L'unica arma che il telespettatore ha contro i programmi "super trash", è il telecomando. Con quello possiamo lasciare al loro destino "talpe", "fattorie", " grandi fratelli" e, dulcis in fundo, naufraghi su isole lontane. Raidue, -e la "si-Mona-Ventura"- di questi ultimi ne ha fatto dei "maitre à penser", ovvero, volto e specchio della nostra società. Niente male come paragone dunque. A parte l'idiozia di partecipare a trasmissioni simili che trovo umilianti e poco dignitose, qual'è il punto di forza che tiene incollato al video una certa quantità di persone? Non è né arte né personalità. E' lo scandalo e quel senso di voyerismo che alberga nell'animo umano, gente attratta da movimenti sospetti tra due concorrenti sotto le coperte -per sfuggire agli occhi delle telecamere- e da corna che stanno per spuntare sulla fronte di mariti/fidanzati o mogli/fidanzate rimasti a casa. In quest'ultima edizione, che la Ventura pomposamente dichiara "straordinaria" (sic!), il pezzo forte sono le slinguazzate scambiate -a sentire ciò che ha detto l'ex parlamentare (!) Vladimir Luxuria in diretta televisiva- tra Belen Rodriguez, (foto) fino a poco tempo fa "morigerata" fidanzata del calciatore del Milan Marco Borriello, e Rossano Rubicondi, il tuttora (?) marito italiano dell'ereditiera americana Ivana Trump. Sesso a volontà e lingua che sbatte "dove il dente duole", con volgarità pronunciate dalla Belen a Luxuria tipo "tu sei geloso perché non hai questa qua", alludendo naturalmente a quella parte intima che madre natura ha regalato a lei e negato -suo malgrado...- al nostro Vladimiro. Questa dunque è la pattuglia dei naufraghi sbarcati su quest'Isola dei "Penosi", con una Mara Vernier che paragona questa fiction a "Dallas e Dynasty" -roba da Oscar dunque!- e con un Luca Giurato -beh, lui lasciamolo dire...- che gongolante annuncia che tutto quello che è successo su quel set, "è una commedia dei sentimenti". (?) Belin! Ma di quali sentimenti ci parla la Belen? Ok, fermiamoci qui, sperando che prima o poi certi personaggi sulla via del tramonto, ex signori nessuno o starlette in cerca di notorietà -a costo di tutto, corna comprese- finiscano come per incanto. Nel frattempo, aiutiamo l'agonia di "spettacoli simili" portandoli alla "morte indolore" con un semplice gesto: La pressione di un polpastrello sul tasto rosso del telecomando. Quello che spegne tutto, naufraghi, liti, e lussuria senza morale. Clik... (Gericus)
giovedì 6 novembre 2008
L'ISOLA DEI PENOSI...
L'unica arma che il telespettatore ha contro i programmi "super trash", è il telecomando. Con quello possiamo lasciare al loro destino "talpe", "fattorie", " grandi fratelli" e, dulcis in fundo, naufraghi su isole lontane. Raidue, -e la "si-Mona-Ventura"- di questi ultimi ne ha fatto dei "maitre à penser", ovvero, volto e specchio della nostra società. Niente male come paragone dunque. A parte l'idiozia di partecipare a trasmissioni simili che trovo umilianti e poco dignitose, qual'è il punto di forza che tiene incollato al video una certa quantità di persone? Non è né arte né personalità. E' lo scandalo e quel senso di voyerismo che alberga nell'animo umano, gente attratta da movimenti sospetti tra due concorrenti sotto le coperte -per sfuggire agli occhi delle telecamere- e da corna che stanno per spuntare sulla fronte di mariti/fidanzati o mogli/fidanzate rimasti a casa. In quest'ultima edizione, che la Ventura pomposamente dichiara "straordinaria" (sic!), il pezzo forte sono le slinguazzate scambiate -a sentire ciò che ha detto l'ex parlamentare (!) Vladimir Luxuria in diretta televisiva- tra Belen Rodriguez, (foto) fino a poco tempo fa "morigerata" fidanzata del calciatore del Milan Marco Borriello, e Rossano Rubicondi, il tuttora (?) marito italiano dell'ereditiera americana Ivana Trump. Sesso a volontà e lingua che sbatte "dove il dente duole", con volgarità pronunciate dalla Belen a Luxuria tipo "tu sei geloso perché non hai questa qua", alludendo naturalmente a quella parte intima che madre natura ha regalato a lei e negato -suo malgrado...- al nostro Vladimiro. Questa dunque è la pattuglia dei naufraghi sbarcati su quest'Isola dei "Penosi", con una Mara Vernier che paragona questa fiction a "Dallas e Dynasty" -roba da Oscar dunque!- e con un Luca Giurato -beh, lui lasciamolo dire...- che gongolante annuncia che tutto quello che è successo su quel set, "è una commedia dei sentimenti". (?) Belin! Ma di quali sentimenti ci parla la Belen? Ok, fermiamoci qui, sperando che prima o poi certi personaggi sulla via del tramonto, ex signori nessuno o starlette in cerca di notorietà -a costo di tutto, corna comprese- finiscano come per incanto. Nel frattempo, aiutiamo l'agonia di "spettacoli simili" portandoli alla "morte indolore" con un semplice gesto: La pressione di un polpastrello sul tasto rosso del telecomando. Quello che spegne tutto, naufraghi, liti, e lussuria senza morale. Clik... (Gericus)
mercoledì 5 novembre 2008
YES WE DID!
"E per coloro che avevano dubbi sulla nostra democrazia, questa è la nostra risposta". Yes we can dunque, parola di Barack Obama, (foto) 44esimo presidente degli Stati Uniti d'America, eletto con un suffragio di voti questa notte, dopo una campagna elettorale durata quasi due anni. Un Obama che in certi aspetti ricorda il mai dimenticato John Fitzgerald Kennedy, il presidente della "nuova frontiera" assassinato a Dallas il 22 novembre1963. Come lui infatti, Obama risveglia il patriottismo latente di una popolazione, che se allora era impaurita dalla "guerra fredda", oggi è stanca di guerre e impoverita da crisi economiche. Quasi un ritorno ai tempi andati, quando un certo Martin Luther King ammansiva le folle col suo "I've a dream" (io ho un sogno), un sogno che però oggi non è prerogativa solo della parte nera della popolazione, perché con Barack Obama oggi sta sognando anche la "middle class" bianca che vuole uscire dal baratro di una recessione annunciata e inarrestabile. "We just made history" (abbiamo appena fatto la storia) ha pronunciato quando i voti gli hanno dato ragione, "and I don't want you to forget how we did it" (e non voglio che dimentichiate quello che abbiamo fatto). Subito parole di apprezzamento per il suo avversario John McCain, chiamandolo "un eroe americano", poi, ritornando a ciò che lo aspetta, ha ammesso che "we have a lot of work to do to get our country back on track" (abbiamo molto lavoro da fare per riportare il nostro Paese in carreggiata). E' quello che si aspettano milioni di americani, e con loro, una buona parte del mondo Occidentale, perché nonostante tutte le più nere previsioni, oggi qualcuno ha avuto il coraggio di dirlo a chiare lettere: "Yes, we can"! (Gericus)
martedì 4 novembre 2008
ALBERTO STASI RINVIATO A GIUDIZIO
GARLASCO (Pavia)- Per il pm Rosa Muscio non ci sono dubbi. Alberto Stasi, (foto) il 25enne neo-dottore in Economia di Garlasco è da rinviare a giudizio. Per l'accusa infatti, è lui l'autore dell'omicidio di Chiara Poggi, la giovane 26enne trovata uccisa nella sua abitazione il 13 agosto dello scorso anno. Sconosciuto fino ad ora il movente, ma nessuna incertezza da parte dei Carabinieri del Ris i quali, nella loro ricostruzione in base ai rilevamenti scientifici effettuati sulla scena del crimine, ribadiscono che quella sera con la vittima c'era una sola persona, e non due come sosteneva la difesa di Stasi. Un "delitto non premeditato", come si afferma, ma aggravato da sevizie e inaudita crudeltà, come evidenziano le devastanti ferite riscontrate sul volto e sul capo della ragazza, provocate da un corpo contundente mai ritrovato. E i gravi indizi raccolti in quattordici mesi di indagini non lasciano scampo: "Quando l'ha trascinata sul pavimento, la ragazza era ancora viva, ha stretto i pugni mentre il suo assassino la portava verso la porta a soffietto che immette al piano inferiore. Qui è stata colpita ancora e poi gettata sulla rampa delle scale, finendo con la testa sul sesto scalino. Raggiunta dall'omicida, questi l'ha colpita di nuovo sulla testa, poi il killer si è spostato in bagno per lavarsi le mani, lasciando tracce di sangue sul lavandino e sul tappetino". E ad avallare questa tesi, tracce di Dna di Chiara rinvenute sui pedali della bici di Alberto Stasi, che la difesa non ha negato, sostenendo però che quella macchia "non è sangue, ma materiale biologico della vittima legato a 'manipolazione' dell'oggetto". Sudore quindi secondo la difesa, rigettato immediatamente dall'accusa, la quale afferma che se così fosse, "perché non abbiamo ottenuto il profilo genetico della ragazza da prelievi fatti su altre parti della bicicletta come il manubrio, la canna, la sella e soprattutto, sulle manopole"? Interrogativi che dovranno essere risolti in tribunale, dove Alberto Stasi dovrà chiarire poi il motivo di quelle circa 10 mila immagini pedopornografiche -oltre a 300 film a luci rosse- rinvenute sul suo computer portatile, tutto materiale visionato catalogato e racchiuso in 18 faldoni. Una storia dai tanti contorni e dai troppi misteri che si chiude? E' presto dirlo, anche se Rita Poggi, la madre di Chiara non si fa illusioni: "Voglio solo la verità" dice, "e non un colpevole a ogni costo". (Gericus)
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