martedì 4 luglio 2006

"BRUNO" E' STATO UCCISO (2006)

A "Bruno" piaceva scorrazzare tra le montagne. Era nato per quello. Era stato addirittura il coronamento di un progetto per la reintroduzione della sua specie nelle Alpi centrali. Forse "Bruno" aveva intuito l'importanza che gravava su di sè, tanto che il suo cercare una femmina per mettere su 'famiglia' lo aveva portato a correre su e giù per queste lande solitarie infischiandosene di confini tra Stati, tutte cose da 'umani' e non da 'esseri liberi'. Per un attimo "Bruno" deve aver assaporato tutta la gioia del mondo riappropriandosi di quei boschi dove il ritmo della vita è scandito da lunghi inverni e rigogliose primavere, quando i ruscelli ingrossano e i fiori dai mille colori spuntano dalla neve. Ma non tutti vedevano in "Bruno" la natura che trionfa anzi, notavano invece le carcasse di alcuni animali 'predati' da "Bruno" per la sua naturale sopravvivenza. Dopo l'Austria, "Bruno" giunge in Germania, ed è lì che i fucili lo attendono. Non quelli con cartucce per addormentare, ma bensì con pallettoni per uccidere. Finisce così a due passi dal lago Spitzing nella contea di Miesbach, in Baviera, la vita di "Bruno", mentre l'orologio batte le 4,50 del mattino di un fresco giorno di fine giugno. Perchè questa fine cruenta? "Bruno" aveva due anni, era alto poco più di due metri, diffidava della gente e di conseguenza ne stava alla larga. Il tabloid berlinese "B.Z" parla di un abbattimento ad opera di cacciatori di frodo giusto per conservare come trofeo testa, pelle e artigli. Avrà fatto a tempo "Bruno" ad incontrare la sua orsa per 'metter su famiglia'? Chissà poi se avrà pensato se ne valeva la pena, in questo mondo infestato dalla stupidità umana...

sabato 1 luglio 2006

E' MORTO ALBERT DEFFEYES (1953)

Alle due del pomeriggio è morto Albert Deffeyes. Per l'amico che se ne è andato, la Valle d'Aosta è in lutto. Nel dolore che ci affligge, una sola grande consolazione, quella di vedere l'unione, la riconoscenza, la capacità di sacrificio dimostrata dai valdostani in questa occasione. Contadini, operai in massa hanno lasciato i loro lavori per recarsi ad Aosta per accompagnare all'ultima sua dimora il valdostano autentico, l'autonomista sincero, l'alpinista intrepido, l'amministratore capace e attivo. La bara, preceduta da bambini, da un plotone di alpini, dalla fanfara cittadina, da 52 corone e tredici cuscini di fiori, è stata portata a spalla lungo le vie cittadine fino alla Cattadrale.(Union Valdotaine)

VOGLIAMO IL TUNNEL! (1953)

Il tunnel del Monte Bianco è un opera che spaventa, ma il progresso non può fermarsi. E proprio sullo scetticismo del progresso non bisogna comportarsi come successe a Manuel De Praz nel 1895 quando, in occasione della fondazione dell'Automobil Club Francese, egli davanti ad un numeroso pubblico sentenziò: "Brindiamo al tempo in cui l'automobile raggiungerà una media non di 24 chilometri orari come oggi, ma di 50 e forse anche 60"! Tra il pubblico molti esclamarono: "E' ben triste che dopo un ottimo pranzo, si trovi sempre un esaltato che dica qualche enorme sciocchezza"!
(Pays d'Aoste)