giovedì 7 febbraio 2008

IRAN: LAPIDAZIONE PER 2 SORELLE

TEHERAN - Con la sentenza confermata dalla Corte suprema, per due sorelle iraniane Zohrer e Azar (i cognomi non sono stati resi noti) la morte per lapidazione potrebbe avvenire da un momento all'altro. E' questa la sorte che attende le due giovani donne, la prima di 28 anni e l'altra di 27, ree di aver "ricevuto" degli uomini in casa in assenza dei mariti. Ed era stato proprio uno di questi, macerato dalla gelosia, a piazzare delle telecamere nascoste in casa per spiare la moglie in sua assenza, nastri che una volta visionati rivelavano questi incontri. Da qui la denuncia al tribunale per "relazioni illegali" ed una prima condanna a 100 frustate per ambedue le donne. Ma un'altra Corte, non ritenendo equa questa sentenza, sei mesi dopo cancellava il primo verdetto riconoscendole colpevoli di "adulterio", e condannandole questa volta alla pena di morte tramite lapidazione. Una morte atroce, poiché il soggetto condannato, una volta sepolto in una buca fino alle ascelle, verrà "bombardato" di pietre lanciate sia da parenti che da spettatori, pietre -prescrive la legge- "che non devono essere abbastanza grandi da provocare la morte immediata", tanto da serbare al condannato un atroce e lunga agonia. Dal 2002, l'ayatollah Mahmud Hashemi Shahrudi aveva dato uno stop al supplizio della lapidazione previsto per l'adulterio, ma ciò non aveva impedito al boia l'esecuzione di tale condanna. Nei cinque anni successivi infatti, Jafar Kiani era stato massacrato a colpi di pietra in un borgo vicino a Qazvin dopo aver passato ben undici anni di prigione. La sua colpa era stata quella di aver lasciato la moglie per un'altra donna, tale Mokarraneh Ebraimi, anche lei sposata e in attesa -pure se per il momento sospesa- dell'esecuzione del supplizio. (Gericus)
[foto: preparativi per lapidazione di un adultera avvenuta in Iran]

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