Dopo aver espletato con successo le prove di mare, pochi minuti dopo la mezzanotte del 3 aprile 1912, il Titanic proveniente da Belfast attracca nel porto di Southampton. Fra sette giorni infatti, partirà verso New York per il suo viaggio inaugurale e grande è l'attesa per questo avvenimento. Con la sua mastodontica mole infatti, il Titanic è l'orgoglio della marineria inglese e da tutti è ritenuto "inaffondabile". E le misure ne danno un idea: lunghezza 269 metri; altezza 53; larghezza 28; velocità 23 nodi; peso complessivo 59.052 tonnellate e capacità di carico 3.547 persone. Pavesata a festa per un saluto alla popolazione, nei giorni di sosta al molo 44 della White Star quindi, la nave è sotto gli occhi di migliaia di persone giunte da ogni parte dell'Inghilterra per ammirarla. La mattina del 6 aprile iniziano le operazioni di stivaggio della merce: 559 tonnellate suddivise in 11.524 colli distinti, mentre il carico di carbone è di 5.892 tonnellate. Per le scorte alimentari invece si aspetta l'8 aprile, il tutto sotto la supervisione del costruttore della nave Sir Thomas Andrews. Il dieci aprile, giorno della partenza, alle ore 7,30 il capitano Edward J. Smith sale a bordo della nave assieme al suo equipaggio, riceve il rapporto sullo stato della nave dal capitano in seconda Henry Tingle Wilde e passa in rassegna i suoi uomini. Sul molo intanto, alle ore 9,30 c'è l'arrivo dei treni con i passeggeri di seconda e terza classe che salgono a bordo poi alle 11,30 da Londra arriva il treno speciale con i passeggeri della prima classe, che dai valletti vengono accompagnati nelle loro cabine o appartamenti. Le operazioni di imbarco procedono veloci, poi, salutato dalle sirene delle navi in porto, alle ore 12,06 il Titanic molla gli ormeggi e a rimorchio viene spinto lentamente lungo il molo. La sua stazza però provocherà quasi una collisione col piroscafo New York, la cui poppa si avvicina pericolosamente verso il gigante, un contrattempo che comporterà un ritardo di un ora sulla partenza prevista. Alle 13 precise del 10 aprile di un mercoledì dal cielo grigio come il piombo infine, il Titanic dirige la sua prua verso Cherbourg, una delle due soste programmate prima di spiccare il salto verso l'Atlantico alla volta di New York. A bordo, oltre agli 885 membri dell'equipaggio ci sono 1.343 passeggeri, dei quali 337 in prima classe, 285 in seconda e 721 in terza. Nel ristorante di prima classe, il signor e la signora Widener serviti dal cameriere valdostano Giuseppe Bochet, si godono il menu "à la carta" del primo giorno di imbarco, allietati dalla musica dell'orchestra di bordo diretta dal maestro Wallace Hartley. Il mare è calmo come non mai e il viaggio si annuncia più che piacevole... (continua)
lunedì 9 aprile 2012
In viaggio col Titanic #1
Dopo aver espletato con successo le prove di mare, pochi minuti dopo la mezzanotte del 3 aprile 1912, il Titanic proveniente da Belfast attracca nel porto di Southampton. Fra sette giorni infatti, partirà verso New York per il suo viaggio inaugurale e grande è l'attesa per questo avvenimento. Con la sua mastodontica mole infatti, il Titanic è l'orgoglio della marineria inglese e da tutti è ritenuto "inaffondabile". E le misure ne danno un idea: lunghezza 269 metri; altezza 53; larghezza 28; velocità 23 nodi; peso complessivo 59.052 tonnellate e capacità di carico 3.547 persone. Pavesata a festa per un saluto alla popolazione, nei giorni di sosta al molo 44 della White Star quindi, la nave è sotto gli occhi di migliaia di persone giunte da ogni parte dell'Inghilterra per ammirarla. La mattina del 6 aprile iniziano le operazioni di stivaggio della merce: 559 tonnellate suddivise in 11.524 colli distinti, mentre il carico di carbone è di 5.892 tonnellate. Per le scorte alimentari invece si aspetta l'8 aprile, il tutto sotto la supervisione del costruttore della nave Sir Thomas Andrews. Il dieci aprile, giorno della partenza, alle ore 7,30 il capitano Edward J. Smith sale a bordo della nave assieme al suo equipaggio, riceve il rapporto sullo stato della nave dal capitano in seconda Henry Tingle Wilde e passa in rassegna i suoi uomini. Sul molo intanto, alle ore 9,30 c'è l'arrivo dei treni con i passeggeri di seconda e terza classe che salgono a bordo poi alle 11,30 da Londra arriva il treno speciale con i passeggeri della prima classe, che dai valletti vengono accompagnati nelle loro cabine o appartamenti. Le operazioni di imbarco procedono veloci, poi, salutato dalle sirene delle navi in porto, alle ore 12,06 il Titanic molla gli ormeggi e a rimorchio viene spinto lentamente lungo il molo. La sua stazza però provocherà quasi una collisione col piroscafo New York, la cui poppa si avvicina pericolosamente verso il gigante, un contrattempo che comporterà un ritardo di un ora sulla partenza prevista. Alle 13 precise del 10 aprile di un mercoledì dal cielo grigio come il piombo infine, il Titanic dirige la sua prua verso Cherbourg, una delle due soste programmate prima di spiccare il salto verso l'Atlantico alla volta di New York. A bordo, oltre agli 885 membri dell'equipaggio ci sono 1.343 passeggeri, dei quali 337 in prima classe, 285 in seconda e 721 in terza. Nel ristorante di prima classe, il signor e la signora Widener serviti dal cameriere valdostano Giuseppe Bochet, si godono il menu "à la carta" del primo giorno di imbarco, allietati dalla musica dell'orchestra di bordo diretta dal maestro Wallace Hartley. Il mare è calmo come non mai e il viaggio si annuncia più che piacevole... (continua)
sabato 7 aprile 2012
Pasqua, la strage degli innocenti
Ma siamo proprio sicuri che Gesù Cristo voglia una carneficina di agnelli nel giorno di Pasqua? E' una domanda che mi chiedo spesso, soprattutto nell'avvicinarsi di questa festività. Me lo chiedo perché anche Lui amava gli animali, tanto da salvarli in quel rovescio d'acqua chiamato "Diluvio universale", quindi perché questa strage che si ripete nel tempo? Saranno infatti milioni i cuccioli di agnello che in questi giorni, strappati alle loro madri, saranno sballottati per chilometri su camion-lager per venire poi barbaramente uccisi per soddisfare gli appetiti della gente. Un'usanza antica, triviale, e se poteva andar bene 2000 e più anni fa, oggi è uno sconcio da rinnegare. Il termine Pasqua poi, in aramaico "Pasha" che corrisponde all'ebraico "Pesah", significa "andare oltre", quindi quale collegamento c'è con l'Olocausto degli agnelli? Si dice che tutto ciò derivi dal sacrificio di Gesù Cristo sulla croce, ma Pasqua è resurrezione e vita di Nostro Signore, e per festeggiare l'evento c'è il rametto di olivo e l'uovo pasquale, riconosciuto quest'ultimo in tutto il mondo proprio come il simbolo della vita che nasce, ma anche del mistero e della sacralità. Che sia una Pasqua di pace dunque, ma senza il sangue di milioni di innocenti...
martedì 3 aprile 2012
Emanuela Orlandi: soluzione del giallo?
E' una storia lunga quella di Emanuela Orlandi, la ragazza di 15 anni scomparsa il 23 giugno del 1983 a Roma e mai più ritrovata. Una storia anche misteriosa, dove entrano in gioco i poteri forti del Vaticano, servizi segreti e malavita. Ma perché Emanuela è invischiata in questa storia? Perché era una cittadina vaticana, figlia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia, e perché due anni prima, il 13 maggio dell'81, Papa Giovanni Paolo II° aveva subito un tentativo di uccisione da parte di un certo Mehemet Alì Agca, un killer turco, e poi per uno scandalo finanziario, quello dello Ior -Istituto Opere di Religione- guidato dal cardinale Marcinkus, quello del "You can't run the Church on Hail Marys" (Non si può governare la Chiesa con le Ave Maria). Ma chissà se davvero la vita di Emanuela Orlandi si intreccia con questi fatti, ma il caso vuole che poco meno di un mese dopo dal suo rapimento, il 5 luglio del 1983 arriva una misteriosa telefonata in Procura dove una voce maschile con un forte accento inglese, afferma di avere la ragazza in ostaggio, pronta ad essere rilasciata in cambio della liberazione di Alì Agca, l'attentatore del Papa. Dopo quel contatto, un vuoto che dura anni, 22 per l'esasttezza, quando nel luglio del 2005 un'altra telefonata anonima annuncia in diretta nella trasmissione televisiva "Chi l'ha visto?", che il corpo di Emanuela Orlandi è sepolto con quello di Enrico De Pedis all'interno della cripta nella basilica di Sant'Apollinare, grazie ad un favore -come continuava la telefonata- che questi aveva fatto a suo tempo al cardinale Ugo Poletti. Ma chi è De Pedis? Col soprannome di Renatino, questi -morto il 20 febbraio del 1990- , da sempre è stato considerato un boss della Magliana, e per ritornare alla telefonata, si scopre che fui proprio il cardinal Poletti -all'epoca presidente della Cei e vicario papale a Roma- a concedere il nullaosta della Santa Sede affinché "Renatino" potesse avere questa tumulazione. Ma cosa lega ancora Emanuela Orlandi a questo boss? Lo spiega il 24 luglio del 2011 alla Stampa un ex della banda della Magliana, tale Antonio Mancini, affermando che "la ragazza fu rapita per fare pressioni sullo Ior", la banca vaticana, una teoria che porta ancora al di là delle mura capitoline, avallata dal terrorista Alì Agca, il quale nel 2010 chiama in causa il cardinale Giovan Battista Re come "uno che sa". Possiamo dire che questo "cold case" sta per risolversi? In fin dei conti basterebbe aprire la tomba di De Pedis e controllare, anche se un autorizzazione a procedere in tal senso, firmata tre anni fa dal cardinale Agostino Villini, vicario a Roma di Ratzinger, è già stata fatta ma mai messa in atto, come se seppellire un boss della malavita dentro una basilica non fosse già uno scandalo. Un Vaticano reticente ma che sa la verità dunque, un Vaticano che riporta per metodi ai periodi neri della Santa Inquisizione, quelal dei roghi e delle streghe. "Apprendi a mortificare il tuo intelletto! Piangi sulle ferite del Nostro Signore! E getta via tutti i tuoi libri!" gridava il predicatore Umbertino da Casale lasciando l'abbazia di Eberbach ormai in fiamme nel film "Il Nome della Rosa"...
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