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lunedì 21 dicembre 2009

DESERTIFICAZIONE O GLACIAZIONE?

AOSTA -Il gelo del 20 dicembre è già storia. Gli esperti ammettono che la nevicata di dicembre è la più estesa degli ultimi 10 anni. In appena 24 ore infatti, sono state ricoperte dalla neve, Liguria; Piemonte; Lombardia; Emilia Romagna; le Venezie; Toscana e Umbria, con precipitazioni meno estese però anche su Marche; Lazio e Abruzzo. Per la città di La Spezia, questa è la nevicata del millennio. In Friuli Venezia Giulia, la scorsa notte la temperatura ha segnato -20. mentre a Trieste, la Bora ha spazzato la città a oltre 100 chilometri orari. Toscana: Il prefetto consiglia di non mettersi in viaggio. A Roma, le stazioni della metropolitana aperte di notte per i senza tetto. Treni e aerei bloccati. La polizia stradale mette in giardia gli automobilisti sui pericoli del ghiaccio in autostrada. E in Europa? 42 morti assiderati in Polonia nel fine settimana, temperature polari in Francia; Belgio; Gran Bretagna e Austria. A Mosca la temperatura ha toccato i -30 e sulle Alpi Svizzere la colonnina del mercurio è scesa a -32. Negli Stati Uniti, una tempesta di neve si è abbattuta su New York. Piano di emergenza neve a Washington; Baltimora e Philadelphia, con previsione di precipitazioni nevose di oltre 55 centimetri. Stato di emergenza ancora nello stato americano della Virginia: il ghiaccio ha provocato in un giorno 335 incidenti automobilistici.
Ma dove sono i catastrofisti della cosiddetta "Desertificazione" del mondo? Come spiegano invece questa "Glaciazione" del pianeta? Ma di quale morte morirà dunque l'umanità: arrostita dal sole o stecchita dal gelo? Una o l'altra non fa differenza, ma il punto è: in un tentativo di sopravvivenza, avremo bisogno di condizionatori d'aria fresca o di caloriferi ad alto potenziale? Tutto questo me lo chiedo con le notizie disastrose che arrivano dal mondo, e con la neve fitta fitta che vedo cadere dalla finestra di casa mia, ad Aosta, alle ore 15,51 di lunedì 21 dicembre 2009...

sabato 24 gennaio 2009

GLOBAL WARMING, LA BUFALA DEL SECOLO

AOSTA - Alla faccia del "Global Warming", o del più comprensibile "Riscaldamento Globale". Mai come quest'anno in Italia -e in Valle d'Aosta in particolare- la neve è scesa così copiosa, tanto da ritornare indietro nel tempo di oltre vent'anni. Nevicate su nevicate si succedono ormai da settimane, creando veri e propri muraglioni di neve sui bordi delle strade. "Ma non dovevamo andare verso la stagione torrida"? si chiede imbufalito il valdostano, mentre, pala in mano, cerca di riportare alla luce la propria vettura nascosta sotto un igloo di neve. La "bufala del secolo" mai come in questo inverno trova conferma, anche se illustri scienziati -il premio Nobel Kary Mullis e l'italiano Antonio Zichichi-, da sempre scettici di fronte alla 'catastrofe annunciata', evidenziano in un articolo riportato su "Science" che "non è possibile stabilire una relazione lineare tra aumento di CO2 e riscaldamento globale", una criticità che tra l'altro trova riscontro nella diminuzione della temperatura media globale, "che si è verificata approssimativamente tra il 1940 e il 1976". Un "Global Warming" che non trova poi per niente d'accordo anche lo scienziato svedese Fred Goldberg, esploratore artico e segretario del Polar Club, il quale, a ragion veduta, ammette che a causa del rallentamento dell'attività solare, prevede che fra non molto invece "entreremo in una breve era glaciale, come quella che si verificò verso la metà del 1600". E i dati appena usciti, infatti, dicono che il 2008 è stato più freddo degli anni precedenti e che i ghiacciai, così come si erano in parte sciolti, durante quest'inverno si sono riformati, tornando ai livelli di oltre trent'anni fa. "The greatest challenge facing mankind -recita Michael Crichton , scienziato e scrittore- is the challenge of distinguishing reality from fantasy, truth from propaganda. Perceiving the truth has always been a challenge to mankind, but in the information age (or as I think of it, the disinformation age) it takes on a special urgency and importance". (La più grande sfida di fronte al genere umano, è la sfida della distinzione tra realtà e fantasia, verità e propaganda. Percepire la verità è sempre stato una sfida dell'uomo, ma nell'era dell'informazione -o come io penso, della disinformazione- ciò acquista una speciale e urgente importanza). Per concludere? Niente corsa all'acquisto di condizionatori d'aria, ma piuttosto di stufe per scaldarci... (Gericus)

mercoledì 4 giugno 2008

E LA CHIAMANO ESTATE... #2

"E la chiamano estate..." cantava Bruno Martino negli anni Sessanta o giù di lì, riferendosi però ad una "lei" che non c'era più. Oggi possiamo rispolverare questa vecchia canzone dedicandola non all'amore perduto, ma alla stagione che non c'è più, ovvero l'estate. L'immagine che salta agli occhi guardando fuori dalla finestra è prettamente invernale: nuvole basse e grigie e poi pioggia, pioggia senza sosta che ormai cade da giorni e che al di là di una incazzatura generale, tiene in allarme i responsabili della Protezione civile. E' il quattro giugno, il termometro (h. 5.09 pm) è fermo sui 16 gradi e sulle montagne che circondano Aosta (foto) è ricomparsa la neve. Il buffo è che si sta opprimendo la popolazione mondiale con lo spettro dell'era della siccità in arrivo. A questi "soloni del catastrofismo" basterebbe fare un salto in Valle d'Aosta per rendersi conto di quanta acqua scende lungo la Dora a causa delle incessanti piogge di questi giorni, e chissà che non cambierebbero registro. Vabbè, cantiamo che ci passa: "E la chiamano estate, questa estate, che non c'è..." (Gericus)

mercoledì 8 agosto 2007

E LA CHIAMANO ESTATE... #1

Affacciandomi alla finestra, mi viene da pensare a due canzoni..., una dei tempi di mio padre, "E la chiamano estate" di Bruno Martino, e l'altra, che canticchiavo io negli anni '80, ovvero "L'estate sta finendo" dei Righeira. Una o l'altra non fa niente, perchè tutte e due 'fotografano' il momento attuale: oggi, mercoledì 8 agosto "anno Domini 2007", ad Aosta alle ore 16.00 il termometro segna uno sconfortante 15 gradi (59F). C'è da tagliarsi le vene a guardare fuori, a sentire la pioggia battente, a vedere questo cielo colorato di un grigio opprimente come non mai. Normalmente l'annuncio del cambio stagionale qui ad Aosta avviene quasi sempre verso il 15 di agosto con la prima spruzzata di neve sulla cima del monte Emilius che sovrasta la città. Qualche grado in meno ma temperatura che rimane gradevole. Oggi invece è la classica visione di un autunno inoltrato. Che non senta parlare di "desertificazione" please, ne tantomeno di corsa del pianeta verso la distruzione a causa del surriscaldamento del globo. Bufale, bufale inventate da pseudo ecologisti per arraffare miliardi da spendere nella ricerca e nel rimedio, poiché si deve pur vivere.... Signori, i fatti vi smentiscono. Venite ad Aosta se non ci credete, e poi ditemi se questa è la strada che porta verso il deserto... (Gericus)
(foto: montagne intorno ad Aosta)

lunedì 28 maggio 2007

E' TORNATO L'INVERNO...

Dal piumone al lenzuolo e viceversa. Si è smarrita l'estate in Valle d'Aosta. Questa mattina infatti (ore 10.30) il termometro segnava 6 gradi(42F.) e alle ore 19.30 solo 12,5, un salto all'indietro di 25 gradi rispetto ai 31 toccati nientemeno che il 24 aprile scorso. Non c'è da stare allegri, poichè anche le montagne intorno alla città dimostrano chiaramente il brusco passaggio dal caldo al freddo con il ritorno della neve caduta nella notte poco sopra la città. Questa pertanto è l'immagine (foto) della situazione climatologica di oggi, lunedì 28 maggio, mentre tutti col naso all'insù cerchiamo l'estate smarrita... (Gericus)

martedì 24 aprile 2007

AOSTA TROPICALE?

Aosta come Ibiza, come la Costa Smeralda. Non per il mare, purtroppo, ma per il clima. Oggi, martedì 24 aprile, alle ore 17,15 il termomentro ha infatti toccato 31.5 gradi (87 F). E siamo a metà primavera. Ma a quanto pare non è che un assaggio di quello che ci aspetta, poichè a sentir il servizio metereologico ascoltato in giornata, "l'estate ci porterà giornate sui 40 gradi ed oltre". Fa uno strano effetto sentire tutto ciò in una regione accovacciata ai piedi del Monte Bianco, perchè ciò che dovrebbe rappresentare la certezza di un clima mite, non è altro che un inutile ostacolo tra arsura e refrigerio. Il "clima è impazzito" dunque, anche se gli esperti cercano di convincerci -o forse cercano di convincere sè stessi, chissà- che per per dire ciò bisogna confrontarsi nei secoli. Fatto sta che i poli si sciolgono, i ghiacciai si ritirano, i mari si scaldano, gli uccelli migratori partono o arrivano anzitempo, i fiori sbocciano a febbraio e, tanto per rimanere in casa nostra, da più di 50 anni il fiume Po non aveva mai raggiunto un livello così basso, poichè da una media storica di 953 metri cubi d'acqua al secondo, ieri la portata era di soli 431, ovvero meno della metà. Siamo alla catastrofe? Guido Bertolaso, responsabile della Protezione Civile è tranquillo: "Non esageriamo. E' tutto sotto controllo". Beato lui allora...

martedì 10 aprile 2007

ESTATE...

Con una giornata di cielo limpido e un sole caldo, Aosta oggi ha avuto il suo primo assaggio dell'estate che verrà. Oggi, martedì 10 aprile, alle ore 16,30 il termometro segnava infatti +25, una temperatura per la Valle d'Aosta praticamente da luglio inoltrato.
E' questa l'avvisaglia di ciò che ci riserverà l'estate vera e propria?
(foto:piazza Arco d'Augusto)

sabato 2 dicembre 2006

DOV'E' LA NEVE? (1972)

Record di turisti e di sole. Grande assente però al 27 dicembre, è la neve. A Courmayeur sulle piste si comincia a vedere il terreno, anche se gli albergatori dicono che non si era vista mai così tanta gente per Natale. Tutti però aspettano con ansia la neve, mentre a Cogne gli impianti di risalita sono fermi, e così pure nella parte bassa di Pila e Gressoney. Le strade sono tutte percorribili senza catene o gomme antineve e nessun incidente è accaduto in questi giorni. Qualche fiocco bianco è caduto a Cervinia e La Thuile nella giornata di ieri, ma solo qualche fiocco, e la situazione è rimasta invariata. (Gazzetta del Popolo)