mercoledì 26 aprile 2006

VALLE D’AOSTA: "LAMERICA"... (2006)

La giovane vittimaFatima Saamali aveva 24 anni. Il miraggio di una vita migliore l'aveva spinta fino a noi, "Lamerica" dei disperati. Era arrivata alcuni anni dopo a seguito del marito Hamid Krouffi, 38 anni. Il sogno però si era infranto con la dura realtà, pertanto, visto che le cose non si mettevano economicamente bene a causa della poca predisposizione al lavoro da parte del marito, Fatima decideva di prendere lei in mano la situazione trovandosi un lavoro in un ristorante di Pila, località sciistica sopra Aosta. Soldi che non bastano mai e vino ingurgitato dal marito nulla facente costringono Fatima ad una scelta obbligata: lasciare il marito ormai diventato violento e iniziare una nuova vita. Tutto questo lo mette in pratica sabato 22 aprile, dato che la sera precedente, dopo botte e insulti, il marito le ha fatto passare la notte rinchiusa - assieme alla loro figlia di 15 mesi - nella toilette di casa.
Sabato pomeriggio quindi, raccolte poche cianfrusaglie, Fatima con la piccola Safaà prende il pullman ad Aosta con direzione Quart. Lì, in un alloggio a due passi dalla statale 26 vi abita infatti il fratello con la cognata. Gli ha telefonato la mattina stessa: «Vengo da te perché non ce la faccio più a vivere con Hamid». Alle quattro del pomeriggio Fatima scende dal pullman. In casa del fratello per un attimo ritrova la serenità.
L'omicidaVerso le otto si accinge a preparare una torta quando qualcuno bussa alla porta a vetri che dà sul giardino. E' il marito. Chissà cosa avrà pensato Fatima in quel momento, di certo non avrà immaginato minimamente che il padre di sua figlia portasse la morte. Appena entrato infatti, l'uomo estrae da dietro la cintura un lungo coltello a seghetto da cucina e senza profferir parola le si avventa addosso. Due, tre colpi all'impazzata, uno dei quali le amputa due dita della mano. Il dolce sapore della torta ora svanisce nell'orrore. Un tentativo di salvare Fatima da parte del fratello ottiene soltanto una piccola tregua, ed è in quel momento che Fatima fugge sulla strada cercando scampo. Lungo la statale 26 sono molte le auto che sfrecciano nel buio della prima sera e Fatima, sanguinante, inutilmente cerca di fermarle. Con indosso i vestiti della festa, molti automobilisti stanno recandosi magari in qualche ristorante, in qualche bar a festeggiare il rito del sabato sera.

Il luogo dove è stata uccisa la donna«Vale la pena perder tempo per qualcosa che non mi riguarda?» avranno pensato pur avendo notato che un ombra con fare minaccioso seguiva Fatima con un coltello in mano. Quell'ombra infatti era il marito che stava per completare il suo macabro disegno. Raggiunta la moglie sul ciglio erboso della statale, questi la gettava a terra poi, come ad un agnello, tirandole su la testa per i capelli con un grosso fendente la sgozzava. Fatima Saamali, marocchina di 24 anni proveniente da Ras El Ain è morta così, tra il rumore delle auto che sfrecciavano e il pianto di sua figlia Safaà, portata macabramente sul suo corpo ormai esanime pochi minuti dopo dal marito e padre assassino: «Guarda. Ho fatto questo perché tua madre non mi ascoltava più. Che ti serva da lezione quando sarai più grande».


Tutto questo è successo alle ore 20.30 di sabato 22 aprile 2006, nella civilissima Europa del terzo Millennio...

2 commenti:

fioccorosa ha detto...

1) il tuo resoconto è terrificante ma per favore, riferisci anche se Hamid é stato giustamente punito per quello che ha fatto...

2) da dove proviene questo tuo prezioso archivio?

fioccorosa ha detto...

Grazie per avermi risposto...
Sono finita sul tuo blog perchè abbiamo in comune un film preferito (Non ci resta che piangere)...
Un ultima curiosità: se Hamid era arabo non pensi che non avrebbe dovuto bere alcolici? Lamerica è stata per lui "acquisire uno dei peggiori vizi occidentali"...
A me pare che molti facciano gli integralisti...
a chiacchiere
FR