Visualizzazione post con etichetta Attualità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Attualità. Mostra tutti i post
mercoledì 20 giugno 2012
Meglio fare il giornalista che lavorare...
Ci sono certi argomenti che ogni anno tornano a "infestare" telegiornali e carta stampata. Un po' come l'influenza che nolente o volente riappare ad ogni cambio di stagione, solo che qui, anche volendo, non se ne può fare a meno. Sui media invece sembra che questi argomenti, banali fino alla nausea, "facciano presa". E allora proviamo a ricordarli anche qui, partendo dal "fatto più eclatante" dell'estate: il caldo. Eh già, il caldo...eppure su questo fenomeno puramente climatico e del tutto naturale, ogni anno si sprecano fiumi di inchiostro: "Caldo africano nel Sud Italia, dove la colonnina del mercurio ha toccato i 38 gradi". E giù interviste a medici, nutrizionisti ed esperti climatologi, i primi dei quali diranno -ormai lo ripetono da secoli- "che bisogna ripararsi dal caldo nei momenti più critici della giornata e soprattutto bisogna bere molta acqua, 2/3 litri al giorno". I secondi professeranno di "mangiare alimenti leggeri, sani e soprattutto molta frutta e verdura" mentre i terzi gongoleranno che "finalmente l'anticiclone della Azzorre si è incuneato in Europa e porterà bel tempo su tutta la nostra Penisola con punte che arriveranno a 36 gradi di calore e 40 percepiti", lasciando basiti gli ascoltatori confusi su quanto caldo effettivamente ci sia stato nella giornata. E poi le solite immagini di piedi che guazzano nell'acqua della Fontana di Trevi a Roma, giovani donne a passeggio con la lingua sul gelato, chioschi che vendono anguria fresca e rossa, fontanelle che dissetano i turisti e anziani seduti all'ombra che si sventolano la testa con un fazzoletto. Evvabbè, è estate... Ma c'è anche il tormentone invernale, quello del freddo: "E' gelo in tutta Italia quindi si consiglia di coprirsi bene riparando le vie respiratorie" dicono i medici allertano gli anziani poi a prendere "l'antinfluenzale", mentre la gente, naso rosso e infagottata in giacconi, intervistata ammette che "Eh si, fa proprio freddo oggi", senza pensare forse che siamo a gennaio e non a luglio. Ma è lapalissiano dire che in estate fa caldo e inverno fa freddo, perché questo capita da milioni di anni, quindi... In questi giorni poi c'è il tormentone "maturità", ripetitivo come sempre a ogni fine anno scolastico. Cosa si scrive? "Quest'anno è uscito Italiano alla prima prova", -ah però!- e poi, come se non bastasse, arriva perennemente il ricordo di personaggi che hanno sostenuto la maturità ai loro tempi: "Io feci una corsa in moto prima degli orali" -che figo!- afferma il cantante pop, oppure "la mia è stata la migliore maturità del liceo Classico" gongola il noto giornalista, mentre il giovane conduttore televisivo spara che "la notte degli esami la passai giocando a poker per scacciare la paura". A questo bla-bla-bla, ormai è prassi, si unisce "a caldo" il resoconto degli studenti a prova finita: "Credevo fosse più difficile" bofonchia il secchione -lo noti subito: foruncoletti sul viso, occhiali da miope e pelle sudaticcia-, oppure "speriamo bene", come sospira la ragazza, piercing sulla lingua e tatuaggio sul collo.... Ricapitolando: dov'è la notizia se in estate fa caldo o in inverno fa freddo? E che notizia è sapere come sostennero la maturità i soliti soloni -pavoneggiandosi di averla superata nella maniera più affascinante!- e le emozioni o i pareri ripetitivi degli studenti? E ancora: scommettiamo che tutto ciò lo rileggeremo tale e quale il prossimo anno? Qualcuno scrisse "E' sempre meglio fare il giornalista che lavorare". Appunto...
sabato 7 aprile 2012
Pasqua, la strage degli innocenti
Ma siamo proprio sicuri che Gesù Cristo voglia una carneficina di agnelli nel giorno di Pasqua? E' una domanda che mi chiedo spesso, soprattutto nell'avvicinarsi di questa festività. Me lo chiedo perché anche Lui amava gli animali, tanto da salvarli in quel rovescio d'acqua chiamato "Diluvio universale", quindi perché questa strage che si ripete nel tempo? Saranno infatti milioni i cuccioli di agnello che in questi giorni, strappati alle loro madri, saranno sballottati per chilometri su camion-lager per venire poi barbaramente uccisi per soddisfare gli appetiti della gente. Un'usanza antica, triviale, e se poteva andar bene 2000 e più anni fa, oggi è uno sconcio da rinnegare. Il termine Pasqua poi, in aramaico "Pasha" che corrisponde all'ebraico "Pesah", significa "andare oltre", quindi quale collegamento c'è con l'Olocausto degli agnelli? Si dice che tutto ciò derivi dal sacrificio di Gesù Cristo sulla croce, ma Pasqua è resurrezione e vita di Nostro Signore, e per festeggiare l'evento c'è il rametto di olivo e l'uovo pasquale, riconosciuto quest'ultimo in tutto il mondo proprio come il simbolo della vita che nasce, ma anche del mistero e della sacralità. Che sia una Pasqua di pace dunque, ma senza il sangue di milioni di innocenti...
venerdì 24 febbraio 2012
Stipendi d'oro? Di diamante!!
Stipendi che percepiscono alcuni boiardi e manager di Stato:Antonio Manganelli , capo della Polizia: 621.253 euro all'anno, 51.700 euro al mese, 1.702 al giorno.
Attilio Befera, direttore Agenzia delle Entrate e di Equitalia: 620.000 euro all'anno, 51.600 al mese, 1.600 al giorno.
Mario Canzio, ragioniere generale dello Stato: 562.331 euro all'anno, 46.800 euro al mese, 1.540 al giorno.
Franco Ionta, capo dipartimento Amministrazione Penitenziaria: 543.954 euro all'anno, 45.300 al mese, 1.490 al giorno.
Vincenzo Fortunato, capo Gabinetto del Ministero dell'Economia: 536.906 euro all'anno, 44.700 euro al mese, 1.470 al giorno.
Biagio Ambrate Abrate, Stato Maggiore Difesa: 482.000 all'anno, 40.000 al mese, 1.320 al giorno.
Corrado Calabrò, presidente Agcom: 475.643 euro all'anno, 39.600 al mese, 1.303 al giorno.
Giovanni Pitruzzella, presidente dell'Antitrust: 475.643 euro all'anno, 39.600 al mese, 1.303 al giorno.
Giuseppe Vegas, presidente Consob: 387.000 all'anno, 32.000 al mese, 1.000 al giorno.
-----------------------------------------------------
Cosa si evince da queste cifre? Che il capo della polizia Antonio Manganelli guadagna più del doppio del presidente degli Stati Uniti Barak Obama (300.000 euro l'anno) e che in un anno solo gli stipendi di questi 9 soggetti, ammontano a 4.700.000 euro (oltre 9 miliardi delle vecchio conio).
(continua)
domenica 19 febbraio 2012
Festival: analisi logica...
Ed anche il 62esimo Festival di Sanremo passa in soffitta, senza lodi e senza rimpianti, ricordando tristemente l'epopea della Concordia, una volta nave di lusso ma oggi un rottame coricato. Più che una vetrina di nuove canzoni pertanto, definiamolo pure "il Festival del nulla", o meglio ancora, il "Festival del Turpiloquio". Facciamo quindi l'analisi logica.1) Introduzione: se nella trasmissione televisiva "Le Iene" su Italia 1, il duo Luca&Paolo risultava piacevole, nella loro troppo lunga introduzione al Festival sono risultati scadenti e fuori luogo: amenità, volgarità -difficile imitare Benigni nel trivio e rimanere simpatici!-, quindi, mettiamoci una pietra sopra.
2) Le vallette: saranno ricordate per la farfalla di Belen sul pube, per il niente di Elisabetta Canalis, e per il nudo della ceca Ivana Mrazova, oltre che per i suoi 32 denti sempre in mostra.
3) Gianni Morandi: presentatore per il secondo anno della kermesse canora. Ce l'ha messa tutta per condurre in porto il carrozzone, tra l'improvvisazione di un Rocco Papaleo qualsiasi e un "ma chi me l'ha fatto fa'... ".
4) Organizzazione e regia: da rimandare a settembre; sbaglio dei tempi, inquadrature scomposte e microfoni silenti.
5) Ospiti stranieri: eccezionale Patty Smith -della quale abbiamo scoperto che non è una donna, ma un uomo-, José Feliciano e Al Jarreau che hanno dimostrato che il tempo passa anche per i miti, e Brian May, l'unico che ha confermato invece che col tempo certi miti resistono.
6) L'ospite "degli ospiti": Adriano Celentano merita due righe di più. Ma perché non si limita a cantare e basta? Tutta l'attesa e il battage pubblicitario cosa hanno prodotto? Il solito sermone su "Dio che c'è" e giù bordate ai giornali cattolici l'Avvenire e Famiglia Cristiana "che devono chiudere i battenti". Il motivo non è da sapere, e non lo vogliono sapere neppure coloro che in coro dal loggione lo hanno contestato a suon di "Basta! Basta!". Un "contestatore contestato" dunque che non l'ha presa proprio per niente bene, tanto che velocemente ha mollato la predicozza, cantato un paio di pezzi e poi, via, arrivederci, anzi -sicuramente- addio.
7) Le canzoni: mai di livello così basso! Sembra quasi una rincorsa al "sotto zero" tanto è l'assurdità dei testi e l'incongruenza della melodia.
8) Cantanti: big che non sono big ma più semplicemente "principianti alla sbarra" usciti da trasmissioni televisive tipo "concorso dei dilettanti" e catapultati in pista grazie a potentati di Mediaset e della Rai.
9) Una domanda: ma chi sceglie le canzoni partecipanti? Chi è questa "giuria altamente specializzata" che decide questa si e questa no? Su questo punto bisognerebbe indagare e dare la palma del "volpino al valor musicale", visto lo scempio prodotto.
10) Per concludere? Un Festival ridondante di nani, mangiafuoco e ballerine, cinque serate televisive elefantiache di note in libertà, sbadigli e imbarazzi. Il Festival era un'altra cosa e al centro di tutto c'erano le canzoni e i loro autori. Oggi c'è un caravanserraglio che niente ha che vedere con il lancio della canzone all'italiana.
11) Ah, dimenticavo. Ha vinto una certa Emma...
mercoledì 8 febbraio 2012
Battisti: Carnaval do Brasil...
La vita da latitante è una merda". Parole e musica di Cesare Battisti, nessuna parentela col grande cantante Lucio e soprattutto da non confondere con l'eroe trentino, quello che nella Grande Guerra, disertando la chiamata alle armi del Regio Esercito Austro-Unga
rico, si unì agli italiani e che una volta caduto nelle mani degli austriaci fu impiccato per alto tradimento. No, si parla del terrorista omonimo, (foto) quello degli anni di piombo, condannato in contumacia all'ergastolo per aver sulla coscienza quattro omicidi, arrestato, evaso dal carcere italiano e fuggito all'estero prima in Francia e lì tenuto "al caldo" fino al 2007, quando ormai svanito l'appoggio politico stava per essere catturato. Fiutato l'inghippo, sparì in Brasile, arrestato anche lì su richiesta italiana ma mai estradato, anzi, liberato, e dove da allora vive tranquillamente la sua vita da "esule". Dell'Italia e della giustizia italiana se ne fa un baffo, e lo abbiamo capito grazie all'intervista rilasciata alle "Jene" dove rivolgendosi addirittura al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha detto che lui "rientrerebbe anche in Italia solo se la giustizia volesse ascoltare le sue ragioni". Le ragioni di un pluriomicida dunque, di un latitante. Proprio ieri poi, ha fatto sapere che parteciperà come ospite al Carnevale di Rio proprio per sollevarsi da "questa vita di merda", deridendo di fatto vittime lasciate nel loro sangue sulla strada e parenti che ancora non si danno pace. Il Governo brasiliano non lo estraderà mai in Italia, quindi? E' giusto che questo personaggio continui a farsi beffa dell'Italia e della giustizia italiana? Un certo Adolf Eichmann, conosciuto come "l'architetto dell'Olocausto" alla fine dell'ultima guerra scappò in Argentina e si rifece una vita a Buenos Aires. Una volta individuato però e senza attendere l'estradizione che mai sarebbe avvenuta, un gruppo di uomini dei servizi segreti israeliani l'11 maggio del 1960 lo andò a prelevare, e con un azione fulminea il boia delle SS fu portato a Gerusalemme, dove dopo un processo, fu condannato a morte per impiccagione e giustiziato infine il 31 maggio del 1962. Per Cesare Battisti non ci sarebbe il cappio, ma anni da scontare. L'Italia non ha dei servizi segreti all'altezza della situazione? No, è solo una domanda...
rico, si unì agli italiani e che una volta caduto nelle mani degli austriaci fu impiccato per alto tradimento. No, si parla del terrorista omonimo, (foto) quello degli anni di piombo, condannato in contumacia all'ergastolo per aver sulla coscienza quattro omicidi, arrestato, evaso dal carcere italiano e fuggito all'estero prima in Francia e lì tenuto "al caldo" fino al 2007, quando ormai svanito l'appoggio politico stava per essere catturato. Fiutato l'inghippo, sparì in Brasile, arrestato anche lì su richiesta italiana ma mai estradato, anzi, liberato, e dove da allora vive tranquillamente la sua vita da "esule". Dell'Italia e della giustizia italiana se ne fa un baffo, e lo abbiamo capito grazie all'intervista rilasciata alle "Jene" dove rivolgendosi addirittura al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha detto che lui "rientrerebbe anche in Italia solo se la giustizia volesse ascoltare le sue ragioni". Le ragioni di un pluriomicida dunque, di un latitante. Proprio ieri poi, ha fatto sapere che parteciperà come ospite al Carnevale di Rio proprio per sollevarsi da "questa vita di merda", deridendo di fatto vittime lasciate nel loro sangue sulla strada e parenti che ancora non si danno pace. Il Governo brasiliano non lo estraderà mai in Italia, quindi? E' giusto che questo personaggio continui a farsi beffa dell'Italia e della giustizia italiana? Un certo Adolf Eichmann, conosciuto come "l'architetto dell'Olocausto" alla fine dell'ultima guerra scappò in Argentina e si rifece una vita a Buenos Aires. Una volta individuato però e senza attendere l'estradizione che mai sarebbe avvenuta, un gruppo di uomini dei servizi segreti israeliani l'11 maggio del 1960 lo andò a prelevare, e con un azione fulminea il boia delle SS fu portato a Gerusalemme, dove dopo un processo, fu condannato a morte per impiccagione e giustiziato infine il 31 maggio del 1962. Per Cesare Battisti non ci sarebbe il cappio, ma anni da scontare. L'Italia non ha dei servizi segreti all'altezza della situazione? No, è solo una domanda...
martedì 7 febbraio 2012
Niente sesso, siamo italiani...
Aiuto! Siamo in caduta libera! Dopo il declassamento dell'Italia da parte delle agenzie di rating - come se tutto ciò non fosse sufficiente!-, ora il declassamento riguarda gli italiani, e questo lo dicono i dati venuti fuori da una ricerca a livello internazionale. Ebbene? Siamo retrocessi in eros, e già ci immaginiamo le risate "sarkosiane" di quegli smargiassoni dei francesi. E questo è troppo. Ma cosa è successo? Lo dicono i risultati di questa indagine svolta da "www.OnePoll.com" ed effettuata su un campione di 15mila donne di 20 nazionalità, risultati, come si legge, avvallati pure da case farmaceutiche e associazione di andrologi: gli italiani a letto fanno flop. Ma come è potuto accadere questo tonfo che ci avvilisce? Lo spiega la ginecologa e sessuologa Alessandra Graziottin, asserendo che la crisi del desiderio femminile è cominciata molto prima di quella dell'euro. Opperbacco! Motivo? "Donne in condizione costante di stress e meno sonno che producono cortisolo e adrenalina a tutto spiano, diventando quindi aggressive e irritabili", e di conseguenza, addio libido e voglia di coccole. E ci dicono anche la motivazione da cui deriva questo stato di cose: vita frenetica e pensieri economici hanno condizionato le relazioni, quindi, calo dei rapporti e azzeramento della seduzione. Alcuni dati? Ma si, facciamoci male: 7,6 sono i rapporti sessuali degli italiani in un mese -contro gli 8,8 dei francesi-, il 71 dichiara di far l'amore per avere figli e l'80% ancora degli italiani ha dichiarato di non aver avuto più di 3 relazioni importanti nella sua vita. E pensare che nel 2007 eravamo saldamente in testa alla classifica europea dei "grandi amatori", dove dall'alto del nostro trono -ormai occupato saldamente fin dagli anni Cinquanta!- guardavamo con sufficienza francesi e tedeschi, per non parlare poi degli inglesi. Persa la tripla A nel campo finanziario dunque, abbiamo perso anche quella del talamo. Chi ci ha spodestato? Massì, diciamolo: al primo posto ora ci sono gli spagnoli e al secondo i brasiliani. Una cosa ci sostiene però: i francesi sono dietro di noi, al quarto posto...
domenica 15 gennaio 2012
Titanic, Concordia: capitani coraggiosi...
"Se riuscirai a mantenere la calma quando tutti intorno a te la stanno perdendo, tua è la Terra e tutto ciò che vi è in essa, e a quel punto -quel che più conta- tu sarai un uomo". Lo scriveva Rudyard Kipling a suo figlio nel lontano 1865. Altre epoche, altri uomini, altri ideali. Aveva solo 15 anni Edward John Smith, (foto) colui che 47anni dopo e all'età di 62 sarebbe stato al comando del più grande bastimento dell'epoca, il Titanic. Il 14 aprile del 1912, l'appuntamento con la storia che gli offriva due sole possibilità: dignità o infamia. Quell'iceberg contro la fiancata destra della nave infatti fu il momento decisivo della sua vita, e dal momento che Smith apparteneva all'epoca degli uomini dai grandi ideali -come scriveva Kipling-, la scelta venne spontanea. Con il suo Titanic ormai condannato, ordinò all'orchestra di bordo di suonare lo struggente "Nearer, my God, to Thee" (Più vicino a Te, mio Signore), un canto sacro molto conosciuto allora nel mondo anglosassone, e mentre il panico esplodeva a bordo tra i passeggeri, rivolgendosi al suo equipaggio disse loro "Siate inglesi ragazzi, siate inglesi", per infondere e confermare coraggio e dignità nel prestare aiuto ai passeggeri. Quando le gelide acque dell'Atlantico ormai lambivano il ponte del Titanic, ordinò all'orchestra di mettersi in salvo, di abbandonare la nave, poi lo videro sparire dentro la plancia comando. La legge della marineria all'epoca voleva che il comandante seguisse il destino della sua nave, e così, senza pensare a mettersi in salvo, cosa legittima che avrebbe potuto fare poiché ultimo rimasto, lo videro sparire tra i flutti con il Titanic, e il suo corpo non fu mai più ritrovato. Altri uomini, altre epoche, altri onori, altre dignità. A cento anni di distanza, il comandante Edward John Smith è tuttora il simbolo indiscusso del grande uomo di mare, e nel Regno Unito, in suo onore, una statua è stata eretta nel parco di Beacon (Lichfield)). Altri uomini, altri capitani...
mercoledì 11 gennaio 2012
Prostituzione: Scontrino o ricevuta fiscale?
Parte da Bologna il censimento e la tassazione delle prostitute. E' successo in questi giorni, e la conta delle lucciole è stata fatta dai Carabinieri che hanno detto: "Le segnaleremo al Fisco". Lo Stato dunque per far fronte alla crisi che attanaglia il "Bel Paese" ha trovato una ricca fonte di introiti in tasse, ed è andato a pescare dove il business conta grossi numeri. Ed infatti gli uomini dell'Arma hanno "scandagliato" l'attività con domande precise: orario di lavoro, numero delle prestazioni quotidiane, incasso medio quotidiano, tariffa della prestazione, se sono sfruttate, quanto pagano l'affitto di casa e dove. Colpire dunque dove "non c'è crisi" e l'attività rende. Secondo il Dipartimento per le pari opportunità della Presidenza del Consiglio infatti, in Italia sono oltre 9 milioni i clienti delle prostitute, stimate queste in 70mila -oltre metà delle quali straniere- e con un giro d'affari di circa 90 milioni di euro al mese, un qualcosa come un miliardo e 100milioni annui. L'iniziativa, senz'altro indovinata, è partita alla fine della scorsa estate e l'idea è quella di tracciare i guadagni delle lucciole e sottoporli a tassazione, vale a dire "tu lavori? e allora paga le tasse come tutti". Ma l'assurdo di questa faccenda è che anche le prostitute hanno un associazione, che appena saputo dell'iniziativa ha tuonato che "la schedatura è vietata dalla legge Merlin del '58", cercando dunque di mettere i profitti al riparo. Pretese che non stanno né in cielo né in terra, se pensiamo che sempre nello stesso disegno si legge si specifica che "sono punite con l'arresto fino a otto giorni e con ammenda le persone dell'uno e dell'altro sesso che in luogo pubblico o aperto al pubblico, invitano al libertinaggio in modo scandaloso o modesto". Cambiano tempi e moralità dunque, perché un emendamento dei relatori della legge Merlin sottolineava che "bisogna togliere le prostitute dalle strade perché pericolose per la sicurezza e la pubblica moralità", soggetti -come si legge ancora- "che possono essere diffidati dal questore e allontanati col foglio di via obbligatorio e inibiti a ritornare per un periodo massimo di tre anni, con carcere che scatta per i disobbedienti". Anche chi sta al di fuori della legge dunque, oggi vanta diritti associandosi pure. Il risultato in questo caso è città e periferie invase da "dispensatrici di felicità" - è più politicamente corretto chiamarle così...-, ignorate dalla legge stessa ma prese di mira dal Fisco. E' l'abdicazione dello Stato di fronte al fenomeno oggi riconosciuto come attività lecita e di conseguenza, a tassazione? In tempi di crisi "la volpe mangia anche un grillo" si dice in Toscana, anche se mi resta difficile vedere sulla strada una lucciola che rilascia una ricevuta fiscale...
sabato 7 gennaio 2012
Miracolo Cortina...
E di miracolo si tratta. Se Gesù Cristo moltiplicò pani e pesci, la Guardia di Finanza nella notte di San Silvestro ha moltiplicato gli scontrini fiscali a Cortina d'Ampezzo (foto). E se prima si parlava di miseria, di attività che languono e di conti che non tornano, grazie proprio a questi controlli della Finanza nella notte stessa tutto è cambiato: ristoratori con un 300% in più di clienti rispetto allo stesso giorno dello scorso anno, bar con un 100% in più, e boutique addirittura con un aumento di incassi del 400 per cento! Ma oltre a questo abbiamo scoperto un altro miracolo, quello degli oltre 40 possessori di supercar da oltre 200mila euro di costo, con un reddito dichiarato di meno di 30mila euro all'anno. Anche questo è un miracolo, se pensiamo che con un paio di pieni di carburante al mese potrebbero finire sul lastrico, mentre invece se ne vanno pure a festeggiare la fine dell'anno nella perla delle Dolomiti, che sotto l'aspetto dei costi non è certamente Campitello Matese... Magie dei controlli, tanto che sindaci e associazioni commercianti di altre località turistiche d'Italia -Capri, Courmayeur, Cervinia, Viareggio, Rimini, Riccione, Firenze, Venezia e così via-, sono immediatamente intervenuti presso l'Erario con suppliche accorate: "venite anche qui, poiché abbiamo un impellente bisogno di aumentare gli incassi pure noi!" Un grazie dunque agli 007 del Fisco, poiché hanno sacrificato le proprie festività per togliere dalla "povertà" ristoratori, baristi e commercianti ampezzani, gente ormai senza più lacrime da piangere a causa di una miseria senza sbocco. E poi c'è chi parla male del Fisco...
lunedì 12 dicembre 2011
L'Italia delle Sanguisughe...
In questa Italia da operetta riusciamo a convivere situazioni nella maniera più sfacciata: l'onesto lavoratore che fatica ad arrivare a fine mese e il pensionato che proprio non ce la fa. Ieri, in un supermarket di Padova per esempio, hanno arrestato un pensionato 77enne che aveva nascosto sotto la giacca due confezioni di carne: "Avevo fame" ha detto in lacrime agli agenti, "e con 500 euro al mese di pensione proprio non riesco ad andare avanti". Ma se questa è una delle situazioni, ecco l'altra con la quale conviviamo: Mauro Sentinelli, dirigente Telecom classe 1947, è il pensionato più ricco d'Italia, con un assegno versato dall'INPS di 90.000 euro e spiccioli al mese. Avete letto bene: NOVANTAMILA EURO AL MESE, ovvero 1.173.203 euro all'anno, che fanno la bellezza di 3.214 euro al giorno! Ma questo "Paperon de Paperoni" nostrano non è il solo nella cuccagna retributiva, poiché dietro a lui c'è un certo Mauro Gambaro del mondo della finanza, che mensilmente riceve un assegno pensionistico di 51.160 euro (665.000 euro all'anno!), seguito da tale Alberto de Petris (settore telefonia), con 50.274 euro al mese (653.000 euro all'anno!) e infine, con due briciole -si fa per dire-, c'è il signor Vito Gamberale, settore telefonico pure lui, con una misera pensione mensile di 44.162 euro, ovvero una miseria di 574.000 euro all'anno. E la lista dei super-pensionati è ancora lunga, ma ci sono altre figure che con l'INPS non se la passano male, e uno di questi è Luca Boneschi, al quale è bastato solo un giorno di incarico parlamentare -ripeto: solo un giorno!- per andarsene in pensione con 3.108 euro mensili. Ma la ciliegina arriva con "il moralista" Oscar Luigi Scalfaro, che oltre al non modesto vitalizio da presidente della repubblica, incassa oltre 4.700 euro al mese come ex magistrato, pur avendo svolto questa attività per soli tre anni. E cosa dire poi di quella bidella andata in pensione nel 1983 all'età di 32 anni e che fino ad oggi si è beccata dallo Stato 280.000 euro, cioè 261.000 in più di quelli che ha versato in tutta la sua carriera. Dunque, poniamoci a questo punto alcune domande: pur avendo questi signori versato dei soldi all'INPS, con vitalizi simili, quanto riceveranno in più di quello che hanno dato? Chi pagherà dunque tutti questi soldi in uscita nel corso degli anni? La risposta è una sola: il cittadino comune, quello a cui vengono richiesti sacrifici nonostante sia già in bolletta, poiché sulle sue spalle gravano "baby pensioni", "pensioni doppie o triple" e così via. Ma per risanare i conti dello Stato, non bastava togliere il 70% dalle pensioni sopracitate? E ancora: se oggi l'INPS è in bancarotta, non lo si deve attribuire a questo stato di cose, a questo andazzo spudorato al limite della vergogna? Per comprendere meglio questa casta di furbi, -che io chiamerei affossatori dell'economia nazionale-, consiglio il libro di Mario Giordano -edito da Mondadori- dal titolo "Sanguisughe". Unico avvertimento per il lettore? Uno stomaco forte...(foto: donna con sanguisughe)
lunedì 5 dicembre 2011
Erika e Omar: chi ha avuto ha avuto...
Anche Erika De Nardo è libera. Dieci anni fa -era il 21 febbraio 2001- uccise a coltellate con l'aiuto del fidanzato Omar Favaro, sua madre Susy Cassini, 41 anni, e il fratellino Gianluca di undici. Dieci anni di reclusione per due orrendi delitti, dieci anni trascorsi tra permessi premio -in cella era una brava ragazza...- e sconti su sconti. Il compare di sangue Omar è già fuori da un anno, e anche lui come Erika, pronto a rifarsi una vita. Non è voglia di persecuzione né sete di vendetta. Solo una riflessione: vale così poco la vita di una persona? A conti fatti trucidare due persone costa all'autore 5 anni a vittima, tanti quanti si applicano -anche se poi non si scontano- ad un evasore fiscale..., che pur essendo un "sanguisuga", il sangue che succhia è pur sempre metaforico. E' tutto questo che stride e che lascia sconcertata la gente, perché se è vero che lo scopo primario del carcere è quello di redimere, è pur vero che il percorso deve essere equilibrato in forma e sostanza, quindi commisurato all'espiazione di una colpa. Non avrà possibilità di vedere crescere suo figlio Susy Cassini, e Gianluca non avrà quella di diventare un uomo. Di loro non si parla più sui giornali, ma dei loro carnefici si, uno dei quali, Omar, è già passato come ospite televisivo in una trasmissione di punta come "Porta a Porta". Possono bastare dieci anni dunque per togliere da mani e coscienze il sangue di due vittime?giovedì 1 dicembre 2011
Bevi Cynar, e tutto ti passa...
domenica 20 novembre 2011
Italia, ritorno al Far West.
Nel Vicentino un benzinaio è ucciso a coltellate perché difende la cassa dall'assalto di un delinquente e a Novara una commerciante è ridotta in fin di vita dentro il suo negozio da un rapinatore. Ma non è tutto: un anziano pensionato ucciso a Cremona da un energumeno dopo le proteste a causa del parcheggio della moglie disabile occupato dal Suv di quest'ultimo, che al culmine della prepotenza lo investe e lo uccide con la sua auto e a Napoli, una 76enne uccisa in casa perché si rifiuta di svelare all'intruso dove tiene i suoi soldi. Il tutto nello spazio di 24 ore. Cosa sta succedendo alla nostra società? Città come una giungla e giustizia impotente, e quando arriva, briciole di pene che non scoraggiano il criminale e di certo non placano il dolore degli offesi. Ci vuole un Wyatt Earp e un Doc Holliday per ristabilire l'ordine e ridare valore alla vita umana? Bisogna ritornare dunque al 1881, quando la differenza tra la vita e la morte dipendeva dalla velocità nell'estrarre un arma dalla fondina? Una società non garantita dalla legge si autoprotegge, e in molti casi è già successo, dove la pronta reazione dell'offeso ha sovvertito i nefasti risultati. Prendi una Colt dunque, che almeno il duello per la vita sia ad armi pari...
venerdì 11 novembre 2011
11 - 11 - 11 - La dozzina del Diavolo...
Embeh, questa mattina mi sono svegliato un po' preoccupato: esisto ancora? Quale catastrofe mi aspetta in questo malefico 11- 11- 11-? Non c'è da stare allegri, perché girala come ti pare, oggi, 11 novembre 2011 è una data misteriosa. Perché? Perché è considerata "la dozzina del Diavolo", e col Diavolo, mica c'è da scherzare tanto, poiché le date cosiddette palindrome hanno sempre portato grosse novità, sia nel bene che nel male. Occhio dunque. Un amico mio mi ha detto che oggi resterà tutto il giorno a letto. Per precauzione, mentre un altro amico ha detto che oggi "non toccherò la macchina". La sindrome da "dozzina del Diavolo" ha colpito un po' tutti, ma ora quello di cui bisogna stare attenti, è ciò che faremo stasera, perché il maleficio della data si dilata in sestina, sestuplicando il pericolo. Cosa farai stasera, 11.11.11. alle ore 11. 11 minuti e 11 secondi? Il mio amico a letto mi ha detto che se la spasserà con una bionda -buona novità dunque- e l'altro, quello che non ha toccato la macchina mi ha detto che inizierà a lavorare alle 11 precise e dovrà andare in macchina perché a quell'ora non ci sono mezzi pubblici -situazione nefasta-. Io? Beh, io non ci credo a queste idiozie perciò... sarò davanti al computer. Non si sa mai...
sabato 5 novembre 2011
Alleluia! Siamo in sette miliardi!
C'è una grande disputa: la baby 7 miliardi è indiana o filippina? I giornali hanno fatto grossi titoli su questo rompicapo, come se l'una o l'altra nazionalità dovesse accaparrarsi il premio Nobel "per la fertilità". Insomma, mi sembra di capire dai toni una grande euforia ma si sa, davanti al minaccioso ignoto che avanza, da sempre l'umanità ha dato risposte negative. Con l'euforia del "sette miliardesimo" essere umano che è venuto al mondo ci siamo dimenticati di una cosa: riusciremo a sfamare sette miliardi di bocche? Cerchiamo dunque di capire come stanno le cose: Nei paesi più poveri del mondo c'è un morto per fame ogni 3,6 secondi, circa 24.000 persone muoiono ogni giorno per fame o cause ad essa correlate, e tre quarti dei decessi interessano bambini al di sotto dei cinque anni d'età. (fonte: Progetto contro la Fame del Mondo, Nazioni Unite). La maggior parte dei decessi per fame sono causati da malnutrizione cronica, e questo è dovuto all'estrema povertà. (fonte: stituto per la promozione dello sviluppo e dell'alimentazione). Si calcola che circa 800 milioni di persone nel mondo soffrano per fame e malnutrizione, circa 100 volte il numero di persone che effettivamente ne muoiono ogni anno. (fonte: organizzazione delle Nazioni Unite per l'Alimentazione e l'Agricoltura FAO). E sempre secondo la FAO, i dati fanno paura: le persone che soffrono per fame sono aumentate del 9% nell'anno in corso (2009), arrivando alla vetta di 1,02 miliardi. A questo punto, se non cambiamo le regole del gioco, c'è da gioire se è nata la "baby sette miliardi"?
lunedì 31 ottobre 2011
Let me see IF I understand all this...
IF you cross the North Korean border illegally,you get 12 YEARS HARD LABOUR.
IF you cross the Iranian border illegally,
you're DETAINED INDEFINITELY.
IF you cross the Saudi Arabian border illegally,
you WILL BE JAILED.
IF you cross the Chinese border illegally,
you MAY NEVER BE HEARD FROM AGAIN.
IF you cross the Venezuelan border illegally,
you will be branded a spy,
AND YOUR FATE WILL BE SEALED.
IF you cross the Cuban border illegally,
you will thrown INTO POLITICAL PRISON ROT.
BUT IF you cross the U.K. border illegally,
you GET A JOB; a DRIVERS LICENZE;
NATIONAL INSURANCE CARD;
SOCIAL SECURITY BENEFITS; FAMILY CREDIT;
CREDIT CARDS;
SUBSIDISED RENT OR A LOAN TO BUY A HOUSE;
FREE EDUCATION;
FREE HEALTH CARE;
A RAPRESENTATIVE IN PARLIAMENT;
YOU CAN VOTE, YOU CAN EVEN RUN AS AN MP OR START YOUR OWN POLITICAL PARTY!
Last but not least,
YOU CAN DEMOSTRATE IN THE STREET AND BURN THE FLAG,
and IF we stop you,
WE'RE CLASSED AS RACIST...
lunedì 26 settembre 2011
Lampedusa: tranquillità dopo la tempesta
La risacca bacia la spiaggia dell'Isola dei Conigli. L'immagine di Lampedusa è un Paradiso in terra mentre il sole sorge ad Oriente e i primi gabbiani planano sul mare dalla Costa Alta. Difficile pensare a ciò che questo splendido "scoglio" ha vissuto recentemente, allo sfregio che ha dovuto subire. In 1500, coloro che hanno saputo che di lì a poco sarebbero stati rimpatriati l'hanno messa a ferro e fuoco, ultimo lembo d'Italia abbandonata a se stesso. Da "sogno turistico" a terra bruciata, pattumiera di una madre matrigna che non sa difendere i suoi figli. Ma quando "i pirati venuti dal mare" hanno acceso la miccia, anche gli abitanti di Lampedusa sono scesi in strada a difendere la loro terra, le loro case, le loro famiglie. Accoglienza, buonismo, integrazione...belle parole per chi vive lontano da qui, ma oggi questi bei concetti a Lampedusa sono "aria fritta" di fronte alle fiamme appiccate per l'ennesima volta al Centro accoglienza, di fronte ai clandestini che minacciano con bombole di gas in mano di far saltare in aria l'unico distributore di benzina, di fronte a una masnada di delinquenti che hanno in mano l'isola e che sciamano per il paese armati di bastoni e pietre. Il sindaco Bernardino De Rubeis lo ha detto chiaro e tondo in televisione: "Ormai lavoro con una mazza da baseball appoggiata alla scrivania del mio ufficio". Parole che la dicono lunga sull'aria che tira, anche se la gente è ancora più esplicita: "Basta, non ne possiamo più. Qui devono darci un mitra a testa per mettere a posto le cose". Da una settimana, Lampedusa è stata dichiarata "porto non sicuro", e i delinquenti in massa sono stati trasferiti a Palermo su navi che restano in rada. Ma il problema è solo spostato, non risolto. In troppi lucrano su questa situazione e il business dei clandestini fa gola a troppe associazioni: ditte di catering e di trasporto in primo luogo, senza contare poi l'assistenza in loco. Oltre 60 mila bocche da sfamare e da vestire sono transitate a Lampedusa dall'inizio dell'anno, e i conti presto tornano. A Lampedusa oggi è tornata la calma e i pochi turisti ancora affezionati godono la bellezza aspra dell'isola mentre l'afa è smorzata da un leggero vento che profuma di spezie, con i residenti che li ripagano di sorrisi, ma soprattutto con silenzio e tranquillità. (foto: Cala Pulcino)
lunedì 19 settembre 2011
Arcore: Il letto racconta...

lunedì 12 settembre 2011
Gli Amanti di Valdaro
Due corpi abbracciati, uno di fronte all'altro, sepolti nella stessa fossa e nello stesso momento. E' l'immagine di un amore che arriva dal neolitico in un abb
raccio lungo seimila anni (foto). E' questa infatti la "foto" dei due scheletri usciti dalle nebbie del passato e ritrovati per caso durante una campagna di scavi archeologici effettuata nella piana di Mantova. Di certo si sa che quello di sinistra è di sesso maschile, femminile quello di destra e che siano ambedue giovani non ci sono dubbi, grazie alla loro dentatura sana e completa. Quale mistero si cela dunque dietro a questo ritrovamento inusuale? Che siano morti entrambi nello stesso momento o invece, morto uno dei due, l'altro si sia suicidato per seguire il partner anche nell'aldilà? Ma alcuni reperti, come una punta di freccia in selce ritrovata a livello delle vertebre cervicali dell'uomo apre scenari violenti, come pure quella lunga lama di selce rinvenuta dove c'erano coscia e fianco della compagna. Due amanti colti sul fatto e finiti in un dramma della gelosia? Ma se così fosse, perché li avrebbero comunque sepolti insieme e per di più abbracciati? No, io preferisco pensare ad un Romeo e Giulietta del neolitico, ad un amore limpido e bellissimo, con uno dei due che segue contemporaneamente il partner per continuare la storia d'amore in eterno. Elena Menotti, Sovrintendente all'Archeologia della Lombardia domande non se ne pone, ma di una cosa è certa: "Recupereremo i due scheletri senza separarli e li collocheremo nel Museo archeologico nazionale che sarà pronto tra due anni". Resteranno uniti nella loro intimità violata dunque, lui con il suo braccio che cinge dolcemente la testa della compagna e lei che teneramente lo abbraccia sui fianchi, in quell'amore che ha sfidato il tempo e sconfitto la morte.
raccio lungo seimila anni (foto). E' questa infatti la "foto" dei due scheletri usciti dalle nebbie del passato e ritrovati per caso durante una campagna di scavi archeologici effettuata nella piana di Mantova. Di certo si sa che quello di sinistra è di sesso maschile, femminile quello di destra e che siano ambedue giovani non ci sono dubbi, grazie alla loro dentatura sana e completa. Quale mistero si cela dunque dietro a questo ritrovamento inusuale? Che siano morti entrambi nello stesso momento o invece, morto uno dei due, l'altro si sia suicidato per seguire il partner anche nell'aldilà? Ma alcuni reperti, come una punta di freccia in selce ritrovata a livello delle vertebre cervicali dell'uomo apre scenari violenti, come pure quella lunga lama di selce rinvenuta dove c'erano coscia e fianco della compagna. Due amanti colti sul fatto e finiti in un dramma della gelosia? Ma se così fosse, perché li avrebbero comunque sepolti insieme e per di più abbracciati? No, io preferisco pensare ad un Romeo e Giulietta del neolitico, ad un amore limpido e bellissimo, con uno dei due che segue contemporaneamente il partner per continuare la storia d'amore in eterno. Elena Menotti, Sovrintendente all'Archeologia della Lombardia domande non se ne pone, ma di una cosa è certa: "Recupereremo i due scheletri senza separarli e li collocheremo nel Museo archeologico nazionale che sarà pronto tra due anni". Resteranno uniti nella loro intimità violata dunque, lui con il suo braccio che cinge dolcemente la testa della compagna e lei che teneramente lo abbraccia sui fianchi, in quell'amore che ha sfidato il tempo e sconfitto la morte.
venerdì 2 settembre 2011
Libia: la resa dei conti
Gheddafi, topo ormai in trappola, dal suo rifugio segreto lancia un drammatico appello ai suoi seguaci: "Bruciate il Paese!", mentre 50.000 sono già i morti secondo fonti NATO. Siamo bel lontani dal pensare dunque che il conflitto interno sia all'epilogo, con i vincitori trionfanti e gli sconfitti ormai arresi, perché come si sussurra da più parti, "ci prepariamo a un altra guerra", come dice Ibrahim, 26 anni, kalashinikov in spalla e 1200 uomini al suo comando, una delle più importanti colonne delle truppe che hanno conquistato la capitale. Il motivo di tali parole è presto detto: ogni quartiere di Tripoli ha la sua milizia, la sua appartenenza, il suo credo politico e soprattutto religioso. Una dichiarazione di guerra dunque, con al centro la nomina del generale Abdel Belhadi a comandante militare della piazza di Tripoli, proveniente da uno dei più importanti centri di ispirazione del fondamentalismo islamico. "Non ci piace lui né il suo trascorso, quindi o se ne va o lo cacciamo noi" ammette senza esitazione ancora Ibrahim, e non sono parole buttate lì per creare effetto: "O ci ascolta o ascolterà le nostre armi. Abbiamo liberato Tripoli una prima volta e la libereremo di nuovo". Poteri che si scontrano dunque e una città -e una nazione- che ricorda il Libano, composta da mille milizie senza pace. Fondamentalismo islamico che mette dunque le radici per una Libia in stile iraniano? Chi comanda dunque in questo momento? Il CNT (Comitato Nazionale di Transizione) ha l'appoggio del popolo libico? Più che di "primavera araba" mi sembra "un incerto autunno" dai colori rosso sangue. Mentre l'Occidente esulta e si prepara -troppo presto- all'incasso...
Iscriviti a:
Post (Atom)
