
E' questo in pratica un "codice di comportamento" riservato ai futuri immigrati, ma solo perchè quelli del posto lo applicano già, e l'idea è del consigliere comunale André Drouin. Il tutto avviene a Hérouxville, 1.323 anime contate nella provincia francofona del Quebec, 103 anni di età, un angolo di terra incantevole circondato da montagne, a ridosso del lago Lac-à-la-Tortue a due passi dal Parco Nazionale della Maurice, regno dei separatisti canadesi, dove non si rinuncia alle proprie tradizioni per non offendere le altrui, dove non si accettano altrui tradizioni per evitare che ci offendano e basta. Non si vieta qui a Hérouxville, si permette, si consiglia vivamente. Alle donne è permesso guidare l'automobile, ballare, mostrarsi a volto scoperto, sottoscrivere assegni, votare, vestirsi come meglio credono, lavorare dove pare loro e acquistare beni di proprietà. Basta chiudere a chiave la propria femminilità, in poche parole, alle donne è permesso vivere. "Il documento è molto chiaro" dichiara André Drouin "e gli stranieri sono i benvenuti. Noi desideriamo accoglierli e lo abbiamo scritto nero su bianco. Ma vogliamo anche dire a chi viene a vivere a casa nostra chi siamo aprendo le nostre porte a persone di ogni nazionalità, lingua, orientamento sessuale. A parte che non portino qui i loro divieti, le loro proibizioni, le loro discriminazioni. Vogliamo semplicemente informare i nuovi arrivati che certe tradizioni che hanno lasciato alle spalle non si possono ricreare qui da noi". Sulla soglia della casetta bianca e blu al 1060 di Rue Rang Saint Pierre, sede del consiglio municipale c'è una scritta: "La Municipalité de Hérouxville vous souhaite la Bienvenue". (Il Giornale)
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