venerdì 9 aprile 2010

Quando l'amore diventa follia.

TAVAGNASCO - (To) Un tuffo nel fiume per dare addio alla vita, portando in quel viaggio senza ritorno il figlio. Li hanno trovati ancora abbracciati nelle fredde acque della Dora Baltea, vegliati per ore dal loro cane, accucciato e infreddolito sulla sponda del fiume. Se ne è andata così dunque la vita di Federica Forcella, 35 anni, e del figlioletto Mattia di appena 8 anni (foto) . Alle spalle della donna, una vita sentimentale dai toni indefiniti. Sposata con Roberto Razzano, Federica aveva tutto per considerarsi una donna realizzata: un marito che l'amava e un figlio che adorava e poi, la tranquillità economica che arrivava da due stipendi che mensilmente entravano in casa. Ma la vita a volte presenta situazioni imprevedibili e di difficile lettura, come quella relazione extraconiugale che la donna intreccia con un bancario di Ivrea, e che una volta scoperta dal marito, porta alla separazione. Una relazione sciagurata e senza futuro, perché il nuovo compagno a conti fatti, non se l'è mai sentita di lasciare la donna con la quale stava insieme e che gli aveva dato dei figli. La sconfitta? La consapevolezza di aver buttato alle ortiche un matrimonio felice può essere il motivo di una decisione così drammatica? Chi lo sa, fatto sta che la vita di Federica non sembrava così sconvolta anzi, ultimamente, dopo aver vinto un concorso per un nuovo lavoro, sembrava rinfrancata, piena di progetti. E poi, quel bambino biondo come una spiga di grano che giocava a calcio nella squadra dei "pulcini" era tutto il suo mondo, Quindi? Nella notte di mercoledì 7, Federica ha svegliato il figlio che dormiva tranquillamente nel suo lettino, lo ha vestito di tutto punto poi è uscita, portando con sé anche "Amedeo", un cane 'beagle' cui Mattia era attacatissimo. Con la Golf si è allontanata forse senza una meta, ma il destino ha voluto che incrociasse proprio la Dora Baltea. Un attimo soltanto, poi, scesa dall'auto col figlio in braccio -e si presume anche il cane-, si è diretta nel buio verso la sponda. Nessuno a quell'ora l'ha vista e nessuno ha sentito il tonfo di quei corpi che cadevano nell'acqua gelida e vorticosa. Il giorno dopo qualcuno dirà di aver sentito verso le quattro e mezzo delle grida di aiuto e l'abbaiare incessante di un cane. Le grida erano di Mattia e l'abbaiare era quello di "Amdeo", che riuscito a salvarsi, aveva vegliato per ore i corpi di madre e figlio che ancora abbracciati galleggiavano sull'acqua. Ora gli interrogativi si sprecano e i 'perché' non trovano risposta. Perché una "mamma" senza un apparente segno premonitore arriva a tanto? E come se questo non bastasse, perché per farla finita, porta con sé anche il figlioletto innocente? Ed è proprio quest'ultimo interrogativo che più fa male: perché?...

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Purtroppo di gente fuori di cervello e' pieno il mondo. L'Italia non fa' eccezione, ma dico io, questa donna non la guardava nesssuno, perche' a me sembra strano che di punto in bianco succedano queste tragedie.
Ma il marito dove era? Gli amici ,parenti nessuno si era mai accorto che questa persona era fuori di testa?

Amalia ha detto...

...Ti assicuro che a volte tu gridi, gridi, ma la gente che dice di volerti bene non ti ascolta.
Gridi aiuto un milione di volte.
Implori una mano, ti senti impazzire.
La realtà è soffocante, vedi solo buio...e lo gridi, ma nessuno ti ascolta.
Ti vedi come l'ultimo essere sulla terra.
E' la voce della depressione, che ti chiama all'oblìo.