mercoledì 20 settembre 2006

MONDIALI DI CALCIO AMARI PER L'ITALIA (1962)

Si chiude la brutta parentesi dei Mondiali di Calcio svoltisi in Cile, dove l'Italia di Albertosi, di Cesare Maldini, di Rivera, Sormani e Trapattoni, viene sonoramente messa fuori dopo appena tre partite. Dopo uno scialbo 0-0 con la Germania e un ignobile sconfitta per 2 reti a 0 con il Cile, la nostra Nazionale batte con tre reti a zero la mediocre Svizzera. Non basta per passare il turno. E' dunque un Mondiale da dimenticare in tutti i sensi: stadi semivuoti, cattiva organizzazione e infine, l'insofferenza dei tifosi locali dopo alcuni articoli scritti da due giornalisti italiani. Fra disagi, disinteresse e violenza, alla fine vince il Brasile, che nella partita finale vince per 3-1 sulla Cecoslovacchia.

( Ma quali sono gli articoli che hanno fatto infuriare i cileni? Uno di questi è una dura critica apparsa in quei giorni sul Corriere della Sera a firma di Antonio Ghirelli, nella quale si diceva):

"Il Cile è un Paese piccolo, povero e fiero. Ha accettato di organizzare questa edizione del Mondiale come Mussolini accettò di mandare l'aviazione a bombardare Londra. La capitale ha 700 posti letto, il telefono non funziona e i taxi sono rari come i mariti fedeli. Un telegramma per l'Europa costa un occhio della testa e una lettera aerea impiega cinque giorni per giungere in Italia. Il Cile è una terra di pionieri, la constatazione terrorizza il turismo e il giornalista, entusiasmando il viaggiatore disinteressato. Il volto di Santiago è cambiata da quattro mesi a questa parte sotto l'impulso dell'incredibile appuntamento. E' una spavalda sbruffonata che comincia a farti rabbia e finisce per commuoverti. Che Iddio ce la mandi buona". (Corsera)

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