lunedì 3 marzo 2008

IL "NOVECENTO" DI VALERIO SANZOTTA

Finalmente qualcosa lontano dal giovanilistico camminare "più su del cielo" o dalle fregne di una notte da spendere "prima della maturità". Valerio Sanzotta, (foto) la fresca rivelazione uscita dal Festival di Sanremo appena conclusosi ha portato una ventata d'aria nuova con la sua "Novecento". Sanzotta, 29 anni che compirà tra cinque giorni -è nato a Roma l'8 marzo del '79- dimostra grande padronanza del mezzo e del palco, dove la sostanza prevale sull'esteriorità, in poche parole, merce rara oggigiorno. Nel suo passato ci sono studi di violino e musica classica, oltre che una vera passione per l'opera buffa, il tutto, coltivando il mito dell'America, quella per intenderci di John Kennedy e Martin Luther King passando attraverso la beat-generation. I simboli degli anni '60 dunque, rivisti e presentati oggi con l'intenzione -riuscita- di farci riassaporare il primo Bob Dylan, i concerti da tutto esaurito del Greenwich Village di New York, quelli di Joan Baez, Leonard Cohen, e più tardi di Bruce Springsteen. Ed è vero quando Sanzotta afferma -dopo che lo hanno accusato di suonare musica datata- che la musica country & western non ha tempo, perché attraverso la genuinità dei suoi contenuti, nell'ascoltarla "è come fare una chiacchierata con George Washington o fumare la pipa con il poeta scrittore dell'800 Walt Whitman". Eccolo qui dunque Valerio Sanzotta, il giovane artista che potrà riportare in auge i fasti dei vari De Gregori e perché no, anche di De André, con colorazioni che possono prendere spunto infine dai grandi 'chansonnier' francesi come Brel, Brassens e Moustaki. Sanremo in poche rare occasioni laurea grandi personaggi, ma tra questi vale ricordare Vasco Rossi, e Zucchero, -tutti e due snobbati dalle giurie in sala ma rivalutati dal pubblico- e Eros Ramazzotti. Secondo me, Valerio Sanzotta, "vincitore morale" di questo Festival edizione 2008, ha tutte le carte in regola per unirsi al terzetto... (Gericus)

Nessun commento: