sabato 28 febbraio 2009

CASTRAZIONE CHIMICA, CASTRAZIONE FISICA...

E' come un epidemia. Cosa sta succedendo in questa nostra "meticciata" società ormai allo sbando? E alludo ad uno dei crimini più odiosi, la violenza sessuale, quella violenza che se non uccide fisicamente, uccide psicologicamente la vittima. L'orrore di questa brutalità, ultimamente colpisce bambini, come recentemente è successo a Roma dove due rumeni hanno violentato una quattordicenne, e più recentemente, a Napoli, dove a cadere sotto le grinfie di un orco è stato un ragazzino dodicenne, stuprato da un pedofilo napoletano, già indagato per una presunta violenza su una bambina di cinque anni ma inspiegabilmente libero. Per questi ultimi casi però, la rabbia popolare non si placa sapendo che i tre mostri sono attualmente in galera, perché in Italia lo sappiamo bene che tra riti abbreviati, attenuanti e buone condotte -oltre ad una magistratura pavida-, i colpevoli di reati simili -e non!- ben presto ritornano in giro, magari pronti a commettere di nuovo gli stessi reati. Quindi? In certi ambienti politici, timidamente si fa strada l'ipotesi di una "castrazione chimica" per i colpevoli, anche se il popolo ci va giù duro, come recentemente è successo di sentir dire ai microfoni di un telegiornale da un esasperato cittadino italiano: "Altro che chimica! Io sarei invece per la castrazione fisica per gente simile!". Chissà quanti, in quel momento, l'hanno pensata come lui...
(Gericus)

venerdì 27 febbraio 2009

STOP KILLING SEALS!

Una lettera giuntami via email, parla dello sterminio delle foche, con centinaia di miglia di cuccioli che vengono barbaramente uccisi per la loro pelliccia bianca e soffice. Un orrore senza fine per queste stupende creature dagli enormi occhioni supplicanti, che accanto alle loro madri, vengono uccise, a volte lasciate ferite a soffrire per poi essere spellate mentre magari sono ancora vive. Un appello, lanciato dall'associazione internazionale "Care2" che io ho immediatamente raccolto e che pubblico in lingua originale:

"Hi Gericus! I'm writing because seals urgently need your help right now. Just weeks from today, Canada's cruel commercial seal kill will begin, with hundreds of thousands of baby seals to be slaughtered for their fur. Just like every year, the seals will be clubbed and shot to death, wonded and left to suffer, and cut open while they are stil alive.
Sign the petition letter to ban the trade in all products derived from the commercial slaughter of seals! Horribly, the killing won't stop with Canada. Other commercial seals slaugthers will open in other parts of the world, with even more seals brutalized for profit. But there is hope on the horizon. This spring, the European Parliament will vote on a historic proposal to ban seals product trade, a ban that could save millions of seals from a horrible fate! Canadians are overwhelmingly opposed to the commercial seals slaughter, and that is why most seal products have to be exported to Europe for sale. The fact is, seals in Canada are dying because Europeans continue to buy their skins. Sign the petition letter.
Europeans hold in their hands the power to save the seals -by ending their trade in seal products. Notably, 425 Members of the European Parliament have already called for such a ban. Now it's your turn! Make your voice count for seals. Please, show your support for an unconditional prohition on seal product trade. Sign this patition today and Humane Society International will make sure your message is carried to the halls of Parliament.
Thank you on behalf of our friends at Humane Society International.
Truly Robin E. Care2 and ThePetitionSite Team.

FERMIAMO L'ORRORE! FIRMIAMO TUTTI!
Indirizzo telematico per la petizione: seals petition care2
(Gericus)

mercoledì 25 febbraio 2009

NONOSTANTE TUTTO C'E' ANCORA CHI...

A volte io rimango basito, perché nonostante tutto, c'è ancora chi, come l'anonimo che mi ha inviato la lettera che riporto sotto, che non si rende conto della situazione creatasi in Italia sul tema criminalità legata all'immigrazione illegale o non. Questo è ciò che scrive, riferendosi ai dati che avevo riportato io, ovvero che nelle nostre patrie galere, attualmente vi sono 2800 detenuti romeni: "In Italia -scrive l'anonimo- vivono 1 milione di romeni, e quel 2800 rappresenta quasi il 2%. Da 60 milioni di italiani, quanti sono i delinquenti, mafiosi, criminali? Più del 2% credo. La vostra 'oppinione'?"

La nostra opinione 'condivisa' la riporta Enzo Bettiza, giornalista di chiara fama, sulla prima pagina de La Stampa di oggi, mercoledì 23 febbraio il quale, partendo dal presupposto che il presidente del Senato di Bucarest, Mircea Geoana, avrebbe tacciato l'Italia -e gli italiani- di "romenofobia", cioè di xenofobia e razzismo. Con grande classe, Bettiza risponde:

"L'obiezione ci sembra alquanto stonata, al limite, offensiva, dopo le equilibrate e anche severe dichiarazioni congiunte fatte l'altro ieri dal ministro degli Esteri Franco Frattini e dal suo omologo romeno Cristian Diaconescu. Il fatto che i due ministri abbiano deciso di affrontare pubblicamente insieme, a Roma, uno a fianco dell'altro, la più perniciosa piaga immigratoria di cui da un paio d'anni soffre l'Italia, dimostra per se stesso che né i governanti italiani né tanto meno quelli romeni possono più ignorare un problema divenuto ossessivo e, per tanti aspetti, spaventoso: lo stillicidio ininterrotto di crimini con stupro e ferocia spesso mortale perpetrati da cittadini romeni, crimini che, dopo lo scempio della signora Reggiani , sono purtroppo continuati senza esclusione di colpi e di scelta coppie di fidanzati inermi, ragazze quattordicenni, ottuagenarie disabili". Ma prosegue: "Inutile nascondersi dietro un dito o alzarlo per accusare di xenofobia indiscriminata l'ospite, ovvero la società italiana e le sue istituzioni, che semmai dovrebbe venire rimproverata di eccessiva tolleranza legale e umanitaria".

Ma Bettiza poi fa un esame più approfondito di questo fenomeno criminale, ricordando che l'ondata di questa gente proveniente da Paesi europei ex comunisti, "ha brame e pretese di possesso immediato, totale, di carne e danaro, che evocano tempi di guerra più che di pace: le donne di Berlino o di Belgrado assaltate dai soldati russi, le terre bruciate dai tedeschi in fuga dalle nazioni occupate, le bravate crudeli e le sevizie inferte dai servizi segreti francesi in Algeria, da ultimo, dopo le foibe, orrende e infamanti pulizie etniche interjugoslave in Bosnia, in Croazia, in Kosovo".

E ritornando a quei dati rilasciati addirittura dalle autorità di Bucarest, ovvero di quel 40% di criminali fuggiti dalla Romania e sciamati in Italia, Enzo Bettiza dice:

"Si tratta quasi sempre di individui instabili, ubiqui, spesso clandestini, dediti allo spaccio di donne e droga, fuggiti dalla Romania per malefatte impunite, giunti dal profondo del postcomunismo ceauceschiano, taluni già espulsi più volte dall'Italia e poi ritornati indenni in Italia, attirati e rassicurati dall'incertezza della pena con cui sovente li condonano tribunali indulgenti".

Come "oppinioni" in riposta all'anonimo scrivano, mi sembra che possano bastare...
(Gericus)