Con la guerra in
Libia aumentano gli sbarchi di disperati sulle nostre coste, e
Lampedusa per la maggior parte di questi è "
la porta d'Italia" o se vogliamo il "
corridoio" per l'
Europa. Si fugge dalla guerra dunque ma non solo, perché in molti Paesi di provenienza di questi emigranti guerra non ce n'è, se non fame. E mentre noi "accogliamo" con tutte le nostre premure questi fuggitivi, gli aerei della coalizione partono dagli aeroporti europei -Italia compresa e in primis- e vanno a sganciar bombe sulla Libia, dove i "
ribelli" si contrappongono alle forze governative di
Gheddafi. L'Italia e il resto dell'Europa da subito si è schierata con i ribelli, -
i buoni-, scaricando di conseguenza "
confetti esplosivi" sulle postazioni del Colonnello -
i cattivi-, con la speranza -nemmeno troppo velata- che uno di questi tolga una volta per tutte il rais dalla faccia della terra. Una guerra civile dunque, dove le milizie -così chiamate "
buone"- combattono contro le forze -cosi chiamate "
cattive"-. Ma dal momento che proprio quest'ultime sono quelle che inevitabilmente cadranno -visto il contesto internazionale-, sono dunque gli elementi fedeli a Gheddafi, cioè i nostri nemici, che in questi giorni stanno scappando dalla Libia per mettersi al sicuro in Italia o in Europa, che guarda caso sono proprio i Paesi responsabili della loro disfatta. Che significa tutto ciò? Che praticamente accogliamo coloro che là sono "
i nostri nemici", mentre qui sono "
rifugiati politici" da assistere. Ma oltre a questa incongruenza ce n'è un'altra. Come ha sostenuto un libico sbarcato recentemente a Lampedusa -fonte La Stampa 25 maggio- "
lasciare la Libia per l'Italia ora è molto facile, anzi, è proprio Gheddafi a spingerci a forza sui barconi"! Mi vengono a mente le minacce di "
fuoco e sangue" che il Colonnello lanciò contro il nostro Paese all'inizio delle ostilità e l'accoglienza oggi "a braccia aperte" di coloro che fino a ieri erano al soldo del rais... No, qualcosa non quadra in tutto ciò. Un conflitto nato male e gestito ancora peggio, con l'Italia nelle vesti di
"Tafazzi" a martellarsi quelli che non ha...
(foto: Non siamo in guerra in Libia, ma stiamo aiutando i ribelli a imporre la pace)
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