venerdì 8 luglio 2011

Il lungo sonno di Rosalia Lombardo

Un fiocco giallo sui capelli biondi e un espressione un po' imbronciata sul visetto che dorme. Un sonno però che dura da quasi cent'anni, da quando Rosalia Lombardo, (foto) nata a Palermo nel 1918, il 6 dicembre 1920 morì all'età di due anni per un infezione bronchiale. Nello struggente dolore dei familiari per quella figlia strappata alla vita, il papà decise di farla "vivere in eterno" affidandola alle mani di uno tra i più famosi imbalsamatori dell'epoca, il professor Alfredo Salafia, lo stesso che 19 anni prima aveva imbalsamato il Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d'Italia Francesco Crispi. E da quel giorno, la piccola Rosalia è arrivata intatta come era allora fino ai nostri giorni, soprannominata la "Bella addormentata", la mummia più bella del mondo. E' la "star" delle Catacombe del Convento dei Cappuccini situato nel quartiere Cuba a Palermo annesso alla chiesa di Santa Maria della Pace, dove assieme a Rosalia, nei sotterranei fin dal 1599 riposano le mummie di oltre 8000 personaggi, tra i quali prelati, ricchi commercianti e borghesi nei loro "vestiti della domenica". Oltre a questi, ufficiali dell'esercito in uniforme da parata, giovani donne vergini decedute prima del matrimonio e quindi vestite in abito da sposa, e poi gruppi di familiari, bambini, e tutti disposti in piedi su alte mensole. Rosalia riposa in fondo al primo corridoio sulla sinistra nella cappella della Santa che porta il suo nome, ed è lì che lo stupore colpisce i tanti visitatori che giungono da ogni parte del mondo per l'eccezionalità di conservazione di quel corpo. I suoi riccioli biondi sulla fronte come quando la madre la pettinò per l'ultima volta sono ancora lì, come il colorito roseo del volto e l'espressione di quel sonno beato, che rende il tutto misterioso e innaturale pensando al secolo trascorso dal suo ultimo respiro. Come è possibile tutto ciò? Il metodo di imbalsamazione negli anni '20 del Novecento prevedeva circa un anno di tempo per "far scolare" la salma dopo averle tolto gli organi interni. Il corpo, rinsecchito, veniva quindi lavato con aceto, riempito di paglia e rivestito con i suoi abiti, un metodo che però cambiava radicalmente nei periodi di epidemie, dove si procedeva ad un bagno di arsenico o di acqua e calce. Per la piccola Rosalia Lombardo invece, il professor Alfredo Salafia usò un metodo tutto suo, utilizzando una miscela di formalina, glicerina, sali di zinco, alcool e acido salicilico. Con il primo corpo inumato in quelle catacombe, frate Silvestro da Gubbio nel 1599, l'ultimo in assoluto è stato quello della piccola Rosalia Lombardo. Era un inverno di 91 anni fa, quando la bambina dai capelli biondi come il grano si addormentò per vincere la morte e arrivare sino a noi...

2 commenti:

Rosanna ha detto...

CARISSIMI GRADIREI MI CONTATTASTE PER SPIEGARVI COME SONO ANDATE REALMENTE LE COSE!!!!LA NIPOTE....DOTT.SSA ROSANNA LA FERLA E ROSALIA LOMBARDO(LA SORELLA)

Anonimo ha detto...

Non conoscevo la storia tristissima di questa stupenda bambina,Rosalia. Vederla è stato per me una pena immensa. Mi sono immedisimato tanto nel dolore dei suoi genitori e parenti ( e per Lei ,Rosalia, soprattutto)da non poter trattenere le lacrime. Ho pensato alla mia sorellina Brigidina che 20 anni dopo,a soli 18 mesi, moriva per la stessa malattia di Rosalia . Che dire se non una cosa che mi tocca tanto: Rosalia ,col Suo bel faccino, che ci commuove tanto , rappresenta tutti i bambini che hanno avuto la stessa sorte cattiva. Ciao piccola Rosalia , corri, corri felice nei prati del cielo. Francesco.