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lunedì 12 ottobre 2009

RITORNARE VERGINI? UN GIOCO DA 15 DOLLARI...

Certo questi cinesi ne hanno di immaginazione! Si, perché questo loro ultimo ritrovato, è diventato subito un successo commerciale che spopola in tutto il mondo. Di cosa si tratta? Presto detto, di un "imene artificiale per la verginità". Si, avete capito bene, e lo stupore deve subito rientrare perché a sentire gli inventori, si tratta di una cosa seria, anzi, serissima, poiché salva situazioni estreme e ormai compromesse. Una verginità "nuova di pacca" per chi l'avesse persa anzitempo dunque, ora la si ordina "online", e in men che si dica, il postino ce la porta addirittura a casa sotto forma di un kit al prezzo di lancio di soli 15 dollari (poco più di 10 euro). E' un ritrovato -così dicono gli ideatori- "per simulare la verginità e aggirare di fatto i vincoli delle società e religioni più conservatrici". E le istruzioni, scritte in multilingue, spiegano come usare il marchingegno: "Inserito nella vagina, se stimolato rilascia un liquido rossastro che assomiglia alla perdita di sangue provocata dalla rottura dell'imene nella deflorazione". Un successo mondiale dunque, anche se in molti Paesi del Medioriente le richieste sono maggiori, poiché -come fanno sapere gli inventori- "permette alle donne di sembrare vergini nella prima notte di nozze, sconfiggendo così il tabù del sesso fatto prima del matrimonio". Una situazione che però non è passata inosservata ad un religioso egiziano, tale Abdul Mouti Bayoumi, che come ci fa sapere la Bbc, "ha chiesto la pena di morte per gli importatori oltre alle donne che metteranno in pratica questo marchingegno". La convinzione di questo religioso, guida spirituale e studioso dell'Università al Azhar infatti, è che "utilizzare questo prodotto diffonde il vizio nella società, è un deterrente morale alla fornicazione, quindi è un crimine, uno dei peccati capitali dell'Islam". Con la verginità dunque, "non si scherza" a certe latitudini, mentre per le donne che invece "vogliono scherzare", l'indirizzo per ricevere a casa la "vagina artificiale" -talmente sicura che ci cascherebbe anche un Rocco Siffredi!- è "emporio online di giochi per adulti Gigimo". E buon divertimento...

domenica 16 novembre 2008

GUSTIBUS NON DISPUTANDUM EST...

Dietrofront! I panini di Mc Donald's non sono dannosi per la salute, anzi, sono buoni e fanno bene. E questo annuncio, che va contro le indicazioni di medici nutrizionisti e dietologi, deriva -a sentite quello che si scrive sul Giornale- nientemeno che dal celebre gourmet Ferran Adrià, un consiglio che preso così potrebbe essere paragonato ad un Montezemolo che spinge gli automobilisti a comprare una Trabant. Del resto il paradosso è sempre stato un po' la prerogativa di certi "creatori del gusto", basta guardare il cibo della cosiddetta "nouvelle cuisine" che si metteva -e come- nel piatto, che più di farti venire l'acquolina in bocca ti faceva dire "caspita che bello! ma cos'è"? Ecco, ritornando al punto dunque, le camionate di grassi saturi, salumi, carne, fritture, dolci e bevande zuccherate, oggi scopriamo che "possono andare", e che i ragazzi, maggiori clienti di queste catene di fast food, non devono temere l'anatema di medici e genitori. Ma come siamo arrivati a 'cotanta' temeraria verità? Il tutto partirebbe dalla rivista britannica "The Indipendent", dove in un articolo, parlando di alta cucina, si esaltano ricette che per noi italiani sono un pugno nello stomaco: trota alla griglia con flan di Nutella, tagliolini in brodo con gelatina di fragole e salumi misti al laim dei Caraibi. Cibo spazzatura -si scrive dunque nell'articolo a firma di Nino Materi-, con tanto di riabilitazione per patatine fritte, cioccolata e hot dog, arachidi e surgelati. "Niente di meglio quindi di un hamburger col ketchup e maionese" aggiunge a questo punto Ferran Adrià, il cuoco spagnolo considerato internazionalmente il "numero uno della Gastronomia molecolare". 'Gustibus non disputandum est' sentenziava il grande Giulio Cesare, anche se lui tutto ciò lo disse davanti ad un piatto di asparagi al burro servito nella magione di un certo Valerio Leonte. Chissà però quale frase avrebbe lasciato ai posteri se gli avessero messo davanti un super Mc a quattro strati gocciolante ketchup e maionese... (Gericus)

mercoledì 21 maggio 2008

L'APPLAUSO AL MORTO...

Si, mi ha sempre imbarazzato, se non inorridito, l'applauso che la folla di amici e parenti riserva alla salma che esce dalla chiesa. E' una dimostrazione stolta di riverenza a chi non c'è più, a chi se ne è andato magari in forma violenta e improvvisa. Ma da sempre, "partecipazione al dolore" ha significato vicinanza dell'anima al defunto in un silenzio che "unisce", che avvicina, e per far si che tutto ciò sia possibile e sincero, c'è bisogno di silenzio, appunto, e non tifo da stadio. Come dice Massimo Gramellini nel suo "Buongiorno" sulle pagine de La Stampa, lo scrosciare dell'applauso "è figlio della maleducazione televisiva ed esprime l'ansia di riempire un vuoto". Può passare come prova di condivisione degli ideali l'applauso al passaggio di una bara ricoperta dal Tricolore, perché solo così si può manifestare vicinanza al caduto e alla famiglia, ma spiegatemi il senso di un applauso spontaneo a chi si è ucciso in un incidente d'auto. Bravo, hai fatto bene? E' tutta italiana quest'assurda moda dell'applauso ai cortei funebri, una moda cialtrona di far notare la nostra presenza al lutto, un assurdità, perché come conclude Gramellini, "muovere la bocca e le mani è un ottimo sistema per mettere a tacere il cuore". (Gericus)

mercoledì 30 gennaio 2008

POLITICALLY CORRECT... (2008)

Un'altra bestialità si unisce alle molte ormai abituati a sentire, e che in odore di "politicamente corretto" crea vocaboli tipo "diversamente abile" al posto di menomato, "normo dotato" al posto di normale, "operatore ecologico" invece che spazzino, "non vedente" per un cieco e così via. Ora, dalla Gran Bretagna, arriva addirittura il divieto di usare l'espressione "mamma e papà" per abituare i bambini delle scuole elementari all'idea che ci potrebbero essere genitori anche dello stesso sesso, quindi meglio non identificarli più al maschile e femminile usando perciò solo ed esclusivamente la parola neutra "genitori". Una richiesta che lascia allibiti, o meglio, "diversamente tranquilli", perché come scrive il quotidiano Daily Mail, il ministro per la Scuola e l'infanzia Ed Balls -un cognome che già di per sé è tutto un programma poiché significa Palle- ha fatto propria questa proposta lanciata dall'organizzazione per i diritti degli omosessuali Stonewall, nell'ottica di abituare i bambini britannici all'idea che ci possa essere un "babbo e una babba" oppure un "mammo e una mamma". E' si, perché sempre per Stonewall, dire mamma e papà lede i "diritti" dei genitori omosessuali, con tanto di pregiudizi nei loro confronti, quindi, per essere "politically correct", basta -e che diamine!- con l'idea convenzionale della famiglia, perché da ora in poi, quando nelle scuole si parlerà di matrimonio, gli insegnanti dovranno menzionare anche matrimoni tra uomini o tra donne. E non c'è da scherzare, perché l'intolleranza contro i... "diversamente interessati" (oddio, si potrà dire?) prevede punizioni severe per chi offenderà un compagno chiamandolo gay. Via dunque questa espressione offensiva, come da abolire è pure il detto "comportati da uomo" e "siete tutti delle donnicciole", termini che da ora in poi in Gran Bretagna saranno banditi. Sono certo che presto arriveranno proteste avanzate da altre associazioni, come quelle dei "diversamente intelligenti" i quali vorranno l'abolizione di "scemo", quelle dei "diversamente magri" non vorranno più sentire "ciccione" o "balena", quelle dei "diversamente grassi" via la parola "grissino" o "acciuga" e gli animalisti, perché no, cancelleranno la parola "bastardo" per indicare un cane non proprio di nobili origini. Come? Ah. Mi dicono che questo è già avvenuto... (Gericus)

sabato 27 ottobre 2007

50 ANNI DI "BATTAILLES" (2007)

AOSTA - Signori, onore alla "Regina delle Regine". Inchinatevi dunque davanti a "Mourina", una bovina di 665 chili arrivata imbattuta alla finale della ormai nota "Battailles de Reines" che si è tenuta domenica, 22 ottobre, nell'arena della Croix Noire. Il titolo di "regina" non deve ingannare i profani di questo sport, perché conquistarlo non è una passeggiata neppure per un "atleta" a quattro gambe. Intanto bisogna categoricamente essere incinta -e questo è già un grosso handycap-, poi, bisogna menar cornate a più non posso -incruente naturalmente-, senza farsi distrarre né dal pubblico né dal padrone, che a due passi ti sussurra in patois "se non vinci ti faccio a spezzatino". Per concludere, con orgoglio possiamo dire che noi mucche, "Regine" o no, in Valle siamo più famose dei miti della canzone nazionale e internazionale. Non ci credete? Un concerto di Bob Dylan, proprio qui nella nostra arena, richiamò una quindicina di anni fa poco più di tremila persone, Vasco Rossi non andò oltre le cinquemila e Barry White se ne andò per scarsa affluenza. Noi andiamo sul sicuro. C'è sempre il "tutto esaurito" da oltre diecimila persone...(Gericus)
(foto: Merlin (70) e Tonnere (75) in un combat)

lunedì 24 settembre 2007

MISS ITALIA E "IL FATTORE C"...(2007)

Era un percorso obbligato e arrivare al fattore "C" era solo una questione di tempo. In una televisione cialtrona come la nostra dunque, il concorso di “Miss Italia” poteva restare immune dal “peggio del peggio?" Si conferma dunque ciò che di noi italiani dicono all'estero, ovvero che siamo un popolo di guardoni, di “velinari”, di programmi "scollacciati". Spacciato come un programma per tutti poiché “è solo una vetrina di bellezze italiche”, oggi a Miss Italia siamo arrivati a mostrare il “di dietro” delle giovinette in gara poiché "parte importantissima della loro bellezza". Finalmente possiamo urlare in tutta tranquillità: "Nude! Nude!" Siamo arrivati al programma a luci rosse, a quello che in fin dei conti una parte di telespettatori voleva. Lo sappiamo tutti (suvvia, non facciamo i puritani!), che assieme alle gambe e al petto, è quello che gli uomini guardano al primo colpo. Ma tutto ciò non deve indurre gli autori di un programma televisivo a scendere nei “particolari”, poiché questo potrebbe essere l’inizio di una reazione a catena (potrei anche dire “che ben venga!”) a scegliere altri parti intime delle concorrenti ad essere “scrutate, analizzate”, che a dir la verità, è abbastanza umiliante e riduttivo per il gentil sesso. La bellezza in una donna -e in questo caso intesa come lato visivo- deve essere manifestata dal suo insieme, dall’armonia delle linee, dall’espressione del volto, dalla dolcezza di un sorriso, e non da quelle parti alle quali gli uomini sono attratti sessualmente, perchè è qui infatti che cade la barriera tra “artistico” e “porno”, tanto da far dire a Tinto Brass -e chi meglio di lui!- che «il culo è lo specchio dell’anima ed è molto più espressivo del viso.» Bene, dopo aver espresso questo "alto pensiero", le future Miss sono avvisate… (Gericus)
(
foto: sarà così la prima selezione delle Miss nel prossimo anno?)

sabato 12 maggio 2007

DIVORZIO? COLPA DELLA DONNA. (1990)

Lo rivela la nostra mini-inchiesta a vent'anni dalla legge Fortuna. La donna quindi è sotto accusa. A fronte di un numero sempre crescente di separazioni legali e di divorzi, la nostra mini-inchiesta settimanale dimostra come -sia uomini che donne- imputano alla indipendenza della donna la colpa della crisi della famiglia. Qualche mese fa, la "Vallèe Notizie" pubblicava i dati Istat per dare un panorama della regione in cifre. Dati relativi all'anno 1988, che vedevano la Valle d'Aosta al terzo posto -dopo Liguria ed Emilia Romagna- per le separazioni legali, ed al primo posto per quanto riguarda i divorzi. Due anni fa infatti, 125 erano state le separazioni che rappresentavano il 109,1% su 100 mila abitanti; mentre i divorzi ammontavano a 145, pari ad una percentuale di 126,6 sempre su 100.000 abitanti. E fonti sicure fanno notare l'ulteriore incremento verificatosi nel 1989 e nel corso del 1990. Ma perchè proprio la Valle fa registrare il record dei divorzi, oltre a tutti quelli che detiene già? Che cosa causa la crisi della famiglia? Benessere generalizzato, crisi dei valori umani, egoismo, mancanza di fede, quello che pensiamo un po' tutti. E poi la rivelazione: L'indipendenza della donna per molti aostani è causa del "naufragio" di tanti matrimoni finiti in divorzio.
(La Stampa)

giovedì 3 maggio 2007

AOSTA: AUTO PARCHEGGIATE OVUNQUE (1990)

Sarà un problema di passione, o forse soltanto di pigrizia, comunque sia non è un esempio di civiltà: gli aostani lasciano l'auto dappertutto, se potessero la spingerebbero perfino sui muri delle case. E' difficile credere che sia perchè le amano a tal punto da non volersi scostare più di tanto; è probabile che sia per comodità. Così i parcheggi rimangono vuoti e si riempiono i marciapiedi, gli incroci. Le auto bloccano i passi carrai, perfino i portoni. Le mura romane -mai come quest'anno hanno fatto parlare di sè- sono strette d'assedio da eserciti a quattro ruote. E questa volta non vale ribaltare le colpe sul Palazzo a meno che non si voglia prendere per buono il qualunquistico "piove, governo ladro". Sono i cittadini automobilisti a dover cambiare costume. E' quasi paradossale che Aosta sia imbrigliata in un traffico caotico, quando esistono parcheggi semideserti. Il miliardario parcheggio di via Carrel per esempio è quasi inutilizzato. Per anni la gente si è stupita e lamentata della esasperante lentezza dei lavori e oggi snobba la possibilità di sistemare l'auto a quattro passi dal centro e lontana da possibili bocciature o posteggi impossibili sui marciapiedi. (La Stampa)

martedì 1 maggio 2007

CHE NOME DIAMO AL PUPO? (1990)

La storia del nome proprio è una delle sintesi più affascinanti dell'identità di un popolo. Perchè la scelta di un nome è legata in modo sorprendente al conflitto tra "moda", intesa come innovazione e modernità, e la tradizione. Certo è che la tendenza, comune anche nel mondo classico, di rinnovare nei neonati il nome dei nonni o dei parenti più prossimi si è molto indebolita. Gli estratti dell'ufficio di Stato civile del Comune di Aosta sono emblematici. Dei 618 bambini denunciati all'anagrafe fra il primo gennaio e il 26 agosto di quest'anno, i "buoni vecchi nomi" di famiglia sono scomparsi, come quello di Maria che è stato imposto ad una sola bambina nata a maggio. Lo stesso vale per i nomi Giuseppe, Cosimo, Filippo, Rosa, Guglielmo, Ludovico, Giacomo, Luigi e Antonio. Di Salvatore se ne contano solo due: omaggio al nonno o al bomber dei Mondiali '90 Schillaci? In diminuzione in Valle anche per i nomi francesi, un ottantina in tutto, e questi in maggioranza sono Stéphany, Chantal, Nicole, Denise e Martine, accanto ai maschili Laurent, François, Thierry, Didier, Joseph e Michel. Di questo nome si trovano anche alcune varianti Michael, quella "personalizzata" Maicol e quella russa Mikhail. Sono di moda invece Jessica, Erick, Alex, Thomas, Johara, Hilary, Max, Katia, Yuri, Patrick, Jessie, Antony, Nicolas, Kim, Christopher e Christian. Fra i nomi italiani in netta maggioranza ci sono i sempre classici Federico, Francesco, Alessandro e Lorenzo, anche se tengono bene il passo i nomi 'puliti' come Marco, Matteo, Luca, Andrea, Marta, Giulia, Alice, Davide, Elisa, Fulvia, Silvia, Mattia e Alessia. (La Stampa)

venerdì 13 aprile 2007

DAL DENTISTA? ALL'ESTERO (1989)

Senza attendere il 1992, cioè l'abbattimento delle frontiere che favorirà scambi ed esperienze professionali, da anni parecchi valdostani come altri italiani hanno guardato all'estero con maggiore fiducia di quella concessa al proprio Paese. E' nel settore sanitario che si riscontra una più spiccata tendenza all'esterofilia, talvolta immotivata. In Valle, come in altre zone transfrontaliere d'Italia, per esempio è rimarchevole il numero degli espatri per cure odontoiatriche, per recarsi cioè 'dal dentista'. Ad Aosta così, su circa quattromila domande pervenute per il rimborso delle spese sostenute per le cure -dati dell'Unità sanitaria locale- ben il 25 per cento si riferiscono a lavori prestati all'estero (Francia e Svizzera), mentre lo stesso fenomeno è molto meno marcato nella Basse Valle dove negli uffici della Saub di Chatillon e Donnas, questo tipo di richieste non supera il 5 per cento del totale. Ma perchè all'estero? Risponde Luciano Oggero, presidente dell'Ordine dei medici e degli odontoiatri della Valle d'Aosta: "In una certa misura credo che il fenomeno sia dovuto alla vicinanza con il confine e in parte a una questione di convenienza economica, sulla quale però sarei critico". Ed il punto è proprio qui, ovvero sulla convenienza e conomica, poichè si sostiene che andare in Francia o Svizzera si risparmia fino al 40 per cento rispetto ai costi applicati in Valle. E' possibile? "Il dentista è un prestatore d'opera intellettuale -dice René Vierin, vicepresidente dell'associazione medici dentisti- un professionista che non vende manufatti ma progettazione. Per un dente si possono spendere 60 mila lire per l'estrazione come mezzo milione per la cura con la differenza che se salvato quel dente eviterà la spesa di interventi alternativi". (La Stampa)

lunedì 9 aprile 2007

XIIIe RENCONTRE VALDOTAINE (1988)

Dès la sortie du parking, c'est la banderole rouge et noire de bienvenue qui claque joyeusement dans un ciel limpide; ce sont, sous les ombrages de Cignas les retrouvailles des families valdotaines et de leurs parents émigrés, entre les Amis du Triangle de l'Amitié et quelques défenseurs de la francophonie mais aussi bien des valdotains d'adoption et de nombreux représentants des différents partis du Gouvernement régional. Cette année, Donnas a eu le privilège de réunir tous les enfants de la Vallée d'Aoste et la petite cité médiévale, a fait preuve d'une hospitalité seigneuriale.
(Le Messager Valdotain)

martedì 20 marzo 2007

CAPODANNO A DISCOTECHE CHIUSE (1985)

AOSTA - Tre discoteche di Courmayeur hanno deciso di non aprire in segno di protesta. Prima erano tutti increduli, ora cominciano a cambiare idea, anche se la neve ha portato i turisti: le discoteche rimarranno chiuse proprio nella notte in cui si brinderà al 1986 facendo gli scongiuri alla cometa di Halley, annunciatrice, secondo alcuni, di avvenimenti nefasti. Il presidente e prefetto Augusto Rollandin, il questore Morello, l'assessore al Turismo Borbey, il sindaco, i sindacati sono stati ufficialmente avvertiti dall'Associazione regionale al commercio e turismo che "in segno di pubblica protesta", gli esercenti delle discoteche di Courmayeur "attueranno la chiusura dei propri locali nella notte di Capodanno, diffidando fin d'ora chiunque non sia in regola con le prescrizioni di legge a effettuare trattenimenti danzanti nei propri locali". Il documento porta la firma del presidente dell'Associazione Pierantonio Genestrone e dei titolari delle tre discoteche Abat-jour, Le Clochard, Il Tiger. "Qualcosa cambierà, deve cambiare. Una cittadina non può stare senza discoteche la notte del 31 dicembre. Dove andranno i turisti a passare Capodanno"? Ma quali sono le cause della protesta? "Da troppo tempo abbiamo chiesto al Comune un orario più prolungato per la nostra attività, così come di norma avviene in tutti i Comuni d'Italia" dicono gli esercenti. Le motivazioni di un orario ridotto traggono origine dalle lamentele dei villeggianti: "A Courmayeur cerchiamo la tranquillità, vogliamo riposare e non essere svegliati in piena notte dal vociare confuso o dal rombo d'un motore". Motivazioni che hanno convinto il Consiglio comunale a non soddisfare le richieste dei proprietari delle discoteche. Da qui la chiusura nel "giorno di festa per antonomasia" dei locali da ballo.
(La Stampa)

UN'ARENA PER LA "BATAILLE DES REINES" (1985)

AOSTA - Il sindaco di Aosta Edoardo Bich ha firmato la concessione edilizia per la realizzazione (a carico della Regione) del foro boario e dell'arena in località Croix Noire di Aosta. Ottenuta l'autorizzazione comunale, la giunta e il Consiglio regionale hanno approvato il progetto (redatto dallo studio di architettura Cometto, Coquillard e Nebbia di Aosta) e l'impegno di spesa pari a quattro miliardi e 800 milioni. Si prevede che i lavori per la costruzione della struttura -situata tra i confini di Aosta e Saint Christophe-, possano cominciare con la prossima primavera e terminare nell'autunno successivo. Su un'area di 30 mila metri quadrati di proprietà del Comune di Aosta, troveranno posto il foro boario, l'arena o prato della fiera, le gradinate per il pubblico, un bar, servizi vari, magazzini e posteggio per 840 auto, 23 autobus e 17 autocarri. Nell'arena, che occuperà 5 mila 878 metri quadrati, potranno svolgersi contemporaneamente sei combattimenti di bovine. Il mercato coperto ospiterà 340 capi e sarà dotato di moderne strutture che consentiranno al pubblico di osservare comodamente gli animali in vendita senza interferire con gli operatori. Il pubblico inoltre potrà disporre di tribune coperte e all'aperto (4.750 posti a sedere) che circonderanno, con il foro boario, l'intero prato della fiera. (La Stampa)

domenica 4 febbraio 2007

TANTI PADRI...TANTO ONORE! (2007)

Non nasce certo sotto un buon auspicio il ruolo di madre di questa ragazza, che una volta accortasi di di essere incinta le è sorto un dubbio: "E adesso...chi è il padre"? Un bel rompicato. Tutto questo è capitato ad una giovane abitante in Val Venosta, poco meno di 30 anni, castana scura, piccolina e sempre in jeans e magliette strette, di professione barista. I suoi dubbi amletici del resto erano più che giustificati, poichè in paese si racconta di sue frequentazioni con un industriale, un paio di consiglieri comunali e quasi tutta la squadra di calcio del Malles. Ecco allora che nasce l'idea, e dal momento che i 'possibili padri' erano tredici (!), la 'goliarda' mamma ha dato mandato ad un avvocato di cercare il padre del suo figlioletto, che nel frattempo è nato il 13 dicembre scorso. Come? Attraverso l'esame del Dna dei tredici sospettati, tutti uomini che naturalmente hanno avuto "a che fare" con la giovane. Nel paese di Malles c'è chi giura che questa sia solo una favola metropolitana altri invece danno di gomito scorgendo gli indiziati. Una cosa è certa. Favola o no questa storia finirà in qualche trasmissione televisiva a tutto vantaggio della sua protagonista femminile, tanto... scaltra da mettere in ombra quei famosi "cento colpi di spazzola" di una certa Melissa... (Gericus)

sabato 3 febbraio 2007

SARA' L'ANNO DELLE DONNE... (1975)

E così, senza troppo rumore, anche il '74 se ne è andato. Un anno da chiudere nel cassetto dei ricordi e da dimenticare. Ben venga l'anno nuovo, salutato anche in Valle d'Aosta se non con il dispendio di spumante e champagna degli anni passati, almeno con l'intenzione di lasciare alle spalle brutti ricordi ed esperienze negative. Guardiamo dunque al futuro con nuove speranze e con quella fiducia che caratterizza noi valdostani. Il 1975 sarà un anno ricco di sorprese sentenzia ancora una volta Nostradamus, il veggente ormai stabilitosi a Saint Vioncente che ogni anno da queste colonne rende noto le sue profezie. Quindi? Per quanto riguarda la Valle d'Aosta -ci risiamo!- finalmente sarà applicat la "zona franca totale" grazie alla capacità diplomatica di un nostro parlamentare. Numerosi saranno poi i vincitori al Totocalcio e vincite cospicue anche al casinò di Saint Vincent. Sarà comunque il sesso debole a trarre i maggiori vantaggi e vi sarà un matrimonio tra una valdostana ed un principe siriano. (Gazzetta del Popolo)

foto: il mago Nostradamus

mercoledì 24 gennaio 2007

PRIMO SPOGLIARELLO PUBBLICO IN UN BAR (1973)

Lo fa un giovane operaio di Issogne che però viene arrestato dai carabinieri. Due giovani, tra i quali Elio S. di 25 anni -lo spogliarellista appunto- si trovavano l'altra sera in un locale pubblico di Issogne quando a causa del caldo, ma soprattutto del molto vino ingerito, quest'ultimo tra lo stupore dei presenti saliva su di un tavolo ed iniziava un vero e proprio spogliarello al suono di un juke-box. A nulla servivano i richiami del proprietario e di alcuni avventori a farlo desistere, pertanto venivano chiamati i carabinieri i quali giungevano sul posto giusto in tempo per trovare il giovane in mutandine. A quel punto, invece di desistere, questi alla vista dei militari cominciava a lanciare verso di loro parole scurrili tanto che gli uomini dell'Arma lo arrestavano trasferendolo alle carceri di Aosta. (Gazzetta del Popolo)

lunedì 15 gennaio 2007

IL PAZZO APPUNTAMENTO COL 1973

Cenoni, brindisi, canti e danze per salutare l'anno nuovo. La notte di San Silvestro è stata movimentatissima, mentre la vita nella regione si presentava pressochè paralizzata fino a mezzanotte. La neve finalmente è arrivata alla vigilia di Capodanno e ha soddisfatto albergatori e sciatori. Veglia a Punta Helbronner fra carabinieri e gendarmi francesi che hanno brindato all'anno nuovo. Pantagruelici pranzi di mezzanotte consumati nella città di Aosta dove provetti cuochi si sono sbizzarriti nella preparazione di squisiti manicaretti e tipici piatti locali. Sono stati consumati parecchi quintali di antipasti e altrettanta quantità di ravioli. Ottomila circa sono stati i polli, capponi e decine di quintali di frutta e panettoni.
(Gazzetta del Popolo)

venerdì 5 gennaio 2007

LA PRECAUZIONE NON E' MAI TROPPA...(2007)

La fiducia negli altri -vedendo quello che succede in giro- oggigiorno ha raggiunto valori da temperature siberiane. E così, dando ascolto ai consigli dell'Amministrazione Comunale che spinge ad andare in centro in bici o a piedi, un ciclista ha parcheggiato la sua bicicletta a ridosso di un cartellone pubblicitario, e dal momento che -come dicevamo- la fiducia nel prossimo è scarsa, ve l'ha assicurata con una robusta catena. "Sfido chiunque a rubarmela." Sfida vinta 'a metà', poichè non potendo rubarla interamente qualcuno non ha esitato a portarle via una ruota, quasi l'altra e quasi anche il fanale. Fatto sta ciò che resta della bici rimane inutilmente ancora assicurato da diversi giorni al palo di un cartellone pubblicitario situato in via Torino proprio di fronte al liceo Maria Adelaide. Chissà quanto ci rimarrà ancora, poichè anche il proprietario, una volta visto lo scempio, si sarà chiesto "una bici senza una ruota e un fanale, che bici è"?
(La Vallée Notizie)

sabato 16 dicembre 2006

VALDOTAINS de NEW YORK (1973)



A la mi-juin 1973, les Valdotains de New York se sont réunis dans un joyeux pique-nique à Gosben N.Y. (USA) pour resserrer les liens de l'amitié et de la fraternité Valdotaines, pour chanter les chants du Pays natal, pour évoquer les souvenirs lointains... Il est de noter les radieux sourires qu'ils arborent et les prometteuses progénitures "americano-valdotaines" qui apprennent par là et au delà de l'Atlantique à connaitre et à aimer notre Pays!


(De gauche à droite en commençant d'en haut)
1° rangée: Aldo Chaisson, Silvio Chaisson, Emma Blanchod, John Blanc, Prosper Vallet.
2° rangée: Louis Paillet jr., Livia Vallet, Daniella Marco, Rosalie Marco, Donna Marco, Gloria Fenoil, Robert Blanchod, Laurie Thomasset, Sylvestre Chaisson.
3° rangée: Wendy Arendt, Louise Darensod, Marietta Zalenko, Al Zalenko, Justine Corte, Eugenie Anselmet, Tony Ardisson, Henry Roux, Frances Roux, Robert Paillex.
4° rangée: Virginio Corte, Juliette Paillex, Victor Anselmet, Venance Darensod, Esther Tomasset, Mary Ardisson, Ferdinand Fenoil, Pierina Fenoil, Melanie Bochet, Louise Noel, Felix Balac, Gratien Bochet.
5° rangée: Enfants de Louise Paillex, Alisson et Jenef Arendt, Evelyn et Alison Wikstron, Claude et Noella Vallet. (Le Messager Valdotain)

lunedì 13 novembre 2006

E' ARRIVATO IL DIVORZIO (1970)

Nel prossimo mese di marzo ad Aosta si avranno le prime sentenze di divorzio. Lo ha stabilito la legge dello Stato dopo l'approvazione definitiva della Camera con 319 si e 286 no. Il nostro tribunale però sinora non ha ricevuto richieste. Nell'intera Valle d'Aosta però ogni anno le cause di separazione legale sono 200 circa ma le riconciliazioni frequenti. E' un numero comunque non molto elevato. Quali sono le ragioni, ovvero le cause di divorzio in Valle? Quando lo chiede lei è perchè il marito beve, sperpera i soldi al gioco o trascura la famiglia. Quando lo chiede lui invece la causa è sempre perchè la moglie lo tradisce, anche se poi molte volte si arriva al perdono e la famiglia si ricompone. (Gazzetta del Popolo)