lunedì 22 febbraio 2010

La ballata di Erika e Omar...

Era il 21 febbraio 2001 quando nella loro casa di Novi Ligure vennero ritrovati i corpi devastati di Susi Cassini 41 anni e del figlioletto Gianluca di soli 12. I periti contarono 97 coltellate su entrambi i corpi, 56 sul figlio e 43 sulla madre, un vero scempio. Autori di quella carneficina, la figlia della vittima, Erika De Nardo, all'epoca 14 anni, e il fidanzatino Omar Favaro, 17. Un amore folle tra i due giovinastri aveva portato a questa strage, che come diranno in seguito, comprendeva anche il padre Francesco che invece sfuggì alla morte. Motivo? Le 'rampogne' della madre verso la figlia legatasi sentimentalmente troppo presto. "Sono stati degli albanesi!" diranno agli inquirenti i due assassini, un accusa che ben presto verrà smontata dai riscontri degli investigatori, poi, la confessione dell'orrendo crimine. Al processo che si celebrò a dicembre del 2001, il tribunale dei Minori condannò Omar Favaro a 14 anni di reclusione mentre Erika, personaggio principale in tutta la vicenda fu condannata a 16 anni, pene confermate poi in Apello e in Cassazione. Pene virtuali però, perché per un assurdo conteggio, buona condotta e sconti di pena, Omar Favaro è già fuori dalle mura del carcere in semilibertà e affidato ad una cooperativa che si occupa di giardinaggio, e dal marzo prossimo sarà libero completamente. Erika, che nel carcere si è laureata con 110 e lode, ha già assaporato la semilibertà dal 2006, e presto sarà libera definitivamente anche lei. Il carcere, si dice, deve riabilitare chi ha commesso un crimine e sicuramente è giusto che sia così. Ma per "riabilitarsi" dopo aver massacrato due persone, "bastano" 9 anni o piuttosto, "sono un insulto a chi è stato ucciso"?
(foto: Gianluca De Nardo e la mamma Susi Cassini)

3 commenti:

Anonimo ha detto...

E' ridicolo! Concordo pienamente! Nove anni, semi liberta'! Ma che stiamo scherzando! Ma certo, facciamoli laureare, diamogli la televisione, le palestre, le biblioteche, facciamoli diventare colti, cosi' una volta usciti non saranno piu' un rifiuto della societa', ma potranno farsi una vita, trovarsi un lavoro decente, sposarsi, avere figli. ma certo, cosi' e' giusto, vero?
Ma e' giusto per Susi Cassini e per Gianluca di soli 12 anni?? Che non ha avuto la possibilita' di crescere e diventare adulto. Lui non ha avuto la possibilita' di laurearsi e trovare lavoro e crearsi una famiglia. scusate il linguaggio, ma che cazzo di giustizia e' questa? ma per questo il crimine non diminuisce, perche loro pensano, male che vada, se mi beccano, mi faccio dieci anni e poi esco, poi saro' ancora giovane e libero! Questa non e' giustizia. Il carcere a vita!!!! Senza possibilita' di uscire prima, ma che sono ste stronzate? Hanno il diritto ad un altra possibilita'???
E il diritto di Susi e Gianluca? Il loro diritto alla vita? Diritto negato da una figlia, una sorella, che non merita di vivere, non merita' di essere libera e godersi la vita. Che probabilmente non ha neanche una coscienza per cio' che ha fatto e ne rimpianti!
Mi vergogno di essere italiana!

Ale ha detto...

Io penso che l'omicidio compiuto da erika e omar sia indecente, orribile e nauseante (basta guardare il numero di accoltellate con cui sono stati uccisi susi e gianluca) però bisogna guardare per un attimo oltre alla pazzia della ragazza, oltre alla droga e oltre alla giovanissima età (14 anni) al ruolo dei genitori.Se vi ricordate bene nel periodo durante il quale i giornalisti correvano in gran numero a Novi Ligure le interviste che sono state fatte alla gente erano chiare e "classiche" cioè "si una famiglia tranquilla senza grossi problemi ecc..." ma le insegnanti di erika avevano detto che non era tutto apposto, anzi era chiaro che c'erano dei "problemi nell'atteggiamento della figlia e che i genitori avevano fatto poco niente per sistemare la situazione e purtroppo si è vista come è andata. In conclusuione direi che c'è stato anche un grosso errore da parte dei genitori che non hanno fermato una "emorragia" mortale che è costata la vita di due esseri viventi innocenti

Anonimo ha detto...

Alla giustizia umana "italiana" potranno sfuggire ma non a quella divina. Susi e Gianluca riposino in pace