domenica 8 giugno 2008

STERMINARE LA FAMIGLIA: UN BUSINESS

Neil Entwistle, 29 anni, faccia da bambino e mente omicida, era un consulente informatico inglese trapiantato negli Stati Uniti. Sui banchi dell'università aveva conosciuto l'americana Rachel, 27 anni, colei che sarebbe diventata sua moglie e che nell'aprile del 2005 gli avrebbe regalato una figlia, Lily. Una famiglia perfetta, si potrebbe dire, poiché niente mancava a questa giovane coppia per essere felice, un buon lavoro, una figlia, e una casa appena acquistata nel tranquillo borgo di Hopkinton alle porte di Boston. Dai rapporti della polizia però, risulta che Neil era attratto dal sesso a pagamento e in più era ossessionato dai siti internet a luci rosse. Peccati veniali avremmo potuto etichettarli, se non fosse che un giorno, nel gennaio del 2006, sua moglie Rachel e la piccola Lily di 9 mesi vengono trovati assassinati a colpi di pistola, e lui, uccel di bosco. Da un accurato controllo, si scopre infine che Neil era sommerso pure dai debiti. La caccia all'uomo quindi inizia. Verrà scovato e arrestato a Londra il 9 febbraio scorso. La prima domanda che gli rivolge la polizia è "perché sei fuggito"? Racconterà che dopo essere rientrato a casa da un giro di shopping, aveva trovato moglie e figlia massacrati nel letto matrimoniale: "Era chiaro quello che era successo, per questo non ho chiamato la polizia". I giudici del tribunale di Woburn, Massachusetts invece sospettano che Neil sia l'ennesimo killer psicopatico e insospettabile. A dare manforte alle loro convinzioni, sul retro di un biglietto trovato in tasca all'uomo e sul quale egli esprimeva tutto l'amore verso moglie e figlia, c'era scritto minuziosamente anche la sua intenzione di vendere la storia del massacro a quei giornali che avrebbero pagato di più. Nel processo che si celebra in questi giorni, tra breve l'accusa presenterà alla corte tracce di Dna ricavate sul grilletto dell'arma che inchioderebbero l'uomo alle sue responsabilità. Per Neil Entwistle, faccia da bambino e mente omicida, l'ergastolo è solo dietro l'angolo. (Gericus)
[foto:Neil, Rachel e Lily]

sabato 7 giugno 2008

IL PIU' ANTICO MESTIERE DEL MONDO

Sono più di 100mila le prostitute in Italia che offrono i loro servigi. Un numero che cresce di anno in anno, alimentando un movimento di denaro stimato mensilmente in 90 milioni di euro. Donne -e giovanissime- che arrivano da ogni angolo del mondo, e che secondo una ricerca effettuata da Andrea Di Nicola, docente di criminologia all'università di Trento e coautore di uno studio qualitativo sul settore, "solo una su tre dichiara di essere sfruttata", ovvero di essere in mano al racket o a un protettore, rendendo mensilmente ai suoi aguzzini un qualcosa come 7mila euro. Prostituzione italiana battuta dalla concorrenza, il mercato del sesso è ormai in mano alle straniere, africane in primo luogo seguite subito da donne dell'est, anche se attualmente si assiste ad un invasione di donne cinesi, super organizzate e che tengono in mano la rete delle case d'appuntamento. Se la prostituta italiana si offre per non meno di 100 euro, -compreso la camera- con le straniere il sesso è assicurato con 30, da consumarsi prevalentemente in macchina, cioè "un colpo e via". Ma quali sono le regioni italiane dove il più antico mestiere del mondo è richiesto maggiormente? In cima alla classifica troviamo il Lazio (7.000 prostitute), la Lombardia (6.000), il Veneto (3.500), il Piemonte (3.000), il Friuli (2.500), e la Campania (2.000). Guardando poi le statistiche si scopre che di queste 100mila prostitute, il 50% proviene da 60 Paesi differenti, il 35% opera nei locali aperti al pubblico o in appartamenti, il 20% sono minorenni, 30% sono i transessuali, e il 65% lavora in strada. I clienti maschili in Italia sono oltre 9 milioni, e la loro età varia dai 35 ai 50 anni, generalmente sono sposati e i loro incontri a luci rosse si verificano con cadenze quindicinali. Una buona parte di questo esercito di "godurioni" preferisce incontri con donne dell'est, la prestazione più richiesta è sesso vaginale e quasi tutti sono favorevoli alla riapertura delle cosiddette "case chiuse". Il giro d'affari sommerso infine supera abbondantemente il miliardo di euro all'anno. (Gericus)

venerdì 6 giugno 2008

MORIRE A TREVISO PER CIRCONCISIONE

Così, come tagliare un unghia, come tagliarsi una ciocca di capelli ribelli, così, come se niente fosse, un bambino di due mesi è stato "circonciso" in casa da una "praticona", dietro richiesta dei genitori. Ed è morto dissanguato. E' successo a Visnabello di Spresiano, un piccolo centro alle porte di Treviso, e vittima innocente è Prince Aseh Evidence Obosee, primogenito di una coppia africana proveniente dalla Nigeria. Così, come vuole la legge dell'Islam, per il piccolo si è messo in atto la pratica della circoncisione, pertanto, forbici in mano e 'zac', via la pelle sulla punta del glande, immaginando urla di dolore del neonato e sangue che sgorga senza sosta. Fosse stato portato immediatamente in ospedale, forse il bambino sarebbe sopravvissuto, ma l'ignoranza ha fatto il resto, poiché solo la mattina dopo, alle ore 6.30, il 118 di Treviso ha ricevuto la chiamata di soccorso. Troppo tardi per il piccolo, giunto ormai cadavere all'ospedale Ca' Foncello di Treviso, sebbene i medici abbiano tentato inutilmente di rianimarlo. Il referto parla di collasso cardiocircolatorio causato da emorragia, per quell'assurdo intervento di circoncisione eseguito male e sicuramente in condizioni igieniche proibitive. Per i genitori del bambino, è ipotizzata l'accusa di omicidio colposo estesa anche all'autrice materiale dell'intervento, fermata ieri e portata in Questura. Usi e costumi a noi estranei, trapiantati di sana pianta in Italia, una situazione aberrante ed ora sotto gli occhi di tutti. "Se l'esito dell'autopsia dirà che la morte del bambino è avvenuta a causa di quella stramaledetta pratica religiosa -dice il senatore leghista Piergiorgio Stiffoni- chiederò immediatamente agli organi competenti la proibizione in tutto il territorio italiano della circoncisione a neonati e bambini". E io aggiungerei pure la barbara usanza dell'infibulazione per le bambine, sicuramente ancora più dolorosa nella sua assurdità. (Gericus)