Eccolo qui "l'eroe metropolitano", il "Che Guevara de noantri", il "Don Chisciotte di borgata". Eccolo qui Fabrizio Filippi detto "er pelliccia", 24 anni, originario di Bassano Romano (Viterbo), davanti a tutti mentre avanza baldanzoso "sprezzante della morte contro il nemico" per le vie di Roma, mentre come ultimo gesto estremo, in piazza San Giovanni lancia un estintore verso le forze dell'ordine. La Digos, cioè "il nemico", lo ha arrestato dopo solo due giorni, e come l'ultimo dei vigliacchi non ha "mostrato il petto", ma ha semplicemente balbettato la più ridicola delle scuse agli uomini che gli stringevano le manette ai polsi: "si, quello della foto sono io, ma l'estintore mi serviva per spegnere l'incendio". No... non può cadere così un un eroe, il mito di una masnada di adoranti seguaci che tra un assalto distruttivo ad un negozio, l'incendio all'auto di un povero Cristo e una razzia in un supermarket, ammiravano quella figura che a torso nudo, pantaloni smutandati, benda sul volto e capelli al vento sfidava la sorte avversa. Ma come!? Proprio nel momento "solenne" non grida "Viva B.B." (che non sta per Brigitte Bardot ma black bloc...) seguendo il suo destino infame nel carcere dello Spielberg, ma cerca una scappatoia alle sue malfatte? In 13 di questi soggetti sono caduti nelle mani della giustizia, tutti riconosciuti come il "nostro eroe" attraverso foto e filmati girati per le vie della Capitale nel giorno di follia. Tra di loro, sei minorenni e due donne, e tutti già conosciuti dalla Digos per altre "campagne" in giro per le città da mettere a ferro e fuoco. Passata la tempesta, a Roma in questi giorni si stanno facendo due conti, e a sentire il sindaco Gianni Alemanno -che col Comune si costituirà parte civile-, tra cassonetti, vetrine, automobili, blindati della polizia e arredo urbano, i danni sfiorerebbero i 5 milioni di euro. Sul web i commenti su questo "sabato folle" si accavallano, ma tutti sono concordi su una cosa: dopo la galera -e che galera ci sia!-, questi balordi si sobbarchino le spese "fino all'ultimo centesimo" pagandole di tasca propria, e per chi non ha i mezzi, servizio sociale fino ad esaurimento del debito. Che ingrati... Per gli "eroi" del 2000 a quanto pare non c'è nessuno sconto...
martedì 18 ottobre 2011
Er Pelliccia, "eroe de noantri"...
Eccolo qui "l'eroe metropolitano", il "Che Guevara de noantri", il "Don Chisciotte di borgata". Eccolo qui Fabrizio Filippi detto "er pelliccia", 24 anni, originario di Bassano Romano (Viterbo), davanti a tutti mentre avanza baldanzoso "sprezzante della morte contro il nemico" per le vie di Roma, mentre come ultimo gesto estremo, in piazza San Giovanni lancia un estintore verso le forze dell'ordine. La Digos, cioè "il nemico", lo ha arrestato dopo solo due giorni, e come l'ultimo dei vigliacchi non ha "mostrato il petto", ma ha semplicemente balbettato la più ridicola delle scuse agli uomini che gli stringevano le manette ai polsi: "si, quello della foto sono io, ma l'estintore mi serviva per spegnere l'incendio". No... non può cadere così un un eroe, il mito di una masnada di adoranti seguaci che tra un assalto distruttivo ad un negozio, l'incendio all'auto di un povero Cristo e una razzia in un supermarket, ammiravano quella figura che a torso nudo, pantaloni smutandati, benda sul volto e capelli al vento sfidava la sorte avversa. Ma come!? Proprio nel momento "solenne" non grida "Viva B.B." (che non sta per Brigitte Bardot ma black bloc...) seguendo il suo destino infame nel carcere dello Spielberg, ma cerca una scappatoia alle sue malfatte? In 13 di questi soggetti sono caduti nelle mani della giustizia, tutti riconosciuti come il "nostro eroe" attraverso foto e filmati girati per le vie della Capitale nel giorno di follia. Tra di loro, sei minorenni e due donne, e tutti già conosciuti dalla Digos per altre "campagne" in giro per le città da mettere a ferro e fuoco. Passata la tempesta, a Roma in questi giorni si stanno facendo due conti, e a sentire il sindaco Gianni Alemanno -che col Comune si costituirà parte civile-, tra cassonetti, vetrine, automobili, blindati della polizia e arredo urbano, i danni sfiorerebbero i 5 milioni di euro. Sul web i commenti su questo "sabato folle" si accavallano, ma tutti sono concordi su una cosa: dopo la galera -e che galera ci sia!-, questi balordi si sobbarchino le spese "fino all'ultimo centesimo" pagandole di tasca propria, e per chi non ha i mezzi, servizio sociale fino ad esaurimento del debito. Che ingrati... Per gli "eroi" del 2000 a quanto pare non c'è nessuno sconto...
giovedì 6 ottobre 2011
Steve Jobs 1955-2011
martedì 4 ottobre 2011
Amanda Knox e Raffaele Sollecito: non sono gli assassini di Meredith Kercher
Pochi minuti prima delle 22 di ieri, lunedì 3 ottobre, per Amanda Knox e Raffaele Sollecito (foto) si è aperta una nuova vita. Non sono loro ad aver ucciso in maniera brutale Meredith Kercher la sera del sei novembre 2007, ed è questo ciò che ha letto il presidente della Corte d'assise d'Appello di Perugia Claudio Pratillo Hellman: "In nome del popolo italiano, si assolve entrambi gli imputati dai reati contestati ai capi A (omicidio ndr), B (porto di coltello), C (violenza sessuale), e D (furto) perché il fatto non sussiste, e ordina l'immediata liberazione di Knox Amanda e Sollecito Raffaele se non detenuti per altra causa". I pensieri di una vita dietro le sbarre -26 anni per Amanda e 25 per Sollecito, sentenza della Corte d'Assise del 5 dicembre 2009- sono volati via in un attimo, cancellati dalle parole del presidente. Ma se da una parte dell'aula si festeggiava il verdetto, da un'altra parte, quella dove si trovava la famiglia della vittima, lo sconcerto era alle stelle. "Noi non vogliamo dei colpevoli a tutti i costi -hanno detto pacatamente- ma vogliamo il responsabile della morte di Meredith". Per la Corte questi non sono Amanda e Raffaele, e l'unico adesso è l'ivoriano Rudy Guede, condannato a 30 di carcere -diventati 16 in Appello- il 28 novembre del 2008, colui che praticamente coinvolse l'americana e Raffaele Sollecito. Ma dal momento che Guedè fu condannato "per concorso in omicidio e violenza sessuale", oggi la gente si chiede: ma chi sono allora questi soggetti ignoti? Un processo da riaprire dunque, per questo delitto "internazionale" con vittima inglese, presunti assassini un italiano e un'americana, un ivoriano -Rudy Hermann Guede- già condannato, un congolese -Patrick Lumumba- tirato in ballo e scagionato, e un albanese -Hekuran Kokomani- testimone della prima ora. Tra le tante "zoomate" televisive e pagine di gossip, -la bella Amanda, Venere in pelliccia, Volto d'angelo, Sexy Foxy- , quello che è stato dimenticato è il destino della giovane studentessa 21enne Meredith Kercher, uccisa "in quell'Italia che amava". "Voglio rivedere il mio mare" ha detto a caldo Raffaele Sollecito, mentre il desiderio di Amanda Knox è stato quello di "sdraiarmi nel prato verde di casa mia". Due giovani che si riappropriano della loro vita dunque, e cosa importa se chi gliel'ha restituita è il presidente della Corte Claudio Pratillo Hellman, che per ironia della sorte ha un cognome che in italiano significa "uomo dell'inferno"...
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