lunedì 19 marzo 2007

UNA FRASE DI CHANOUX SUL PALAZZO (1985)

AOSTA -Dopo vent'anni sarà dato un assetto definitivo alla grigia facciata della parete Sud (via Festaz) del palazzo regionale. E' un rettangolo di cemento molto ampio che già nelle intenzioni originarie doveva ospitare un'immagine simbolica in grado di richiamare il concetto di autonomia. Adesso la Giunta ha suggerito l'iscrizione di una frase di Emile Chanoux, parole che il Consiglio ha accettato, ma con qualche riserva: "Il y a des peuples qui sont comme des flambeaux; ils sont faits pour éclairer le monde. En général, ce ne sont pas de grands peuples par le nombre; ils le sont parce qu'ils portent ex eux la vérité et l'avenir". Hanno un senso oggi queste parole e come potranno suonare alle orecchie dei giovani? Il presidente Augusto Rollandin dice che la frase "ricorda semplicemente il passato quando si è combattuto per la conquista della libertà e rilancia il nostro impegno per il futuro". I consiglieri, pur essendo d'accordo per l'iniziativa (si è astenuto solo il missino Domenico Aloisi), hanno però suggerito una prudente integrazione. Gianni Torrione (psi): "Rendiamola bilingue, inserendola in un contesto che non sia troppo semplicistico". Alder Tonino (pci): "Facciamo in modo che la gente non la veda come un atto di presunzione". Giulio Dolchi (pci) :"Ho qualche preoccupazione su come potrà essere interpretata una iscrizione del genere. La frase era valida nel '44, ma oggi potrebbe non essere condivisa dalla gente". Sull'iniziativa è d'accordo anche Nuova Sinistra, ma Ilio Viberti s'è concesso una battuta: "Suggerisco all'assessore all'Agricoltura di continuare a curare con scrupolo gli alberi che ombreggiano la parete Sud del palazzo. Se l'opera d'arte riuscirà male, le loro fronde potranno stendere sopra un velo pietoso".
(La Stampa)

Nessun commento: