mediatico, se pensiamo che 100 sono i giornalisti della carta stampata e tivvù che quotidianamente seguiranno il dibattito processuale fino alla sua conclusione prevista con la sedicesima udienza, in un'aula della Corte d'Assise più simile ad un set televisivo che non ad un tribunale. (Gericus)
(foto: i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi)

domenica 27 gennaio 2008

SEX SYMBOL DA ROTTAMARE? (2008)

Belle e desiderate, divine e inarrivabili. Curve al punto giusto, labbra sensuali e sguardo ammaliante. Eccole qui le "sex symbol", donne copertina che al primo sguardo fanno immaginare scenari da mille e una notte, erotismo al cardiopalmo ed estasi infinite... Calma. Oggi, finalmente, in nostro soccorso arrivano voci, conferme, che non sempre è così, perché non sempre dietro ad una visione "esplosiva" si cela l'eros, anzi, molte volte invece si trova un freezer, una bambola, una mummia. E se lo dicono gli ex, come dubitarne? Bene, cominciamo a demolire il mito allora. Chi di noi non avrà avuto "un sussulto" nel seguire la regina del tennis internazionale Maria Sharapova? Beh, smettiamo di sognare: ""A letto è un pezzo di legno" dice Adam Levine, il rocker che con la bella Maria ha avuto una breve ma intensa relazione: "Immobile... una statua, la diva del muto. Che delusione. Ho avuto bisogno di antidepressivi per uscire da questa storia". E Paris Hilton? "Prima di ogni rapporto deve farsi di alcol e droga, quindi le sue prestazioni lasciano sgomenti" spiega Nick Carter. Ma andiamo avanti. Madonna? "Mamma mia che delusione! E' una noia pazzesca. Fare sesso con lei è un errore, solo un errore" dice un suo ex Dennis Rodman. Pamela Anderson? "E' una bomba sexy scoppiata. Ha il terrore di lasciarsi andare ed è tormentata dall'ansia da prestazione" dice Kid Rock, suo marito per 121 giorni. Lenny Kravitz, colui che si è portato a letto donne tipo Nicole Kidman, Vanessa Paradis e Natalie Imbruglia vuota il sacco: "Da tre anni non faccio sesso e non sono stato mai così bene". Le delusioni a volte fanno brutti scherzi dunque. Attenzione però, perché anche i sex symbol maschili ne escono con le ossa rotte: "Brad Pitt? Non è un grande affare" dice sorniona Jenna Jameson, mentre Kim Basinger ammette che "Baciare Mickey Rourke è come leccare un portacenere". Ronaldo del Milan? "A letto non è per niente un fenomeno..." spiega Lara de Morais Souza, una sua vecchia fiamma. Fermiamoci qua dunque, e da oggi, mettiamoci il cuore in pace, perché come sempre succede,- e oggi ne siamo certi -, "i sogni muoiono all'alba"... (Gericus)
(foto: Pamela Anderson)

sabato 26 gennaio 2008

CIBO, SESSO... E CORNA (2008)

Quei pranzetti che gli cucinava "con affetto" la moglie erano veramente squisiti. Forse un po' "pesanti", perché finito di mangiare, a Pasqualino, siciliano, 53 anni portati "alla garibaldina", veniva immancabilmente sonno, facendogli passare in secondo piano qualsiasi pensiero... erotico. Si, perché la moglie, Angela, 46 anni e donna piacente, nell'intimità era un vulcano e lui pertanto, si rammaricava che da un po' di tempo a questa parte, causa quel sonno improvviso, non riuscisse più ad avere rapporti con lei. Il buon Pasquale pensò anche all'impotenza e fu una mazzata, perché da buon marito, "i doveri del talamo li aveva sempre espletati con grande maestria". Ora, da alcuni mesi però, "il gallo non cantava". Il medico che andò a consultare lo lasciò un po'... sconcertato: "Tutto a posto, solo che deve smettere di prendere tutti questi tranquillanti". Tranquillanti? E chi mai li ha presi! A quel punto un sospetto lo assalì e uscito dal medico si recò subito dai carabinieri: "Indagate un po', vi prego". E così i militari fecero, e i risultati lo lasciarono di stucco. Per potersi concedere all'amante, la moglie somministrava al marito assieme ai pranzetti un cocktail micidiale di farmaci che puntualmente inibivano la libido del povero Pasqualino, e questa storia ormai andava avanti da oltre due anni. Per la donna e l'amante -poiché è quest'ultimo che aveva architettato il piano- le cose a questo punto si sono messe maluccio, perché entrambi sono stati accusati di tentato omicidio. Per il povero Pasqualino adesso è tutto chiaro. Anche quel "buona notte caro" assieme al menu... (Gericus)

MORIRE A VALGRISENCHE (2008)

Sessantatre anni fa, esattamente il 26 gennaio 1945, una colonna composta da 51 operai della Cogne di Aosta più quattro militari tedeschi di scorta, si misero in marcia alle sei del mattino per un trasporto di viveri e munizioni destinato a truppe miste italo-tedesche accampate nella zona del Col du Mont situato nella vallata di Valgrisenche. Durante la notte, una tormenta di neve si era abbattuta su tutta la Valle d'Aosta, tanto che il viaggio si presentò subito difficoltoso oltre che irto di pericoli. Alle 10,30, durante un arduo attraversamento di un pendio sotto il ghiacciaio dell'Ormelune, un'enorme valanga con un fronte di oltre trecento metri si staccò dalla cima della montagna travolgendo la colonna degli operai. 33 civili e due militari morivano sepolti sotto quintali di neve. Una tragedia del resto annunciata, poiché viste le pessime condizioni del tempo, gli abitanti di Fornet, piccolo villaggio situato sulle sponde della Dora di Valgrisenche, avevano fortemente sconsigliato gli operai di mettersi in viaggio. Su settimanale dell'epoca Augusta Pretoria si leggerà nella sua prima edizione di febbraio: "Tutta la popolazione del luogo è ancora sotto il peso della terribile disgrazia accaduta il 26 gennaio, quando una valanga dalle proporzioni colossali che mai si era vista in Valle d'Aosta, ha seppellito 35 persone. Nelle febbrili operazioni di recupero e dopo aver estratto dalla massa nevosa sei corpi, improvvisamente dalla montagna si staccava un'altra valanga che ricopriva le salme già estratte. La montagna non ha voluto lasciarsi strappare le sue vittime". (Gericus)
(foto: targa in memoria delle vittime)

venerdì 25 gennaio 2008

AOSTA VALLEY'S TYPICAL RECIPES (2008)

[English] CHICKEN IN WINE WITH MUSHROOMS
Cut 1 big chicken into pieces and fry it lightly in 100 gms. of butter and 2 tablespoons of oil with thyme, cloves and a hint of nutmeg. Then add 2 glassfuls of red wine and, when absorbed, sprinkle some flour on. Cook on low flame. If necessary, little by little add 1/2 litre of meat broth. After 30 mi9nutes cooking, add 250 gms. of mushrooms, possibly wild mushrooms, but also the cultivated champignons will do. Let cook so that the cooking sauce becomes fairly thick.

[Italiano] POLLO AL VINO E FUNGHI

Dividete 1 pollo grosso e possibilmente ruspante e rosolate in burro, olio e sapori (timo, chiodi di garofano e profumo di noce moscata). Un po' di farina servirà per dargli consistenza, dopo che gli avrete fatto assorbire 2 bicchieri di vino rosso. Mandate a fuoco lento allungando, quando è necessario, con il brodo. Dopo mezz'ora, aggiungete 250 gr. di funghi freschi, meglio se di bosco, altrimenti una buona qualità do "champignon". Portate al punto in modo che rimanga una salsa di fondo molto compatta. (Gericus)

IL SEGRETO DI MARTE (2008)

Da sempre l'Uomo lo cerca, un suo simile sperso in qualche galassia che renda meno triste la sua solitudine. Il quesito è sempre stato lo stesso: Siamo soli nell'universo? Ora, la sonda "Spirit", a zonzo per la galassia dal 2004, accende di nuovo le speranze, poiché dai deserti desolati di Marte, tra milioni di immagine inviate nei laboratori della Nasa sulla Terra, salta fuori una sequenza di foto da lasciare di stucco gli osservatori (foto). In una landa desolata infatti, si nota una misteriosa figura dall'aspetto umanoide che, nella classica postura sdraiata sul fianco sinistro, allunga pigramente il braccio destro come a indicare qualcuno o qualcosa. Un enorme statua rimasta intatta dove una volta forse c'era una civiltà evoluta? Ma se questo è il pensiero di ufologi o romantici del mistero, arrivano secche le smentite degli scienziati: "Solo fantasie. Non c'è assolutamente nulla in quest'immagine" commenta Simona Di Pippo dell'Azienda Spaziale Italiana. Si ripete dunque il mistero delle foto inviateci dalla sonda "Viking" nel luglio del 1976 nelle quali attraverso varie foto si notava un volto alieno scolpito in misura gigantesca nella regione marziana di Cydonia, e che allo studio in seguito non si rilevò altro che un gioco di luci e ombre su una collina brulla. Si riparte daccapo dunque, anche se questa "sirenetta" marziana che scruta il nulla, per un attimo ci ha fatto sentire meno soli nel nostro viaggio attraverso lo spazio. (Gericus)

L'UOMO PERFETTO... (2008)

Altro che "un cuore e una capanna"! Oggi nell'immaginario collettivo femminile l'uomo ideale deve "viaggiare in Mercedes metallizzata" e soprattutto, non deve avere alle spalle oltre sei partner sessuali e tre storie importanti. Tutto questo -assieme ad altro!- viene fuori da un sondaggio svolto su un campione di 40 mila donne single, il cui risultato è un insieme "di negazioni" per il maschio tradizionale. Tanto per cominciare "l'uomo perfetto" odia il calcio, non fuma e beve pochissimo, è alto un metro e ottanta, pesa sui 73 chili, ha occhi chiari, capelli scuri ed è carino. In più ha una laurea, vive da solo in una bella casa di proprietà e poi, piccolo particolare, deve viaggiare in Mercedes metallizzata. Ma ben sapendo che le esigenze delle donne non hanno mai fine, il principe azzurro ha altre qualità: è sempre rasato, ama gli animali, mai stato sposato, non ha figli, è amante della cena fuori casa, appassionato di cinema e, dulcis in fundo, non deve telefonare alla mamma ogni giorno. Per concludere dunque, l'uomo dei sogni deve essere un latin lover tipo Marcello Mastroianni, avere la dolcezza e fedeltà di un Raoul Bova e il fascino di Richard Gere. In mancanza di meglio, -ci fa sapere infine il sondaggio- anche un tipo alla Riccardo Scamarcio (foto) potrebbe ancora andare bene... (Gericus)

giovedì 24 gennaio 2008

PERUGIA: LA STORIA INFINITA (2008)

Ci mancava un albanese ad aggiungersi a questa "internazionale del crimine", un albanese, che non si sa come, spunta fuori oggi a distanza di tre mesi dal delitto, per portare la sua testimonianza. A chi gli chiede come mai di tutto questo ritardo, la risposta è già stata sentita altre volte: "Ho avuto paura". Paura di cosa e di chi non è dato a sapere. E a sentire la sua versione, sembra che la sera precedente il delitto, l'albanese, un lavoratore regolare con permesso di soggiorno, sotto una pioggia fitta andò a sbattere con la sua auto contro dei cassonetti dell'immondizia posizionati davanti al civico 7 di via della Pergola, ovvero l'abitazione della studentessa inglese uccisa Meredith Kercher (foto). Un fatto di per se insignificante, se non fosse che una volta bloccata la macchina e sceso per controllare i danni, da dietro i cassonetti sbucarono -nientemeno- che Amanda Knox e il fidanzato Raffazele Sollecito e qui inizia l'arcano. L'americana -e non si sa il motivo del suo agire- vogliosa di litigare, minaccia con tanto di coltello l'albanese il quale, impaurito, si infila velocemente in macchina e parte, non prima però di avere scorto anche l'ivoriano Rudy Guede. Quando siamo a corto di indagini, anche una "barzelletta" può diventare un passo avanti, perché dietro a questa "testimonianza postuma" per l'accusa si può ipotizzare la "premeditazione", poiché il lucifero terzetto avrebbe fatto un sopralluogo per pianificare il delitto. Un delitto dunque ancora in "cerca di autore", in questa babele linguistica dove l'unica certezza è una vittima inglese, un congolese indagato e poi prosciolto, e il gruppetto accusato dell'omicidio composto da un'americana, dal fidanzato italiano e da un compare ivoriano. Ora, a fare diventare "farsa" un atroce delitto, pure un testimone albanese. Quando si dice "integrazione tra popoli"... (Gericus)

mercoledì 23 gennaio 2008

ITALIA .IT, IL PORTALE DEGLI ORRORI (2008)

Il Monte Rosa? "E' in Lombardia". Beh, siamo abituati a sentire strafalcioni simili usciti dalla bocca di studenti esaminandi, ma se lo dice addirittura il portale ufficiale "Italia" costato la bellezza di 45 milioni di euro, allora c'è da rabbrividire. E così, la pagina Web più costosa del globo, quella che quotidianamente veniva cliccata da migliaia di turisti stranieri ansiosi di conoscere la nostra realtà prima di intraprendere il viaggio verso di noi, dal 18 gennaio è stata bandita dalla faccia di Internet, ed oggi un laconico "The page cannot be displayed" appare sul video di ogni computer. Ma non è stato solo il Monte Rosa "trasferitosi dalla Valle d'Aosta in Lombardia" a decretare la morte del sito, bensì un insieme di strafalcioni da far diventare rosso dalla vergogna anche il più rosso dei Sioux. Tanto per cominciare in Italia non appare San Marino, così come non esistono le Dolomiti e neppure le Cinque Terre, Pesaro -pensate un po'- è la "patria di Gioacchino Fellini" -che tra l'altro si chiama Federico ma è nato a Rimini-, Portofino è ubicato nel "Ponente ligure", San Remo è scritta come fosse il nome di un santo, l'Abruzzo "non ha coste" e Genova è priva delle sue possenti mura "perché abbattute 10 anni fa" e non, come è successo, da circa un secolo. Qualche altra chicca? Napoleone Bonaparte è "nato in Toscana" e poi, per ultima e superando se stesso, citando l'A.N.A.S. il portale lo identifica come "Associazione Nazionale Allevatori Suini". Quarantacinque milioni di euro stanziati di cui quasi sei già spesi, per un lavoro che gli esperti ammettono poteva costare si e no qualche centinaio di migliaia di euro. Ora la responsabilità per questa 'vergognosa debacle' viene palleggiate da vari responsabili e altrettante legislature, dimostrando comunque la "pochezza" di chi governa questa povera Italia da "Speriamo che io me la cavo"... (Gericus)
(foto: logo di Italia.it)

HEATH LEDGER: MORIRE ALL'ALBA DEL SUCCESSO (2008)

"Yesterday, January 22, 2008, Heath Ledger passed away at his Soho apartment in New York. He was 28". E' con queste parole che ieri le principali emittenti americane hanno aperto i loro notiziari, annunciando un'altra morte "tragica" nel mondo dorato della celluloide, quella di Heath Ledger, la star di "Brokeback Montain". Diversi films al suo attivo -aveva iniziato tredicenne nel 1992 con "Clowning Around"- Heat Ledger era stato subito notato da Mel Gibbson che nel 2000 lo aveva voluto nella parte di suo figlio nel film "Il Patriota". Primi scalini verso il successo, poiché l'anno dopo segue "L'ombra della vita", nel 2002 "Ned Kelly", l'anno successivo "I fratelli Grimm", per esplodere poi, sempre nel 2005, nel ruolo del biondo cowboy gay ne "I Segreti di Brokeback Mountain", film per il quale fu candidato all'Oscar. Una folgorante carriera dunque interrotta tragicamente ieri, quando Ledger è stato rinvenuto senza vita nel suo appartamento di New York. Vicino al corpo nudo dell'attore disteso sul letto, gli agenti hanno trovato alcune pasticche, un particolare che ha indotto gli investigatori a ritenere che la sua morte possa essere attribuita a overdose o suicidio, ipotesi quest'ultima però subito scartata dai genitori dell'attore. Nell'ultima intervista rilasciata durante la lavorazione del film "I'm Not There", Ledger -strani casi del destino- aveva confidato: "Mi sento bene parlando della morte, perché solo attraverso di essa mi sento vivo". (Gericus)
(Foto: Heath Ledger in primo piano, con Jake Gyllenhaal)

martedì 22 gennaio 2008

ITALIA A PEZZI... (2008)

Prodi fine corsa: "Voglio guardare in faccia chi avrà il coraggio di cacciarmi"./ Mastella: "Mi hanno lasciato solo e ora questo governo è morto, morto, morto". / Anche Bassolino rischia il posto. / Veltroni: "La situazione è molto precaria, e nelle prossime ore può accadere di tutto". / D'Alema: "Rimettendo il mandato solo dopo la sfiducia al Senato restiamo in gioco". / Prodi non va al Colle e sfida il Parlamento. / Berlusconi: "E' il de profundis, ora si vada alle urne". / Ferrero: "Che rabbia, proprio ora che stavano arrivando i risultati". / Mastella: "Mi chiamano ora? Ma mandateli affan..." / Bertinotti: "Crisi aperta". / Prodi: "Mai detto a Ratzinger di evitare la Sapienza". / Tonini: "Siano ostaggi di minoranze e veti". / De Gennaro: "Voglio una megapattumiera per i rifiuti di Napoli da un milione di tonnellate". / Caos, proteste e roghi: Così hanno accolto la riapertura dei siti. / Un cittadino a Napoli denuncia il furto dell'auto: Non era stata rubata ma sommersa dal pattume. / Bassolino ha gestito la crisi in prima persona per oltre quattro anni e non ha risolto nulla. Eppure non si dimette. / Borse a picco: E' un altro 11 settembre. / Le Poste 'affondano'. / Successo per la prima serata televisiva di Fiorello: "Da noi il Papa può sempre venire". / Cardinale Angelo Bagnasco: "L'Italia è a pezzi"... [Titoli di giornali oggi 22 gennaio] (Gericus)

domenica 20 gennaio 2008

NO KATE? NO SEXY PARTY... (2008)

Ci sono compleanni e compleanni. Per quelli di Kate Moss (foto) si dice ci sia un attesa spasmodica. Per i maschietti, naturalmente. Da quello che si legge sul domenicale inglese "News of the world", per il trentaquattresimo compleanno della signorina in questione le cose sono andate... più che bene. Tanto per cominciare come luogo del festeggiamento la nostra "divina" ha prenotato una suite dell'hotel Dorchester di Londra, poi, non badando a spese, ha letteralmente affogato di champagne e cocaina gli amici convenuti. Ma il meglio doveva ancora arrivare, poiché la modella, giunta in albergo alle tre del mattino a festa già iniziata e "carburata" come un mulo, recatasi in camera ha trovato il suo letto già occupato da due donne e un uomo. I tre, come si potrebbe "anche" pensare, non stavano dormendo affatto ma "trafficavano" come matti sotto le lenzuola. La Kate, penserete, si è infuriata urlando il classico "tutti fuori, maiali"? Siete proprio degli sprovveduti, perché la tipa in questione, lasciato il fidanzato Jamie Hince, chitarrista dei The Kills, in un altra stanza affaccendato in tutt'altri interessi, si è intrufolata sotto le lenzuola diventando la quarta carta del poker sessuale. Come ogni compleanno che si rispetti, la baldoria avrebbe dovuto continuare per 34 ore -una per ogni anno della modella-, mentre invece dopo 18 è finita miseramente per mancanza di vitalità dei convenuti. Alle otto di mattina del 19 gennaio, Kate Moss, dall'aspetto un po' "sbattuto" ha saldato i conti: 35.000 sterline (circa 47.000 euro) per un numero imprecisato di bottiglie di champagne d'annata e di vodka. C'è già chi si è messo in nota per il prossimo compleanno... (Gericus)

sabato 19 gennaio 2008

PADRE PADRONE & ASSASSINO (2008)

Mohammad Saleem, (foto) il padre pakistano che l'11 agosto 2006 uccise la figlia ventunenne Hina, non ha ancora afferrato la brutalità del gesto da lui compiuto: "Mia figlia non era brava" dice infatti a due anni di distanza dal fatto. Condannato a 30 anni di reclusione e attualmente rinchiuso nel carcere di Canton Mombello (BR), l'uomo uccise a coltellate la figlia perché ossessionato dal suo modo di vivere "all'occidentale". Non sopportava che lei, -come molte coetanee- indossasse minigonne, lavorasse in un bar e poi, avesse un fidanzato con cui passare le giornate, tanto più cattolico e non musulmano. Dopo un consiglio di famiglia, la sua condanna a morte fu eseguita con l'aiuto di parenti tra le mura domestiche. Qui, infatti, attirata con una scusa, Hina fu trafitta da una decina di coltellate quindi sepolta velocemente sotto un palmo di terra nel giardino di casa. In tutto questo orrore, l'unica premura fu quella di volgere il volto della ragazza verso la Mecca, ultimo gesto certamente non di pietà per la figlia ma piuttosto di osservanza al rito islamico. Arrestato poco dopo, come attenuante l'uomo dichiarò di averlo fatto perché sua figlia "beveva, fumava, e frequentava uomini italiani". Labili ripensamenti ora affiorano su ciò che è successo: "La legge non è giusta" si dispera, "e in Pakistan sarebbe stato diverso, perché i processi si fermano se la famiglia lo vuole..." L'arretratezza di tutta la situazione è espressa in queste parole, ovvero, nella convinzione che uccidere per questi motivi sia lecito, pertanto quasi un voler dire "perché qui in Italia sono finito in galera?" Già, perché?... (Geicus)

UN DISCO AL GIORNO (2008)

Oggi, dalla mia collezione di dischi, ho estratto l'Lp "Let me be your woman" di Linda Clifford. La 'pantera nera' con questo album realizzato in due versioni ed uscito nel 1979, ci presenta, -nella sua convinzione femminista- "Don't Give It Up", oltre che una accattivante e originale versione di "Bridge Over The Trouble Water" del duo Simon & Garfunkel, ambedue i brani nella piacevole versione 'long format'. Un disco che non passerà inosservato tanto da piazzarsi prepotentemente tra i "Top 40 Pop" nella classifica di Billboard. L'album, prodotto con grande cura, a detta di molti critici segnerà senz'altro una tappa miliare nella carriera di questa artista, che nata a Brooklyn nel 1944, si ritrovò nel mondo della musica dopo aver vinto il titolo di "Miss New York State" all'età di 22 anni.

"LET ME BE YOUR WOMAN" by Linda Clifford
Etichetta RSO Records, Inc
Produced and arranged by Gil Askey
Album doppio
side one
:
Hold me close (4:48) Let be your woman (3:12) Don't give up (9:26)
side two:
I can't let this good thing get away (4:13) Don't let me have another bad dream (3:54) Sweet melodies (7:55)
side three:
One of those songs (11:50)
side four:
Bridge over the trouble water. (10:22)

venerdì 18 gennaio 2008

AOSTA VALLEY: WHAT ELSE? (2008)

Get ready for the 1008th Sant'Orso Fair. Each year around a thousand artists and craftsman from the Aosta Valley (Italy), exhibit their works, showing with pride and justifiable satisfaction the fruits of their labour. For some it is hobby while for others it is a fulltime profession, though all exhibitors follow traditional craft methods. All of the traditional craft activities can be seen here: wood sculpture and carving, creation of objects in local "ollare" stone , wrought iron, "drap" chloth, wool weaving on ancient wooden looms, as well as lace, wicker, household objects, wooden ladders, barrels... Exhibitors take part in the event not so much for commercial reasons as to come and display their work to a pubblic which is able to appreciate the quality and the crativity of the craftmenship that has been handed down over centuries. Likewise, those who come to visit the fair are searching non to so much for a bargan, perhaps for pratical everyday use or to decorate house, but to experience an atmosphere which is quite unique. Thwe Fair is also an event that highlights those characteristics which give the Aosta Valley people their particular identity. It is not just a major festival of vast proportions, but a celebration of the strong historical and cultural identity of the Valley.
So, dont forget this date: January 30 and 31,
... and have a nice visit to the millenary Fair.(Gericus)

Aosta Valley -Italy-

www.regione.vda.it

PER LA RIEDUCAZIONE? LA SIBERIA (2008)

Non è il primo e non sarà l'ultimo, perché nella civilissima Germania la criminalità, in questo caso giovanile, non la passa liscia. E' di questi giorni infatti la notizia riportata dal quotidiano "Suddeutsche Zeitung" che un giovane di 16 anni, ritenuto violento, è stato spedito per nove mesi in Siberia, dietro ad una decisione presa dai servizi sociali di Giessen, un piccolo centro a una cinquantina di chilometri da Francoforte. Per i minorenni dell'Assia dunque, pugno duro delle autorità, convinte più che mai che la delinquenza giovanile non la si combatte con dei pannicelli caldi ma con delle soluzioni radicali. E proprio dietro a questa convinzione, stando ai dati forniti dalle autorità, ben 600 ragazzi tedeschi giudicati "difficili", nel 2006 sono stati spediti all'estero "non per un atto punitivo, bensì come misura pedagogica". E la misura pedagogica comprende pure la costruzione di una toelette nel giardino, tagliare giorno per giorno legna per la stufa e ancora, niente acqua calda per lavarsi. Cura drastica della politica dunque per affrontare il dilagante problema della criminalità giovanile, che ha dato come risultato, appunto, la creazione di questi cosiddetti "campi di rieducazione". E non è una passeggiata. La temperatura media in Siberia e di 55 gradi. Sotto zero. (Gericus)

giovedì 17 gennaio 2008

L'INTOLLERANZA CHE PREVALE (2008)

Oggi, in quest'Italia da operetta dove tutto è possibile, un manipolo di studenti può anche decidere chi deve intervenire all'inaugurazione dell'anno accademico e chi no. Praticamente stilare la lista degli "invitati" non è più compito di un rettore, bensì del gruppetto politico più esagitato, più facinoroso, più incontrollato. In questo caso, lo stop ad intervenire è stato rivolto nientemeno che al Santo Padre, fermato dalle contestazioni espresse all'interno da una minoranza di studenti dell'Università Sapienza di Roma. Laicismo anticlericale dunque, una prova "di forza" il cui punto focale è dimostrare al mondo che qui in Italia "riusciamo a chiudere la bocca pure al Pontefice". Dalle pagine del Giornale, Paolo Granzotto rispondendo ad un lettore che chiedeva quali fossero i motivi di questa protesta, risponde con l'acuto e intelligente sarcasmo di sempre: "Per la raccolta dei pomodori o per i servizi domestici ormai ci dobbiamo rivolgere agli extracomunitari. E fin qui pazienza. Ma che ci si sia ridotti a ciò per avere dissennatamente sottratto braccia alle zappe, al Mocio Vileda onde catapultarne negli atenei coi risultati che abbiamo sott'occhio, no, questo non va. Quella emersa alla Sapienza non è questione Papa o non Papa, di Galileo o non Galileo, di laicismo o non laicismo. E' questione di ignoranza crassa: la relazione dei pasdaran alla annunciata lectio di Benedetto XVI è figlia dell'asineria a sua volta madre della villania. Lo scandalo non sono le barricate contro il "dottor Ratzinger", ma che si consenta ai barricadieri di dirsi studenti -studenti!- universitari. Ai campi, ai lavelli, che ce n'è tanto bisogno". (Gericus)

martedì 15 gennaio 2008

IL MALATO IMMAGINARIO (2008)

Alle scuole medie, quando nella mattina mi attendeva un interrogazione certa di latino o matematica, l'unica scappatoia era "fingersi malato". E non era una cosa semplice, perché i miei genitori non ci 'cascavano' tanto facilmente, però, su cinque o sei volte, in un paio riuscivo nell'intento, ristabilendomi "misteriosamente" verso mezzogiorno, giusto il tempo per poter uscire nel pomeriggio con gli amici. Per Cecilia Carreri, (foto) magistrato a Venezia, la cosa è andata molto meglio, perché la sua "malattia" è riuscita portarla avanti per sei mesi, mica una mezza giornata come ai miei tempi. Alla nostra Cecilia dunque, tanto di cappello, perché invece di starsene sotto le coperte a smaltire i suoi danni, se ne andava "sana come un pesce" -è proprio il caso di dirlo!- per mari lontani, partecipando pure a gare veliche di un certo prestigio come la Rolex Fastnet, un appuntamento preparatorio della transoceanica "Transat Jacques Vabre". Niente male per un magistrato, una figura giuridica preposta a scindere la verità dall'impostura, l'onesto dal mariuolo. Il tutto risale al 2005, ma si sa, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, pertanto, come ha detto lei, "colleghi invidiosi mi hanno pugnalato alle spalle". Perché "di grazia"? La risposta è ancora peggio del malfatto: "Questa attività sportiva mi era stata 'caldamente' prescritta dai medici". Il Csm (Consiglio Superiore della Magistratura) non c'è caduto, condannando la Carreri alla perdita di un anno di anzianità e al trasferimento ad altro ufficio, perché come ha sostenuto, tutto ciò "ha indubbiamente creato un grave danno all'immagine del magistrato e alla credibilità dell'istituzione giudiziaria". Come se ce ne fosse stato bisogno... (Gericus)

AL PRIMO COLPO? CILECCA... (2008)

Io l'ho sempre sostenuto. Un buon 'pranzo' va mangiato con calma e senza foga, altrimenti rischi di saziarti prima di cominciare. Una teoria che calza a pennello anche nella sfera sessuale, e se lo dice una bellezza come la nostra Manuela Arcuri (foto) c'è da crederle. "La prima volta a letto con me? Lui fa sempre cilecca". Caspita, verrebbe da dire subito: "Ma come è possibile"? Eppure è sacrosanta verità, e questa "Caporetto" del maschio la si può trovare tra le pagine di "Vanity Fair", dove la Arcuri, in una sua intervista, aggiunge anche i motivi di questo "colpo a vuoto". Allora? "Si agitano -dice- perché in me vedono 'quella dei calendari', supersexy e inavvicinabile, e nel momento 'cruciale' pensano di dover fare prestazioni da superman, pertanto... non si conclude nulla". Cribbio che spreco! Ma... niente niente niente? "Cilecca totale". C'è da sudare al pensiero. Ma come, in un letto con la donna più desiderata del nostro cinema, icona erotica dei nostri tempi, l'uomo fallisce così ignominiosamente? Sembra di si, e a quanto pare non è un caso "isolato", perché Manuela Arcuri va giù duro, tanto da aggiungere che ormai si è "rassegnata a questa situazione". Viene voglia di nascondersi... Pertanto? "Ormai lo so che succede così, per questo concedo sempre la seconda chance..." E speriamo che "la seconda" ci rivaluti, pregandola di farcelo sapere al più presto... (Gericus)

lunedì 14 gennaio 2008

POTERE & AMORE... (2008)

Negli anni Sessanta, sebbene nascosto agli occhi dei media -ma non a quelli di Edgar Hoover, il padre padrone dell'FBI-, il presidente degli Stati Uniti d'America John F. Kennedy fu il primo uomo di potere "a pescare" nel mondo del cinema, occupando il letto -e forse anche il cuore- della bellissima Marilyn Monroe. A distanza di molti anni e senza paura di farlo sapere al mondo, un altro uomo di potere, il presidente francese Nicolas Sarkozy ha imitato l'uomo della "nuova frontiera", impalmando alla luce del sole la bella ex top model italiana Carla Bruni. Ma i proverbi, che come si sa hanno sempre avuto ragione, asseriscono che non c'è due senza tre, ed infatti la conferma arriva dal Venezuela, dove dando credito alle notizie recentemente pubblicate dal quotidiano di Caracas "El Universal", un altra scintilla sarebbe scoppiata, ed è quella tra il presidente venezuelano Hugo Chavez e la top model Naomi Campbell. (foto) Il "caudillo", si legge ancora, si è innamorato intensamente della bellezza d'ebano del jet-set internazionale durante una serie di interviste che la Campbell, questa volta in veste di giornalista, avrebbe fatto al presidente. Ed è in quel frangente che sarebbe sbocciato l'amore, un amore -a quanto pare- travolgente, tanto da far dire alla top model che Chevez "non è un gorilla, piuttosto un toro...". Potere e amore dunque, e anche in Italia, per non rimanere secondi a nessuno, qualcosa si sta muovendo in tal senso. Tra i banchi del Senato, in questi giorni circolano con insistenza delle voci, secondo le quali tra Romano Prodi e Monica Bellucci sarebbe sbocciata una travolgente 'love story'. Stanchi di tenere nascosta questa relazione che ormai va avanti da anni, e visto che lo ha fatto Sarkozy e Chavez, i due, dopo essere stati pizzicati mano nella mano sul Lungotevere, starebbero per comunicare al mondo intero la loro 'liaison'... (Gericus)

SARKOZY E LA BRUNI: SPOSI? (2008)

Le President francese Nicolas Sarkozy lo aveva detto recentemente durante un incontro con la stampa internazionale: "Quando mi sposerò lo saprete a cose fatte". E così è stato, dando credito al sito internet del quotidiano regionale "Est Republicain", dove si annuncia che in una cerimonia strettamente privata, Nicolas Sarkozy e la bella italiana Carla Bruni si sono uniti in matrimonio giovedì scorso nel palazzo dell'Eliseo a Parigi. Alla notizia però, il portavoce dell'Eliseo David Martinon ha mantenuto il più stretto riserbo con il classico "no comment". Sarà vero dunque? A dare credito alla veridicità della notizia, è che proprio "Est Republican" anticipò la separazione di Sarkozy da Cecilia, la precedente moglie del presidente. E per quanto riguarda le pubblicazioni che non sono state affisse, la risposta arriva ancora dal quotidiano, il quale citando l'articolo 169 del codice civile, informa che "nell'eventualità di cause gravi, le pubblicazioni non sono obbligatorie". (Gericus)

domenica 13 gennaio 2008

AMICI OLTRE LA MORTE (2008)

E così, dopo la splendida "storia d'amore" tra Otto e Marta, i due meticci rinchiusi in un canile del Piemonte e dove lui, adottato da una famiglia, dopo una settimana rinuncia alla libertà per tornare in gabbia con l'amata, ecco arrivare dall'Inghilterra la storia di Oscar e Arthur, lui un cane e l'altro lui, un gatto. Strano, da sempre identificati "nemici per la pelle", in questo caso affossano qualsiasi luogo comune sulla loro rivalità. Cresciuti insieme, i due splendidi animali vivevano uno per l'altro e già fin da cuccioli si vedeva che tra i due c'era qualcosa che andava ben oltre la "comoda convivenza" in casa di Robert Bell,73 anni e sua moglie. Insieme nei giochi, nel momento della "pappa" e nella cuccia, dove raggomitolati uno contro l'altro dormivano sonni tranquilli. Un giorno però Arthur, il grosso micione è morto. Tristezza per i proprietari ma soprattutto per Oscar, che mogio mogio seguiva le fasi del seppellimento "dell'amico" in un angolo del giardino di casa. A notte fonda però, Oscar è ritornato sulla tomba, e con le sue possenti zampe ha iniziato a scavare, poi, trovato il cadavere di Athur, lo ha estratto dalla fossa e teneramente ha cominciato a leccarlo fino a togliergli qualsiasi traccia di terra dal suo pelo, poi, esausto, si è addormentato accanto a quel corpo senza vita. Lo hanno trovato ancora lì alla mattina, e tra la grande emozione del momento, mister Bell ha inumato di nuovo il gatto, e questa volta più profondamente. Colpiti da questa grande prova d'amore, i due coniugi hanno adottato immediatamente un nuovo gatto, sperando che questi riporti piano piano la gioia di vivere ad Oscar, un cane la cui amicizia per un gatto è andata ben oltre la morte. (Gericus)

sabato 12 gennaio 2008

SESSO... E ROTTWEILER (2008)

Quella lucciola croata lo aveva stregato, e così, dopo aver pattuito il prezzo, 50 euro "tutto compreso", lui, un giovane trentatreenne di Verona, l'ha seguita in casa, già pregustando ciò che di lì a poco sarebbe successo. Un certo... disgusto però l'ha sorpreso nel trovare l'appartamento un po'... sozzo, però, cosa vai a guardare tanto per il sottile, quando tra poco avrai tra le braccia una bellezza dell'Est pronta a soddisfare qualsiasi tuo desiderio. E così, mentre cominciava a "mettersi comodo", dalla porta del bagno non è uscita lei in abiti succinti e provocanti, ma un gigantesco e ringhiante rottweiler che gli si è parato davanti minaccioso. Sesso estremo avrà pensato il giovane. Niente affatto: "O mi scuci 500 euro o lascio libero il cane" ha detto la bionda una volta ricomparsa. E a dar più credito a queste parole, è arrivato anche il convivente nordafricano della lucciola, fino a quel momento nascosto in un altra stanza. Una serata di sesso che sfuma brutalmente. Il giovane a questo punto ha detto la classica frase 'scalfariana' "Non ci sto", e ha fatto gesto di uscire, bloccato immediatamente dal nero -grosso come un armadio- e dal ringhiare del cane. Quando la forza non conta, è la furbizia che prevale. "Ok, esco e vado al bancomat a prelevare la cifra". Magnaccio e lucciola ci sono 'cascati' e lo hanno lasciato andare, convincendosi più che mai che in Italia "tira più un pelo di gnocca che un carro di buoi". Un attimo dopo, aprendo la porta al suono del campanello, hanno trovato la polizia e un paio di manette. Porca vacca! Ma allora la storia del carro di buoi... (Gericus)

NIENTE DOMICILIARI PER AZOUZ (2008)

Mi immagino la pena e lo sconforto che avrà provato quella famiglia "ospitante" -scelta tra le 150 disposte ad accoglierlo in casa-, all'annuncio che lui, Azouz Marzouk, (foto) marito e padre di due delle quattro vittime della strage di Erba, non avrebbe potuto accontentarli. Il giudice di Como infatti, gli ha negato la possibilità degli arresti domiciliari presso la famiglia di Lecco poiché l'inchiesta per lo spaccio di cocaina e hascisc, di cui lui è principale imputato, non è ancora terminata. Il giudice non è andato tanto per il sottile. Mettere ai domiciliari il tunisino avrebbe comportato l'annullamento dei tre presupposti per cui lo vedono tuttora dietro le sbarre, ovvero rischio di fuga, reiterazione del reato e inquinamento delle prove. Un bel guaio per la famiglia lecchese, la quale, tra i motivi di questa... insolita scelta, avrebbe asserito "la voglia di arricchire il dibattito in casa". E ora come farà ad "arricchirsi"? Per ovviare al dramma, gli consigliamo di leggere il settimanale "Cronaca vera", seguire in televisione "Matrix, Porta a Porta, Un giorno in pretura, Blu notte" e poi, per un "arricchimento totale degno di laurea", sfogliare tutti i giorni la 'cronaca nera' dei quotidiani che si stampano in Italia. Non c'è Cepu che tenga. Tempo un mese, questa famiglia lecchese sarà talmente "arricchita" da averne la nausea di spacciatori, tagliagole, stupratori, ladri e via dicendo. (Gericus)

venerdì 11 gennaio 2008

OCCHIO ALLE TRUFFE #5 (2008)

Non fatevi ingannare dal logo di
Posteitaliane
,
perché la mail
-se vi è arrivata-
E' UNA COLOSSALE TRUFFA.

Questo il contenuto:

"Oggetto: Comunicazione nr.99527 del 17 maggio 2007.
Leggere con attenzione.
Gentile CLIENTE, nell'ambito di un progetto di verifica dei data anagrafici forniti durante la sottoscrizione dei servizi di Posteitaliane, è stata riscontrata una incongruenza relativa ai dati anagrafici in oggetto da Lei forniti al momento della sottoscrizione contrattuale. L'inserimento dei dati alterati può costituire motivo di interruzione del servizio secondo art.135 e 137/c da Lei accettati al momento della sottoscrizione, oltre a costituire reato penalmente perseguibile secondo il C.P.P. art.415 del 2001 relativo alla legge contro il riciclaggio e la trasparenza dei dati forniti in autocertificazione. Per ovviare al problema, è necessaria la verifica e l'aggiornamento dei dati relativi all'anagrafica dell'Intestatario dei Servizi Postali.
Effettuare l'aggiornamento dei dati cliccando sul seguente collegamento sicuro: (indirizzo omesso). Cordiali Saluti."

ATTENZIONE! E' UNA TRUFFA!
Quindi cestinare questa mail senza seguire le indicazioni. E nell'eventualità, denunciare il fatto alla Polizia Postale. (Gericus)

UN AUTO PER TUTTI (2008)

Un auto nuova a 1.700 euro. E' questo il prezzo, chiavi in mano, della Tata modello "Lack Car", (nella foto con Rata Tata) una quattro posti da ottanta chilometri l'ora che in questi giorni ha fatto la sua apparizione al Salone di Nuova Delhi in India, dove viene prodotta. E' non è una 'boutade' per attirare visitatori, poiché questa è la prima realtà del 2008 in fatto di motori e che a detta del suo costruttore, Ratan Tata, "permetterà ad ogni indiano di potersi motorizzare poiché alla portata di tutti". E c'è solo da credergli, perché con questa cifra che in India è sufficiente ad acquistare la vettura, nel mondo occidentale non basterebbe neppure per comprare un "satellitare". Per Ratan Tata, questo è un sogno che si avvera, perché come lui stesso ha dichiarato, "è sempre stato un mio desiderio motorizzare gli indiani, ed è questa vettura che permetterà loro di passare dalle due alle quattro ruote". Un auto che costa come una bici dunque, che nelle intenzioni del suo costruttore dovrà diventare "l'auto di tutti", quasi un ritorno agli anni Trenta, quando con la stessa intenzione Hitler motorizzò i tedeschi con la Volkswagen, letteralmente, appunto, "l'auto del popolo". (Gericus)

GARLASCO: C'E' UN'ALTRA PERSONA? (2008)

Anche per il caso di Garlasco si apre una nuova pista. C'è un'altra persona nel delitto di Chiara Poggi (foto), la giovane studentessa uccisa il 13 agosto scorso e per il cui delitto, principale imputato risulta tuttora il fidanzato Alberto Stasi? L'ipotesi di una seconda persona viene ora fuori in base ad ultimi accertamenti compiuti sul corpo della vittima da parte del Ris: tracce consistenti di nicotina ritrovate sui capelli di Chiara. E non è un risultato da poco, poiché Chiara Poggi non fumava, e punto cardine di tutto ciò, neppure Alberto Stasi ha mai fumato. Alla luce di questo nuovo risultato dunque, è probabile che prima del delitto, qualcuno, di certo un accanito fumatore, sia stato molto vicino alla giovane, tanto da lasciarle quelle tracce di nicotina tra i capelli. Fumo passivo dunque, che non può comunque risalire al padre, Giuseppe Poggi, via da casa da oltre una settimana per una vacanza con la moglie. Che Chiara fumasse di nascosto? Impossibile, poiché a quell'età, e per di più con un padre fumatore, non ce ne sarebbe stato il bisogno e poi, nessuno degli amici ricorda di aver visto Chiara con una sigaretta tra le labbra. Ma se questo è il punto nuovo di tutta la vicenda che si trascina avanti ormai da mesi, una lacuna si nota in quest'ultima scoperta. Se così fosse, cioè un fumatore fosse stato vicino a Chiara negli ultimi suoi momenti di vita, perché non sono state individuate sul luogo del delitto tracce di cenere o mozziconi di sigaretta? Rimane difficile pensare che questi, compiuto il delitto, si sia messo in tasca mozziconi ed altro per non lasciare traccia del suo passaggio. Quindi? Un po' macchinoso il ragionamento, ma di certo una novità che può lasciare aperto un nuovo spiraglio nelle indagini, ma soprattutto un punto su cui confrontarsi per i legali di Alberto Stasi. (Gericus)

PERUGIA: NUOVI SVILUPPI (2008)

Un nuovo tassello di verità si aggiunge nel puzzle del delitto di Meredith Kercher. (foto) Tracce di Dna di Raffaele Sollecito sono state individuate dalla polizia scientifica sul reggiseno della vittima. Cosa significa tutto ciò? La certezza della presenza del giovane barese sulla scena del delitto, che smentisce di fatto le dichiarazioni fino ad ora rilasciate, in base alle quali lui nella sera dell'omicidio sarebbe stato davanti al suo computer. Grande importanza a queste nuove rivelazioni da parte degli inquirenti, fermi fino adesso ad una impronta di suola impressa nel sangue e compatibile con una scarpa da ginnastica di proprietà del giovane. Ma da ulteriori esami, si aggrava anche la posizione di Rudy Hermann Guede, poiché altre due sue tracce di Dna sono state rinvenute la prima sulla borsetta della vittima e l'altra sulla manica del giubbotto di una tuta sempre della vittima. Pertanto oltre al cromosoma Y isolato sul tampone vaginale effettuato su Meredith, l'impronta della sua mano sul cuscino ritrovato sotto il corpo della studentessa e il suo Dna sul reggiseno, la posizione dell'ivoriano a questo punto è veramente compromessa. Resta la terza accusata, l'americana Amanda Knox, dove significative sono quelle macchie di sangue ritrovate nel bagno risultanti un mix di Dna suo e della vittima e che confermerebbero, secondo gli investigatori, la sua presenza sulla scena del delitto se non la partecipazione diretta all'omicidio. Per gli inquirenti a questo punto mancherebbe solo il movente e il ritrovamento e la certezza dell'arma del delitto per chiudere il caso. Siamo dunque ad un passo dalla soluzione? (Gericus)

martedì 8 gennaio 2008

IBIZA: NO RAVE? NO PARTY! (2008)

Dal ballo allo sballo il passo è breve. Pertanto, per dare una immagine meno "godereccia" di Ibiza, la "Isla Blanca" nonché capitale dell'eccesso, il sindaco socialista Paquita Ribas ha decretato: "Stop a eventi "after", poiché dal 2008, al mattino si dorme e non si gozzoviglia in giro per discoteche". E' uno chock dunque per i "signori della notte", coloro che gestiscono il divertimento notturno di quei 4 milioni di turisti che annualmente sbarcano nell'isola assetati di sole e divertimento, sesso e sballo, e tra questi gente dello spettacolo, calciatori e starlette, quest'ultime "in cerca di un taxi" per il successo. E poi non bisogna dimenticare quei giovani, soprattutto inglesi, che con voli "low cost" arrivano al giovedì per ripartire tre giorni dopo, fatti e strafatti senza aver dormito un ora e passati di festa in festa. Ma in quest'isola "blanca", bianca come la cocaina che scorre a fiumi, ora arriva il giro di vite della polizia, poiché, come è stato ammesso dalle autorità, "l'aumento vertiginoso dell'uso di sostanze stupefacenti nei periodi estivi proietta un immagine negativa sul turismo locale". Ma una Ibiza dunque più tranquilla saprà mantenere il suo massiccio mercato del divertimento "no limits"? "Non vogliamo farla finita" rassicura il sindaco Ribas, "ma vogliamo che questo tipo di divertimento conviva con altri tipi di turismo". Il sasso è lanciato. Chissà se le onde raggiungeranno anche le nostre latitudini... (Gericus)

lunedì 7 gennaio 2008

SETTANTA CANDELINE PER ADRIANO (2008)

Sono 70 caro Adriano le candeline che hai spento ieri, sei gennaio, giorno della Befana. E non eri solo a festeggiare il tuo compleanno, perché idealmente, accanto a te, c'erano milioni di persone, tuoi fans, magari un po' imbolsiti, canuti, ma non per questo battuti. Fa strano pensarti settantenne, perché tu, "molleggiato" per antonomasia, nelle nostre immagini rimani il "dinoccolato" di "Rock Matto", l'urlatore di "Impazzivo per te", il bullo di "Sabato triste", il "Ragazzo della via Gluk", l'amicone ingenuo di "Serafino". Cacchio! Quante emozioni abbiamo vissuto con te, Adriano, e quante volte ci hai fatto sentire "ribelli" grazie a quei juke-box che urlavano le tue canzoni, e dove noi, sigaretta in mano, capelli impomatati e jeans con la ripiega sopra le scarpe, imitavamo i personaggi delle tue storie, ritrovandoci in un attimo in quell'afosa e deserta giornata estiva dove neppure all'oratorio si può trovare "un prete per parlare". Non ti preoccupare Adriano, perché gli anni sono solo un puro fatto anagrafico che non scalfisce affatto il "giovane che c'è in te", quello che noi tutti conosciamo, seguiamo e apprezziamo, quello che da oltre cinquant'anni ci unisce in quel tuo "Mondo in Mi7" fatto di sogni e debolezze umane, amori e tradimenti, certezze e inquietudini. Auguri Adriano. Di tutto cuore. (Gericus)

NAPOLI: ITALIA? (2008)

E venne l'esercito, che al posto dei netturbini ripulì Napoli da tonnellate di "munnezza". Rimane difficile da capire il meccanismo di questo "sfacelo" anche se una cosa è chiarissima: subito a casa il presidente della Regione Bassolino e con lui, il sindaco Iervolino, i due "lino" che non sono stati capaci di prevenire, arginare e superare il problema. E' un male antico quello della "munnezza" a cielo aperto nella città vesuviana, poiché sotto sotto gravitano interessi incrociati, che come ha definito la commissione parlamentare d'inchiesta, "sono luoghi d'incontro tra camorra e mala amministrazione". E pensare che da un po' di tempo, in tutto il mondo si è scoperto la grande ricchezza che può generare la spazzatura attraverso processi lavorativi, ma purtroppo, prima che i nostri amministratori se ne è accorta la camorra, dichiarando di fatto guerra a CDR e Termovalorizzatori, soluzioni che una volta per tutte metterebbero fine al caos. Un caos che produce 1.400 tonnellate di spazzatura al giorno solo a Napoli (7.300 in tutta la Campania), e che oggi vede 100.000 tonnellate di rifiuti non raccolti, con 8,5 milioni di ecoballe depositate sul territorio e che per trasportarle altrove necessitano di ben 250 tir. E mentre topi grossi come volpi girano per le strade, in mezzo a sacchi di immondizia che arrivano alle finestre dei primi piani, il presidente Giorgio Napolitano ammette che "si deve risolvere il problema che è diventato una vera e propria tragedia", e il presidente del Consiglio Romano Prodi comunica che "sul problema dei rifiuti mi sono preso la responsabilità e vado fino in fondo". Nessuno però che abbia il coraggio di dire "tagliamo il nodo che unisce strutture pubbliche alla criminalità". (Gericus)

domenica 6 gennaio 2008

ALTO ADIGE: ICH LIEBE ITALIEN! (2008)

Eccolo qua il "paperone" delle amministrazioni regionali, tale Luis Durnwalder, (foto) Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, il cui stipendio mensile è di 25.600 euro, ovvero un qualcosa come 49 milioni e 568 mila lire del vecchio conio. A tirare fuori questa "chicca" è stato nientemeno che il giornale locale di lingua tedesca il "Tageszeitung", aggiungendo pure che le stratosferiche indennità riguardano -chi più chi meno- tutto il governo altoatesino. Luisa Gnecchi, per esempio, vicepresidente della Giunta, si porta a casa mensilmente ben 24.300 euro, mentre l'assessore alla Sanità di euro ne incassa 22.900. Chiedendoci se a queste persone tremino le mani ogni volta che ritirano lo stipendio, confrontiamo i loro compensi con quelli di capi di Stato. Il Cancelliere federale tedesco Angela Merkel ritira ogni mese uno stipendio di 19.300 euro, il ministro degli esteri Frank Steinmeier 12.800, e il presidente della Repubblica Horst Koehler, con una indennità di 16.583 euro è superato di qualche centinaio di euro dalla vicepresidente del consiglio altoatesino Rosa Thaler. Oltre a queste macroscopiche differenze, esiste anche quella impietosa dei numeri: la Merkel governa uno dei Paesi più popolati dell'Europa con 82 milioni di abitanti, mentre Durnwalder, amministra una delle regioni più piccole d'Italia con circa 500 mila abitanti. Luisa Gnecchi, vicepresidente della giunta eletta nelle liste dei DS, dopo la pubblicazione di queste notizie ha avuto il pudore di ammettere che "è evidente che in un Paese dove metà dei cittadini arriva a stento a mille euro al mese, certe indennità sono troppo alte, pertanto serve una seria riflessione", ma poi ha anche aggiunto che "se Durnwalder facesse il manager o fosse a capo di una banca, guadagnerebbe di più che a fare il governatore dell'Alto Adige". Beh, su questo punto possiamo rispondere che se rimane al timone del governo altoatesino avrà i suoi buoni motivi... o no? Dopo queste ultime notizie, pertanto, una cosa è certa: L'Alto Adige che si stacca dall'Italia? Ma quando mai! "Ich Liebe Italien"! Con uno stipendio simile, chi se ne frega delle radici teutoniche...

sabato 5 gennaio 2008

ARRICCHIRE IL DIBATTITO... (2008)

Chissà, forse è un'altra moda che sta nascendo in Italia, dopo quella del testimonial "dietro le sbarre". Di cosa si tratta? Ma di portarsi in casa il galeotto per poter, -come ha affermato recentemente un 'ospitante'- "arricchire il dibattito nella mia famiglia". Caspita che arricchimento! Orbene, da San Vittore a Regina Coeli fino all'Ucciardone, già in tanti si preparano ad entrare nella lista dei futuri "arricchitori di dibattito", e già ci immaginiamo gli sbocchi. Con Erika potremmo benissimo arricchire il nostro bagaglio culturale discettando sui metodi di far fuori madre e fratellino, trovarne i giusti motivi e comprendere quel gesto che in fin dei conti, ma sì, è "politicamente corretto". Potrebbe essere "culturalmente vantaggioso" poi conversare amabilmente in sala, magari con un bicchiere di cognac in mano, con un certo Ahmetovic per capire quanto bisogna bere prima di poter arrivare a falciare e uccidere quattro giovani. Pendere dalle sue labbra nell'immaginare quel colpo e poi, con una pacca sulle spalle, magari convincerci che tutto sommato, se quei giovani a quell'ora fossero stati a letto forse tutto ciò non sarebbe successo. E con Andrea? Come la mettiamo con lui? Essendo questi uno dei capi delle 'bestie di Satana', uno scambio pacato di opinioni potrebbe essere 'interessantissimo' per scoprire come dalla musica si può passare all'esecuzione sommaria di componenti della stessa band -con fidanzate al seguito-, capire poi che effetto fa sotterrarli ancora vivi, scambiare su questo "particolare" delle sane opinioni e poi, beati, sentirsi "tanto ricchi internamente"... Vuoi mettere poi una serata "a tema" con un noto e reiterato violentatore? Oppure con un killer seriale? E perché no con un capo mafioso che magari ha le sembianze di Marlon Brando ai tempi del "Padrino" e che fa tanto "figo"? Ma quale università dunque! Arricchire il "bagaglio culturale" oggi inizia da "Porta a Porta" con ripasso a "Matrix", e poi, per la scelta dei "docenti", non c'è nessun problema. Basta leggere le pagine della cronaca nera... (Gericus)

GIANLUCA GRIGNANI: "IL RE DEL NIENTE" (2008)

AOSTA - "Era Gianluca Grignani la star più attesa nella notte di Capodanno in piazza Chanoux. Ma il cantautore milanese ha forse voluto tener fede all'appellativo che si è dato in un suo cd -"Il re del niente"- perché la performance che ha offerto ha lasciato perplessi parecchi spettatori. Nessuna band ad affiancarlo, sei canzoni in tutto accompagnate solo con una chitarra e cantate con lo stile 'medley' di successi senza neppure il tempo per gli applausi tra una e l'altra. Poi arrivederci e grazie". (La Vallée Notizie)
E a dare credibilità a questa spietata critica, arriva anche una lettera pubblicata nella rubrica La Posta dei lettori:
"La tanto decantata presenza sul palco di piazza Chanoux per l'ormai tradizionale concerto di fine anno di Gianluca Grignani (foto) si è rivelata essere tutto fuorché un'esibizione artistico-canora. Assolutamente illusorio che il cantante, armato di sola voce e chitarra amplificata strimpellata da lui medesimo, potesse propiziarsi le simpatie del pubblico aostano: cioè una band che accompagnasse la presunta "star" della musica leggera neanche l'ombra. Ovvie la disapprovazione e la reazione fredda della gente che non ci ha pensato due volte a manifestare un più che legittimo dissenso". (La Stampa -Lettera firmata-).

UN OSPITE DI NOME AZOUZ (2008)

Scrive Nicola Forcignanò su "Il Giornale" di oggi:

Io contro Azouz Marzouk non ho nulla. Odio chi ha massacrato a Erba la sua famiglia e immagino quanto grande possa essere il dolore e la rabbia. Ho grande pietà e pena per lui. Punto. Ciò non toglie che a casa mia, con mia moglie e i miei figli non lo vorrei. E non certo perché arriva dalla Tunisia. Non ce lo vorrei perché prima di quel dramma aveva avuto problemi con la giustizia per colpa della droga e, dopo quell'orribile mattanza, è finito nuovamente in galera ancora a causa della cocaina. Una lunga fila di intercettazioni telefoniche lo incastra lasciando pochissimo spazio ai dubbi. E' uno spacciatore, genere di delinquente abbastanza odioso. Ma non basta. Il disgraziato (nel senso che ha subito una disgrazia) nei mesi che sono passati da quell'angosciante delitto ha provato a spacciare pure sé stesso e la propria faccia nello squallido mondo che ruota intorno -e talvolta anche dentro- allo spettacolo e alle riviste di gossip. Soldi facili (addirittura per prestazioni sessuali, ha confessato lui), notorietà, perfino celebrità. In cambio, ha messo in vendita il proprio dolore, il ricordo della moglie assassinata e del bimbo sgozzato, addirittura le loro bare vendendo l'esclusiva fotografica del funerale. Come si fa, dunque, a non pensare male della "buona azione" ci centocinquanta famiglie italiane che hanno dato vita a una specie di gara assurda per ospitare Azouz nelle proprie case così da permettergli di richiedere gli arresti domiciliari e uscire di prigione? Non sarà giusto, ma è più che comprensibile sospettare siano davvero serie e disinteressate le intenzioni della famiglia alla periferia di Lecco che avrebbe vinto la competizione per portarsi a casa il tunisino accusato ancora una volta di spaccio di droga? Dicono trattarsi di ottima famiglia e rispettosa del vivere sociale, gente "al di sopra di ogni sospetto", come ha tenuto a precisare l'avvocato di Marzouk. Sarà, ma perché La spiegazione fornita dai "vincitori del trofeo" non aiuta certo a capire. "Noi in famiglia discutiamo su tutto e Azouk potrebbe integrarsi con le nostre abitudini e stili di vita, arricchendo in qualche modo il dibattito sull'integrazione sociale" è la motivazione di questa coppia con due figli, una ragazza che lavora e un giovane studente. Belle parole, politicamente corrette dell'anonima famigliola. Ma anonima fino a quanto? Se il giudice concederà a loro Azouz, se l'immaginano l'assalto del solito circo mediatico -Corona in testa- alla loro casa? Se l'immaginano oppure se l'aspettano?

venerdì 4 gennaio 2008

FAUSTO COPPI, IL CAMPIONISSIMO (2008)

Quarantotto anni fa, il 2 gennaio del 1960 moriva Fausto Coppi, il corridore più vincente dell'epoca d'oro del ciclismo. Era nato il 15 settembre 1919 a Castellaneta (AL) e il suo palmarés tuttora resta insuperato in quanto a vittorie: cinque volte vincitore al Giro d'Italia e due volte al Tour de France, cinque affermazioni al Giro di Lombardia, tre vittorie alla Milano-Sanremo, e i doppi successi alla Parigi-Roubaix e alla Freccia del Vallone nel 1950. Fu poi Campione del mondo nel '53 e primatista dell'ora dal 1942 al 1956 con 45,798 chilometri. Leggendaria la sua bonaria rivalità con Gino Bartali, altro grande campione dell'epoca, rivalità immortalata in uno scatto passato alla storia sportiva, nel quale i due, durante una salita al Tour nel 1952, si scambiano una bottiglia d'acqua, una foto che però non chiarirà mai chi dei due aveva preso l'iniziativa. Uomo di sport, Fausto Coppi però fece parlare pure le cronache 'scandalistiche' (all'epoca) per una sua relazione extraconiugale con Giulia Occhini, meglio conosciuta in seguito come "la dama bianca", soprannome derivato dal fatto che il giorno in cui Coppi fu ritratto con lei, nel 1953, in occasione della sua vittoria al Campionato del mondo, la misteriosa donna indossava appunto un montgomery bianco. Nel dicembre del 1959 partecipa ad una gara in Africa e poi, nei giorni successivi, viene invitato ad una battuta di caccia, ed è lì che contrae la malaria. Una volta tornato in Italia, le sue condizioni di salute precipitano. Nel pomeriggio del primo gennaio del '60 il ricovero urgente all''ospedale di Tortona dove inizia una massiccia cura a base di antibiotici, ma nonostante gli sforzi dei medici, il grande campione entra in coma. Morirà, senza più aver ripreso conoscenza, alle 8,45 del 2 gennaio. (Gericus)

mercoledì 2 gennaio 2008

"L'EROE SCONOSCIUTO". 2008

La notizia arriva dall'America. Grazie a Dio, il nuovo anno si apre con una bella favola.
Gordon Mattew Copeland, 34 anni di Red Bluff, Stati Uniti, non ci pensò due volte. Alla vista di un auto in fiamme accartocciata contro un albero, bloccò la sua vecchia Chevrolet e si precipitò in soccorso dei malcapitati. All'interno, tra fumo e fiamme, una donna e un bambino si dibattevano prigionieri tra i rottami. Impossibilitato ad aprire lo sportello, Gordon raccolse una pietra e con tutta la forza la scagliò contro il finestrino, mandandolo in frantumi al terzo tentativo. Con le fiamme che ormai avvolgevano la vettura, l'uomo tirò fuori prima il bambino e poi la donna, consegnandoli infine alle cure dei paramedici che nel frattempo, con la polizia, erano arrivati sul posto. Nella confusione del momento, nessuno si ricordò di lui, e dato che Gordon aveva un importante appuntamento di lavoro, seppure un po' bruciacchiato salì in macchina e se ne andò. Giornali e televisione, subito impossessatisi della vicenda, per giorni si misero alla caccia dell'autore del gesto eroico che aveva commosso l'America, poi, non venendone a capo, lo dipinsero come "L'eroe sconosciuto". Tutto questo accadeva il 18 marzo 1974, poi giorni, mesi e anni si sono accavallati senza sosta, facendo finire nell'oblio il fatto e i suoi protagonisti. Sul finire di ottobre del 2001, un uomo, sceso da una lussuosa vettura, bussò alla porta di una modesta abitazione di Manzanillo in Messico. "Abita qui il signor Gordon Mattew Copeland"? Sulla porta, una donna sui quarant'anni, dopo un attimo di silenzio rispose a quell'insolita domanda: "Mio padre Gordon, purtroppo, è morto molti anni fa... Di cosa si tratta"? L'uomo, nell'udire quelle parole dimostrò un certo smarrimento: "Mi dispiace... mi dispiace molto..." Impacciato, tirò fuori di tasca una busta consegnandola alla donna. "Avrei voluto consegnarla a suo padre" bisbigliò, "però sarò lieto se lei la accetterà lo stesso". Dopo queste parole, il giovane salutò e salito in auto, in un attimo scomparve lungo la via. Frastornata, la donna rientrò in casa e aprì la busta. Dentro un ritaglio di giornale: "Un eroe misterioso salva madre e figlio dalle fiamme della propria auto e sparisce nel nulla". Nella busta c'era pure un biglietto indirizzato a Gordon: "Quel bambino che tu hai salvato sono io. In tutta la mia vita, ho avuto sempre impresso nei miei occhi il volto di un uomo che sfidando le fiamme ha salvato me e mia madre da morte sicura. Con quel gesto di puro altruismo, mi hai dato la possibilità di vivere, di farmi una famiglia che amo e di avere così l'opportunità di raggiungere una posizione di prestigio in seno ad una società nella quale io sono il maggior azionista". Allegato al foglio, un assegno di cinque milioni di dollari. Le lacrime che ora bagnavano il volto della donna, non erano di gioia per quella fortuna arrivata in quel momento. Erano di ammirazione per il padre, perché lei non aveva mai saputo di essere la figlia dell'eroe sconosciuto, dal momento che Gordon Mattew Copeland, dopo aver salvato quelle due persone, la sera del 18 marzo 1974 moriva in un incidente stradale sulla via del ritorno a casa. (Gericus)