
Si vergogna. Lo dice l'avvocato di
Josef Fritzel, il mostro austriaco
(foto) che per 24 anni ha commesso le nefandezze più infime che un uomo-padre possa fare: abusare della figlia, renderla madre dei suoi stupri e infine, sopprimere uno dei neonati. "
Il mio cliente si copre il viso e non parla con i giornalisti perché si vergogna". E allora eccolo lì davanti ai giudici , col volto coperto da una cartella, a raccontare le sue nefandezze, prima asserendo "
si, ho violentato mia figlia ma non ho ucciso nessuno", come se quella prima ammissione bastasse a ridargli la dignità di uomo, di padre. Ma gli orrori dovevano ancora arrivare, con la deposizione della figlia
Elisabeth, oggi 43enne e in cura con i sei figli nati dall'incesto presso un centro psichiatrico, la quale, attraverso un video registrato di 11 ore -è stata esentata dal tribunale ad essere fisicamente presente in aula-, ha spiegato che il padre-mostro "
mi violentava costringendomi a ripetere certe scene di sesso viste in film pornografici". Pazzia, perversione, tanto che nelle violenze, il padre -ma possiamo chiamarlo ancora tale?-, imponeva alla ragazza la penetrazione di giocattoli sessuali che le provocavano bruciori e ferite. L'ultimo gradino del degrado umano, mentre il suo avvocato -ah gli avvocati!- cerca di riconsegnarlo alla società con paradigmi che offendono la sensibilità comune: "
Se il mio assistito avesse agito per pura libidine, non avrebbe cercato dei bambini". Puah, il voltastomaco! Saranno i giudici del tribunale di Polten, in Austria, a stabilire se Josef Fritzel, il mostro di Amstetten, abbia delle chance per vivere ancora nel contesto sociale o se invece, come si prevede, passi il resto della sua vita in carcere, anche se -come dice lui-, "
ho solo violentato per 24 anni mia figlia, ma non ho ucciso nessuno".
(Gericus)
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