
In un certo senso mi fa sorridere la recente manifestazione messa in atto dal "
gentil sesso", sceso in piazza nelle varie città italiane per riaffermare la "
Dignità della Donna". Sorrido, certo, perché in questo caso la donna è scesa in piazza per protestare contro se stessa, contro la sua agognata e raggiunta libertà di "
scegliere e di fare", manifestando quindi contro la sua emancipazione. Si è protestato come se la donna, in quanto "femmina", avesse subito un torto discriminante dal "sesso forte", un sopruso, la violenza di un gesto e quindi di un atto non voluto. Ma per capire meglio il discorso bisogna ritornare alla cronaca recente, dove una certa
Ruby -ma non solo lei- ha sbaragliato le scale gerarchiche "d
ella strada" per passare da semplice "
escort" -usiamo dunque questo eufemismo tanto di moda oggi- a prediletta del reame, il tutto grazie a "
smutandate" volute fatte in ambienti che contano. E partendo dal presupposto tutto "
Sessantottino" che recitava "
la passera è mia e la do a chi voglio io" -sebbene Ruby e company siano venute dopo per età anagrafica- , non vedo lo sconcio dove sia, poiché proprio la donna, liberandosi dei tabù che negli anni andati la vedeva sottomessa -sessualmente- all'uomo, decise una sua "
rivoluzione" in fatto di costumi, equiparandosi in tutto e per tutto all'uomo, col risultato che finalmente era lei a decidere "
come, dove quando e con chi", quindi figura attiva e non più passiva. Una certa parte politica esaltò il fatto come "
momento storico della donna" che con quella ribellione si era liberata da certi pregiudizi, quelli che per secoli avevano sentenziato che se l'uomo va a donne "
è un gallo", mentre la donna che va a uomini "
è una zoccola". Libertà dunque, e basta una volta per tutte dei vecchi pregiudizi. Quindi fa strano che oggi, 42 anni dopo la "
conquista", una certa parte di donne sia scesa in piazza per difendere a spada tratta la propria "dignità", una dignità tra l'altro che non vedo calpestata da nessuno poiché sia la marocchina Ruby e tutte le altre "colleghe" non sono state irretite né forzate a "smutandarsi" contro la loro volontà, ma ben consapevoli e intenzionate invece a vivere il loro "
bunga-bunga" liberamente, proprio come la dottrina "sessantottina" predicava. Donne dalla mente corta o politica ingannevole, che proprio in questo caso ha "
manipolato" la donna portandola in piazza a manifestare contro la sua libertà. Invece di fare tanto can-can, bastava ricordarsi che la donna da sempre ha avuto "una marcia" in più, perché è stata -e sarà!- sempre lei a possedere la chiave che apre tutte le porte, quelle dei cuori, dei portafogli e dei palazzi che contano. Tutto sta nel saperla utilizzare quella chiave, appunto: con dignità, anche se le donne che hanno manifestato tutto ciò lo hanno taciuto...
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