
Si entra a scuola da somari e si esce da asini. Non è un bel percorso, ma stando a ciò che risulta dall'indagine Pisa-Ocse del 2004 e del 2007, "gli studenti italiani hanno lacune pesantissime e protratte nel tempo". Per essere più precisi, su cento studenti scrutinati in vari tipi di scuola, ben il 70,3% di questi ha denunciato gravi insufficienze, mentre il restante 29,7% non ha mostrato lacune. E per dare un idea dell'abisso culturale in cui versa la nostra scuola, il
55,0% degli studenti del liceo Classico ha gravi insufficienze in latino,
il 52,9% in matematica e
il 44,6% in greco. Allo
Scientifico, strage in
matematica (64,9%), latino (57,1%) e lingue straniere (50,7%). Anche al
Socio-psico-pedagogico le
lingue straniere "sono un corpo ostile" con il
69,2% di insufficienti,
matematica ((62,6%) e
italiano (43,1%). Al
liceo Linguistico, dove le lingue -non potrebbe essere diversamente- sono la base degli studi, sono in forte carenza proprio in questa materia addirittura
l'83,5% degli studenti, mentre all'
istituto Tecnico -ancora in lingue- sono insufficienti
l'83,5% degli studenti. Un altro paradosso sono quel
94,6% di studenti iscritti
all'istruzione Artistica con carenze - guarda un po'... - in discipline artistiche e infine al
Professionale, il 49,7% non la spunta con
l'italiano. E' la Caporetto della scuola dunque, e le due "bestie nere" sono un po' per tutti matematica e lingue straniere, ma anche con il nostro idioma le cose non vanno meglio, poiché l'impietosa ricerca ammette che "la metà dei ragazzi non sa scrivere e non capisce quanto legge". Ce n'è quanto basta per correre ai ripari, tanto che il decreto emesso dal ministro alla Pubblica Istruzione lo dice chiaro: Le lacune vanno sanate entro giugno, o al massimo, ad agosto". Per chi 'raglia' dunque, non c'è scampo.
(Gericus)
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