
ROMA - A volte il mito nasce per caso. Se non ci fosse stata la ballerina turca
Aiché Nanà, chissà, forse il successo di Roma con la sua "
Dolce vita" di via Veneto non sarebbe mai scoppiato. Si, perché il tutto nacque da un ritmo di batteria della "
Roman New Orleans Jazz Band" che nel novembre del 1950, suonava al
Rugantino, un locale di gaudenti vivacchioni della capitale. E' lì infatti, esattamente il 5 di quel mese, complice qualche bicchiere di champagne di troppo e quel suono martellante di batteria, che la 'nostra' Aiché Nanà improvvisò in una Roma bigotta e bacchettona un "
bollente" -per l'epoca- strip tease. Ad uno ad uno pertanto, caddero i suoi indumenti, mentre intorno a sé ormai, l'euforia aumentava, come il sudore sulla fronte degli uomini. Rimasta in sole mutandine -che la stampa ricorderà "
nere velate di merletto"- , la donna ballò, si sdraio su di un tappeto di giacche e si inarcò con una carica erotica come solo una ballerina turca sa fare, poi, al culmine dell'entusiasmo, arrivò la polizia a mettere fine -come si scrisse allora- "
a quello sconcio". Richiesta di documenti ai presenti con tanto di segnalazione in questura, e per la donna, colei che "
aveva osato tanto", un processo per atti osceni in luogo pubblico con un inevitabile condanna della Corte d'appello a due mesi di reclusione. Ma se questo interessò cronaca e aule giudiziarie, il fatto varcò perfino i confini nazionali segnando in positivo il nome di una via e di un'intera città, ovvero, la Roma della
Dolce vita. Tutto ciò che seguì era, in qualche modo scontato;
Anita Ekberg che si bagna nella fontana di Trevi,
Fellini che porta nel mondo quest'angolo di città,
Linda Christian che si innamora al
Cafè de Paris di Tyron Power, i "
Paparazzi" con i loro appostamenti e le molte scazzottate con i vip tra i dehors di
via Veneto e infine,
Cinecittà che per incanto diventa Hollywood. Diventata così l'ombelico del mondo, per anni Roma ha vissuto di questo splendore riflesso, poi, il mito, piano piano è scemato. Dove c'era il Rugantino, oggi per esempio c'è un
McDonald's, segno inequivocabile della fine di un era, che era poi quella di
Carosello se vogliamo, della legge Merlin e della cagnetta Laika. Quella della rapina di via Osoppo, del secondo governo Fanfani, del delitto Martirano e di Papa Giovanni XXIII°. In poche parole, quella di un Italia 'piccola piccola' che non c'è più. Avessero fatto almeno una statua a Aiché Nanà...
(Gericus)
[FOTO: Aiché Nanà durante la famosa esibizione al Rugantino]
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