
Gli abitanti di via Stévénin sono preoccupati per il progetto di un dormitorio per immigrati. Raccolte già 247 firme di abitanti della zona e presentate al sindaco, al presidente della giunta regionale e alle forze politiche. Il tutto, senza alcun sentimento di razzismo o di intolleranza verso gli extracomunitari. I timori nascono per le condizioni in cui di solito vivono i giovani immigrati dall'Africa: pochi riescono a trovare lavori in regola con la legge, la maggior parte è costretta a fare l'ambulante per sbarcare il lunario, qualcuno si trova anche immischiato in furti oppure in storie di droga perchè non sa dove trovare soldi per sopravvivere. La legge, a quel punto, ha poca importanza. Sottolineano, in esordio, "il verificarsi di una nuova situazione logistico-culturale tale da provocare lo scontento degli abitanti della zona" e polarizzano l'attenzione sul "cuore della città, espressione più significativa della cultura, come immagine da offrire al visitatore alla ricerca della specificità storica". Scrivono ancora: "Una collocazione è indubbio, va ricercata, ma deve essere tale da garantire un futuro dignitoso per questa gente che direttamente o indirettamente abbiamo ricevuto. Illuderli sarebbe un ingiustizia". Via Stévénin è a pochi passi dai giardini d'infanzia, dove secondo un progetto, gli spazi circostanti devono essere recuperati per il verde pubblico. "Una comunità debole -continuano gli abitanti- costretta a sopravvivere potrebbe essere spinta a eccessi consequien drammatici. La loro esasperazione potrebbe sfociare in attività non sempre lecite". Per i residenti della zona il quotidiano è sovente drammatico: nella adiacenze della torre Bramafam il rinvenimento di siringhe usate e abbandonate lungo la strada è una realtà sempre più frequente. (
La Stampa)
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