Cognomi stranieri che sovrastano quelli italiani. Ultimo, per il momento -ma non l'ultimo-, dei campanelli d'allarme per un Italia -e un Europa- che scompare. In tal proposito esce in questi giorni nelle librerie un interessante libro scritto dall'antropologa
Ida Magli, dal titolo "
Dopo l'Europa" (edito da Rizzoli, 238 pagine euro 11), nel quale la scrittrice fa un po' il punto della situazione in fatto di immigrazione, e su come "
la nostra società sia sempre più schiava dell'economia e di un modello politico votato solo al profitto". E il profitto non guarda in faccia nessuno, poiché gli interessi passano avanti a tutto, anche a discapito della propria identità, cultura e appartenenza. Proprio per questa ottusità quindi, possiamo affermare senza ombra di dubbio che tutto ciò che oggi si indica in "
cultura occidentale" tra qualche decina di anni sarà soltanto un ricordo. Perché? Perché nel 2050 -o anche prima-, l'Europa -come scrive Ida Magli-, "
sarà abitata da un gran numero di africani insieme a gruppi di media consistenza di cinesi e di mediorientali a causa della continua e massiccia immigrazione dall'Africa e dall'Oriente, ma soprattutto dall'altissima prolificità di queste popolazioni, superiore almeno cinque volte a quella degli europei". E poi, l'amara constatazione dell'antropologa: "
La morte dell'Italia è già in atto soprattutto per questo: perché nessuno combatte per farla vivere, persino perché nessuno la piange". Ma continua ancora:
"E' contro natura, contro la realtà dei sentimenti umani, ma è così: stiamo morendo nel tripudio generale, con una specie di "suicidio felicemente assistito" dai nostri stessi leader, governanti e giornalisti. Non per nulla l'idea del suicidio assistito è nata in Occidente". La conclusione è chiara: i portatori, i soggetti agenti della cultura europea saranno sempre più in minoranza,
"e minoranza non va intesa come esclusivamente numerica, ma psicologica: essere invasi e sopraffatti senza aver combattuto induce all'estinzione".
1 commento:
Libro interresante Gericus leggilo,specialmente a pagina 177 e 223, d'altra parte sappiamo benissimo come stanno sono andate e andranno a finire le cose! L'Italia purtroppo e' andata alla deriva e' un vero peccato......
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