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mercoledì 9 settembre 2009
THE BEATLES DAY: 09/09/09/
sabato 8 agosto 2009
ABBEY ROAD, LA FINE DEL SOGNO...
domenica 5 aprile 2009
LOWLANDS
La musica dei Lowlands (foto) ricorda le sonorità pure, quelle che provengono dalle radici del rock&folk, in un misto di Woody Guthrie e Muddy Waters, passando tra Bob Dylan e Bruce Springsteen. Leader della band, nata tra le nebbie di Pavia, è Edward Abbiati, padre italiano e madre inglese, ed è ancora lui l'autore di tutti i brani del gruppo. Nel 2008 esce il loro primo album, "The last Call" (L'ultima chiamata) ed è subito successo. Il Cd, interamente autoprodotto, varca immediatamente i nostri confini nazionali e spopola tra le principali radio americane, rimbalzando tra la California, l'Arizona e il South Carolina, per approdare poi sulle stazioni radio di Brisbane (Australia) e Wellington (Nuova Zelanda). "Rock dalle radici crepuscolari" si legge su un giornale del settore a stelle strisce, mentre Ben Lazar, della '10th Avenue Music' rilancia: "An album of unusual bravery". In Europa ormai i "Lowlands" sono di casa in Inghilterra, Belgio e Germania, anche se ora -finalmente!- pure l'Italia comincia ad accorgersi di loro. E così, ascoltando il loro album, ritroviamo il sapore dell'avventura, dei grandi spazi, delle sterminate autostrade americane, tramonti e città notturne, amori perduti e pinte di birra, ma anche di solitudine, come in "Leaving N.Y.C." : "Lasciando New York city, il 4 luglio, fuochi d'artificio in cielo, e dentro mi stavo spezzando, e tutto quello che avevo fatto per arrivare lì, era sparito per sempre, e scivolai via come un ladro nella notte di New York". Struggente poi l'atmosfera in "Like a Rose" (Come una rosa): "L'ho trovata nell'oscurità, come la luna piena in una notte oscura, le dissi che le avrei dato tutto il mio amore, di non farle mai male, e feci del mio meglio. Ma poi fu la vita e tutto il resto, paure, dubbi, e la mia anima agitata". Quattro stelle su 5 dai critici di Maverick, bibbia del country, e scalata tra i primi dieci dischi nella "top ten" di Miles of Music, il principale negozio online di musica folk in USA, oltre un esaltante giudizio (con voto di 9 su 10) ricevuto da Americana UK, ultimo baluardo inglese del rock dal sapore antico. "La nostra musica è un ibrido" dice Edward Abbiati, "ma la verità è che il bagaglio culturale moderno non ha più confini geografici". Musica senza confini dunque, come 'The last Call' il brano che dà il titolo all'album: "This is may last call, before the sun goes down, I'll be gone, this is my last round, before dawn I'll be bound". Vale proprio la pena ascoltarli, (YouTube) e seguirli nei loro concerti, perché oggi, di sonorità simili, la musica ne ha "veramente" tanto bisogno. (Gericus) Prossimi appuntamenti con i Lowlands:
17-04 Spaziomusica di Pavia, con ingresso gratuito
e offerte in favore dei terremotati d'Abruzzo.
4 luglio a Ferrara;
5 luglio a Conegliano Veneto
Edward Abbiati Voce e chitarra
Simone Fratti Basso
Phil Ariens Batteria
Chiara Giacobbe Violino
Roberto Diana Chitarra
Francesco 'lebowski' Verrastro Chitarra
Stefano Brandinali Piano & Keyboards
Stefano Speroni Chitarra acustica
Ghost in Town
What Can I Do
You can never go back
Like a Rose
In Between
Leaving NYC
Lately
38th and Lawton
Friday Night
That's Me on the Page
In the End
The last Call
(Etichetta: "Gypsy Child Records")
venerdì 18 aprile 2008
MOGOL: NON CI SONO ALTRI BATTISTI...
giovedì 3 aprile 2008
BOB DYLAN IN VALLE D'AOSTA
sabato 29 marzo 2008
IL RITORNO DEL 33 GIRI
[foto: Lp: The Police. Reggatta de Blanc. 1979]
venerdì 14 marzo 2008
I SIGNORI DELLE STECCHE
lunedì 3 marzo 2008
IL "NOVECENTO" DI VALERIO SANZOTTA
Finalmente qualcosa lontano dal giovanilistico camminare "più su del cielo" o dalle fregne di una notte da spendere "prima della maturità". Valerio Sanzotta, (foto) la fresca rivelazione uscita dal Festival di Sanremo appena conclusosi ha portato una ventata d'aria nuova con la sua "Novecento". Sanzotta, 29 anni che compirà tra cinque giorni -è nato a Roma l'8 marzo del '79- dimostra grande padronanza del mezzo e del palco, dove la sostanza prevale sull'esteriorità, in poche parole, merce rara oggigiorno. Nel suo passato ci sono studi di violino e musica classica, oltre che una vera passione per l'opera buffa, il tutto, coltivando il mito dell'America, quella per intenderci di John Kennedy e Martin Luther King passando attraverso la beat-generation. I simboli degli anni '60 dunque, rivisti e presentati oggi con l'intenzione -riuscita- di farci riassaporare il primo Bob Dylan, i concerti da tutto esaurito del Greenwich Village di New York, quelli di Joan Baez, Leonard Cohen, e più tardi di Bruce Springsteen. Ed è vero quando Sanzotta afferma -dopo che lo hanno accusato di suonare musica datata- che la musica country & western non ha tempo, perché attraverso la genuinità dei suoi contenuti, nell'ascoltarla "è come fare una chiacchierata con George Washington o fumare la pipa con il poeta scrittore dell'800 Walt Whitman". Eccolo qui dunque Valerio Sanzotta, il giovane artista che potrà riportare in auge i fasti dei vari De Gregori e perché no, anche di De André, con colorazioni che possono prendere spunto infine dai grandi 'chansonnier' francesi come Brel, Brassens e Moustaki. Sanremo in poche rare occasioni laurea grandi personaggi, ma tra questi vale ricordare Vasco Rossi, e Zucchero, -tutti e due snobbati dalle giurie in sala ma rivalutati dal pubblico- e Eros Ramazzotti. Secondo me, Valerio Sanzotta, "vincitore morale" di questo Festival edizione 2008, ha tutte le carte in regola per unirsi al terzetto... (Gericus)
sabato 23 febbraio 2008
MA CHI ERANO I BEATLES? #1
sabato 19 gennaio 2008
UN DISCO AL GIORNO (2008)
"LET ME BE YOUR WOMAN" by Linda Clifford
Etichetta RSO Records, Inc
Produced and arranged by Gil Askey
Album doppio
side one:
Hold me close (4:48) Let be your woman (3:12) Don't give up (9:26)
side two:
I can't let this good thing get away (4:13) Don't let me have another bad dream (3:54) Sweet melodies (7:55)
side three:
One of those songs (11:50)
side four:
Bridge over the trouble water. (10:22)
sabato 7 aprile 2007
PINK FLOYD A TORINO (1988)
mercoledì 14 febbraio 2007
QUESTA SERA BRUNO LAUZI AD AOSTA (1979)
(Gazzetta del Popolo)
domenica 4 febbraio 2007
SONO ARRIVATI GLI APACHES (2007)
Quattro musicisti di sangue Apaches residenti nel New Mexico (USA) hanno allietato la Fiera di Sant'Orso ad Aosta con la musica della loro cultura. Vestiti in pelle di daino, collane di osso al collo e capelli ornati da piume, i quattro musicisti "Sumaj" sono stati la vera novità e attrazione di questa Fiera. Su di una base registrata, il gruppo ha cantato e suonato brani che trasmettevano senzazioni e immagini di grandi pianure, profumi lontani e serenità interiori. "E' una musica che noi dedichiamo a la Pacha Mama que es nuestra madre tierra, al Taita Inty que es nuestro padre sol y a las montanas que siempre nos miran" ha spiegato Manuel Males ,sicuramente il capo visto il folto piumaggio che ornava la sua testa. Eccezionale uno dei loro tre cd dal titolo "Meditation" dove in lingua Apache troviamo 'Wayrapa Muspuynin", "Puyumuyumwan" ed altri brani ancora, mentre sublime è la maliconia che ci prende ascoltando "Last of Mohicans" o "May you walk in sunshine". Per loro non ci saranno scalate alle Hit Parades internazionali o foto in prima pagina, poichè così và il mondo. Una cosa è certa però: la musica non è quella che si vende a milioni, ma quella che raggiunge l'anima... (Gericus)
lunedì 25 settembre 2006
THE BEATLES (1963)
Dall'Inghilterra arriva notizia che un gruppo musicale, The Beatles, fa letteralmente impazzire la gioventù. Si tratta di una band formata da quattro giovani 'zazzeruti' i cui nomi sono John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr. Sul finire dell'anno precedente, esattamente l'11 settembre, la band era entrata in sala d'incisione per uscirne due mesi dopo con un 45 giri dal titolo "Please Please me". A lavoro completato, George Martin, loro direttore artistico, non esita a dire: "Congratulazioni signori. Avete appena finito di incidere il vostro primo Numero Uno". Mai profezia fu più esatta. Il due marzo del '63 infatti il brano è in testa alle classifiche inglesi e quasi in contemporanea sale al primo posto anche in America. In Italia giunge il 12 novembre dello stesso anno e anche qui si piazza immediatamente tra i dischi più venduti. Con i Beatles, di colpo la musica mondiale ha cambiato registro, ed è subito 'beatlesmania'.
venerdì 1 settembre 2006
AMICI (5)
Giovanni Barontini da Livorno non ebbe indugi: "Vorrei entrare a far parte del vostro gruppo" disse con tono sicuro. Bene, che strumento suoni? "Nessuno" disse con altrettanta naturalezza. Iniziò da queste parole, in una calda serata d'estate tra una corsa in moto e una partita di biliardo la sua avventura di bassista nel gruppo dei Satelliti. Di lì a pochi giorni, tra lo sconcerto dei suoi genitori che di punto in bianco lo videro lasciare un lavoro sicuro, Giovanni sentenziò: "Se devo fare qualcosa di concreto in questo settore, la musica deve essere al primo posto". E non si sbagliò, poichè da buon lungimirante capì le potenzialità di quel gruppo di amici che invece di andare a divertirsi in giro come tutti i giovani della stessa età, passava intere giornate a provare e ripprovare fino alla nausea pezzi rubati nella notte a Radio Luxebourg per inserirli nel proprio repertorio. Jet Harris come modello, Giovanni Barontini diventò, -grazie alla sua tenacia- uno dei migliori bassisti in circolazione, dando così corpo a quel sogno di avventura nato in una sera d'estate. Chissà se oggi Giovanni si ricorderà dei primi tempi passati a studiare 'scale' dal 'maestro' di via Garibaldi, degli occhiali che questi portava con lenti spesse come culi di bicchieri e di sua moglie che gli serviva la pastasciutta tra un "giro in Do ed un accordo in Mi7". I sogni a volte passano anche da qui. Ciao Giuanin, e come ho detto sempre, "Lunga vita al rock'n'roll".
sabato 12 agosto 2006
MUSIC, SWEET OLD MUSIC... 1981
Il giradischi ha ripreso a suonare. Questa volta sul piatto del mio Stanton è finito "Nothing But Love" di Peter Tosh. Correva l'anno 1981 quando questo 45 giri furoreggiava in discoteche e radio e tutti riallacciavano questa voce ad un altro grande del reggae, senz'altro il più grande in assoluto, ovvero a Bob Marley. Nato il 9 ottobre del 1944, Peter McIntosh -questo era il suo vero nome- con Marley aveva avuto molto a che fare, poichè per anni aveva suonato nel gruppo dei Wailers, ovvero la band che accompagnava il 'monarca del reggae nei concerti in giro per tutto il mondo, una vicinanza che in seguito -messosi in proprio- avrebbe forgiato la sua carriera da solista. Sei anni dopo l'uscita di questo disco, esattamente l'11 settembre del 1987 Petr Tosh veniva assassinato a colpi di pistola nella sua villa sulle colline di Kingston. La polizia dopo brevi indagini, archiviò l'omicidio come 'rapina'. A tutt'oggi, i suoi assassini circolano ancora indisturbati per il mondo...."You bring the sunshine when it's dark/ with nothing but love sweet love/ and make me smile and say it's fine/ when I haven't got a dime..."
lyrics from "Nothin But Love".
Fred Harrys - Hella Mitchel
recorded and mixed by Geoffrey Chung
produced and arranged by Peter Tosh
A production Rolling Stone Records
martedì 8 agosto 2006
AMICI (4)
Roberto 'Bob' Ghiozzi da Livorno non si scompose troppo quando un giorno qualcuno gli chiese di entrare a far parte di un gruppo rock. Per lui la musica era arte, poichè sulla tastiera del suo pianoforte verticale gli spartiti fino allora avevano 'parlato' di Bach e di Beethoven piuttosto che di Presley o Little Richard. Figlio d'arte, -suo padre e sua madre infatti erano artisti del Teatro dialettale Livornese- Roberto quel giorno accettò più per curiosità che convinzione. Chissà se durante i primi mesi di gavetta nei fumosi e rumorosi locali fiorentini abbia mai pensato al sacro silenzio di teatri prestigiosi e a concerti in Do minore per piano e oboe, -questo non lo sapremo mai- fatto stà che di giorno in giorno cominciò ad assaporare il successo tra un 'Give me some loving' degli Spencer Davis Group, un 'Yesterday' dei Beatles e un 'Wither Shade of Pale' dei Procol Harum. Una magnifica avventura che arrivò fino agli anni '70, poi l'onda del beat si infranse su musiche inesplorate fatte di sax, trombe e tromboni portate nel mondo dai musicisti neri del profondo sud americano. Difficile -se non impossibile- voltare le spalle alla musica per chi la musica ce l'ha nel sangue, così Roberto 'Bob' Ghiozzi oggi è un ricercato Docente di Musicoterapia, ovvero un professionista che mette al servizio di chi soffre suoni e armonie cariche di senzazioni gioiose per alleviare disagi e sofferenze. La parte più nobile del musicista, praticamente un ritorno alle origini... Ciao 'Profeta', e come ho detto ad altri, "lunga vita al rock'n'roll"...
lunedì 31 luglio 2006
AMICI (3)
Franco Marcheschi da Livorno diventò chitarrista per caso. A indirizzarlo in qualche modo verso il mondo musicale fu un medico del pronto soccorso il quale, dopo averlo medicato alla mano sinistra in seguito ad un grave incidente motociclistico, gli disse: "Questa mano dovrai tenerla in esercizio continuo per un bel po' di tempo". Uscito dall'ospedale Franco si comprò una chitarra e con quella iniziò a tenere 'in esercizio' la sua mano. "Cos'altro avrei potuto fare per seguire il consiglio del medico"? raccontò in seguito. E così, prova e riprova accordi e scale su scale, una volta ristabilitosi però non appese la 'sei corde' al chiodo anzi, accortosi che di chitarra ormai ne sapeva abbastanza, entrò a far parte di diversi gruppi rock che sul finire degli anni '60 nascevano come funghi nella città labronica. Il successo a livello nazionale arrivò ben presto poi, quando sul finire degli anni '70 la musica 'nera' cambiò i gusti dei giovani, con un nuovo gruppo cavalcò le ultime ondate del 'beat' in Argentina, rinnovando i vecchi fasti del successo. Ora le sue Fender Stratocaster, Gibson Les Paul e Gretsch sono riposte in bell'ordine nel salone di casa. Che nostalgia però di quelle notti insonni dove imparavamo "Apache" degli Shadows o "Roll over Beethoven" di Chuck Berry... Ciao Tic Tac, e come ho già detto a qualcuno, "Lunga vita al Rock'n'Roll"!
domenica 30 luglio 2006
MUSIC, SWEET OLD MUSIC...
Una cassapanca piena fino all'orlo di vecchi dischi in vinile. Tutti regolarmente conservati nel miglior modo possibile. Da anni non 'girano' più, soppiantati dal progresso digitale. Si certo, il digitale è una gran bella cosa, poichè tutto è perfetto...sembra quasi di essere al cospetto di chi suona. Io però voglio rivivere il 'fruscio' della puntina che sfila nei solchi sfidando polvere e graffi. Era così la mia musica e quei circa 5.000 dischi tra 45 e 33 giri lo testimoniano. Ho tirato fuori 'dal passato' un disco a caso: "Fantasy" degli Earth Wind & Fire. Con attenzione certosina l'ho pulito col panno giallo, ho acceso il giradischi che ancora fa parte del mio studio e l'ho posizionato dentro al dischetto di plastica scura dei 45. Mi sono seduto comodamente sulla poltrona e ho chiuso gli occhi. Lo farò più spesso, anche perchè quei 5.000 dischi se lo meritano...
lunedì 17 luglio 2006
CHI ERANO "I SATELLITI" (2006)
Rispondo qui all'Anonymous che in data 15 luglio ha postato le sue domande su "AMICI 2" (blog del 28 giugno scorso) chiedendo "chi erano i Satelliti, da dove venivano e se facevano parte del Clan Celentano". Dunque: Il gruppo dei Satelliti nasce a Livorno a metà degli anni '60 ed è formato da cinque elementi -2 chitarre, basso, batteria e tastiere-. Nati col nome "The Criker's", dopo una serie di concerti in giro per la Toscana, a Certaldo (FI) si 'imbattono' in Ricky Gianco, cantante allora in vetta al successo discografico e autore di talento. E' un incontro fortunato poichéaprirà loro le porte del successo e della discografia. Oltre ad accompagnare Ricky nei suoi numerosi concerti in giro per la Penisola infatti, i Satelliti -hanno abbandonato nel frattempo il vecchio nome - incidono uno dietro l'altro una serie di azzeccatissimi dischi, il primo dei quali "Finirà" (versione italiana di 'For Your Love' degli Yardbirds) vende oltre 200 mila copie. A questo punto il gruppo comincia a calcare i palcoscenici più prestigiosi del momento -Piper Club di Roma, tempio della musica 'rock'-, ad avere un infinità di concerti in giro per l'Italia e tournée importanti (con Antoine dove al 'Palazzo delle Esposizioni' di Genova suonano davanti ad una platea di oltre 25 mila persone), oltre ad apparizioni televisive (Disco dell'Estate '67) e riprese tv (con la regia di Enzo Trapani) durante i concerti. Sei dischi di successo, poi, nel 1969, (anno micidiale sia per i fermenti giovanili che per le mode musicali) il gruppo si sciolse. Fu una breve esistenza se vogliamo quella dei " Satelliti", cinque anni che bastarono però a inserirli negli annali della musica "beat" targata "anni '60". Per concludere, a differenza di Ricky Gianco (lui con Adriano fondò il Clan Celentano), i Satelliti non vi fecero mai parte, poiché al momento dell'incontro con Ricky, questi, -come Don Backy ed altri- era già uscito dal Clan.Formazione del gruppo:
Roberto Guscelli -chitarra e voce-.
Giovanni Barontini -basso-.
Franco Marcheschi -lead guitar-.
Roberto 'Bob' Ghiozzi -tastiere e voce-.
Piero Baronti -batteria-.
DISCOGRAFIA:
Mercurius/Texas Rider - (Jaguar '65)
Finirà/Questa sera- (Jaguar '65)
Perchè non scegli me/La vita è come un giorno - (Ricordi '66)
BaBaBamBamBa/Quando sei con me -(Ricordi '67)
Mondo mio/Che ore sono? -(Ricordi '67)
Loro Sanno Dove/Lo Scatenato - (RTR '68)
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