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giovedì 8 maggio 2008

DIRE ADDIO ALLA VITA

AOSTA - In una tavola rotonda svoltasi martedì 5 maggio nei locali della Biblioteca regionale, il dottor Antonio Colotto, direttore della Struttura psichiatrica e salute mentale dell'Usl della Valle d'Aosta, ha presentato un approfondito studio sul tema del suicidio. Erano presenti ai lavori il dottor Antonio Loperfido, psicologo e coordinatore dell'Osservatorio del suicidio e parasuicidio del Dipartimento della salute mentale di Pordenone, Gabriella Furfaro, dirigente dell'assessorato regionale della Sanità, Annarita Nassisi, presidente della Consula femminile e don Luigi Ottobon, parroco. Questi sono i dati emersi. Dal 1991 al 2007, i suicidi in Valle d'Aosta sono stati 353, dei quali 277 maschi e 76 femmine. La fascia d'età maggiormente interessata all'attività suicidale è quella che va dagli 80 agli 84 anni, e nelle fasce comprese fra i 45 e i 64 anni. Il trend però indica un incremento nei suicidi in alcune fasce di età, in particolare fra i 50 ed i 59 e oltre gli 80 anni. Non è ancora presente nella nostra realtà -sottolinea lo studio del dottor Colotto- l'incremento degli atti suicidari nei giovani (20-35 anni) e nei giovanissimi (15-19anni) Continuando nello studio epidemiologo, si evidenziano che nelle modalità del suicidio, al primo posto troviamo l'impiccagione, segue la morte cercata per precipitazione, con arma da fuoco, per annegamento e altre forme, tra le quali, in misura minore, modalità da arma da taglio e avvelenamento. Nel dare addio alla vita, l'uomo tende ad atti violenti (principalmente impiccagione o arma da fuoco), mentre la donna lo fa in maggioranza con modalità di avvelenamento o per precipitazione. L'identikit del suicida valdostano pertanto è un anziano, e la causa principale è la solitudine. Aosta, infine, con il 17,7 per cento dei casi in totale, è il luogo dove maggiormente si decide di dire addio alla vita. (Gericus)

giovedì 8 novembre 2007

LA VALLE D'AOSTA QUINTA IN RICCHEZZA (1993)

La Valle d'Aosta risulta quinta nella graduatoria nazionale dello sviluppo. Il dato è fornito dalla edizione 1993 dello studio annuale predisposto dal centro studi della Confindustria, che colloca al primo posto la provincia di Modena, al secondo quella di Milano, al terzo Como e al quarto Bologna. Per formulare la speciale classifica, sono stati utilizzati sei parametri: i depositi bancari, i consumi di energia elettrica, il numero di automobili in circolazione, il reddito medio pro-capite, il tasso di occupazione e il tasso di industrializzazione. La Valle sarebbe stata prima se si fossero utilizzati soltanto i primi tre indicatori, cede invece, quattro posizioni soprattutto a causa del non elevatissimo tasso di industrializzazione. Lo scorso anno la Valle d'Aosta fu settima nella stessa classifica delle province. All'ultimo posto in classifica (il numero 95) rimane sempre Enna, mentre nella parte alta dopo Aosta, vi sono invece, nell'ordine: Mantova, Varese, Brescia, Arezzo e Vicenza. (La Stampa)

domenica 23 settembre 2007

RECORD DI AUTO, DIVORZI E ALCOL (1983)

Alto un metro e 72 centimetri, abbastanza benestante, senza problemi di occupazione, in possesso di almeno un auto e un telefono, divorziato e con buona propensione all'abuso di alcolici. Questo è l'identikit del valdostano medio che emerge dall'indagine pubblicata nei giorni scorsi dall'Istat in occasione della presentazione di "Le regioni in cifre". Come tutte le statistiche, anche l'identikit rappresenta un paradosso. Alcuni dati. Prodotto interno lordo: La Valle d'Aosta si piazza al secondo posto subito dietro la Lombardia. In media ogni valdostano guadagna 26 milioni e 251 mila lire l'anno, circa 800 mila lire in meno di un lombardo, ma decisamente di più del piemontese (24 milioni 778 mila lire). Addirittura il doppio del siciliano (13 milioni 522 mila lire) e del calabrese (12 milioni e 30 mila lire). In percentuale nel tasso di disoccupazione (3,6) siamo secondi solo al Trentino Alto Adige, mentre in Calabria un ragazzo su cinque è senza lavoro. Infine, siamo la regione con più auto in assoluto (65 veicoli ogni 100 abitanti) e con più divorzi all'anno (oltre 120), se pensiamo che la Basilicata ne denuncia 16 ogni 100 mila abitanti. (La Stampa)

domenica 9 settembre 2007

VALDOSTANI INFEDELI AL FISCO (1993)

Nell'Italia che paga le tasse, almenno stando a una indagine del "Sole 24 Ore", la Valle d'Aosta non è tra le regioini che brillano. L'analisi ha radiografato i dati emersi dalle denunce Irpef (modello 740), Ilor (modello 750), Irpeg (modello 760), Iva e registro . Dagli accertamenti degli 007 del fisco, secondo l'inchiesta che si basa su elaborazioni di dati dell'anagrafe tributaria, i valdostani tendono a minimizzare i redditi. La Valle d'Aosta quindi, nel panorama nazionale è piazzata in 12° posizione, con una "fedeltà fiscale" che rispetto a un punteggio massimo teorico di 100 punti raccoglie solo 46 punti (il Piemonte capo classifica ha 94 punti). Per Gennaro Di Martino, direttore dell'Ispettorato compartimentale delle imoste dirette «non c'è da stupirsi o da meravigliarsi dai risultati dell'indagine, il cui significato è da ritenersi molto relativo. Si tratta di una statistica e come tale deve essere valutata. Sono tanti gli elementi che andrebbero esaminati per avere elementi probanti.»E per restare sempre a ciò che esce fuori dalla statistica del "Sole 24 Ore", i tassi di "minore onestà" sono registrabili nella denuncia dell'Iva e per l'imposta di registro. (La Stampa)

domenica 2 settembre 2007

BENESSERE? LA VALLE SOLO 14° (1992)

Che cosa sta cambiando nella Valle, scesa in un anno dal secondo al quattordicesimo posto tra i capoluoghi italiani in cui "si sta meglio"? Esaminando i 36 indicatori che il "Sole 24 ore" ha scelto per realizzare la graduatoria, balza subito agli occhi un primo dato: buona sicurezza economica (possibilità occupazionali e vivacità imprenditoriale), ma pessima efficienza dei servizi pubblici. Sono proprio quest'ultimi a incidere sull'arretramento di Aosta nella graduatoria finale. In un solo anno dunque, la Regione ha perso ben 2o posizioni, passando dal 7° al 27° posto. In fatto di efficienza dei servizi siamo dopo Piacenza, Foggia e Grosseto, e appena prima di Agrigento. Lunghe anche le attese per le pensioni (43 giorni rispetto ai 15 di Gorizia risultata essere la più veloce). Ma anche il tenore di vita dei valdostani è peggiorato rispetto al 1991. Siamo passati dal 10° al 26° posto. Ad Aosta si sta peggio che a Torino, tanto per fare un esempio, e appena meglio di Vicenza. A far crollare il mito della "regione Bengodi" è soprattutto l'elevato costo della vita. E' vero che restano alti i redditi procapite (26,5 milioni) e i depositi bancari (19,6 milioni), ma gravano sul tenore complessivo di vita il costo delle case (valutato ancora in difetto, sui 2 milioni e 600 mila lire al metro quadrato) che piazza Aosta al 78° posto assoluto, e l'elevata incidenza dell'inflazione (7,8 per cento) che viaggia di quasi un punto e mezzo sopra la media nazionale. Nella voce 'criminalità', rispetto a un anno fa la Valle ha conquistato ben 33 posizioni scendendo dal 13° al 46° posto. Significa cioè che sono diminuiti i fenomeni di microcriminalità, ma non siamo esenti da certi "vizi nazionali". Ad Aosta avvengono più truffe (7,19 ogni 10 mila abitanti rispetto alle 6 della media nazionale) e furti negli appartamenti (3,16 ogni mille abitanti) e quelli d'auto (84,92 ogni 100 mila abitanti). In graduatoria generale, forse anche a causa dell'elevato numero percentuale di "omicidi" fatto registrare (6,07 ogni 100 mila abitanti) ad Aosta. Un dato discutibile: con 228 punti la Valle d'Aosta risulterebbe addirittura più "a rischio" di realtà come la Campania (161), la Sicilia (177) e la Calabria, (194). (La Stampa)

lunedì 27 agosto 2007

MONTE BIANCO: UNA BARA DI GHIACCIO (2007)

AOSTA -Se si escludono gli oltre cento morti dell'aereo indiano schiantatosi poco sotto la cima del Monte Bianco (Italy) nel 1966, l'anno che ha mietuto più vittime è stato il 1993, con ben otto dispersi. E' un cimitero di ghiaccio il "Tetto d'Europa": sotto le sue nevi eterne infatti, da quarant'anni ad oggi riposano tanti alpinisti che hanno perso la vita inseguendo il sogno di conquistarne la vetta. Pertanto, dal '66 ad oggi, oltre 160 sono i dispersi ancora da recuperare, i cui poveri resti a volte tornano alla luce quando fa caldo, e i raggi del sole estivo sciolgono gli strati superficiali dei ghiacciai. E' successo anche la settimana scorsa nei pressi del rifugio Boccalatte, sul ghiacciaio del Planpincieux a circa 2900 metri di quota. Ossa, denti, capelli e frammenti di vestiario che dovrebbero appartenere ad una delle otto vittime del 1993. Nella lunga lista degli scomparsi, scopriamo così che 22 sono italiani, otto tedeschi e altrettanti francesi. E ancora 4 spagnoli, tre inglesi, polacchi e giapponesi e due americani. Infine sloveni, svizzeri, nordafricani e indiani. Al comando del Soccorso alpino della Guardia di finanza ad Entreves c'è il maresciallo Delfino Viglione: «In questo momento stiamo lavorando per risalire con certezza a chi appartengano i resti dell'ultimo ritrovamento -spiega il sottufficiale-. In quella zona, per esempio, non sono state ancora ritrovate le salme di due alpinisti francesi periti nella sciagura avvenuta nel '93 per la caduta di una valanga. Ma non sono gli unici a non essere ritrovati. Mancano all'appello infatti due appassionati di parapendio deceduti sul versante meridionale della Brenva e che probabilmente sono tuttora sepolti nella zona alta del ghiacciaio. Lo stesso discorso vale per due alpinisti scomparsi nella zona del ghiacciaio del Freiney, vicino al rifugio Monzino e infine, per un francese precipitato nella zona Ovest del Bianco»

(La Vallée Notizie)
(foto: il comandante del S.a.G.d.f. Delfino Viglione davanti ad un crepaccio del ghiacciaio)

lunedì 13 agosto 2007

VALLE D'AOSTA UN PO' MENO RICCA (1992)

La Valle d'Aosta, nell'indagine pubblicata in questi giorni dal centro studi delle Unioncamere "Guglielmo Tagliacarne", rimane tra le dieci province più ricche d'Italia, classifica guidata da Milano. L'analisi si riferisce al reddito prodotto per abitante. Nel 1990, anno preso in esame, ogni abitante della Valle ha prodotto redditi per 26 milioni e 500 mila lire. Rapportato a 100, il reddito prodotto dalla Regione è pari a 127,5. Vista in termini assoluti, e in particolare se confrontata con i 10 milioni 709 mila di Agrigento che chiude la fila delle 95 province, la posizione della Regione è invidiabile. Lo è meno se il confronto, come ha fatto l'istituto Tagliacarne, spazia nel periodo 1980-1990. Nel decennio infatti, la Valle d'Aosta ha perso quattro posizioni in classifica ed è scesa dal 6° al 10° posto. E' il segnale di una crisi in arrivo? Dice Massimo Levéque, da qualche giorno capo di gabinetto del presidente della Giunta Ilario Lanivi: "Un leggero calo era nelle previsioni. Negli ultimi dieci anni in Valle, il tasso di crescita è stato inferiore alla media nazionale". A questa tendenza negativa guardano con una certa preoccupazione le associazioni industriali e le organizzazioni sindacali: "C'è crisi in diversi settori" dice il presidente dell'Assocommercianti Pierantonio Genestrone, "e le altre regioni camminano più spedite della nostra". Infine Elio Riccarand, consigliere regionale verde: "Le iniezioni di denaro pubblico fanno sopravvalutare la reale vitalità della regione. C'è ricchezza finanziaria, ma alla base c'è fragilità economica". (La Stampa)

martedì 31 luglio 2007

IL PRIMATO DEI SUICIDI E' DELLA VALLE D'AOSTA (1992)

La Valle d'Aosta ha il primato dei suicidi in campo nazionale, con scelta violenta e dimostrativa dei modi. Impiccagione e annegamento sono ai primi posti e costituiscono le "scelte" messe in atto da persone di una certa età. Abbastanza frequenti l'ingestione di barbiturici o altri medicinali fra i giovani; molto più raro il suicidio con arma da fuoco. Poi ci sono i suicidi "mascherati" per pudore: almeno un terzo delle overdose da eroina sono suicidi. Al primo posto tra i "moventi" ci sono ancora la malattia e l'infermità. Negli ultimi dieci anni il numero dei suicidi è cresciuto del 30 per cento nei Paesi europei e del 42 per cento in Italia. Nell'alta percentuale di questo fenomeno in Valle -spiega il dottor Nadir Vietti, primario del reparto di psichiatria dell'ospedale regionale- sono raggruppati anche i tentativi di suicidio che in altre regione sono classificati diversamente". Sempre secondo il dottor Vietti, non esistono motivazioni circostanziate che offrano spiegazioni esaurienti per l'alto numero di suicidi in Valle. "Se nei decenni passati una causa era l'isolamento di alcune vallate, oggi questi ostacoli sono stati superati. Molti suicidi vengono attuati da persone tranquille e senza precedenti psicopatologici". (La Stampa)

venerdì 27 luglio 2007

DUEMILA POVERI IN VALLE D'AOSTA (1992)

La regione ha il record negativo col maggior numero di poveri del Centro Nord con un secco 16%. Il Trentino Alto Adige è la regione con la percentuale più bassa, pari al 6,6%. All'assessorato per le Politiche sociali del Comune di Aosta, si ha la conferma dello stato di indigenza di molte persone. Da anni infatti il municipio assegna un sussidio annuo di "sopravvivenza" a persone in difficoltà economiche. Quest'anno le domande sono state 200. Per fare la richiesta, occorreva avere più di 60 anni di età o più del 67 per cento di invalidità e un reddito personale mensile di poco più di 500 mila lire. Poco prima della fine dello scorso anno sono stati pubblicati i dati ufficiali dei ricchi, ossia delle persone con più di 250 milioni di reddito dichiarato: in Valle d'Aosta questi sono 42, con un totale di reddito superiore ai 16 miliardi. La Valle ha dunque due facce: 42 ricchi dichiarati e oltre 1800 persone costrette a vivere con meno di 750 mila lire al mese. (La Stampa)

lunedì 23 luglio 2007

VALLE D'AOSTA: PARADISO DEI LADRI (1992)

Due rapine in banca, 63 truffe, 175 furti. E' il bilancio di un anno di crimini, molto più pesante di quello presentato nell'inchiesta del "Sole 24 Ore" assicurano carabinieri e polizia. Secondo il quotidiano la Valle d'Aosta è 13esima nella graduatoria delle province più tranquille. La truffa però è il reato che ha visto il maggior aumento. La conferma viene dalla procura presso la pretura di Aosta. Dice Tiziano Masini, sostituto procuratore: "C'è sempre una minore efficenza dell'attuale meccanismo processuale. La truffa è sempre meno punita perchè il sistema è diventato più garantistico. Inoltre il reato di truffa paga, nel senso che l'autore sa di non incorrere più, come accadeva con il vecchio codice, nelle misure di custodia cautelare, ed è facile ogni due o tre anni ottenere l'amnistia".
(La Stampa)

mercoledì 4 luglio 2007

DIVORZI QUADRUPLICATI IN VALLE (1991)

Ci si sposa di più, ma si rimane assieme di meno: queste in sintesi le conclusioni alle quali si arriva esaminando le statistiche nazionali. Sono dati che trovano riscontro anche in Valle? Sostanzialmente si, ma con alcune distinzioni. Nei primi anni '70 quando la popolazione residente non aveva ancora raggiunto le 110 mila unità, è stata approvata la legge sul divorzio. Allora i matrimoni erano poco più di 800 e il 96,8 per cento veniva celebrato con rito religioso. Nel 1975 i matrimoni erano saliti a 835, ma il ricorso al rito religioso era sceso all'88,2%; le separazioni erano 64 e si avevano i primi divorzi (28) poichè la normativa, modificata nell'87, prevede ancora 5 anni di separazione invece dei tre attuali. Da allora e fino alla fine degli anni '80 si è assistito ad un costante calo delle unioni, a fronte di un aumento di separazioni e divorzi. Un aumento dei matrimoni c'è stato in questi ultimi anni, arrivando ai 602 del 1990. Separazioni e divorzi perciò sono in costante aumento. Ma qual'è infine la famiglia tipo valdostana? Le coppie si formano intorno ai 25 anni di età, ma molte si presentano ben presto di fronte al presidente del tribunale per separarsi, e questo avviene in genere intorna ai 30 anni. Per concludere, chi rimane insieme arricchisce il nucleo familiare di un figlio -al massimo due- mentre il terzogenito è quasi scomparso dalle famiglie valdostane. (La Stampa)

domenica 1 luglio 2007

AOSTA, CITTA' SENZA BAMBINI (1991)

Dopo un decennio di sostanziale stabilità demografica, il 1991 con ogni probabilità si chiuderà con un migliaio di nascite, sommando quelle del presidio ospedaliero del Beauregard a quelle dell'ospedale di Ivrea, dove vanno molti abitanti della Bassa Valle. Dopo l'approvazione della legge sull'aborto, le nascite si erano assestate sulle 850 unità, con un minimo di 807 nel 1986. Il prevedibile aumento di quest'anno deriva dal fatto che i bambini di oggi sono figli del "baby-boom" degli anni Sessanta, quando le nascite avevano sfiorato le 1800 unità. Eduardo Machado, primario del reparto di Pediatria e Neonatologia di Aosta è soddisfatto dell'aumento registrato, ma soprattutto di un altro dato, quello relativo alla mortalità perinatale: "Siamo partiti da un 28 per mille all'inizio degli anni Settanta fino a scendere all'1,06 per mille dello scorso anno. Ciò significa che le strutture del reparto, malgrado alcuni problemi, funzionano". Scorrendo gli ultimi dati elaborati dal coordinamento socio sanitario infantile diretto da Luca Peano e riferiti al 1989, si scopre per esempio che la maggior parte delle mamme arriva al primo parto a 26 anni. I padri sono normalmente più vecchi di due e nel 75% dei casi assistono al parto. Il fenomeno però ha anche altri aspetti: i bambini tendono ad essere considerati come un lusso (visto i costi per il loro mantenimento) e le loro condizioni di salute devono essere perfette perchè possano essere sistemati in un asilo fin dalla più tenera età. (La Stampa)

ALCOL, UNA PIAGA PER LA VALLE (1991)

In Valle d'Aosta ogni anno muoiono 40 persone per cirrosi epatica, malattia in maggior parte causata dall'alcolismo. Soltanto il Friuli Venezia Giulia ha un tasso di mortalità superiore in Italia. E in Europa soltanto la Romania supera l'Italia nel numero di morti opgni anno. Cifre altissime che denunciano ancora una volta il pericolo dell'alcolismo, al pari della tossicodipendenza e del fumo. Le cause che portano all'eccessivo consumo di alcol sono simili sia per il Friuli sia per la Valle d'Aosta: motivi culturali e geografici che sono stati esaminati durante il recente congresso di Saint Vincent da medici, sociologi, enologi, agronomi e assistenti sociali. Quale le soluzioni per combattere il fenomeno? In Valle d'Aosta esistono due associazioni che si occupano del recupero delle persone che hanno dipendenza dall'alcol. Gli Alcolisti Anonimi e il Club degli alcolisti in Trattamento. Non esistono dati statistici aggiornati al livello nazionale; gli ultimi rilevamenti risalgono al 1985 e indicano una stima di circa 4 milioni di alcolizzati, un numwero comunque teorico. E' estremamente difficile conoscere il numero di alcolizzati anche in Valle d'Aosta. Tra le categorie maggiormente "esposte" i giovani. Il modello sono i Paesi anglosassoni e scandinavi, dove l'abitudine di bere alcolici è tradizione radicata. L'esempio si ha ogni sabato sera anche in Valle d'Aosta, con l'aumento negli ultimi anni degli incidenti stradali nei quali sono coinvolti ragazzi appena usciti dalla discoteca. (La Stampa)

sabato 23 giugno 2007

AOSTA QUANTO SEI CARA...(1991)

Inflazione alle stelle. In Valle d'Aosta tutto costa più caro mentre preoccupanti sono le previsioni: la città va verso un aumento dell'8 per cento mentre a livello nazionale la percentuale è ferma sul 6,5. Costa caro vivere in Valle d'Aosta, dove l'inflazione aumenta più velocemente rispetto alla media nazionale. Gli ultimi dati Istat infatti dimostrano che in Italia nel 1990 non si è mai superato il "tetto" del 7%, che è invece stato "sfondato" ad Aosta già nel mese di giugno, con un aumento del 7,1 per cento del costo della vita rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Il confronto dicembre 1990/dicembre 1989 dava un indice del 6,4 per cento per la media nazionale e ancora un 7,1 per la Valle d'Aosta. Se non intervengono fattori al momento imprevedibili si corre il rischio di avvicinare di molto o addirittura superare l'8 per cento con la fine di questo 1991. La regione valdostana stando agli ultimi dati, ha perso il titolo di più ricca d'Italia e ha però guadagnato quello di zona nella quale è più veloce l'incremento del costo della vita: il più basso spetta alla Calabria, con un tasso che non arriva al 5 per cento. (La Stampa)
(nel riquadro: aumenti costo della vita nazionale e regionale)

sabato 2 giugno 2007

VALLE d'AOSTA: PREZZI SENZA FRENI (1991)

Ormai si può scommetere: a ogni cambio di stagione (talvolta anche più frequente) arriva una raffica di aumenti. La primavera è una di quelle stagioni che forse più di altre stimola il lievitare dei prezzi dei generi alimentari, con particolare riferimento a frutta e verdura. "Colpa della stagione" è la frase più ricorrente degli operatori del settore. Un primo segnale che i prezzi erano destinati a salire è arrivato un mese fa. Al bar, la tazzina del caffè e il cappuccino sono passati da mille a 1200 e da 1200 a 1400 lire. Per il momento è rimasto invariato il prezzo del pane: tipo più richiesto costa 2830 lire al chilo e il tradizionale "brutto e buono" tocca quota 3070. Il latte intero è passato da 1420 a 1500 e quello parzialmente scremato da 1350 a 1450. Un giro per la città a leggere i prezzi esposti nelle vetrine dei negozi di frutta e verdura: fagiolini 13.000 lire al chilo, cicoria dei prati 20.000, gli asparagi oscillano tra le 5 mila lire e le 8 mila il chilo, pomodori 6 mila lire, alcuni tipi di insalata superano le 7 mila lire e i carciofi è raro trovarli a meno di 500 lire l'uno. Secondo l'indagine statistica mensile del Comune di Aosta, dal marzo del 1990 al marzo del 1991, il prezzo medio degli asparagi è passato da 8180 a 13 mila600 lire, quello dei carciofi da 3113 a 5840, quello delle mele renette da 2626 a 3106, quello delle fragole da 10 mila 252 a 17 mila. Nel periodo 1989 - ottobre 1990, i prodotti alimentari sono aumentati del 6,3 per cento in campo nazionale, mentre in Valle d'Aosta, l'aumento percentuale è stato dell'8,75. Ad Aosta poi non è neppure conveniente andare al mercato coperto, che dovrebbe calmierare i prezzi. Se mettiamo il costo del biglietto dell'autobus (500 lire a viaggio) conviene andare a comperare al supermercato. (La Stampa)

lunedì 30 aprile 2007

I NUMERI DELLA VALLE D'AOSTA (1990)

Sono stati resi noti i dati sulla popolazione residente in Valle d'Aosta (Italy) al 31 maggio di quest'anno. La popolazione della Regione è di 115.462 persone. Prevalgono le donne, 58.199 contro 57.263 uomini. Il capoluogo ha 36.244 abitanti (18.818 femmine e 17.426 maschi). Il Comune con il minor numero di residenti è Rhémes Notre Dame con 91 abitanti (54 maschi e 34 femmine). Sotto le cento unità è anche il Comune di La Magdeleine che è a quota 99 (53 uomini e 46 donne). Dopo Aosta i Comuni più popolosi sono nell'ordine Saint Vincent con 4.790 abitanti, Chatillon con 4.607, Pont Saint Martin con 3.934 e Sarre con 3.605. (La Stampa)

domenica 29 aprile 2007

RECORD DEI DIVORZI IN VALLE D'AOSTA (1990)

Questi i dati degli ultimi tre mesi: 30 casi a gennaio, 32 a febbraio e 44 a marzo. Sono le separazioni e i divorzi finora discussi quest'anno in tribunale. Ma come mai la media dei matrimoni falliti in Valle è superiore a quella nazionale? "Aosta è socialmente avanzata, sono caduti vecchi retaggi, meglio separati e soli che in difficoltà" sostiene l'avvocato Gianna Saggia, esperta in divorzi. E così il tribunale non si ferma mai: "Le cause in discussione sono tantissime, perfino in piena estate" ricorda il dottor Giuseppe La Spina, ex presidente del tribunale di Aosta, citando due numeri emblematici: 56 separazioni discusse a luglio dello scorso anno e 24 ad agosto. Insomma la macchina-divorzio resta in moto anche nei mesi consacrati alle vacanze pur di smaltire il lavoro che si accumula giorno dopo giorno. Tutto, molto spesso, si risolve in pochi minuti. Dietro però ci sono drammi umani, ore di tormento, angherie, incomprensioni, violenze, liti continue. Il 4 per cento delle coppie in Valle d'Aosta si separa dopo pochi anni di matrimonio, se non addirittura dopo pochi mesi, il 20 per cento dopo due decenni o più e le ragioni sono molteplici: matrimoni poco meditati e decisioni prese troppo in fretta. I matrimoni che pur tra difficoltà resistono fino a venti-trent'anni sono quelli dove entrambi i coniugi lavorano, e siccome "due stipendi fanno più comodo di uno", si finisce per sopportare. E quali sono le cause scatenanti? La donna non tollera più il marito che si ubriaca, le scappatelle, le botte", mentre dall'altra parte il marito non accetta "l'indipendenza che la donna sta conquistando, la sua voglia di lavorare, di emanciparsi e di uscire dal focolare in cui per secoli è stata segregata". Esistono infine delle incompatibilità regionali fra coniugi. Secondo un indagine condotta a livello nazionale, le donne valdostane non vanno d'accordo con gli uomini lombardi, mentre i valdostani hanno difficoltà con le piemontesi. (La Stampa)

lunedì 26 marzo 2007

TRENTA MORTI E 800 FERITI IN UN ANNO SULLE STRADE VALDOSTANE (1987)

AOSTA - Poter intervenire sull'incidente con un medico è importante. E' ormai provato infatti che i primi 20/30 minuti dal trauma sono i più importanti per la salvezza dell'infortunato. Il problema forse è meno evidente in Valle grazie alle distanze ridotte (se l'incidente avviene in quota c'è l'elicottero) e alla dislocazione decentrata dei mezzi di soccorso sul territorio regionale, ma è comunque da considerare, tenuto conto che lo scorso anno gli incidenti stradali sono stati 1200 con 800 feriti e 30 morti. Per gli interventi di emergenza sono in servizio attualmente 21 ambulanze dell'Usl, di cui 6 in grado di fornire disponibilità immediata; 52 operatori e 250 volontari. A questi si aggiungono le 5 ambulanze della Croce Rossa di cui 2 disponibili in qualsiasi momento, i 7 operatori Cri e i 30 pompieri volontari del soccorso e ancora tre ambulanze dei Vigili del Fuoco. E per coordinare al meglio l'emergenza, da ottobre prossimo dovrebbe entrare in funzione una centrale operativa la quale, con un unico numero telefonico, servirà a raccogliere tutte le chiamate di soccorso 24 ore su 24 e a smistarle ai vari servizi di pronto intervento sul territorio regionale. (La Stampa)

domenica 25 marzo 2007

CONSUNTIVO VIGILI DEL FUOCO (1987)

AOSTA - Nel 1986 i Vigili del Fuoco in servizio in Valle d'Aosta hanno effettuato 1639 interventi: 582 soccorsi a persone (prevalentemente in incidenti stradali); 347 trasporti ammalati e aperture alloggi; 253 spegnimenti di incendi; 182 interventi per crolli, frane o valanghe; 173 interventi per allagamenti e 97 per rimozioni di ingombri stradali. I Vigili del Fuoco valdostani hanno un organico di 98 persone (93 impegnate in quattro turni e 5 in servizio giornaliero). A queste si aggiungono dieci uomini che, in due turni, stanno svolgendo servizio di leva. Dice il comandante Giampiero Badino: "L'organioco comprende gli uomini del distaccamento di Courmayeur ma esclude i vigili del fuoco volontari (598 al momento attuale) che in caso di calamità possono essere richiamati". Con l'entrata in vigore di una nuova legge, è previsto che i vigili del fuoco attualmente dipendenti dello Stato possano passare alle dirette dipendenze della Regione. (La Stampa)

venerdì 23 marzo 2007

VALLE d'AOSTA: PRIMA NEI DIVORZI (1986)

AOSTA - La percentuale del 1985 è tra le più alte d'Italia: In Valle d'Aosta, 44 coppie su mille finiscono con il separarsi. Quando la parola divorzio diventò realtà, cioè quando la legge fu definitivamente approvata e resa operante il 1° dicembre del 1970, si dice che in alcune parrocchie della Valle furono suonate le campane a morto. Un grosso 'boom' di richieste di divorzio lo abbiamo avuto nel primo anno di applicazione della legge stessa, dovuto alle molte persone che avevano già inoltrato la domanda e aspettavano solo la legalizzazione. Nell'anno in corso, secondo la statistica del tribunale civile della Valle d'Aosta, a gennaio i casi di cessazione degli effetti civili del matrimonio religioso sono stati due mentre a febbraio sono stati quattro. Le separazioni 'consensuali' registrate a gennaio sono invece 14, otto in febbraio e altrettante in marzo e così pure in aprile, mentre in maggio si sono addirittura raddoppiate arrivando a sedici. Le domande di separazione sono presentate in maggior numero da donne e un altra curiosità è che le separazioni qui da noi avvengono per la maggior parte dei casi in città, mentre nei paesi di montagna si hanno più divorzi: questo perchè nei villaggi si ha ancora un idea rispettosa di quello che è il Sacramento del Matrimonio.
(La Vallée Notizie)