martedì 14 luglio 2009

ONORE AL CAPORALE ALESSANDRO DI LISIO

Alessandro Di Lisio, caporal maggiore della Folgore (foto) è la 14esima vittima italiana caduta nell'inferno dell'Afghanistan. Classe 1984, Di Lisio era originario di Campobasso e da quattro mesi si trovava in missione nel martoriato Paese asiatico. A ottobre sarebbe rientrato a casa. Pur giovanissimo, al suo attivo aveva già altre missioni all'estero in scenari "caldi", e tra questi l'Irak. Per il comandante dell'8° Reggimento guastatori paracadutisti di Legnago, colonnello Vittorio Sella, il caporal Di Lisio "era un militare molto preparato", mentre un pensiero corre ai genitori del caduto "che in questo momento piangono la perdita di un valoroso figlio". La tragica vicenda si è svolta in un un attimo, in una landa desolata a 50 chilometri da Farah, dove su tre veicoli -due Lince e un mezzo blindato Cougar- una pattuglia formata da Paracadutisti della Folgore e del Primo Reggimento Bersaglieri è stata colpita dall'esplosione di una bomba lungo la strada. In uno dei mezzi, colpito in pieno dall'ordigno, il parà della Folgore, Alessandro Di Lisio è morto sul colpo, mentre altri tre commilitoni sono rimasti feriti in maniera più o meno grave, anche se le autorità militari hanno subito assicurato che nessuno dei tre è in pericolo di vita. Pochi giorni fa, esattamente l'8 luglio alle ore 19,45, su Facebook Alessandro aveva annotato un suo pensiero, l'ultimo: "La guerra è uno sporco lavoro... ma qualcuno dovrà pur farla...". Migliaia i messaggi lasciati in rete da amici e sconosciuti, uno, forse il più significativo, lo lascia un suo omonimo: "Portare la pace a volte comporta rinunce importanti e Alessandro ha rinunciato alla propria vita. Cosa dire... onore all'uomo, onore al soldato". Infine, anche una poesia è comparsa in rete:
"Oggi parla il silenzio/ Il silenzio di chi ha fatto/ del servizio della Patria/ una scelta di vita
/ ed in silenzio/ questa scelta / l'ha portata avanti fino in fondo/. Non intitolategli strade o piazze/ ma rispettate il suo silenzio/. E in silenzio rendetegli onore/ perché portava anche voi/ nel Tricolore che sventolava sul suo cuore. (G. Di Vita)

lunedì 13 luglio 2009

BENVENUTO IN VALLE D'AOSTA SANTO PADRE

LES COMBES -Introd- Poco prima delle ore 12,30 di oggi, lunedì 13 luglio, l'elicottero dell'Aeronautica Militare ha toccato l'erba del campetto di Les Combes, dal quale è sceso un sorridente Benedetto XVI. Ad attenderlo, oltre al vescovo di Aosta Monsignor Giuseppe Anfossi e il sindaco di Introd Osvaldo Naudin, il presidente della regione Valle d'Aosta Augusto Rollandin, del Consiglio Alberto Cerise e tutte le più alte cariche civili e militari. Un coro dei bambini della Scuola Materna di Introd ha dato il benvenuto al Pontefice recitando una poesia in italiano, francese e patois, poi i doni, ovvero prodotti tipici locali. E' questa la terza volta che Papa Ratzinger viene a trascorrere le sue vacanze in Valle d'Aosta, in questo spicchio di paradiso ad una ventina di chilometri da Aosta e posto a 1.450 metri d'altezza, un luogo di una bellezza naturale unica affacciato sul massiccio del Monte Bianco. Un Papa dunque stanco ma che risponde alla domanda di un giornalista, e cioè se dopo il recente G8, crede che ci sia più speranza per i Paesi poveri dell'Africa: "Speriamo, mi sembra che le condizioni siano buone". Come sempre, sarà una vacanza strettamente privata, dedicata alla lettura e forse, alla stesura di un nuovo libro, anche se Benedetto XVI ha affermato che "ci sarà pure del tempo dedicato al lavoro". Nello studio situato al primo piano della villetta, il Santo Padre ha trovato anche un nuovo pianoforte, dato che quello preesistente accusava "gli acciacchi del tempo". E non è raro sentirlo suonare i classici di Bach -come dicono i dipendenti della colonia Salesiana- e questo avviene al mattino presto o nel tardo pomeriggio prima della cena. Poche dunque le uscite, una delle quali avverrà domenica 19 luglio a Romano Canavese per la recita dell'Angelus, una località questa, scelta sicuramente in omaggio al paese natale del Segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertone. Confermato invece l'Angelus di domenica 26 prossimo su a Les Combes -aperto al pubblico- e infine il rientro in Vaticano programmato per il pomeriggio di mercoledì 29.
(Foto Copyright: Benedetto XVI e padre Georg Gaenswein con i bambini della Scuola Materna di Introd)

venerdì 10 luglio 2009

MORIRE FESTEGGIANDO GLI ESAMI...

Alcool e gioventù, il problema di sempre che anche in Italia sta dilagando, tanto che nel pacchetto sicurezza recentemente varato dal Governo, sono state inasprire le pene per chi somministra bevante super alcoliche ai minorenni. E un fatto tragico che ci riporta proprio al problema dell'alcool arriva da Winnersh (Inghilterra), dove Patrick "Paddy" Higgins, (foto) studente sedicenne della Forest School, mercoledì 8 luglio si è recato assieme ad altri compagni -così come tradizione vuole- a festeggiare la fine dell'anno scolastico in una località della Cornovaglia. Festa senza freni, dove birra e alcool scorrono a fiumi. In certe situazioni però, luogo meno indicato per far baldoria, poiché il tutto avviene in una località a strapiombo sulle scogliere di Newquay. E quella sera, Patrick "Paddy" Higgins era troppo ubriaco per capire che stava barcollando sui bordi del precipizio, ed anche gli amici presenti poi non fecero molto caso della sua improvvisa scomparsa. Lo hanno ritrovato infatti il giorno dopo sulla spiaggia di Tolcarne Beach, precipitato lì dopo un volo di 150 metri da quel pianoro dove si erano radunati gli studenti in festa. Lo strazio del padre, John Higgins, un professore che tra l'altro insegna proprio nella scuola frequentata dal figlio, ora ha solo una domanda: "Ma è giusto vendere alcolici ai giovani"? E lo dice guardando una foto del figlio scattata proprio in quella tragica sera di festeggiamenti dove lo si vede appunto con un bicchiere in mano: "Ogni genitore dovrebbe guardare questa foto e pensare che sarebbe potuto accadere a loro. Un attimo prima nostro figlio era lì, gli stavano vendendo birra e liquori, e dopo si è ritrovato a morire in quel modo terribile". E ancora: "Certo, è stata una sua scelta quella di mettersi a bere, però dovremmo essere capaci di proteggere i nostri giovani. Ma come ci riusciremo se siamo noi a vendergli tutte le sbornie che vogliono"? Più di 4000 amici hanno lasciato messaggi su Facebook, la metà dei quali aderendo al gruppo lanciato dagli Higgins "Boicottiamo Newquay per le vacanze degli adolescenti". E non ha tutti i suoi torti. Solo pochi giorni prima infatti, un 18enne era morto sempre nello stesso modo mentre un altro, grazie ad un miracolo, si era salvato dopo esser scivolato dalla scogliera.