
Il partito liberale italiano ha espresso ieri in un comunicato il proprio dissenso per il progetto di ristrutturazione del dormitorio in via Stevenin da adibire a centro provvisorio di accoglienza degli immigrati extracomunitari. Il progetto di ristrutturazione è ancora in fase di studio e se ne sta occupando l'assessore ai Servizi Sociali del Comune di Aosta. La discussione sull'argomento era cominciata con una petizione di 250 persone, residenti nella zona, contrarie a questo progetto. Il comitato regionale di coordinamento degli inteventi di cooperazione, di solidarietà e di educazione allo sviluppo, da tempo impegnato nel realizzare programmi di sostegno e solidarietà agli extracomunitari, aveva espresso amarezza nei confronti di questo episodio di intolleranza. Di parere diverso il Pli: "Non si può accusare di razzismo centinaia di cittadini aostani -si legge nel comunicaro-. Riteniamo infatti che tutti, compresi gli extracomunitari, abbiano diritto a essere accolti e trattati con dignità e non come individui da emarginare. Solo che non vogliamo una casbah nella zona centrale di Aosta". (
La Stampa)
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