Era il primo settembre 2004 quando verso mezzogiorno, la piccola Denise Pipitone (foto) scomparve da casa sua. Giocava sul marciapiede di casa, in via Domenico La Bruna al numero 6 di Marzara del Vallo, in attesa del pranzo, e solo pochi minuti prima era stata vista dalla nonna. Aveva quattro anni allora, e l'innocenza di una bambina cui l'unica paura era quell'orco che lei credeva esistesse solo nelle favole. Denise oggi ha otto anni, metà dei quali vissuti nel caldo abbraccio di mamma Piera, e gli altri quattro vissuti dove, come e con chi. Chissà quali ricordi questa bambina porterà ancora con se, quali cicatrici... Avrà smesso di piangere o lo farà ancora ogni sera prima di addormentarsi? Chi sarà colei o coloro ai quali si rivolgerà nei momenti di paura, di solitudine, di dolore? Avrà conosciuto la gioia della sua età, delle amichette della scuola, dei compleanni da festeggiare, e dei regali sotto l'albero "se sei stata buona", e del carbone "se sei stata capricciosa". Chissà se si ricorderà ancora del caldo abbraccio di mamma Piera e della protettiva mano di papà Antonino, il dolce tepore nel lettone dei genitori e il rassicurante bacetto prima di dormire? E avrà ancora quella "vocina da uccellino" nel cantare "Palloncini blu", "Gesù Bambino" o "La notte di Natale"? Il 26 ottobre, cara e piccola Denise, sarà il giorno del tuo nono compleanno. Che siano i tuoi genitori a farti gli auguri, soffocandoti quasi in un abbraccio senza fine e senza lacrime. Come del resto faremo tutti noi. (Gericus)
lunedì 1 settembre 2008
DENISE E' VIA DA QUATTRO ANNI...
Era il primo settembre 2004 quando verso mezzogiorno, la piccola Denise Pipitone (foto) scomparve da casa sua. Giocava sul marciapiede di casa, in via Domenico La Bruna al numero 6 di Marzara del Vallo, in attesa del pranzo, e solo pochi minuti prima era stata vista dalla nonna. Aveva quattro anni allora, e l'innocenza di una bambina cui l'unica paura era quell'orco che lei credeva esistesse solo nelle favole. Denise oggi ha otto anni, metà dei quali vissuti nel caldo abbraccio di mamma Piera, e gli altri quattro vissuti dove, come e con chi. Chissà quali ricordi questa bambina porterà ancora con se, quali cicatrici... Avrà smesso di piangere o lo farà ancora ogni sera prima di addormentarsi? Chi sarà colei o coloro ai quali si rivolgerà nei momenti di paura, di solitudine, di dolore? Avrà conosciuto la gioia della sua età, delle amichette della scuola, dei compleanni da festeggiare, e dei regali sotto l'albero "se sei stata buona", e del carbone "se sei stata capricciosa". Chissà se si ricorderà ancora del caldo abbraccio di mamma Piera e della protettiva mano di papà Antonino, il dolce tepore nel lettone dei genitori e il rassicurante bacetto prima di dormire? E avrà ancora quella "vocina da uccellino" nel cantare "Palloncini blu", "Gesù Bambino" o "La notte di Natale"? Il 26 ottobre, cara e piccola Denise, sarà il giorno del tuo nono compleanno. Che siano i tuoi genitori a farti gli auguri, soffocandoti quasi in un abbraccio senza fine e senza lacrime. Come del resto faremo tutti noi. (Gericus)
ILARIA D'AMICO: E' LEI IL CALCIO...
INIZIO CAMPIONATO... DELLO SFASCIO
Fuori tutti, il treno è nostro! E vaglielo a spiegare che "così non si fa", che le prepotenze non sono degne di una società civile, che il treno è di tutti, nostro come loro, e che pertanto, "noi siamo qui e qui rimaniamo". Macché, niente da fare. I diritti di quelle 250 persone che sedevano nelle carrozze dell'Intercity 520 Napoli-Torino -e che avevano pagato regolarmente il biglietto- sono venuti meno davanti ai 1500 supporter della squadra del Napoli, -e che il biglietto invece non avevano- che in abbigliamento da guerriglia urbana hanno fatto da padroni. In men che si dica infatti, sono riusciti ad espugnare le ultime resistenze e a impadronirsi del convoglio. Ma se già fino a qui è roba da film di Tarantino, l'azione di questi scalmanati deve ancora completarsi con la distruzione sistematica delle vetture avvenuta durante il viaggio per Roma. E non si è trattato di un semplice... insozzamento, poiché ben 11 sono state le carrozze devastate, con danni -secondo una prima stima- che superano i 500 mila euro. E tra le nefandezze compiute, anche l'azionamento -avvenuto più di una volta durante la marcia-, del freno di emergenza, vale a dire la "frenata rapida" del convoglio, che comporta non pochi rischi per la stabilità sulle rotaie del treno nonché per quella dei trasportati. Una prima giornata non troppo gratificante quindi per il nostro calcio, se aggiungiamo che oltre ai fatti di Napoli, altre intemperanze si sono riscontrate dai supporter dell'Inter, che di ritorno da Genova non hanno trovato niente di meglio che assaltare un autogrill, mentre leccesi e torinesi si sono scontrati dandosele di santa ragione. Prima giornata di campionato. Niente male come fischio di inizio... (Gericus)[vignetta di Giannelli]
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