martedì 30 settembre 2008

TUTTI I NODI VENGONO AL PETTINE

Soffia un brutto vento in Italia, un vento da "sfida all'Ok Corral", o se preferiamo, da "Mezzogiorno di fuoco". Si uccide per tre biscotti rubati, per una rapina in gioielleria, e si prendono a botte due ragazzi rei -almeno così li si accusano- di aver rubato qualcosa in un supermarket. Se a lasciarci le penne il più delle volte è un extracomunitario colto con le mani nella marmellata, la stessa fine la fa anche il più bianco degli italiani. Con troppa superficialità, nel primo caso si parla subito di "razzismo" -poiché riempie così tanto la bocca e fa molto 'radical chic'-, mentre nel secondo, o non se ne parla più di tanto, o il caso viene etichettato come "una tragica fatalità". Il punto invece è un altro e ben molto più grave: questa sete di giustizia, arriva dalla scomparsa totale della "Giustizia" con la G maiuscola, quella di cui deve farsene carico lo Stato e che si applica nei tribunali. E' lì, in quelle aule dove troneggia il motto "La legge è uguale per tutti" che proprio la Legge latita, e se a volte c'è, è sempre insipida, poiché non rende serenità a chi ha subito un torto, ne tanto meno è sufficiente a lenire il dolore di un parente a cui è stato tolto un familiare. In molti casi poi, ne aumenta il rancore. Pertanto, non è strano in certi casi e magari inconsciamente, sentirci più vicini al giustiziere che non alla vittima, riuscendo perfino a comprendere lo sfogo di chi pronuncia parole tipo "se quello ce l'avessi tra le mani" e chi, al pernicioso "chiedo perdono" risponde con secco "mai"! In questa nostra società del "tiriamo a campà", si assiste così allo strappo tra società e magistratura, e al pressante desiderio di una Giustizia che ristabilisca gli equilibri, rapida ed esemplare. L'assassino che uccide di nuovo perché un magistrato lo ha rimesso in libertà "pur vigilata", è uno schiaffo alla Giustizia stessa, è un 'non sense' del codice penale, un terreno fertile dove cresce e si rafforza la giustizia-fai-da-te. Quella di Charles Bronson nel "Giustiziere della notte", o del signor tal dei tali esasperato dall'ennesimo furto di biscotti. (Gericus)

Nessun commento: