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lunedì 23 luglio 2012
Benvenuti a Prato, Cina...
Toni trionfalistici: "I cinesi di Prato si fanno italiani", e Anselmo Potenza, presidente della Confederazione Nazionale Artigiani locale pontifica poi che "abbiamo un cinese alla vicepresidenza". Evviva, alleluia! E d'altra parte i "conquistadores" ne hanno il diritto di sedersi ai tavoli che contano e i numeri parlano chiaro: su 190.000 abitanti, Prato conta ben 55.000 stranieri dei quali 40.000 cinesi in città tra regolari e clandestini; 4000 sono le imprese del Sol Levante; il 15% del Pil locale è prodotto ogni anno dalle aziende cinesi; 360 milioni sono gli abiti prodotti da cinesi nel distretto di Prato e il 70% è la quota che viene esportata. "Il clima sta cambiando, e piano piano emergono i vantaggi commerciali per la presenza di questa comunità". E' una realtà in crescita si scrive ancora, insomma, fiato alle trombe e inchino davanti a questa marea cinese che dilaga come un onda di Tsunami. Ma in questo "Dossier dell'Italia che saremo" pubblicato recentemente su La Stampa manca il rovescio della medaglia. Non si parla che questa invasione ha ucciso la piccola industria locale, perché arrivando in un momento di crisi, quindi meno ordini ed entrate in calo, imprenditori cinesi senza scrupoli hanno comprato aziende in agonia per due lire scalzato l'eccellenza artigianale locale poi, vendendo i loro prodotti a prezzi stracciati, hanno ucciso infine quelle industrie che ancora sopravvivevano per l'impossibilità di reggere al confronto, da qui la morte dell'artigianato pratese. Per l'Amministrazione locale "no problem", poiché i cinesi ci salvano l'economia con le loro tasse.... Poveri illusi...La realtà è un altra: "Cinesi, l'Italia al primo posto in Europa per l'evasione fiscale". Vittorio Carlomagno, dell'Associazione Contribuenti Italiani affonda il coltello: "Analizzando i dati, emerge che nei distretti dove la comunità cinese è maggiormente presente, è stato rilevato un indice di evasione fino al 98%". E' la Guardia di Finanza che ha scoperchiato il vaso di Pandora : 6 imprenditori cinesi non hanno presentato nessuna dichiarazione dei redditi a fronte di trasferimenti di denaro all'estero per 6.088.000 euro; altri 4,5 miliardi di euro illecitamente trasferiti in Cina; 558 imprese cinesi che hanno accumulato e spedito all'estero proventi occulti pari a 300 milioni di euro; 24 persone arrestate; 581 persone denunciate; 14 agenzie di Money Transfer bloccate; 207 aziende cinesi sequestrate, unitamente a 283 beni immobili e 471 automezzi, per un valore complessivo di 152 milioni di euro. Il tutto, tirando le fila delle tre operazioni "Cian Liù", "Cian Ba 2011" e "Cian Ba 2012". Parallelamente infine, i Nuclei di Polizia Tributaria di Prato e Firenze hanno sviluppato verifiche fiscali più approfondite nei confronti di 16 imprese cinesi acquisendo così le conferme probatorie di gravi reati fiscali per omesse o infedeli dichiarazioni dei redditi ed IVA, con un sequestro di beni ordinato dal G.I.P. per un valore corrispondente alle imposte evase pari a 12 milioni e 787 mila euro. Paolo Calamai di www.pratoreporter.it fa un ulteriore approfondimento del fenomeno cinese: "Il Comune sta cercando di combattere il problema effettuando con blitz a tappeto nelle fabbriche e nei laboratori gestiti da orientali. Luoghi all'interno dei quali accade di tutto: dai sequestri di persona, agli omicidi, al lavoro nero e minorile, all'evasione fiscale, al non rispetto delle norme igieniche, alla prostituzione, alle cure sanitarie illegali. Ci può essere integrazione -continua Paolo Calamai -, solo se i numeri lo permettono e se si rispettano le regole e le leggi vigenti". Cinesi! Benvenuti a Prato...
lunedì 11 giugno 2012
Ecco l'Italia dei furbi...
Ho capito perché l'Italia va a rotoli. Non c'è bisogno di grandi studi, seminari o tavole rotonde di insigni economisti. Come è avvenuta questa mia illuminazione? Semplice, guardando i redditi denunciati dai lavoratori autonomi. E' una vergogna, uno schiaffo a chi invece, nolente o dolente deve pagare regolarmente le sue tasse allo Stato. Dunque, secondo questi dati pubblicati dal Dipartimento delle Finanze e del Ministero dell'Economia, risulta che i proprietari di diverse attività commerciali hanno dichiarato di aver guadagnato nel 2011 le seguenti cifre:
Estetisti: 6.500 euro all'anno;
negozi di abbigliamento e scarpe: 8.600 euro all'anno,
tintorie 9.700
negozi di giocattoli 10.700;
profumerie 11.500;
pelliccerie 12.200;
parrucchieri 12.600;
fiorai 12.700;
ristoratori 13.300;
alberghi e affittacamere 14.700;
autosaloni 14.800;
taxi 14.800;
stabilimenti balneari 15.400;
bar gelaterie 16.800;
gioiellerie 17.000;
macellerie 17.300;
imbianchini e muratori 22.900;
meccanici 24.700;
fornai 25.100;
architetti 29.600;
avvocati 57.600;
commercialisti e contabili 61.800;
studi medici 69.800;
farmacie 109.800;
notai 318.200.
Alcune riflessioni dunque: il proprietario di un salone di estetista lavora otto ore al giorno per un totale di 17 euro, (2 euro e 20 all'ora). Un barista ne lavora 10/12 per 46 (3 euro e 80 all'ora); un parrucchiere guadagna 34 euro al giorno (4 euro all'ora). Un gioielliere -e vende oro!- guadagna 46 euro al giorno (5 euro e 80 l'ora!) I proprietari degli stabilimenti balneari -si, quelli che ti affittano 2 sdraio e ombrellone a 1800 euro per i soli primi 15 giorni di agosto!- facendo il calcolo di lavorare solo 5 mesi, guadagnano 20 euro al giorno!!!!! Un'altra cosa: facendo delle visite mediche specialistiche in privato -con appuntamento anticipato perché c'è la fila-, si spendono sulle 250/300 euro a visita, e contando che in una giornata di visite se ne possono fare una decina, nonostante ciò i medici guadagnano 191 euro al giorno, ovvero 31 euro all'ora. Un ultima considerazione: Gli imbianchini guadagnano più dei gioiellieri, dei baristi e degli albergatori... nonostante quest'ultimi viaggino in SUV e abbiano case al mare... In America per furberie simili si va in galera, e ci si sta un bel po'...
giovedì 19 novembre 2009
VOGLIO ESSERE BELEN!
Gioventù bruciata? Macché, assuefatta. Dalla televisione. E' questa -purtroppo- l'immagine che viene da un indagine svolta da Eurispes tra le giovani leve della Penisola, e i risultati lasciano basiti: matti per i Cesaroni e i Simpson e poi, da grandi, sognano di essere Belen Rodriguez (foto). Sono questi dunque i modelli di riferimento per i giovanissimi di età compresa tra i 7 e gli 11 anni. Valentino Rossi raccoglie il 16% delle risposte (28,8 fra i maschi) e Belen Rodriguez l'8,2%. In cima alle aspirazioni c'è Michelle Hunzicker e Mike Bongiorno (31%) e addirittura Fabrizio Corona, pur con la percentuale minima dell'1,2%. La domanda posta era: " "Chi sarò da grande?", pertanto i desideri sono piovuti su personaggi 'catodici', quelli che nel bene o nel male imperversano -ma perché non vanno a lavorare?!- in televisione, allontanando di fatto personaggi di grosso nome e socialmente impegnati come il Premio Nobel Rita Levi Montalcini (scelta solo dall'1,1%, quindi ambita meno di Corona!) o Roberto Saviano, indicato solo dallo 0,4 dei ragazzi intervistati. Fortunatamente c'è anche chi da grande non vuole assomigliare a nessuno, ma vuole "essere sé stesso", con le sue iniziative e i suoi sogni da realizzare, e in questa fascia si collocano in misura maggiore le femmine (32,3%) e per il 21,7% i maschi. Nella lista dei programmi televisivi poi, le preferenze vanno -come detto- ai Cesaroni (17,7%); i Simpson (15,3%); e poi "Paperissima" (9,6%); "Amici (9,3%) e "Dragonball" (8,3%). Seguono poi "Zelig", "Grande Fratello" (con un misero 2,9%), e infondo alla classifica, "C'è posta per te" e "Affari tuoi" (1,4%). Questa dunque è la fotografia delle nuove generazioni, allevate a pane e tivù, una televisione che di questi tempi, ad essere onesti, sta mostrando il peggio del peggio, con punti di riferimento -come abbiamo visto- veramente di basso rango. Due le novità in queste risposte, una è buona e l'altra, un po' meno. Partendo dalla prima, -positiva- è che in cima ai desideri dei ragazzi sono spariti i calciatori, mentre la seconda, -qui mi cascò l'asino!- è che è subentrata la categoria delle "Veline". Quali le reazioni a queste "verità"? Una per tutte è la lettera giunta ad un quotidiano nazionale: "Crollo demografico, modelli sociali deviati, perversione dilagante... una società i cui figli hanno come 'miti' Belen, non può che sparire dalla storia"...
lunedì 14 settembre 2009
MISS ITALIA: CHIU' PILU PE TUTTI!
Tutti gli anni è la stessa solfa, e nonostante tre milioni di persone siano rimaste sveglie fino alle una di notte per sapere chi è la nuova Miss Italia 2009, gli scricchiolii sul flop di questa manifestazione cominciano a farsi sentire sempre più. Primo, ma non unico allarme di un Titanic che affonda, quei telefoni che una volta squillavano ininterrottamente per assegnare da casa voti alle concorrenti, e che oggi invece squillano sempre meno. Milly Carlucci, veterana della trasmissione, fa del suo meglio per dare tono al programma, anche se "il pasticcio" è dietro l'angolo. Ma che colpa ne ha se la giuria, (Rita Rusic, Ricky Tognazzi, Sergio Assisi, Guillermo Mariotto e Claudio Cecchetto) assegna la fascia di "Miss Moda" alla concorrente sbagliata, la campana Mirella Sessa al posto di Federica Sperlinga, siciliana? Alla luce di tutto ciò, il "carrozzone" di Patrizia Mirigliani -ereditato dal padre Enzo- ha ancora un senso? Ha senso buttar via 70 mila euro -ma si parla di 100 mila!- per un ospite come la Paris Hilton, pagata solo per esserci? L'ereditiera americana infatti avrebbe -per contratto- dovuto cantare e ballare -manco fosse Barbra Streisand!- mentre invece non ha -grazie a noi!- aperto bocca né danzato, poiché -come ha detto-, "il mio fidanzato non vuole che altri ballerini mi tocchino", come se la suddetta signorina fosse appena uscita dal convento delle suore Orsoline... A notte fonda infine, il momento 'clou' della maratona televisiva, quello che incorona la Miss Italia 2009, e che in questo caso è Maria Perussi, 18 anni calabrese (foto) , mentre le damigelle d'onore sono Mirella Sessa -la più votata in sala-, 23 anni, campana, e Letizia Bacchiet, veneta di 18. "Panem et circenses" dunque, come dicevano i politici dell'antica Roma per tenere buono il popolo. Oggi, il simpatico Antonio Albanese, nella sua parodia del politico ne aggiunge un altro di particolare: "Chiù pilu pe tutti"!...
giovedì 27 agosto 2009
RUSSI, MANCIATE DI SOLDI E PUBBLICITA'
lunedì 17 agosto 2009
LA CAPANNINA COMPIE 80 ANNI: AUGURI!
Nelle calde serate estive, dopo un salto alla "Baracchina Rossa" sul lungomare di Livorno, nasceva spontaneo, tra amici uscire con "Si va in Capannina"? Sul vialone di Forte dei Marmi, la "Capannina" di Franceschi, assieme alla "Bussola" di Focette, era il locale "in" per i giovani dell'epoca. Una sessantina di chilometri e il gioco era fatto. Gli anni '70 erano il massimo per quella striscia di Toscana vacanziera, perché lì, noi giovani 20enni, trovavamo tutto, musica e donne, bellissime giovani scese dal nord Italia in cerca di mare, sole e divertimento. Il "boom economico" rendeva tutto facile, e questo benessere lo si vedeva infatti dai parcheggi gremiti di Porsche, Ferrari, Maserati e Alfa Romeo GT spider. In Capannina poi, i soliti grossi nomi, industriali, attrici e attricette, e sul piccolo palco del locale passavano i più grandi nomi della musica sia italiana che internazionale. Negli anni '60, lì avevano cantato i Platters quando "Only You" era in cima a tutte le classifiche dei dischi più venduti, e il famoso singhiozzo di Tony Williams sembrava ancora risuonare tra quelle pareti. Paul Anka aveva portato la sua "Diana", Xavier Cugat e sua moglie, la bellissima Abbe Lane, lì avevano fatto conoscere la sensualità del "mambo" e infine, il nostro Gino Paoli all'apice del successo, li aveva lanciato la sua "Sapore di sale", giusto a pochi metri dalla risacca che moriva sulla spiaggia. Di nomi illustri quello splendido locale, "set" naturale di amori che nascevano e amori che finivano, ne aveva visti passare tanti da quel lontano 1929, anno in cui nacque "quasi per caso", e i più anziani ne hanno chiari ricordi: i nobili Visconti di Modrone, gli Sforza, i Della Gherardesca, i Montmayeur e poi, all'ora dell'aperitivo, poeti e grandi giornalisti, scrittori, artisti... Si dice che nel 1939 lì vi abbia fatto una sosta anche un giovanissimo -22 anni- John Kennedy, il futuro presidente degli Stati Uniti, lì con la fidanzata americana studentessa universitaria a Firenze. Lì ho ascoltato in un silenzio religioso Mina, ho ballato "Twist again" con Peppino di Capri, e mi sono ritrovato a pensare alla mia "Bambola" cantata da Patty Pravo e infine, abbagliato dalla luna che solo in Versilia si può ammirare in tutta la sua bellezza, mi sono ritrovato in una "Rotonda sul Mare" cantata da Fred Bongusto. Giovedì 27 prossimo, la "Capannina" festeggerà i suoi 80 anni di vita, di successi, di gloria. A spegnere le candeline è stata invitata Belen Rodriguez e madrina della serata sarà Simona Ventura. Belen Rodriguez, si, bella.. gnocca, e aggiungo pure "sotto il vestito... molto", ma sotto quel...molto, purtroppo, ne arte ne parte. Auguri dunque "nonna Capannina", anche se potevi meritarti qualcosa di più per il tuo compleanno...
giovedì 13 agosto 2009
UNA CASCATA DI EURO: CUI PRODEST?
Il Codacons lo ritiene eccessivo un premio di 131.500.000,oo euro per chi indovinerà la famigerata sestina di numeri del Superenalotto, perché anche a 'tradurli' nel vecchio conio -come ci ha insegnato il buon Bonolis-, la cifra è di quelle da far accapponare la pelle: 260 miliardi di lire! E che la febbre ormai sia arrivata a livelli di guardia, il segnale ci arriva dalla "fredda Germania", dove un tour-operator ha inaugurato un volo "gratis" diretto per l'Italia solo per chi vuol giocare la schedina al grido di "Mamma mia! Italien wie kommen! (Mamma mia! Italia arriviamo!) Una febbre che ha contagiato nientemeno -e lei di soldi se ne intende!- anche la multimiliardaria americana Paris Hilton la quale si dice abbia fatto comprare nientemeno che 1500 schedine già compilate per tentare anche lei il colpaccio. 131 milioni di euro e spiccioli dunque, ma... portano veramente felicità? Si, certo, cambiano la tua vita e quella di molte generazioni future, ma di esempi diversi le cronache sono piene. Per andare indietro nel tempo, un operaio toscano negli anni '50 azzeccò al Totocalcio l'unico 13, e si portò a casa 140 milioni di lire. Una fortuna per quei tempi! Villa faraonica, auto, donne, divorzio e affari sbagliati lo portarono in una decina di anni alla rovina. Lo trovarono una mattina, solo come un cane, impiccato in quella villa dove tutto ormai era sotto sequestro per pagare i creditori . Caso recente? Quello di una quindicina di anni fa. Tre amici operai azzeccarono anche loro un 13 al Totocalcio per un montepremi di 3 miliardi di lire. Appena 5 anni dopo, alla stazione centrale di Milano un uomo si gettò sotto il treno. Dalle indagini della polizia, si scoprì che il suicida era uno dei tre 'fortunati' vincitori del totocalcio, che in breve tempo aveva dilapidato la fortuna chissà come. Sul suo conto corrente non c'era più una lira, tanto che per trasportare il corpo nel suo paese d'origine al Sud, gli amici fecero una colletta per ovviare al problema. Casi emblematici di neo-miliardari finiti male. Ma c'è anche chi -forse- potrebbe avere un futuro... migliore. Tra le lettere scritte online su una eventuale vincita simile, ho scelto questa, poiché è molto ponderata e onesta:"Griderei... per poi piangere dall'emozione, guardarmi attorno e stringere in un forte abbraccio coloro che mi stanno vicino... darei un forte bacio ai miei figli sussurrando che la loro vita, come la mia, è cambiata per sempre. Andrei da mia madre e da mio padre... mai più mutuo, affitto, il tanto temuto fine mese... ma solo l'inizio, un nuovo splendido inizio. Forse andrei in chiesa, se Dio ancora mi accettasse, pregherei quel che l'animo mi suggerisce e resterei seduto ad ascoltare un benevolo silenzio. Per il domani, nessuna certezza, come sempre, ma, oggi, con un sorriso in più perché ho vinto € 130.000.000 (che sensazione scriverlo!).
domenica 9 agosto 2009
UN ANNO DELLA NOSTRA VITA A GUARDAR DONNE.
Ci mancava anche questo sondaggio! Se prima il maschio -come si sosteneva- guardava il gentil sesso così, solo per abitudine, ora le cose si mettono maluccio. Motivo? Secondo una ricerca fatta in Inghilterra, risulta che noi uomini spendiamo un anno intero della nostra vita a "guardare le donne". Eh si, poiché sono ben 43 minuti al giorno che si "sbircia" -e magari... sognando- le donne altrui. Tutto ciò lo conferma una ricerca condotta da "Kodak Lens Vision Centres" di Londra e svolta su un campione di 3000 persone di età compresa tra i 18 e i 50 anni, la quale certifica che il maschio durante la giornata, punta il suo sguardo su almeno 10 donne. Ma su questo punto, anche il "gentil sesso" -ma forse con meno ardore- non è da meno, scrutando l'uomo per 20 minuti, con una media giornaliera di almeno 6 uomini. Ma quali sono i luoghi più indicati per questo... esercizio fisico? Al primo posto -sempre secondo questa ricerca- l'uomo scruta le sue...prede al supermercato, poi c'è il pub, la discoteca e il posto di lavoro. Per le donne invece luogo ideale per occhiate galeotte è il pub, quando fanno shopping o quando si trovano sui mezzi pubblici. Sia gli uomini che le donne si dichiarano lusingati da uno sguardo dell'altro sesso e il 19% dichiara addirittura di provare autentica gioia e solo il 9% del gentil sesso prova la stessa emozione, mentre il 16% delle donne afferma di sentirsi imbarazzato e il 20% a disagio. Ma cosa si guarda di più dell'altro sesso? Le donne affermano "gli occhi" mentre l'uomo -com'era da aspettarselo!- osserva principalmente il corpo. "Che cosa sarebbe l'umanità senza la donna" sospirava già ai suoi tempi Mark Twain, e mai parole furono più sagge, ma che si regalasse loro un anno della nostra vita... beh, questo forse non se lo sarebbe mai aspettato neppure lui...
venerdì 7 agosto 2009
PIETRA TOMBALE SU WOODSTOCK...
domenica 2 agosto 2009
IL REBUS DELLA CRISI: C'E' O NON C'E'?
venerdì 10 aprile 2009
UNA PASQUA SENZA CRUDELTA'...
Eccola lì la loro Pasqua, appesa a quei ganci in macelleria. Eccoli lì, squartati, scuoiati e decapitati, col sangue che ancora cola dalle loro carni. Pasqua dell'abbuffata, della carneficina, dell'ingordigia, della crudeltà. Ogni anno a Pasqua, sono circa un milione tra agnelli, capre e pecore che vengono uccisi per la nostra tavola. Pasqua d'amore, di pace e resurrezione si dice, solo che noi la festeggiamo scannando capretti e agnellini, cuccioli che ad un mese di vita sono stati strappati alla madre per finire sui nostri piatti tra un tripudio di festa e auguri e buone intenzioni. Non mangiamo agnello a Pasqua, non mangiamo nessun animale, perché anche loro provano sentimenti, paura, dolore, ma anche gioia, affetto, amore, quindi, perché ucciderli? Basta con questo rito pagano, pertanto, festeggiamo la Pasqua senza crudeltà, senza sangue innocente... (Gericus)
giovedì 2 aprile 2009
TELEVISIONE, CATTIVA MAESTRA
Ma è la televisione che riflette la società, o è la società che si identifica nella televisione? Un dilemma mai risolto. Per me, è "buona la seconda", ovvero è la società a identificarsi in quello che vede in video, offerto appunto da una cattiva maestra. Altrimenti come si possono giustificare quelle oltre due ore dedicate da Matrix all'eroe del nulla, Fabrizio Corona? (foto) Quali meriti ha questo giovanotto per poter dire la sua davanti ad una platea -a quell'ora- stabilita in circa un milione e mezzo di nottambuli? E poi, quale primizie intellettuali può dare? Che vivendo 'border line' ci si guadagna sempre? Che l'apparire è meglio dell'essere? Massimo Gramellini nel suo "Buongiorno" su La Stampa di oggi, scrive: "Non capisco perché i settimanali continuino a dedicare spazio alle imprese banali di Fabrizio Corona, il fotografo di modelle che passa il suo tempo a guidare macchinoni senza patente, in compagnia di bonazze straniere per non partire troppo svantaggiato nell'uso dell'italiano". Ma che la televisione si occupi più volentieri di trash che non di cose serie, ormai ne siamo certi: puntate su puntate dedicate ad un certo Azouz Marzouk, un tunisino assurto alla notorietà per il fatto di essere vedovo e padre di due vittime della strage di Erba, alla piccola zingarella ospitata al Costanzo Show la quale, dopo essere stata strattonata da un tizio che l'aveva beccata con le mani in tasca -le sue però!- si era ritrovata con due lesioni ai polsi, e Costanzo a pontificare "che non si fa così con una zingarella!", salvo poi smentirsi due giorni dopo, poiché la 'povera' zingarella veniva arrestata a Roma dalla polizia beccata di nuovo con le mani nelle tasche altrui. Idoli per una notte, idoli del nulla dunque, tra debosciati lussuriosi sequestrati per mesi in una casa sotto l'occhio del Grande Fratello, tra naufraghi che purtroppo qualcuno "salverà" e con improbabili contadini in fattorie purtroppo raggiungibili. Il video dedicato al peggio dunque, all'eccesso, al triviale, e mai mezz'ora invece dedicata al positivo, a chi sgobba veramente la vita, come quel tizio -immaginario-, intervistato ancora da Gramellini nella sua rubrica: Ci racconti la sua giornata-tipo: "Mi alzo, esco di casa e vado a lavorare". Pazzesco!: continui. "Non sniffo cocaina e bevo una birretta ogni tanto. Pago le tasse senza esagerare ma le pago. E non cambio orologio da quindici anni". Incredibile, come mai? "Funziona ancora". E il sesso, il sesso? "Ho due figli piccoli e una moglie, sempre quella. Sa com'è, dopo tanti anni ci si inventa quel che si può. Ma non intendo sfasciare tutto". Ma lei è un mito, ma lei è un panda, ma lei è un eroe dei nostri tempi. Le andrebbe di partecipare a un concorso televisivo di parolacce? O preferisce un talent show per aspiranti scorreggiatori? "No grazie, mi vergogno". Anche noi caro intervistato: ma si consoli, siamo rimasti in pochi... (Gericus)
domenica 8 marzo 2009
8 MARZO? CHE LA FESTA CONTINUI...
La festa dell'8 marzo, quella dedicata alla donna, al gentil sesso russo proprio non va giù: "E' una festa ipocrita" sostengono, "perché solo in quel giorno i nostri uomini sono gentili con noi, non bevono, ci aiutano in casa e ci regalano pure dei fiori. Passata la festa però, ritorniamo ad essere le schiave di sempre". Quindi? "L'8 marzo si tradisce". Ecco fatto. E non è una boutade, perché hanno fondato pure un club, "L'8 marzo di Mosca", dove con tanto di codici "morali", si spiega che in questa data "si può scegliere l'uomo che vogliamo attraverso una lunga lista, che però non potrà essere scelto più di una volta nella ricorrenza". Ed allora eccole lì, gaudenti cinquantenni con seni e glutei rifatti o quarantenni scalpitanti, che dopo aver accettato il mazzo di mimose dal partner, sciamano per le vie di Mosca per farsi fare "la festa" dal fustaccio di turno, così come prevede "il regolamento del club". E sembra che sia anche un buon metodo per non far naufragare il matrimonio, come racconta una certa Veruska, 45 anni, sposata e madre di due figli: "L'anno scorso, mio marito decise per l'8 marzo di andare assieme a far visita a sua madre. Un idea che non accettai per niente, tanto che ci fu una grossa litigata. Mio marito così partì da solo e io, ancora furiosa, me ne restai a casa. Una mia amica poco dopo telefonò per dirmi che c'era un suo collega 'solo soletto' per una visita in città, chiedendomi se ero disponibile ad incontrarlo. Accettai per ripicca, e devo dire che fui molto contenta di quel pomeriggio passato assieme a far sesso, e alla sera, quando tornai a casa, tutto mi era passato e verso mio marito non provavo più rancore. Penso di aver salvato il mio matrimonio grazie a quella scappatella". Motivazione accettata e dignità ritrovata. Ma cosa credevamo noi 'maschietti'? Di mettere tutto a posto con un 'abdicazione giornaliera' del nostro maschilismo? Ecco il risultato. Rendere 'pan per focaccia', altro che mimose! A questo punto, in molte hanno capito che un bel paio di "corna" sono la giusta medicina ad un matrimonio che traballa e ad un marito che si ricorda della moglie solo una volta all'anno, tanto che il "Club 8 marzo" continua ad avere sempre più iscritte. Per concludere? Ma che diamine! Che festa sia... (Gericus)
sabato 3 gennaio 2009
PROSTITUZIONE IN SALDO
GENOVA - Se pensavamo che la crisi avesse risparmiato qualche settore economico, niente è di più sbagliato. La crisi ha investito proprio tutti, dal settore dell'auto a quello immobiliare, dal commercio al turismo... niente si salva. Quello del sesso poi è ai minimi storici. Lunghe file ai negozi di abbigliamento che hanno aperto ai saldi, file ai mercati generali della verdura per le rimanenze a prezzi stracciati e guarda un po', nessuna fila sulla strada come una volta alla ricerca di una prostituta, e nei casi "famolo strano", di trans, viados e affini. E sembra che non sia una situazione momentanea in questo settore che... "tirava" come nessun altro fino a poco tempo fa, perché si ha notizia che anche le prostitute, oltre ad aver abbassato i prezzi delle prestazioni da 50 a 30 euro "tutto compreso", hanno aperto ora ai saldi. "Non arriva più nessuno" dice una "professionista" dell'est -preoccupata di non poter comprare il quinto appartamento dopo solo due anni di attività-, "tanto che abbiamo deciso di trovare una soluzione al problema". Tipo? "Ogni due incontri, il terzo è gratis". Caspita che idea! Come al supemarket dunque, "prendi tre e paghi due". E il sistema è semplice. Ad ogni incontro con la stessa "prestatrice d'opera", viene da questa rilasciato un cuoricino adesivo da fissare su di una tessera per arrivare all'agognato regalo. Ma c'è pure chi ha preferito "ballare da sola", e dal momento che il libero mercato aiuta la concorrenza, ha addirittura abbassato la tariffa a 15 euro con l'aggiunta di "contenti o rimborsati", -non è una battuta!- idea però bloccata sul nascere dal 'comitato' poiché ritenuta "concorrenza sleale". In attesa quindi di ulteriori sviluppi, di sfilate di meretrici al grido di "aridateci l'arrapato" e di cassa integrazione per prostitute ritrovatesi dall'oggi al domani sulla strada -praticamente sul posto di lavoro...-, posso dire che solo dopo una notizia simile ho afferrato appieno il significato di quella frase dai toni catastrofici che dice "tranquilli, la crisi è nera, ma il peggio deve ancora arrivare"... (Gericus)
sabato 6 dicembre 2008
VUOLE SPOSARE IL QUI PRESENTE ROBOT?
Nel 2050? Il sesso lo si farà con i robot. Parola di David Levy, un ricercatore britannico e autore, forse non a caso, del libro "Amore e sesso con i robot". C'è poco da ridere, perché come sostiene ancora Levy, "in quell'epoca sarà normale, perché i robot li vedremo come esseri umani". Ma se questo è già deprimente, il nostro ricercatore si spinge oltre, affermando che "in quello stesso periodo potrebbe essere addirittura celebrato il primo matrimonio uomo/robot". E per convincere i più scettici, Levy precisa che le sue parole non devono essere scambiate per "sproloqui di uno che si è scolato una damigiana di vino". E come dargli torto, visto che questa teoria è stata ampiamente da lui esposta agli studenti dell'Università canadese di Alberta, con un ulteriore aggiunta, e cioè che "già entro i prossimi 5 anni verranno immesse sul mercato le prime bambole del sesso intelligenti". Non più dunque bambole di lattice, gonfiabili nella bisogna e riponibili subito dopo l'uso sotto il letto, ma veri e propri robot dotati di tutto ciò che serve a soddisfare voglie impellenti, e naturalmente, in versione sia maschile che femminile, dove l'unico neo, -come tiene a precisare il ricercatore- "è che per il momento non saranno capaci di vivere una vera e propria relazione sentimentale". E dal momento che qualcuno ha già annusato il grande business che si cela sotto questa scoperta, ammette che nel mondo -specie in Giappone e Stati Uniti- esistono già numerose aziende "molto specializzate nel settore e nella produzione delle bambole del piacere". David Levy però non ci ha fornito dei chiarimenti basilari: sapranno anche procreare questi robot? E poi, per quanto riguarda quelli femminili, avranno anche loro il dolor di testa nei momenti meno opportuni?... (Gericus)
martedì 2 dicembre 2008
VIAGRA: SVEGLIA IL TORO CHE C'E' IN TE...
PALERMO - Il buon Antonio -nome di fantasia- ci pensava da un po' di tempo, ai fasti della sua gioventù, quando vestito con l'abito migliore e coi suoi baffetti "da sparviero" non si lasciava scappare una donna che fosse una. Del resto, da buon siciliano, sapeva "apprezzare i piaceri della vita", quei piaceri che però, anno dopo anno, diventavano sempre più difficili da "gustare". Matrimonio, figli e poi il tran tran della vita che vola come un soffio, portandosi via desideri e certe velleità. Ma come del resto cantano anche i Pink Floyd -"The memories of a man in his old age, are de deeds of a man in his prime- (i ricordi di un vecchio uomo, sono le azioni della sua gioventù), anche per il nostro Antonio, ormai 82enne, quei ricordi non lo abbandonavano mai, ora che "vorrei ma non posso", fino a quando, parlando del più e del meno con un quasi coetaneo, questi gli raccontò di una "pasticchetta blu che resuscita i morti", nuovo ritrovato medico per ridare slancio a certi desideri. E così, un po' per curiosità, il buon Antonio, passo deciso e volto fiero pronunciò al farmacista le magiche parole: "Una confezione di Viagra". Un occhiata alla ricetta -e forse con un timido sorriso di compiacimento- il farmacista consegnò la scatoletta a nonno Antonio. Potremmo pensare a questo punto "slanci passionali, voli di gabbiani all''orizzonte e violini in sottofondo", anche se invece non sarà così. La fine di questa simpatica storia è scritta in un rapporto della polizia, allertata dall'anziana moglie di Antonio: "La donna, tale (omissis) spaventata dallo sguardo eccitato del marito che con ardore e insistenza 'la cercava' ormai da ore, dopo aver appreso l'assunzione da parte del consorte di detta pasticca stimolante e preoccupata per lo sforzo che questi avrebbe subito nel compiere l'atto sessuale, chiedeva, per il suo bene, il nostro intervento onde riportare l'uomo a più miti consigli". Mezza pensione andata in fumo per la spesa sostenuta e poi, per nonno Antonio, l'imbarazzante constatazione di essersi ritrovato "attivo e pronto" come ai vecchi tempi non tra le braccia della sua dolce metà, bensì di un baffuto e sorridente agente di polizia... (Gericus)
lunedì 24 novembre 2008
IL CREPUSCOLO DEI CRITICI...
[foto tratta da La Stampa: Pippo Baudo e Maria De Filippi]
giovedì 30 ottobre 2008
LE CORNA? L'UOMO LE SCOPRE SUBITO
Oltre che "cacciatore", l'uomo è anche sospettoso, tanto da "annusare" il tradimento della propria partner fin dalle prime... battute. E' quanto emerge da uno studio portato avanti dallo psicologo statunitense Paul Andrews, della Virginia Commonwealth University di Richmond, pubblicato recentemente sulla rivista Human Nature e ripreso da "Affari italiani .it". Di cosa si tratta dunque? Che nel 75% dei casi lui sa scoprire velocemente il tradimento, pur quando nella coppia "non ci sono motivi di dubitare". Diffidente quanto basta dunque, tutto l'opposto della partner che è meno brava a trovarlo in fallo perché, per natura, molto meno sospettosa. E per arrivare a queste conclusioni, gli psicologi hanno posto una serie di domande intime a 203 giovani coppie, le cui risposte hanno messo in luce inoltre che il 29% degli intervistati ha confessato di essere stato infedele, contro il 18,5% delle donne. Ma entrando più nei numeri, si nota quanto l'uomo sia più portato a essere guardingo -a volte ingiustamente- nei confronti della propria partner, perché nel 94% dei casi, quando il tradimento c'è, le sue deduzioni lo portano sempre a scoprire l'infedeltà della compagna, cosa che a lei invece capita solo nel 41% dei casi. (Gericus)
venerdì 24 ottobre 2008
LA SVENTURA DEL NOME...
mercoledì 17 settembre 2008
VERGINITA' ALL'ASTA
Un altra verginità immolata sull'altare del vile denaro. Ormai anche la dignità è scesa ai minimi storici, e come il crack delle banche americane, è in fallimento. Questa volta a mettere in vendita la sua "prima volta" è Raffaella Fico, (foto) 20 anni napoletana, di cui il suo passato "artistico" è una comparsata nell'ultima edizione del Grande Fratello, pertanto, ben lungi dall'essere considerata artista -e neppure starlette- l'unica cosa che la nostra giovincella può vantare, oltre alla sua avvenenza fisica, è, come lei stessa ha asserito, "la mia verginità". Ed è proprio questa sua ... "innocenza" che la Fico -anche il cognome certo...- vuole mettere in vendita, e siccome dall'America già qualcuna ha preteso un milione di dollari per perderla, anche lei è rimasta sulla stessa cifra: un milione di euro, che se poi andiamo bene a guardare, sono molti soldi in più -grazie al cambio favorevole- della collega americana. L'annuncio ufficiale di tale "mercato" è uscito recentemente sul settimanale "Chi" diretto da Alfonso Signorini, nel quale la 'nostra' Raffaella, aggiunge: "Voglio proprio vedere se c'è qualcuno che tirerà fuori questa somma per avermi". Sebbene questa dichiarazione -non proprio da "suore Orsoline"- sia già di per sé un offesa alla propria dignità, la Fico -e daglie con questo cognome...- aggiunge ancora: "Se questi arriverà, di certo sarò imbarazzata, ma con questi soldi potrò realizzare i miei sogni: comprarmi una casa a Roma e pagarmi un corso di recitazione". Escludendo il corso di recitazione, -sono attrici già ben rodate!- in un servizio televisivo sul mondo delle 'lucciole', anche le prostitute straniere intervistate, hanno dichiarato che con i soldi che guadagnano vogliono comprarsi una casa, solo che loro per raggiungere lo scopo, dovranno "lavorare" un po' di più, con una sola differenza: quest'ultime rifiutano di andare con chi non è di loro gradimento. Per Raffaella Fico invece, -questo cognome è un tormento...- il gradimento del "compratore" che arriverà è solo un piccolo particolare, perché ammette che "se lui non mi piacerà, manderò giù un bicchiere di vino". Giovanna Maglie, nella sua rubrica "La vie en rose" pubblicata su Il Giornale di oggi, titolando "Vendesi verginità in barba alla legge", partendo dal fatto di quanto sia volgare tale esternazione, aggiunge che : "il fatto più divertente però, o se preferite più grottesco, di questo nostro squinternato Paese, è che le cronache nella stessa giornata riferiscono di un giovanotto romano che, fermato mentre contrattava il costo di una prestazione con una prostituta, è stato multato in seguito alle nuove disposizioni di legge". Diavolo di un legislatore! Pertanto, se contrattare il prezzo nel privato, a tu per tu con la "prestatrice d'opera", nel buio di una strada e per di più con le auto che ti sfiorano, è già reato, mettere un annuncio sul giornale, cos'è? Già, cos'é? "The answer my friend, is blowin' in the wind" cantava il vecchio Dylan, anche se qui, forse, la risposta non è portata dal vento: sulla strada si vende "merce taroccata", mentre in questo caso, 'guaglio!' il prodotto è d.o.c, 'na vera primizia'... (Gericus)
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