mercoledì 4 aprile 2007

E LA ZONA FRANCA? (1988)

AOSTA - In 40 anni di autonomia la "zona franca", pur prevista dallo Statuto speciale della Valle d'Aosta non è mai stata applicata. Se ne riparlerà nel prossimo Consiglio regionale. Il socialdemocratico Gaetano Baldassarre ha presentato una mozione in cui denuncia un "attacco all'autonomia valdostana". Il riferimento è una recente dichiarazione del ministro delle Finanze Gava in Parlamento, che ha giudicato "anacronistico" il problema delle zone franche, aggiungendo che il governo non concederà altre autorizzazioni per costituire aree al di fuori dei confini doganali. Ma nel 1992 cadranno le barriere doganali in Europa e la "zona franca" tornerà di attualità, pur con dei dubbi sui vantaggi che ne deriverebbero, visto l'attuale regime economico. E su questo punto Demetrio Mafrica del gruppo comunista dice: "Il 1992 sarà un anno importante: la sospensione delle barriere doganali avrà un influenza notevole sul bilancio regionale, se pensiamo che le entrate dell'attività dell'autoporto sono circa 350 miliardi. Con che cosa si potranno sostituire? Fin d'ora occorre pensare a garantirci nuovi gettiti". Maurizio Martin, assessore alle Finanze sulla "zona franca" ci va cauto dal momento che studi svolti in tal senso quattro anni prima la sconsigliavano: "Nonostante ciò non abbiamo mai rinunciato alla possibilità di ottenerla. Occorre però valutare con molta attenzione i pro e i contro. Può anche darsi che nel 1992 non ci siano da fare rinunce. Nessuno sa, per ora, che cosa accadrà fra quattro anni, lo sviluppo del mercato rimane un grosso punto interrogativo". Gli esperti incaricati dalla Regione daranno una risposta entro la prossima estate. Per il pci comunque "è ora di cominciare la trattativa per ottenere una revisione del riparto fiscale per ciò che si perderà con la caduta delle barriere".
(La Stampa)

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