
Un laccio intorno al collo e la vita, i sogni di bambina che volano via. E' finita nel modo peggiore la storia di
Sarah Scazzi, (
foto) la quindicenne scomparsa da oltre un mese ad Avetrana (Ta), uccisa e gettata in un pozzo dallo zio
Michele Misseri, 53 anni. Un mostro tra i parenti stretti, che dopo una giornata intera di stressanti interrogatori ha confessato il suo turpe omicidio. Ed è proprio lui che pochi giorni fa, dopo aver "ritrovato" il cellulare della bambina tra le sterpaglie bruciate in un suo campo, scoppiando in lacrime davanti alle telecamere sfacciatamente aveva ammesso "
che ora la gente penserà male di me anche se io non centro nulla con questo fatto". Una maniera subdola per cercare di scacciare i sospetti che si addensavano su di se, tanto che che gli investigatori infatti non hanno abboccato "
Ho strangolato Sarah il giorno stesso che è scomparsa, usando una cordicella mentre era di spalle e ho abusato di lei dopo che era già morta" confesserà due giorni dopo l'uomo. Orrore all'orrore, tanto che i carabinieri non diffonderanno altri particolari sull'omicidio ritenuti troppo agghiaccianti. "
Se dovessi escludere una persona da questa storia è proprio mio cognato" aveva affermato
Concetta Spagnolo, la madre di Sarah dopo che il cellulare della figlia era stato "ritrovato" proprio dal cognato, e che ora lancia invece pesanti accuse: "
Mia sorella e mia nipote Valentina forse lo sapevano". Strano destino di questa ragazzina che sognava di fuggire di casa per lasciarsi alle spalle quella vita vuota e anonima di paese, e che invece sulla sua strada ha incontrato un mostro nelle vesti di zio...
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