venerdì 23 gennaio 2009

SAPORE DI SALE, SAPORE DI...

Da 'una gatta con una macchia sul petto' ad una bambina, che sul petto ha un 'pedofilo. Strano viaggio di un artista, e se poi questo è Gino Paoli, (foto) la sorpresa è ancora maggiore. Partendo dal presupposto che un artista vive sempre in un mondo tutto suo e molte volte fuori dalla realtà, il nostro "cantautore per eccellenza" questa volta però ha... sbracato un po' troppo, e lasciando il campo a lui molto congeniale, quello del perduto amore, è entrato in quello regolato dal buon senso se non dalla magistratura. Dov'è lo scandalo? Quella canzone nel nuovo cd di Paoli dal titolo "Il Pettirosso", nella quale non si parla di stanze che per soffitti hanno il cielo né di sassi consumati dal mare, bensì di una undicenne violentata da un settantenne. "Aveva gli occhi rossi come un pettirosso/ era una donna di undici anni e mezzo/ si alzò la gonna per saltare il fosso" ... Sintetizzando, un pedofilo su con gli anni, per ritrovare certe emozioni, "l'afferrò con cattiveria/ lei si trovò con le gambe in aria"... e il resto lo immaginiamo già. Inno alla pedofilia in forma poetica? Eh no, perché qui l'artista butta il tutto sull'amore, non quello sessuale, ma quello che parte dai sentimenti più profondi e senza macchia, perché per questa storia da trent'anni di galera, il finale è a sorpresa, con la morte per infarto del vecchio violentatore: "E il male lo afferrò proprio nel cuore/ come succede con il primo amore/ e lei allora lo prese fra le braccia/ con le manine gli accarezzò la faccia/ così per sempre si addormentò per riposare/ come un bambino stanco di giocare". Anche uno stupro dunque fa spettacolo? Anche un 'mostro' ha diritto alla pietà? Può diventare "poesia" un pedofilo che si accascia su di una undicenne, mentre questa, la vittima, presa da un gesto di pietà per la morte, "gli accarezza la faccia"? "Tutto ciò è assurdo e mostruoso" afferma Luca Barbareschi, attore e attualmente membro del Parlamento, mentre Antonio Marziale, dell'Osservatorio sui Diritti dei minori, afferma che "Ho visto tanti casi e so che nessuna manina accarezzerebbe la faccia di chi l'ha brutalizzata". Poesia che si aggiorna con i brutti tempi che corrono dirà qualcuno, perché anche in questo caso si ritrova quel "Sapore di sale" di antica memoria. Qui però il sale non è quello lasciato sulle labbra da una donna che esce dall'acqua, ma è quello delle lacrime di una bambina brutalizzata... (Gericus)

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