In questa Italia da operetta riusciamo a convivere situazioni nella maniera più sfacciata: l'onesto lavoratore che fatica ad arrivare a fine mese e il pensionato che proprio non ce la fa. Ieri, in un supermarket di Padova per esempio, hanno arrestato un pensionato 77enne che aveva nascosto sotto la giacca due confezioni di carne: "
Avevo fame" ha detto in lacrime agli agenti, "
e con 500 euro al mese di pensione proprio non riesco ad andare avanti". Ma se questa è una delle situazioni, ecco l'altra con la quale conviviamo:
Mauro Sentinelli, dirigente Telecom classe 1947, è il pensionato più ricco d'Italia, con un assegno versato dall'INPS di
90.000 euro e spiccioli al mese. Avete letto bene:
NOVANTAMILA EURO AL MESE, ovvero
1.173.203 euro all'anno, che fanno la bellezza di
3.214 euro al giorno! Ma questo
"Paperon de Paperoni" nostrano non è il solo nella cuccagna retributiva, poiché dietro a lui c'è un certo
Mauro Gambaro del mondo della finanza, che mensilmente riceve un assegno pensionistico di
51.160 euro (665.000 euro all'anno!), seguito da tale
Alberto de Petris (settore telefonia), con
50.274 euro al mese (653.000 euro all'anno!) e infine, con due briciole -si fa per dire-, c'è il signor
Vito Gamberale, settore telefonico pure lui, con una misera pensione mensile di
44.162 euro, ovvero una miseria di
574.000 euro all'anno. E la lista dei super-pensionati è ancora lunga, ma ci sono altre figure che con l'INPS non se la passano male, e uno di questi è
Luca Boneschi, al quale è bastato solo un giorno di incarico parlamentare -ripeto: solo un giorno!- per andarsene in pensione con
3.108 euro mensili. Ma la ciliegina arriva con "
il moralista" Oscar Luigi Scalfaro, che oltre al non modesto vitalizio da presidente della repubblica, incassa oltre
4.700 euro al mese come ex magistrato, pur avendo svolto questa attività per soli tre anni. E cosa dire poi di quella bidella andata in pensione nel 1983 all'età di 32 anni e che fino ad oggi si è beccata dallo Stato
280.000 euro, cioè
261.000 in più di quelli che ha versato in tutta la sua carriera. Dunque, poniamoci a questo punto alcune domande: pur avendo questi signori versato dei soldi all'INPS, con vitalizi simili, quanto riceveranno in più di quello che hanno dato? Chi pagherà dunque tutti questi soldi in uscita nel corso degli anni? La risposta è una sola: il cittadino comune, quello a cui vengono richiesti sacrifici nonostante sia già in bolletta, poiché sulle sue spalle gravano "baby pensioni", "pensioni doppie o triple" e così via. Ma per risanare i conti dello Stato, non bastava togliere il 70% dalle pensioni sopracitate? E ancora: se oggi l'INPS è in bancarotta, non lo si deve attribuire a questo stato di cose, a questo andazzo spudorato al limite della vergogna? Per comprendere meglio questa casta di furbi, -che io chiamerei affossatori dell'economia nazionale-, consiglio il libro di
Mario Giordano -edito da Mondadori- dal titolo "
Sanguisughe". Unico avvertimento per il lettore? Uno stomaco forte...
(foto: donna con sanguisughe)