
La tragedia umanamente colpisce. Quando si tratta di bambini è una sconfitta per l'intero sistema. E parlo dei quattro piccoli rom periti nel rogo della loro baracca nel campo nomadi di Roma dove vivevano con i genitori. Quattro fratellini di età compresa tra i 4 e gli 11 anni dunque. Per loro, pur nella giovanissima età, una vita mai vissuta. Una tragedia dunque, e fin qui, dolore per queste quattro vite spezzate. Oggi, purtroppo è iniziata l'operetta e la retorica ha preso il sopravvento: il presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano che si cosparge il capo di cenere davanti ai genitori dei piccoli e dice "
Questa è una tragedia che pesa su tutti noi", il sindaco della capitale
Gianni Alemanno che afferma "
Il trasferimento nel nuovo campo è stato bloccato dalla Sovrintendenza", con i burocrati che di rimbalzo respingono al mittente con un "
Mai ostacolato il Comune". Ma si va anche oltre. Di nuovo il presidente Napolitano sentenzia che bisogna dare "
Alloggi dignitosi ai rom", e il commissario dei diritti umani
Pietro Marcenaro sospira che "
Da 50 anni i nomadi sono senza diritti, neppure quelli di acqua e luce" e così via. Parole belle, giuste se vogliamo, ma fuori luogo. Una casa dignitosa la devono avere tutti, certo, ma i primi ad averla in assoluto devono essere coloro che lavorano e pagano le tasse, e di italiani in condizioni precarie e senza un tetto sulla testa ce ne sono a migliaia. E' un vezzo tutto italico pertanto quello di rispondere a tragedie -e se poi sono coinvolte etnie diverse il teatrino è maggiore-, con proclami solenni e facce contrite. Senza volere, ma senz'altro con troppa leggerezza, si contribuisce maggiormente a scavare il solco dell'indifferenza -se non della rabbia- tra autoctoni ed etnie diverse. Quello che dovremmo invece fare per arrivare ad un integrazione reale e non di sole parole, è insegnare che in una comunità di persone civili ci sono norme e leggi da seguire, sia di relazioni che di buon vicinato, oltre che un lavoro onesto che permetta pari dignità. Il risultato di tutto questo porterebbe all'abbattimento di qualsiasi campo nomadi -che già di per sé ha un suono lugubre- e relative tragedie. Ma soprattutto porterebbe all'abbattimento di quelle barriere che da millenni dividono autoctoni e rom.
1 commento:
Arrestare Napolitano, tutti coloro che lavorano per lui e tutto il resto di disgraziati che pretendono di di fare e non fanno gli interessi di noi Italiani il resto spedirli una volta per tutte nel paese di originr
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