giovedì 8 febbraio 2007

TRAGEDIA DI AYAS (1976)

Tutta la popolazione della vallata di Ayas ha preso parte ieri mattina ai funerali di Franco Bieller, 49 anni di Champoluc, morto assieme ai figli Rudy di 17 anni e Marco di 11 in un tragico quanto assurdo incidente di montagna accaduto nel pomeriggio di lunedì. Le tre bare sono state tumulate nel piccolo cimitero nella tomba di famiglia alla presenza di centinaia di valligiani che ammutuliti hanno assistito al mesto rito. Tutto per una gita in montagna, voluta e attesa con gioia soprattutto dai figli, tanto che lunedì mattina sono partiti tutti e tre per andare a vedere i camosci e per raccogliere qualche pezzo di quarzo nella vecchia miniera abbandonata di "Testa di Comagne" nel Comune di Brusson. Pensavano ad una gita 'senza difficoltà' invece le difficoltà si sono presto presentate al terzetto. Trovandosi di fronte ad un canalone largo 6/7 metri e lungo duecento, con una pendenza del 70%, questi hanno cercato di attraversarlo, precipitando però uno dietro l'altro nel burrone per un centinaio di metri morendo all'istante. La vedova e madre Diana Viot in questi giorni è riuscita ad affrontare con coraggio la triste realtà, confortata da parenti e amici di famiglia che le si sono stretti attorno per sostenerla in questa grave circostanza. (Gazzetta del Popolo)
(foto: lo strazio della madre)

mercoledì 7 febbraio 2007

STRANIERI: QUESTO E' IL CANADA (2007)

Okay, benvenuti nel nostro mondo, non che vi aspettassimo, ma sapevamo che prima o poi avreste bussato alla nostra porta. Vogliamo dunque presentarci. Siamo canadesi, occidentali, liberi. E ci piacciono le donne. Vi spieghiamo subito quali sono le regole di casa nostra, così potete mettervi subito a vostro agio. Poche norme, chiare, non farete fatica a rispettarle. Primo: le donne non si bruciano vive. Secondo: le donne non si sfregiano con l'acido. Terzo: le donne non si lapidano. Quarto: le donne si amano, non vanno infibulate. Cinque: le donne sono belle, non si coprono con il burqa. Anzi, adesso vi spieghiamo noi come si trattano le donne...
E' questo in pratica un "codice di comportamento" riservato ai futuri immigrati, ma solo perchè quelli del posto lo applicano già, e l'idea è del consigliere comunale André Drouin. Il tutto avviene a Hérouxville, 1.323 anime contate nella provincia francofona del Quebec, 103 anni di età, un angolo di terra incantevole circondato da montagne, a ridosso del lago Lac-à-la-Tortue a due passi dal Parco Nazionale della Maurice, regno dei separatisti canadesi, dove non si rinuncia alle proprie tradizioni per non offendere le altrui, dove non si accettano altrui tradizioni per evitare che ci offendano e basta. Non si vieta qui a Hérouxville, si permette, si consiglia vivamente. Alle donne è permesso guidare l'automobile, ballare, mostrarsi a volto scoperto, sottoscrivere assegni, votare, vestirsi come meglio credono, lavorare dove pare loro e acquistare beni di proprietà. Basta chiudere a chiave la propria femminilità, in poche parole, alle donne è permesso vivere. "Il documento è molto chiaro" dichiara André Drouin "e gli stranieri sono i benvenuti. Noi desideriamo accoglierli e lo abbiamo scritto nero su bianco. Ma vogliamo anche dire a chi viene a vivere a casa nostra chi siamo aprendo le nostre porte a persone di ogni nazionalità, lingua, orientamento sessuale. A parte che non portino qui i loro divieti, le loro proibizioni, le loro discriminazioni. Vogliamo semplicemente informare i nuovi arrivati che certe tradizioni che hanno lasciato alle spalle non si possono ricreare qui da noi". Sulla soglia della casetta bianca e blu al 1060 di Rue Rang Saint Pierre, sede del consiglio municipale c'è una scritta: "La Municipalité de Hérouxville vous souhaite la Bienvenue". (Il Giornale)

NON C'E' ONESTA' NEMMENO TRA LADRI (1975)

Disonesti anche tra ladri, ma grazie all'ultima loro impresa -strampalata- la polizia è riuscita a smascherare gli autori di numerosi furti avvenuti di recente su auto e appartamenti. Uno dei due, Mario G. di 30 anni è stato tratto in arresto, mentre il secondo, Oddone B. di 35 è stato denunciato a piede libero per furto aggravato. L'altra notte al 113 perveniva una telefonata: "In via La Rochere due persone stanno litigando violentemente in mezzo alla strada". Sul posto si recava subito il brigadiere Giordana in compagnia di un agente, i quali scorgevano un individuo che tentava di fuggire ma che dopo una breve rincorsa riuscivano a bloccare. Poco distante, gli agenti notavano a terra un altro uomo in stato di etilismo acuto. Quest'ultimo farfugliando accusava il compare di avergli rubato il portafoglio così, portato in Ospedale l'ubriaco, l'altro veniva trasferito in Questura, dove in tasca effettivamente gli veniva trovato il portafogli dell'amico contenente poche migliaia di lire. Ottenuti due mandati di perquisizione, gli agenti rinvenivano poi in casa dei due malviventi refurtiva per un valore di oltre 20 milioni di lire come bottino di una serie di furti commessi sia ad Aosta che a Courmayeur. A quel punto Mario G. veniva tratto in arresto poichè sorpreso in flagranza per il furto del portafogli mentre il compare veniva denunciato a piede libero. (Gazzetta del Popolo)
(foto: refurtiva sequestrata dagli agenti)